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SKU Tisana 77 1
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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che aumenta la forza di volontà e la concentrazione.

EFFETTI Combatte astenie, affaticamento generale e mancanza di volontà.
INDICAZIONI
MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. 
INGREDIENTI Tisana a base di Melissa, Timo, Salvia e Genziana.



 

VUOI SAPERNE DI PIU'?

INGREDIENTI

  • Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d'ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell'olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d'irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex.» Per la salute: «La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata.» Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo). »

  • Timo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento.» Per la salute: «L'infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l'organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l'infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.»

     

  • Genziana: «La Genziana viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: amaro-toniche, eupeptiche, corroboranti e febbrifughe, mentre per uso esterno vanta proprietà: disinfettanti ed antibatteriche. La Genziana trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, delle turbe del sistema gastrointestinale, della flatulenza, della ipo-secrezione gastrica, della febbre, dell'anoressia, delle atonie gastriche e delle disappetenze nei bambini. Per uso esterno, la Genziana è indicata per lavare le ferite e le piaghe.» Per la salute: «Nella moderna fitoterapia la Genziana viene utilizzata sotto forma di estratti secchi titolati, estratto fluido, infusi, macerati, polveri e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1-2 grammi di radice in 150 ml di acqua bollente (infuso), 2 grammi di droga Genziana in una tazza di acqua fredda lasciati macerare per 4 ore (macerazione), 1 g di polvere per tre volte al giorno. Gli effetti collaterali che la Genziana può causare sono: gastrite, ulcere, cefalea, iperacidità e crampi addominali. L'impiego della Genziana è controindicato in gravidanza, in allattamento e in pazienti con ulcere, gastriti, ernia iatale, iperacidità, esofagiti o ipersensibilità accertata verso uno o più componenti della Genziana maggiore. L'impiego della Genziana nelle tisane trova spazio per le sue proprietà amaro-toniche, eupeptiche, corroboranti e febbrifughe. Nella medicina popolare la Genziana era usata, oltre che per l'azione amaro-tonica, per stimolare le difese immunitarie; mancano tuttavia adeguati studi clinici e farmacologici che ne confermino l'efficacia. L'estratto secco standardizzato è la preparazione più indicata da utilizzare in compresse o capsule a scopo tonico-energetico. Invece, l'estratto fluido di Genziana maggiore rappresenta la forma più adatta a scopo aperitivo. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono invece di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.» Interazioni: «Gli estratti di Genziana possono aumentare la gastrolesività di farmaci o altre erbe.»

  • Salvia: «La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell'apigenolo. L'olio essenziale di salvia possiede un'alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico.» Per la salute: «Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita. La salvia è uno stimolante dell'organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l'insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un'azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un'azione estrogena che agisce efficacemente come antisudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento.» Interazioni: «Sedativi e ipoglicemizzanti.»

PROPRIETÀ

  • STIMOLANTE DELL'ORGANISMO
  • CORROBORANTE
  • ANTISPASMODICA
  • ANTINFIAMMATORIA
  • CARMINATIVA
  • INDICAZIONI

    Combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è benefica per il cervello e aiuta la memoria. Indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite.

    AVVERTENZE

    Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.

     


    Riferimenti Bibliografici