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SKU Tisana 58
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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la piorrea alveolare.

EFFETTI Combatte la piorrea alveolare.
INDICAZIONI
MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda della necessità.
INGREDIENTI Tisana a base di Noce, Fumaria, Bardana, Borsa Pastore e Liquerizia.



 

VUOI SAPERNE DI PIU'?

INGREDIENTI

  • Noce: «Il Noce viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide, mentre per uso esterno vanta proprietà antipruriginose, addolcenti, antalgiche, vulnerarie ed antinfiammatorie. Il Noce trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'insufficienza venosa, delle emorroidi, della diarrea, delle otiti e delle tracheobronchiti. Per uso esterno, il Noce è indicato contro la desquamazione cutanea, il prurito, l'acne, l'eczema e le infiammazioni delle cavità orali. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le foglie, le gemme, i semi (gherigli) ed il mallo (involucro esterno della noce). I principi attivi contenuti nelle foglie sono: oli eterei, naftochinoni, Juglone, alfa e beta-idrojuglone, alfa e beta-lawsone, tannini, minerali, vitamina C e carotenoidi. Nel mallo della Noce si possono rintracciare principi attivi come: tannini, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e juglone. Invece nel seme, chiamato comunemente gheriglio, si possono rintracciare proteine, vitamine e trigliceridi. »
    Per la salute: « Nella moderna fitoterapia il Noce viene utilizzato sotto forma di decotto, tintura madre e macerato glicerico. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1,5 grammi di foglie di Noce sminuzzate per tazza d'acqua fredda (decotto), 5 grammi di foglie di Noce in 100 ml di acqua (decotto per uso esterno), 30 gocce di Noce tintura madre tre volte al giorno, 50 gocce di Noce macerato glicerico (MG1DH) due volte al dì. La tintura madre si prepara usando le foglie e il pericarpo del frutto fresco non ancora maturo (titolo al 65°). Il Noce non presenta particolari effetti collaterali alle dosi terapeutiche, a meno che non ci sia un'accertata ipersensibilità verso uno o più componenti della droga. I tannini presenti nella droga Noce possono causare interazioni farmaceutiche ed irritazioni della mucosa gastrica. L'impiego del Noce è controindicato in gravidanza, in allattamento e in pazienti con iperacidità. L'impiego del Noce nelle tisane trova spazio per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide. Tipico della medicina popolare, il mallo della Noce viene utilizzato come antinfiammatorio, digestivo e depurativo. Inoltre, il mallo della Noce viene utilizzato dall'industria liquoristica come colorante ed aromatizzante nella produzione del liquore Nocino. Dal mallo si può ricavare un olio, il quale possiede attività protettrici ed abbronzanti della cute. Lo Juglone presente nel mallo della Noce, è in grado di reagire con la cheratina della pelle e dei capelli formando un complesso di colore brunastro. Il seme, noto come gheriglio, è un ottimo alimento ricco di proteine, trigliceridi e vitamine. Dalla spremitura del seme si ottiene un olio utile per il trattamento della pelle secca e poco elastica. Articoli di approfondimento: olio di noce, mallo di noce e olio di mallo. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate. »
    Interazioni: «Possibili interazioni con gli antidiabetici orali. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.»

     

  • Fumaria: «Toniche nella prima fase (calmanti e dimagranti in seguito), Depurative, Diuretiche, Febbrifughe, Vermifughe, Aperitive, Lassative, Antiscorbutiche e Antianemiche. Le compresse bagnate nell'infuso della fumaria, giovano nelle dermatosi. »
    Per la salute: « Affezioni dermatologiche (acne, eczema, seborrea, pitiriasi, dermatiti, dermatosi allergiche, psoriasi); obesità, stipsi, pesantezza postprandiale, meteorismo, ritenzione idrica, spasmi gastrici e biliari, discinesia biliare, ittero da ritenzione, colangite, ipercolesterolemia, iperlipidemia, iperuricemia; insufficienze epatiche medio-lievi, congestione epatica, drenaggio epato-biliare, nausea, vertigini, pesantezza, dolori all'ipocondrio destro, emicranie epatiche, astenia in caso di epatite ed anoressia nei cirrotici (in regime di riposo ed alimentazione atossica); cefalea associata a disturbi digestivi o preceduta da difficoltà digestive; turbe dispeptiche da abuso alimentare; tendenza alla pletora con eritrocitosi ed iperviscosità ematica; ipertensione arteriosa, tachicardia nervosa, arteriosclerosi, trombofilia; secchezza delle fauci in corso di terapia con antidepressivi e neuroletici; ansia, eccitazione, insonnia. Nell'anziano è un polimedicamento (Lagrange E., 2001) in caso di insufficienza digestiva generale, dovuto ad una bassa secrezione enzimatica, inappetenza, litiasi non operabili e, come preventivo, combatte l'arterosclerosi in un impiego prolungato.»»

  • Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.»
    Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.»
    Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.»

     

  • Borsa pastore: «La borsa del pastore è utilizzata nella medicina popolare come emostatico, vasocostrittore ed antiemorragico. Esibisce inoltre proprietà toniche uterine, ipotensive ed antiemorroidarie. La borsa del pastore è indicata nel trattamento di perdite ematiche uterine, metrorragie, menorragie, varici ed emorroidi. Non a caso, nella tradizione popolare, la borsa del pastore veniva utilizzata dopo il parto e nelle mestruazioni troppo abbondanti.»»

