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ESIAC DEGLI INDEGINI D’AMERICA FS 2

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SKU Tisana 101
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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Formula personalizzata di fra Elia.

EFFETTI Formula personalizzata da Fra Elia.
INDICAZIONI
MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda delle necessità.
INGREDIENTI Tisana a base di Bardana, Acetosella, Trifoglio fibrino, Piantagine, Achille, Olmo rosso e Rabarbaro.

VUOI SAPERNE DI PIU'?

INGREDIENTI

  • Equiseto: «Equisetum è un genere di piante vascolari Pteridofite appartenenti alla famiglia Equisetaceae, conosciute comunemente con il nome di code di cavallo. Sono tra gli organismi più antichi della terra: il ritrovamento di resti fossili di alcune specie dell'ordine delle Equisetales indicano che erano piante diffuse già alla fine del Devoniano (395 - 345 milioni di anni fa). Dal punto di vista filogenetico sono piante più primitive delle angiosperme, infatti sono senza organi sessuali distinti, si propagano e si riproducono per mezzo di spore. Al genere Equisetum appartengono 15 specie, delle quali poco meno di una decina sono proprie della flora italiana. Nell'Equiseto sono presenti le seguenti sostanze: Sostanze presenti: acido silicico, glucoside, delle saponine (equisetonina), flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici (anche acido ascorbico), sostanze amare e altre sostanze minerali (sali di potassio, alluminio, manganese, ferro e calcio). Contengono anche una sostanza, il ipriflavone, che sembra in grado di indurre la formazione di nuovo tessuto osseo. Proprietà curative: antiemorragiche, cicatrizzanti (accelera la guarigione di ferite), emostatiche (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), antitubercolari e remineralizzanti (valide soprattutto per i malati di tubercolosi polmonare). Sono indicate anche per combattere l'osteoporosi, in caso di fratture e di rachitismo. In Messico si utilizza l'E. robustum come antiblenorragico (blenorragia) e diuretico, mentre l'E. bogotense viene usato come astringente.»

  • Frassino: «Fraxinus è un genere di piante della famiglia delle Oleaceae che comprende circa 65 specie di alberi o arbusti a foglie decidue, originarie delle zone temperate dell'emisfero settentrionale. Hanno generalmente una crescita rapida, riuscendo a sopravvivere in condizioni ambientali difficili come zone inquinate, con salsedine o forti venti, resistendo bene anche alle basse o elevate temperature; le specie più diffuse in Italia sono il Fraxinus excelsior conosciuto col nome comune di Frassino maggiore; il Fraxinus ornus noto come Orno o Orniello, utilizzato per la produzione della manna e chiamato comunemente anche Frassino da manna o Albero della manna; Fraxinus angustifolia noto col nome di Frassino meridionale. I costituenti del frassino sono: - acido ursolico; benzochinone - mannitolo; tannini - acidi fenoli; cumarine (fraxoside e esculoside): in particolare nella corteccia - flavonoidi (rutoside); acido ascorbico; iridoidi - cumarine (fraxoside e esculoside) - siringoside e tannini. Il frassino principalmente ha un'attività diuretica ed antiinfiammatoria oltre che ad una azione lassativa. Il suo impiego tipico è in manifestazioni articolari dolorose; casi di ritenzione idrica, e cellulite. L'uso tradizionale come rimedio sintomatologico antiinfiammatorio conferma, del resto, tali prerogative. La pianta è considerata utile coadiuvante nei regimi dimagranti e nel trattamento della litiasi renale. Le foglie di Frassino possono manifestare, in virtù dell'alta concentrazione in acido malico, sali di calcio e mannitolo, una blanda azione lassativa scevra da effetti collaterali, quali le coliche.»

PROPRIETÀ

  • La Tisana ESIAC prende spunto da una antica ricetta d'erbe della tribù degli Ojibway, Canada, riscoperta negli anni '20. La ricetta famosa nel mondo soprattutto per le sue proprietà coadiuvanti nelle patologie degenerative, oltre che per le sue straordinarie capacità di depurazione dell'organismo e di ristabilimento del metabolismo glicemico. La sua formula ha dimostrato di essere profondamente efficace, sicura e utilizzabile da tutti anche solo a scopo depurativo e preventivo. Dalle comparazioni che si sono susseguite a partire dagli anni '20 in poi, può essere impiegato come: sedativo naturale, quindi agisce sul sistema nervoso calmando la persona attenuatore di dolori arresta le emorragie agendo come ricostituente del sangue previene e corregge la costipazione fa ritornare il senso del gusto e aiuta la digestione è efficace per l'insonnia e rinforza il sistema immunitario ottimo tonico profilattico e aiuta a guarire dalle ustioni intestinali lenisce e previene gli effetti da avvelenamento causato da alluminio, piombo e mercurio riduce i depositi di metallo pesante nei tessuti, in particolare quelli che circondano le giunture protegge il cervello dalle tossine che lo attaccano dà un senso diffuso di benessere al corpo PIANTAGINE La Plantago lanceolata è una pianta erbacea officinale spontanea, molto diffusa in Italia. Il nome della famiglia e del genere, pare sia dato dalla caratteristica forma delle foglie di alcune specie, simili alla pianta di un piede; altri invece, pensano derivi dal latino "planta" e "agere" = "pianta che fa crescere altre erbe". Proprietà: Le foglie di piantaggine contengono glucosidi iridoidi, flavonoidi (luteolina), mucillagini, tannini, pectine, acido salico, sali minerali. La presenza di questi principi attivi conferisce alla pianta proprietà bechiche, espettoranti, antibatteriche, antinfiammatorie, astringenti. L'azione antinfiammatoria della piantaggine è dovuta all'aucubina, che per idrolisi libera una genina biciclica di nome aucubigenina. Questo principio attivo possiede una marcata proprietà antiallergica e decongestionante, il cui meccanismo di azione si esplica nell'inibizione della sintesi dei mediatori dell'infiammazione. L'aucubigenina inoltre contrasta la proliferazione del batterio Staphilococcus Aureo, rivelandosi un rimedio batteriostatico nei confronti di questo microrganismo. Per questa ragione la piantaggine è utilizzata efficacemente negli stati infiammatori della cute e delle mucose, che rivestono bocca, gola e vie respiratorie in genere, in caso tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, allergia, sinusite; e per le infiammazioni dell'apparato urogenitale; in presenza di reazioni allergiche e infezioni batteriche, grazie anche all'azione antisettica, esercitata dagli acidi fenolici (acido clorogenico e idrossibenzoico). Infine trova impiego come rimedio diuretico e remineralizzante per il suo contenuto di acido silicico, zinco e potassio. Per uso esterno, la piantaggine è cicatrizzante, lenitiva, antipruriginosa, decongestionante, per cui è indicata in caso di dermatosi, piccole lesioni della pelle, acne, infiammazioni palpebrali e oculari anche di natura allergica.
  • INDICAZIONI

    LONTANO DAI PASTI - 1 ORA PRIMA DEI PASTI OPPURE 2 ORE DOPO I PASTI (MEGLIO LA SERA). Se si assume troppo vicino ai pasti si può avere un senso di nausea o indigestione. Si possono notare dolori intestinali o di stomaco causati dall'eliminazione delle tossine, se i disturbi persistono sospendere il trattamento per almeno una settimana per poi riprenderlo gradatamente fino a raggiungere la dose personale.

    AVVERTENZE

    Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.


    Riferimenti Bibliografici