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SKU Tisana S44
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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che depura e detossica il fegato.

EFFETTI Tisana depurativa e detossicante il fegato (Adatta alle persone anziane).
INDICAZIONI
MODO D'USO Decotto al 5%. Una tazza dopo i tre pasti.
INGREDIENTI Tisana a base di Cynara scolymus, Taraxacum officinale, Arctium lappa e Curcuma longa.

VUOI SAPERNE DI PIU'?

INGREDIENTI

  • Taraxacum Officinale - Tarassaco: «L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare, dove viene impiegato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. L'azione coleretica è dovuta principalmente agli alcoli triterpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici: questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari. L'attività diuretica del tarassaco, invece, è da attribuire alla presenza dei flavonoidi, dei lattoni sesquiterpenici e dei sali di potassio. Indicazioni cliniche: atonie gastriche, dispepsie, microcalcolosi biliari, stitichezza. » Per la salute: « Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico. Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore. » Interazioni: «Sono possibili sommazioni di effetti con l'assunzione contemporanea di amari, diuretici e ipoglicemizzanti.»

  • Cynara Scolymus - Carciofo: «Il carciofo in virtù del suo sapore amaro è stato tradizionalmente usato per trattare i sintomi associati ai disturbi digestivi e come protettore della funzionalità epatica. Gli effetti riconosciuti oggigiorno sono quelli di protettivo e stimolatore della funzionalità del fegato e delle secrezioni biliari e viene dato come coadiuvante naturale a pazienti con malattie epatiche croniche. Inoltre aiuta la digestione ostacolando gli effetti correlati quali inappetenza, pesantezza e gonfiore di stomaco, stanchezza, sonnolenza, eruttazioni, alitosi, flatulenza e mal di testa. Recenti studi clinici hanno dimostrato che l’estratto standardizzato di foglie di carciofo (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia e migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema. Due studi condotti su persone con problemi di dispepsia e disturbi della digestione, mostrano come l’estratto di foglie di carciofo migliori significativamente i sintomi specifici di questo fastidioso problema. Altri studi condotti ognuno su oltre 200 soggetti con sindrome del colon irritabile e difficoltà digestive indicano come l’assunzione di estratto di foglie di carciofo riduca la severità dei sintomi come dolore addominale, crampi, gonfiore flatulenza e costipazione, con una valutazione positiva sia da parte dei pazienti che dei medici. Per spiegare il ruolo positivo dell’estratto di carciofo nella digestione sono state formulate alcune ipotesi fra cui la più accreditata è quella che ipotizza il un ruolo chiave dell’ inulina, molecola naturale contenuta ad alti livelli nell’estratto. Sembra infatti che sia un substrato molto favorevole ai batteri cosiddetti buoni impegnati nella digestione. Inoltre, altre sostanze contenute nel carciofo formerebbero un ambiente favorevole favorente la crescita di batteri intestinali che aiutano la digestione e migliorano lo stato di costipazione. L’analisi di alcuni studi condotti su pazienti con colesterolo alto indica che l’estratto purificato è anche in grado di abbassare I livelli di colesterolo dopo alcune settimane dall’inizio dell’assunzione. L’ipotesi che è stata formulata per spiegare questo suo effetto ipolipemizzante è che l’aumento di secrezione degli acidi biliari (acidi che legano i grassi), favorito dal carciofo, sia responsabile dell’aumentata eliminazione del colesterolo attraverso le feci, determinando l’abbassamento dei livelli nel sangue per la diminuzione del riassorbimento intestinale. Così come in grado di ridurre I livelli di colesterolo, l’estratto mostra attività anche nel ridurre i livelli di ossidazione dei lipidi, fattore che assieme ad altri fa aumentare i rischi a livello cardiovascoalre [kusku]. » Per la salute: «La cinarina sembra avere effetti colagoghi. Gli estratti di carciofo hanno mostrato in studi clinici di migliorare la coleresi e la sintomatologia di pazienti sofferenti da dispepsia e disturbi funzionali del fegato. La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio ipolipidemizzante in vari studi clinici. La cinarina ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche e aumentare l’escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. I derivati dell'acido caffeico in genere mostrano effetti antiossidanti ed epatoprotettivi. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici, anche ingerito sotto forma di tisana realizzata con le foglie. La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari sull'equilibrio insulina/glucagone ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente, e l'effetto dei principi amari sulla secrezione di fattore intrinseco ne indica un possibile utilizzo in caso di anemia sideropenica.» Interazioni: «Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico è meglio però evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per evitare una possibile irritazione della mucosa gastroenterica.»

  • Arctium Lappa - Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.» Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.»