  • Liquerizia: « I principi attivi della liquirizia sono principalmente composti triterpenici e loro derivati, specialmente glicirrizina (sostanza cinquanta volte più dolce del saccarosio), flavonoidi (liquiritina), fitosteroli, saponine, mannite, amidi e vitamine. Il principio attivo più importante è rappresentato dalla glicirrizina, concentrata principalmente nelle parti legnose della pianta e nelle radici. La liquirizia possiede proprietà digestive e antinfiammatorie e protettiva per le mucose; è usata perciò, contro gastriti e bruciori di stomaco, previene e cura le ulcere gastriche e duodenali, causate da farmaci e alcool, e le ulcerazioni da chemioterapici. Studi condotti sulla pianta hanno evidenziato che la glicirrizina, che le conferisce un'azione antinfiammatoria e antivirale, ha la capacità di impedire la crescita dell'herpes; ed è in grado di bloccare l'ingresso e la replicazione dei virus nelle cellule in alcune patologie polmonari; in parole povere, di frenare l'infezione. Il meccanismo d'azione non è ancora ben chiaro. Si ipotizza che questo componente andrebbe ad interferire con il percorso di comunicazione cellulare, inducendo anche la produzione di ossido nitrico, fattore di attivazione ben conosciuto per i macrofagi e linfociti, cellule che allertano e potenziano una risposta più globale del sistema immunitario. Per questa ragione la liquirizia può essere utilizzata nella lotta alle tossinfezioni alimentari, infatti, l'estratto derivato dalla radice è efficace per contrastare i microrganismi che si trovano nel cibo. Secondo gli studiosi giapponesi, che stanno portando avanti le ricerche in tal senso, i composti biologicamente attivi, che la liquirizia possiede, sono in grado di contrastare molti ceppi di microrganismi che rendono il cibo pericoloso. La proprietà antinfiammatoria e protettiva delle mucose la rende inoltre un ottimo rimedio contro la tosse, conferendole azione emolliente ed espettorante, utile nel trattamento delle affezioni alle basse vie respiratorie, in caso di asma e bronchite e tosse secca. La liquirizia è anche leggermente lassativa, grazie alla presenza di mannite, principio attivo della manna. La mannite (mannitolo) è uno zucchero naturale che agisce contro la stipsi, attirando acqua nel colon e facilitandone lo svuotamento. Per questa ragione il decotto è molto efficace in caso di stitichezza e nei disturbi legati alla sindrome dell'intestino irritabile. »
    Per la salute: « Viene utilizzato in ambito erboristico per dolcificare tisane e renderle più appetibili. Questa proprietà è molto interessante poiché consente di dolcificare prodotti e tisane anche per pazienti diabetici, i quali hanno difficoltà ad assumere dolcificanti in forma zuccherina. La liquirizia, dunque, viene utilizzata in campo erboristico come semplice aromatizzante; la glicirrizina, però, ha anche altre proprietà: antiulcerogeniche (protegge dall'infiammazione la mucosa gastrica e previene l'insorgenza di ulcere) ed espettoranti. Il problema della liquirizia è legato sempre alle saponine, che creano nel contempo uno scompenso di tipo salino, soprattutto in quelle persone che fanno largo uso e consumo di liquirizia, o viceversa, in ci ha già uno scompenso pressorio ed assume questa droga. L'equilibrio idro - salino determina la stabilità o l'alterabilità della pressione sanguigna, semplicemente attraverso un meccanismo di tipo osmotico; in particolare, la liquirizia favorisce l'eliminazione di potassio e l'incremento della pressione arteriosa, motivo per cui nei soggetti ipertesi la somministrazione di liquirizia attraverso i prodotti erboristici va comunque e sempre misurata. La liquirizia contiene anche flavonoidi che possono avere proprietà coleretiche e colagoghe, riferite alla funzionalità epatica e in primo luogo alla cistifellea; in particolare, fanno riferimento alla capacità di secrezione biliare in termini di quantità di bile, e alla capacità di secrezione biliare in termini di contrattilità della muscolatura che avvolge l'intera colecisti. Alla liquirizia sono ascritte anche proprietà blandamente lassative, legate ad un'azione irritante delle saponine sulla tonaca intestinale. » Interazioni: «Diuretici: può aumentare la perdita di potassio da diuretici. Lassativi: può aumentare la perdita di potassio da uso cronico di lassativi. »

PROPRIETÀ

  • ASTRINGENTI
  • ANTIBATTERICHE
  • ANTIOSSIFDANTI
  • FUNGHICIDE
  • ANTIPRURIGINOSE
  • ADDOLCENTI
  • ANTALGICHE
  • DEPURATIVE
  • EMOSTATICHE
  • VULNERARIE
  • CICATRIZZANTI
  • ANTINFIAMMATORIE
  • INDICAZIONI

    Le sue proprietà disarossanti e protettive delle mucose e tessuti molli, fanno di questa tisana un valido sollievo per le gengive dimostrando di essere un valido coadiuvante nel trattamento nella piorrea alveolare (un'infezione purulenta e cronica degli alveoli dentari, che lentamente distrugge il legamento dei denti agli alveoli, così che i denti, dapprima traballanti, finiscono per cadere pur essendo integri) prevenendo la caduta dei denti.

    AVVERTENZE

    Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.


    Riferimenti Bibliografici