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SKU Tisana 78
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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro i dolori mestruali.

EFFETTI Combatte i dolori mestruali.
INDICAZIONI
MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno.
INGREDIENTI Tisana a base di Alchemilla, Tiglio, Valeriana, Melissa, Lavanda e Anice.



 

VUOI SAPERNE DI PIU'?

INGREDIENTI

  • Alchemilla: «L'alchemilla è sfruttata per la sua attività antinfiammatoria e disinfettante ad uso topico; è quindi utilizzabile su cute e mucose. Si utilizza ad esempio come antisettica ginecologica per uso topico; sovente, gli estratti di alchemilla sono impiegati anche per la preparazione di prodotti per pelli grasse e parti cutanee screpolate od arrossate. Risciacqui buccali e gargarismi possono essere d'aiuto per attenuare il dolore di denti e mal di gola, raucedini e altre leggere infiammazioni. Tra le indicazioni terapeutiche dell'alchemillia, si annovera anche un uso per via interna contro la diarrea, grazie alle proprietà astringenti ed antidiarroiche (queste attività dell'Alchemilla sono tuttavia prive di riscontri scientifici).»

  • Valeriana: «Si usa la radice della pianta che però ha un odore sgradevole. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno. Il meccanismo d'azione dei suoi costituenti è abbastanza ben conosciuto. Si deve agli esteri degli acidi valerianici ed agli iridoidi l'inibire l'enzima animale acido gamma-aminobutirrico transaminasi, preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato (GABA). Questo mediatore chimico è notoriamente associato a fenomeni neuronali di tipo inibitorio ed è responsabile anche dell'induzione del sonno nell'uomo. Studi più recenti hanno evidenziato che anche alcuni degli alcaloidi possono avere una influenza più o meno diretta sul metabolismo del GABA, ma il loro meccanismo è ancora poco chiaro. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina (quelli inibiti dalla caffeina) ed essere in parte responsabili dell'azione ipno-inducente, spasmolitica a livello intestinale e riducente sulla pressione arteriosa. » Per la salute: « La valeriana possiede proprietà sedative, rilassanti e ipnoinducenti, cioè favorenti il sonno. Riducendo il tempo necessario per addormentarsi e migliorandone la qualità, la valeriana è indicata in tutti i suoi disturbi, insonnia e ansia. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina ed essere in parte responsabili dell'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia, utile in caso di crampi e sindrome dell'intestino irritabile. » Interazioni: «Aumenta il tempo di sonno da barbiturici. Possibile interazione con benzodiazepine e antistaminici. Alcool.»

  • Lavanda: «La lavanda, la cui specie maggiormente coltivata ed utilizzata in Italia è rappresentata dalla Lavandula officinalis, è una pianta erbacea aromatica, che produce fiori dal tipico colore compreso tra l'azzurro ed il lilla, che da essi stessi prende il proprio nome. La lavanda è ricca di proprietà benefiche e può essere utilizzata per la cura della persona e della bellezza. La lavanda è conosciuta fin dalle epoche passate. Pare che il suo nome derivi dal suo utilizzo per detergere il corpo, che la vedeva in particolare impiegata per profumare l'acqua in cui gli antichi romani si immergevano per il bagno. I documenti dell'epoca testimoniano come la lavanda venisse impiegata per la realizzazione di un medicinale adatto a combattere nausea, singhiozzo e dolori intestinali. L'olio essenziale di lavanda è da secoli altrettanto noto per le sue proprietà curative in caso di scottature ed infiammazioni della pelle. Poche gocce, ancora meglio se diluite in un olio vegetale di base, come del semplice olio extravergine d'oliva, possono essere impiegate per strofinarle sulla pelle in caso di prurito causato dalle punture di zanzara al fine di ottenere un immediato beneficio. Esso è inoltre considerato come l'olio essenziale rilassante per eccellenza. Ecco perché viene ampiamente utilizzato per effettuare massaggi al fine di decontrarre i muscoli e come aggiunta ai sali da bagno da utilizzare per un pediluvio serale, affinché la sensazione di stanchezza e pesantezza avvertita agli arti inferiori possa essere alleviata il prima possibile. L'olio essenziale di lavanda è portentoso in caso di mal di testa provocato da stress e tensione. È sufficiente strofinarne una o due gocce sulle tempie per ottenere i primi benefici. L'olio essenziale di lavanda può essere inoltre utile per la cura del raffreddore. Esso può essere aggiunto al bicarbonato versato in acqua bollente per i classici suffumigi al fine di potenziare gli effetti di questo trattamento, che costituisce uno dei più utili rimedi della nonna contro le malattie da raffreddamento. Un altro olio essenziale particolarmente indicato in proposito viene estratto dall'eucalipto. » Per la salute: « L'uso dell'olio officinale è adatto se si soffre di leucorrea, cistite o infiammazioni infettive a carico dell'intestino: può anche essere usata per combattere le affezioni dell'apparato respiratorio, tosse asmatica e bronchiti. L'uso in diluizione non deve superare le tre volte al giorno e le sei gocce. L'uso è noto con diverse metodologie: evaporata, diluita, in bagno, in inalazione, per frizione, in pot-pourry e infine per pediluvio o impacco. L'olio essenziale può servire per la cicatrizzazione delle ferite, per la cura della dermatosi e infine per il trattamento delle malattie reumatiche. In genere l'effetto della pianta è calmante e rigenerante. Può servire la sua inalazione per curare la tachicardia e per le palpitazioni. Una curiosità: la lavanda può essere usata come antiveleno ai morsi di insetti e serpenti, specialmente neutralizza il veleno della vipera, strofinandone i fiori sopra il morso.»

  • Anice: «Le proprietà fitoterapiche dell'anice riguardano il suo utilizzo come digestivo, carminativo, stimolante delle ghiandole esocrine, galattogogo, balsamico. Si descrivono anche proprietà espettoranti ed antiflogistiche per le vie respiratorie, nonché galattogoghe (medicina popolare): L'anice esibisce blande proprietà sedative, utili in presenza di insonnia ed eccitazione nervosa. Per uso esterno, gli estratti di anice trovano impiego come aromatizzanti in prodotti deodoranti, collutori e dentifrici.» Per la salute: « La medicina popolare utilizzava questa pianta come antispasmodico, digestivo, stimolante la secrezione lattea. In erboristeria vengono utilizzati i semi per agevolare le attività digestive e limita il meteorismo, contro i crampi intestinali, insonnia. Può essere di aiuto per combattere l'astenia accompagnata da cefalea e affaticamento celebrale. Viene utilizzata nei rimedi Omeopatici, contro le coliche intestinali, come regolatore dei processi digestivi.»

  • Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d'ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell'olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d'irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: « La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).»

  • Tiglio: «Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un'essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po' sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l'arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un'eccessiva coagulazione del sangue. L'alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l'alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni.»

PROPRIETÀ

  • ANTIDOLORIFERA
  • ANTISETTICA
  • CARMINATIVA
  • ANTISPASMODICA
  • RILASSANTE
  • GINECOLOGICA
  • ANTINFIAMMATORIA
  • INDICAZIONI

    Combatte l'irrequietezza tipica del periodo, rilassa, calma il dolore e crampi intestinali, lenisce il gonfiore, leucorrea e cistite.

    AVVERTENZE

    Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.

     


    Riferimenti Bibliografici