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SKU Tisana 86
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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'emicrania.

EFFETTI Combatte il mal di testa cronico (l'emicrania).
INDICAZIONI
MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda della necessità.
INGREDIENTI Tisana a base di Arancio Amaro foglie, Valeriana e Lavanda.



 

VUOI SAPERNE DI PIU'?

INGREDIENTI

  • Arancio amaro: «Il frutto maturo viene mangiato in Iran e in Messico con sale e pasta di peperoncino. La buccia è spesso usata per ottenere marmellate e la buccia essiccata è utilizzata per insaporire una birra belga chiamato Orange Muscat. Il principale costituente dell'estratto di citrus aurantium è la sinefrina anche se studi condotti in vitro mostrano che la sinefrina non sia l'unico alcaloide in grado di indurre azione lipolitica. Tuttavia, poiché si ritrova in quantità molto più alte degli altri, è quello che svolge l'azione principale. L'uso più comune di Citrus aurantium è come integratore alimentare piuttosto che come ingrediente culinario. Nella medicina tradizionale cinese chiamato "Chih-Shi" o "Zhi-Shi" e viene impiegato come purificante, per trattare disturbi dell'apparato digerente e disordini del fegato. L'utilizzo principale che se ne fa oggi è come coadiuvante nelle diete finalizzate alla riduzione del peso. Il controllo del peso corporeo avviene attraverso effetti sul metabolismo che includono un aumento dell'attività del metabolismo basale, della lipolisi (degradazione dei grassi per la conversione in energia) e una modesta attività riduzione dell'appetito. Dall'analisi si vede come l'estratto sia in grado di indurre un aumento dell'attività metabolica a riposo e del dispendio energetico e un modesto aumento della riduzione del peso si osserva in soggetti che assumono l'estratto per un periodo fino a 12 settimane. Infatti l'estratto di citrus aurantium ha un marcato effetto termogenico. Con il termine termogenico si intende quell'attività metabolica che determina un aumento della produzione di calore da parte dell'organismo, in particolare a carico di alcuni tessuti come quello adiposo e quello muscolare. La termogenesi avviene naturalmente in tutti i mammiferi, ad eccezione dei suini, grazie alla presenza del tessuto adiposo bruno, che è metabolicamente attivo a differenza di quello bianco che funge da sito di deposito dei grassi. Un ruolo importante della termogenesi viene infatti svolto negli animali che vanno in letargo e che devono poi riattivarsi aumentando al loro temperatura corporea. In definitive la termogenesi permette di bruciare i costituenti introdotti alla dieta e invece di convertirli in energia per l'organismo li disperde sotto forma di calore. Vari studi sono stati condotti sia a livello preclinico che clinico per valutare il ruolo dell'estratto di citrus aurantium nel controllo del peso. Molti di questi arrivano a conclusioni discordanti poiché studi diversi considerano miscele di erbe diverse, ragion per cui è difficile valutare il contributo dell'estratto quale unico ingrediente attivo. Il Citrus aurantium è usato anche come sedativo e, in alcune nazioni, per trattare gli stati ansiosi. Uno studio che ha valutato 60 soggetti con stato ansioso dovuto a operazioni chirurgiche minori alle quali dovevano essere sottoposti, ha mostrato un miglioramento della loro condizione prima di entrare in sala operatoria. Studi tossicologici non hanno mostrato alcuna attività degna di nota nell'utilizzo di estratto di citrus. Soggetti a cui é stato somministrato Citrus per 28 giorni non hanno mostrato alcun significativo cambiamento dell'attività dei citocromo, enzimi preposti al metabolismo delle sostanze di origine esogena. Questo potrebbe ragionevolmente escludere che l'assunzione delle quantità raccomandate giornaliere possa influenzare il metabolismo di farmaci assunti in contemporanea, tuttavia è consigliabile consultare il parere medico in caso si stiano assumendo farmaci di varia natura. Altri studi hanno valutato l'effetto a livello cardiaco e sulla pressione arteriosa e hanno mostrato come l'assunzione di p-sinefrina non influenzi ne la pressione ne la frequenza cardiaca.» Per la salute: «In passato, gli psoraleni contenuti nell'estratto di olio di bergamotto sono stati usati negli acceleratori d'abbronzatura e nei filtri solari. Gli psoraleni penetrano nella pelle, dove aumentano la quantità di danno al DNA. Questo danno è possibile nelle scottature solari ed è compresente con una maggiore produzione di melanina. Può anche portare a fitofotodermatosi, uno scurimento della pelle a causa di una reazione chimica che rende la pelle più sensibile alla luce UV. Queste sostanze sono note essere fotocancerogene dal 1959,ma sono state bandite dai filtri solari dopo il 1995 (negli USA). Questi fotocancerogeni sono stati banditi in molti stati anni dopo aver causato molti casi di melanomi maligni e conseguenti morti. Gli psoraleni vengono ora usati solo nel trattamento di alcune patologie, come nella terapia PUVA. Attraverso il processo di "defurocumarinizzazione" è possibile ridurre notevolmente il Bergaptene (5-MOP), una furocumarina fototossica e fotomutagena che per esposizione al sole può provocare ustioni anche agli strati cutanei più profondi. È preferibile acquistare in farmacia o in erboristeria l'essenza defurocumarinizzata o contattare il consorzio del bergamotto.» Interazioni: «Come il succo di pompelmo, anche i citroflavonoidi possono interferire con l'assorbimento di alcuni farmaci.»

