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SKU Tisana S3
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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che aiuta a diminuire i trigliceridi.

EFFETTI Tisana per diminuire i trigliceridi
INDICAZIONI
MODO D'USO Infuso 4%. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione con acqua abbondante. 15 min. prima di coricarsi.
INGREDIENTI Tisana a base di Chrysanthellum americanum, Cynara scolymus e Arctium lappa.

VUOI SAPERNE DI PIU'?

INGREDIENTI

  • Chrysanthellum Americanum - Crisantello: «Nella moderna fitoterapia il Crisantello viene utilizzato sottoforma di estratti secchi titolati, tisane e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 4 grammi di droga Crisantello per tazza di acqua fredda (una tazza d'infuso dopo i pasti), estratto secco in capsule da 400 mg, 40 gocce di Crisantello tintura madre tre volte al giorno. Il Crisantemo americano non presenta particolari effetti collaterali alle comuni dosi terapeutiche, a meno che non vi sia un'ipersensibilità accertata del soggetto verso uno o più principi attivi contenuti nella droga. Il Crisantello, se assunto a dosaggi elevati, può far insorgere un dolore retrosternale noto come pirosi. A scopo cautelativo l'impiego del Crisantello è sconsigliato durante la gravidanza e l'allattamento. Da evitare anche in caso di gastriti ed ulcere peptiche. L'impiego del Crisantemo americano nelle tisane trova spazio per le sue proprietà utili contro le epatopatie, le dislipidemie, le turbe del comportamento alimentare ed infine contro la litiasi renale, biliare e salivare. L'impiego del Crisantello è molto limitato perché la sue efficacia non è mai stata clinicamente dimostrata nell'uomo. Inoltre, le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.»

  • Cynara Scolymus - Carciofo: «Il carciofo in virtù del suo sapore amaro è stato tradizionalmente usato per trattare i sintomi associati ai disturbi digestivi e  come protettore della funzionalità epatica. Gli effetti riconosciuti oggigiorno sono quelli di protettivo e stimolatore della funzionalità del fegato e delle secrezioni biliari e viene dato come coadiuvante naturale a pazienti con malattie epatiche croniche. Inoltre aiuta la digestione ostacolando gli effetti correlati quali inappetenza, pesantezza e gonfiore di stomaco, stanchezza, sonnolenza, eruttazioni, alitosi, flatulenza e mal di testa. Recenti studi clinici hanno dimostrato che l’estratto standardizzato di foglie di carciofo (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia e migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema.  Due studi condotti su persone con problemi di dispepsia e disturbi della digestione, mostrano come l’estratto di foglie di carciofo migliori significativamente i sintomi specifici di questo fastidioso problema. Altri studi condotti ognuno su oltre 200 soggetti con sindrome del colon irritabile e difficoltà digestive indicano come l’assunzione di estratto di foglie di carciofo riduca la severità  dei sintomi come dolore addominale, crampi, gonfiore flatulenza e costipazione, con una valutazione positiva sia da parte dei pazienti che dei medici. Per spiegare il ruolo positivo dell’ estratto di carciofo nella digestione sono state formulate alcune ipotesi fra cui la più accreditata è quella che ipotizza il un ruolo chiave dell’ inulina, molecola naturale contenuta ad alti livelli nell’estratto. Sembra infatti che sia un substrato molto favorevole ai batteri cosiddetti buoni impegnati nella digestione. Inoltre, altre sostanze contenute nel carciofo formerebbero un ambiente favorevole favorente la crescita di batteri intestinali che aiutano la digestione e migliorano lo stato di costipazione. L’analisi di alcuni studi condotti su pazienti con colesterolo alto indica che l’estratto purificato è anche in grado di abbassare I livelli di colesterolo dopo alcune settimane  dall’inizio dell’assunzione. L’ipotesi che è stata formulata per spiegare questo suo effetto ipolipemizzante è che l’aumento di secrezione degli acidi biliari (acidi che legano i grassi), favorito dal carciofo, sia responsabile dell’aumentata eliminazione del colesterolo attraverso le feci, determinando l’abbassamento dei livelli nel sangue per la diminuzione del riassorbimento intestinale. Così come in grado di ridurre I livelli di colesterolo, l’estratto mostra attività anche nel ridurre i livelli di ossidazione dei lipidi, fattore che assieme ad altri fa aumentare i rischi a livello cardiovascoalre. »
    Per la salute: « La cinarina sembra avere effetti colagoghi. Gli estratti di carciofo hanno mostrato in studi clinici di migliorare la coleresi e la sintomatologia di pazienti sofferenti da dispepsia e disturbi funzionali del fegato. La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio ipolipidemizzante in vari studi clinici. La cinarina ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche e aumentare l’escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. I derivati dell'acido caffeico in genere mostrano effetti antiossidanti ed epatoprotettivi. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici, anche ingerito sotto forma di tisana realizzata con le foglie. La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari sull'equilibrio insulina/glucagone ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente, e l'effetto dei principi amari sulla secrezione di fattore intrinseco ne indica un possibile utilizzo in caso di anemia sideropenica. »

    Interazioni: «Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico è meglio però evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per evitare una possibile irritazione della mucosa gastroenterica.»

  • Arctium Lappa - Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.»
    Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.»

PROPRIETÀ

  • DIGESTIVE
  • ANTI INFIAMMATORIE
  • VASOPROTETTRICI
  • VASODILATATORIE
  • VULNERARIE
  • BECHICA (CALMA LA TOSSE)
  • EMOLLIENTE
  • INDICAZIONI

    Indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree. Combatte le affezioni dell'apparato respiratorio, tosse asmatica e bronchiti. Espettorante - favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali.

    AVVERTENZE

    Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.


    Riferimenti Bibliografici