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SKU Tisana S54
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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la colite.

EFFETTI Tisana antispastica per colite (SENZA DIARREA).
INDICAZIONI
MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza due/tre volte die. 15 min. prima di colazione e pranzo. 15 min. prima di coricarsi.
INGREDIENTI Tisana a base di Melissa officinalis, Tilia tomentosa, Trigonella foenum graecum e Glycyrrhiza glabra.

VUOI SAPERNE DI PIU'?

INGREDIENTI

  • Melissa Officinalis - Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell’olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: «La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).»

  • Tilia Europaea - Tiglio: « Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un’essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po’ sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l’arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un’eccessiva coagulazione del sangue. L’alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l’alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni.»

  • Trigonella Foenum Graecum – Fieno Greco: «Il fieno greco era utilizzato nella medicina popolare per combattere parassiti intestinali o come epatoprotettore e galattogogo (favorente la lattazione). Il fieno greco è da sempre conosciuto ed apprezzato come 'ricostituente', antianemico, anabolizzante ed antiulcera, ipolipemizzante ed ipoglicemizzante. L'azione ipoglicemizzante del fieno greco è modesta, e comunque da attribuire non solo alle fibre. L'attività tonico-stimolante è invece sfruttata nella prevenzione e nella cura delle magrezze degli adulti e dei bambini. La farina di fieno greco, in cataplasmi, viene utilizzata dalla tradizione popolare contro foruncoli, ulcere delle gambe e pelle grassa ed impura. Nella moderna fito-cosmesi, il fieno greco trova spazio in prodotti rassodanti, emollienti, antismagliature ed antirughe. » Per la salute: « Il fieno greco possiede proprietà rimineralizzanti che lo rendono efficace nella cura dell’osteoporosi. Per capirci meglio, l’osteoporosi è una rarefazione della massa ossea, uno degli aspetti naturali dell’invecchiamento del corpo, ma può anche presentarsi come una vera e propria malattia che può causare cedimenti o fratture spontanee soprattutto delle vertebre della colonna e dei femori quando la complessiva massa ossea (valutata nell’infanzia intorno al 25%) scende sotto l’11% dell’intera massa corporea. I principali fattori di rischio di osteoporosi nelle donne sono generalmente l’eccessiva diminuzione degli estrogeni in fase di pre-menopausa, menopausa precoce o provocata da interventi chirurgici, dieta povera di calcio, dieta eccessivamente proteica, abuso di alcol e fumo di sigaretta, vita sedentaria. » Interazioni: «Possibile sommazione di effetti con ipoglicemizzanti orali e potenziali interazioni con terapie ormonali ed anticoagulanti.»

  • Glyrrhyiza Glabra - Liquirizia: «I principi attivi della liquirizia sono principalmente composti triterpenici e loro derivati, specialmente glicirrizina (sostanza cinquanta volte più dolce del saccarosio), flavonoidi (liquiritina), fitosteroli, saponine, mannite, amidi e vitamine. Il principio attivo più importante è rappresentato dalla glicirrizina, concentrata principalmente nelle parti legnose della pianta e nelle radici. La liquirizia possiede proprietà digestive e antinfiammatorie e protettiva per le mucose; è usata perciò, contro gastriti e bruciori di stomaco, previene e cura le ulcere gastriche e duodenali, causate da farmaci e alcool, e le ulcerazioni da chemioterapici. Studi condotti sulla pianta hanno evidenziato che la glicirrizina, che le conferisce un'azione antinfiammatoria e antivirale, ha la capacità di impedire la crescita dell'herpes; ed é in grado di bloccare l'ingresso e la replicazione dei virus nelle cellule in alcune patologie polmonari; in parole povere, di frenare l'infezione. Il meccanismo d'azione non è ancora ben chiaro. Si ipotizza che questo componente andrebbe ad interferire con il percorso di comunicazione cellulare, inducendo anche la produzione di ossido nitrico, fattore di attivazione ben conosciuto per i macrofagi e linfociti, cellule che allertano e potenziano una risposta più globale del sistema immunitario. Per questa ragione la liquirizia può essere utilizzata nella lotta alle tossinfezioni alimentari, infatti, l'estratto derivato dalla radice è efficace per contrastare i microrganismi che si trovano nel cibo. Secondo gli studiosi giapponesi, che stanno portando avanti le ricerche in tal senso, i composti biologicamente attivi, che la liquirizia possiede, sono in grado di contrastare molti ceppi di microrganismi che rendono il cibo pericoloso. La proprietà antinfiammatoria e protettiva delle mucose la rende inoltre un ottimo rimedio contro la tosse, conferendole azione emolliente ed espettorante, utile nel trattamento delle affezioni alle basse vie respiratorie, in caso di asma e bronchite e tosse secca. La liquirizia è anche leggermente lassativa, grazie alla presenza di mannite, principio attivo della manna. La mannite (mannitolo) è uno zucchero naturale che agisce contro la stipsi, attirando acqua nel colon e facilitandone lo svuotamento.? Per questa ragione il decotto è molto efficace in caso di stitichezza e nei disturbi legati alla sindrome dell’intestino irritabile. » Per la salute: « Viene utilizzato in ambito erboristico per dolcificare tisane e renderle più appetibili. Questa proprietà è molto interessante poiché consente di dolcificare prodotti e tisane anche per pazienti diabetici, i quali hanno difficoltà ad assumere dolcificanti in forma zuccherina. La liquirizia, dunque, viene utilizzata in campo erboristico come semplice aromatizzante, la glicirrizina, però, ha anche altre proprietà: antiulcerogeniche (protegge dall'infiammazione la mucosa gastrica e previene l'insorgenza di ulcere) ed espettoranti. Il problema della liquirizia è legato sempre alle saponine, che creano nel contempo uno scompenso di tipo salino, soprattutto in quelle persone che fanno largo uso e consumo di liquirizia, o viceversa, in ci ha già uno scompenso pressorio ed assume questa droga. L'equilibrio idro - salino determina la stabilità o l'alterabilità della pressione sanguigna, semplicemente attraverso un meccanismo di tipo osmotico; in particolare, la liquirizia favorisce l'eliminazione di potassio e l'incremento della pressione arteriosa, motivo per cui nei soggetti ipertesi la somministrazione di liquirizia attraverso i prodotti erboristici va comunque e sempre misurata. La liquirizia contiene anche flavonoidi che possono avere proprietà coleretiche e colagoghe, riferite alla funzionalità epatica e in primo luogo alla cistifellea; in particolare, fanno riferimento alla capacità di secrezione biliare in termini di quantità di bile, e alla capacità di secrezione biliare in termini di contrattilità della muscolatura che avvolge l'intera colecisti. Alla liquirizia sono ascritte anche proprietà blandamente lassative, legate ad un'azione irritante delle saponine sulla tonaca intestinale. » Interazioni: «• Diuretici: può aumentare la perdita di potassio da diuretici • Lassativi: può aumentare la perdita di potassio da uso cronico di lassativi.»

PROPRIETÀ

  • SEDATIVE
  • SPASMOLITICHE
  • COLERETICHE
  • ANTIBATTERICHE
  • ANTIVIRALI
  • STOMACHICHE
  • ANALGESICHE
  • LEGGERMENTE LASSATIVO
  • ANTIINFIAMMATORIE
  • INDICAZIONI

    Questa tisana si è rivelata molto utile nel trattamento dell’irritazione del colon, senza diarrea. Sfiamma, rilassa, sgonfia, favorisce una corretta funzionalità dell’intestino e ricostituisce la flora intestinale.

    AVVERTENZE

    Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.


    Riferimenti Bibliografici