     

  • Valeriana: «Si usa la radice della pianta che però ha un odore sgradevole. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno. Il meccanismo d'azione dei suoi costituenti è abbastanza ben conosciuto. Si deve agli esteri degli acidi valerianici ed agli iridoidi l'inibire l'enzima animale acido gamma-aminobutirrico transaminasi, preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato (GABA). Questo mediatore chimico è notoriamente associato a fenomeni neuronali di tipo inibitorio ed è responsabile anche dell'induzione del sonno nell'uomo. Studi più recenti hanno evidenziato che anche alcuni degli alcaloidi possono avere una influenza più o meno diretta sul metabolismo del GABA, ma il loro meccanismo è ancora poco chiaro. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina (quelli inibiti dalla caffeina) ed essere in parte responsabili dell'azione ipno-inducente, spasmolitica a livello intestinale e riducente sulla pressione arteriosa. » Per la salute: « La valeriana possiede proprietà sedative, rilassanti e ipnoinducenti, cioè favorenti il sonno. Riducendo il tempo necessario per addormentarsi e migliorandone la qualità, la valeriana è indicata in tutti i suoi disturbi, insonnia e ansia. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina ed essere in parte responsabili dell'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia, utile in caso di crampi e sindrome dell'intestino irritabile. » Interazioni: «Aumenta il tempo di sonno da barbiturici. Possibile interazione con benzodiazepine e antistaminici. Alcool.»

  • Lavanda: «La lavanda, la cui specie maggiormente coltivata ed utilizzata in Italia è rappresentata dalla Lavandula officinalis, è una pianta erbacea aromatica, che produce fiori dal tipico colore compreso tra l'azzurro ed il lilla, che da essi stessi prende il proprio nome. La lavanda è ricca di proprietà benefiche e può essere utilizzata per la cura della persona e della bellezza. La lavanda è conosciuta fin dalle epoche passate. Pare che il suo nome derivi dal suo utilizzo per detergere il corpo, che la vedeva in particolare impiegata per profumare l'acqua in cui gli antichi romani si immergevano per il bagno. I documenti dell'epoca testimoniano come la lavanda venisse impiegata per la realizzazione di un medicinale adatto a combattere nausea, singhiozzo e dolori intestinali. L'olio essenziale di lavanda è da secoli altrettanto noto per le sue proprietà curative in caso di scottature ed infiammazioni della pelle. Poche gocce, ancora meglio se diluite in un olio vegetale di base, come del semplice olio extravergine d'oliva, possono essere impiegate per strofinarle sulla pelle in caso di prurito causato dalle punture di zanzara al fine di ottenere un immediato beneficio. Esso è inoltre considerato come l'olio essenziale rilassante per eccellenza. Ecco perché viene ampiamente utilizzato per effettuare massaggi al fine di decontrarre i muscoli e come aggiunta ai sali da bagno da utilizzare per un pediluvio serale, affinché la sensazione di stanchezza e pesantezza avvertita agli arti inferiori possa essere alleviata il prima possibile. L'olio essenziale di lavanda è portentoso in caso di mal di testa provocato da stress e tensione. È sufficiente strofinarne una o due gocce sulle tempie per ottenere i primi benefici. L'olio essenziale di lavanda può essere inoltre utile per la cura del raffreddore. Esso può essere aggiunto al bicarbonato versato in acqua bollente per i classici suffumigi al fine di potenziare gli effetti di questo trattamento, che costituisce uno dei più utili rimedi della nonna contro le malattie da raffreddamento. Un altro olio essenziale particolarmente indicato in proposito viene estratto dall'eucalipto. » Per la salute: « L'uso dell'olio officinale è adatto se si soffre di leucorrea, cistite o infiammazioni infettive a carico dell'intestino: può anche essere usata per combattere le affezioni dell'apparato respiratorio, tosse asmatica e bronchiti. L'uso in diluizione non deve superare le tre volte al giorno e le sei gocce. L'uso è noto con diverse metodologie: evaporata, diluita, in bagno, in inalazione, per frizione, in pot-pourry e infine per pediluvio o impacco. L'olio essenziale può servire per la cicatrizzazione delle ferite, per la cura della dermatosi e infine per il trattamento delle malattie reumatiche. In genere l'effetto della pianta è calmante e rigenerante. Può servire la sua inalazione per curare la tachicardia e per le palpitazioni. Una curiosità: la lavanda può essere usata come antiveleno ai morsi di insetti e serpenti, specialmente neutralizza il veleno della vipera, strofinandone i fiori sopra il morso.»

PROPRIETÀ

  • PURIFICANTE
  • SEDATIVA
  • RILASSANTE
  • ANTIDOLORIFERA
  • INDICAZIONI

    Adatta in particolar modo contro il mal di testa provocato da stress e tensione.

    AVVERTENZE

    Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.

     


    Riferimenti Bibliografici