  • Curcuma Longa - Curcuma: «La curcuma ha moltissime proprietà curative e benefiche. Le più conosciute sono quelle antiossidanti ed antinfiammatorie ma ha anche proprietà coleretiche e colagoghe, immunostimolanti e eupeptiche. Le proprietà antisettiche della curcuma sono conosciute oltre che dalla medicina ayurvedica (la tradizionale medicina indiana) anche dalla medicina cinese. Recenti studi di medicina moderna hanno inoltre rivelato le proprietà antitumorali della curcuma, la presenza di curcumino aiuterebbe nel trattamento farmacologico delle cellule tumorali resistenti alle normali terapie (Dr. Karen Knudsen). Le proprietà benefiche della curcuma aiutano nel trattamento di disturbi intestinali come il meteorismo, il colon irritabile e la dispepsia intestinale. La curcuma aiuta anche a combattere il diabete di tipo 2, altra malattia molto diffusa in Occidente ed il morbo di Alzheimer, per cui le proprietà antiossidanti e gli effetti benefici della curcumina contribuiscono a combattere ed a rallentare l’azione neurodegenerativa. Regolarizza la circolazione sanguigna e l’apparato digerente, inoltre accelera il sistema immunitario favorendo lo sviluppo della proteina chiamata CAMP (cathelicidin antimicrobial peptide). » Per la salute: « La curcuma esplica un'attività antinfiammatoria e analgesica. L'utilizzo di questa spezia si è rivelato efficace per mitigare i dolori muscoloscheletrici e la flogosi tipici di artrite e artrosi. Curcuma longa può offrire sollievo anche in caso di mestruazioni dolorose, spasmi addominali dovuti a colite, fibromialgia, mal di testa. La curcuma aiuta a contrastare il cancro. La curcumina e altri composti antiossidanti presenti in questo fitoterapico contribuiscono a inibire l'angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni, fenomeno implicato nello sviluppo e nella proliferazione delle neoplasie. Le evidenze sulle proprietà antitumorali della curcuma hanno inoltre documentato tanto la sua attività antimutagena (e quindi la prevenzione dei danni al patrimonio genetico che possono favorire il cancro), quanto la sua capacità di indurre la morte programmata delle cellule maligne (la cosiddetta apopotosi), soprattutto nei tumori gastrointestinali, alla prostata e al polmone. La curcuma esercita un'azione antibatterica e antivirale. Tra le ricerche attestanti le qualità antinfettive di questa spezia c'è uno studio che ha dimostrato come estratti di curcuma impediscano la replicazione del virus dell'epatite. Secondo altre evidenze, la curcumina contenuta nella curcuma è in grado di migliorare il trattamento di infezioni batteriche antibioticoresistenti, come quelle da Staphylococcus aureus. Al pari dello zenzero, Curcuma longa entra a pieno titolo nel protocollo naturale efficace anche per difendersi da raffreddore, influenza e altre malattie invernali. La curcuma può concorrere a prevenire e contenere la malattia di Alzheimer. Sempre grazie alla presenza di curcumina, la curcuma sembra ostacolare l'aggregarsi della proteina beta amiloide (A-beta), implicata nella progressiva degenerazione delle cellule cerebrali che caratterizza questa forma di demenza. Insieme agli omega 3 e alle vitamine del gruppo B, la curcuma si profilerebbe quindi come un'opzione non farmacologica con cui rallentare la progressione del morbo di Alzheimer e limitare il deterioramento cognitivo e i sintomi comportamentali di questa patologia. La curcuma è un antidepressivo naturale, probabilmente perché la curcumina è in grado di incrementare i livelli di serotonina e dopamina, due neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell'umore. Uno studio sulla sicurezza e sull'efficacia della curcumina nella depressione maggiore ha verificato che l'assunzione di 1.000 milligrammi al giorno di questo principio attivo allevia le manifestazioni depressive con efficacia paragonabile a quella della fluoxetina, uno degli psicofarmaci più utilizzati in queste circostanze. Scegliere la curcuma per esaltare il gusto di carne, pesce, verdure è un buon modo per beneficiare delle virtù di questa spezia, soprattutto se la si accompagna a una spolverizzata di pepe. La piperina, il composto responsabile del sapore pungente del pepe, aumenta infatti l'assorbimento dei curcuminoidi a livello gastrointestinale. Grazie a questo abbinamento sarà poi più facile ridurre il consumo di sale, ridimensionando così anche l'impatto di disturbi quali ipertensione e ritenzione idrica. Come già sottolineato, tuttavia, perché si esplichino compiutamente le proprietà della curcuma è necessario ricorrere a integratori alimentari, privilegiando le capsule di estratto secco titolato e standardizzato in curcuminoidi almeno al 90%. Ai dosaggi consigliati (400-500 milligrammi da una a tre volte al giorno), la curcuma non provoca in genere effetti indesiderati, salvo rari bruciori di stomaco. Per quanto riguarda controindicazioni e interazioni farmacologiche della curcuma, l'utilizzo di questa spezia e dei suoi principi attivi è sconsigliato a chi soffre di ulcera o calcoli alla cistifellea, mentre sono possibili interferenze con farmaci ipoglicemizzanti. » Interazioni: «Estratti di Curcuma riducono nell'animale la frequenza di ulcere gastriche e duodenali indotte da indometacina o da reserpina. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.»

PROPRIETÀ

  • DISINTOSSICANTE
  • DIURETICHE
  • STOMACHICHE
  • COLERETICHE
  • STIMOLANTE
  • EUPEPTICO
  • ANTIINFIAMMATORIE
  • ANISETTICHE
  • INDICAZIONI

    Indicato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. Facilita così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e previene la formazione dei calcoli biliari. Indicato anche contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee. Questa tisana, grazie alla Curcuma in essa contenuta, depura e tonifica l’intero organismo prevenendo malattie di stagione, toglie ogni tipo di infiammazione.

    AVVERTENZE

    Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.


    Riferimenti Bibliografici