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SOLUZIONE IDROALCOLICA 100 ML PANAC01

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SKU SIPANAC01
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Depura il sangue.

EFFETTI Drenante, depurativo del sangue (formula base)
INDICAZIONI
MODO D'USO Vedi confezione - assumere lontano dai pasti. Non superare la dose massima giornaliera consigliata.
INGREDIENTI Bardana, acetosa, olmo rosso, rabarbaro

VUOI SAPERNE DI PIU'?

INGREDIENTI

  • Bardana: la Bardana maggiore (Arctium lappa) è una pianta erbacea, eretta e biennale, appartenente alla famiglia delle Asteraceae. La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio;  acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.

  • Acetosa: l'acetosa (Rumex acetosa) o erba brusca è una pianta erbacea, perenne, provvista di una grossa radice, dalla quale, in primavera, si sviluppa un fusto eretto, semplice o poco ramificato di colore rossastro, può raggiungere l'altezza di un metro. La pianta contiene vitamina C, ossalato di ferro, acido ossalico e ferro. Ha proprietà diuretiche, rinfrescanti, antinfiammatorie, essendo ricca di ossalati e di antrachinoni. Discrete proprietà emmenagoghe, stomachiche. Viene usata per curare l'acne, le pelli grasse e la puntura di insetti. Con le foglie decotte si prepara un cataplasma utile per curare gli ascessi. Per uso esterno, come pediluvio per favorire la circolazione e il decongestionamento. Proibita a quanti soffrono di calcoli, artrite, gotta, reumatismi, iperacidità. In caso di elevata ingestione di foglie crude sono stati riscontrati avvelenamenti con lesioni renali in bambini. Incompatibilità con le acque minerali e con i contenitori in rame. Strofinata sulla pelle, l'acetosa è un eccellente rimedio contro le bolle provocate dalle ortiche e spesso le due piante crescono negli stessi luoghi. In erboristeria si può trovare la tintura madre ricavata dalla pianta intera, utile come lassativa, antianemica, depurativa, nel trattamento della dermatosi. Nel passato è stata utilizza nel trattamento dello scorbuto. La direttiva del Ministero della Salute (dicembre 2010), consente di inserire negli integratori alimentari le sostanze e gli estratti vegetali di questa pianta in particolare cita herba, radix, folium. Folium per il drenaggio dei liquidi corporei. Azione di sostegno e ricostituente. Radix per la regolarità del transito intestinale. Proprietà della Rumex acetosa: - diuretiche - lassative - antiscorbutiche - rinfrescanti - depurative - stomachiche - antinfiammatorie.

  • Olmo rosso: Ulmus è genere delle Ulmaceae che comprende alberi denominati olmi diffusi naturalmente in Europa, in Asia e in Nordamerica e largamente utilizzati come piante ornamentali e soprattutto nella silvicoltura e nell'arboricoltura da legno. Possono raggiungere 20-25 m di altezza; le foglie sono decidue, semplici, ovoidali a margine seghettato e con la lamina fortemente asimmetrica. I fiori sono ermafroditi con ovario supero e riuniti in infiorescenze. Il frutto è una samara. Gli olmi sono stati pesantemente decimati da una malattia detta grafiosi, provocata da un fungo di origine asiatica, giunto in Europa intorno al 1920 e in Nordamerica nel 1928. La corteccia di olmo era usata dai pellerossa per cicatrizzare le ferite, contro numerose malattie della pelle, per curare le mucose infiammate sia dell'apparato respiratorio (laringiti, tracheiti, tonsilliti ecc.) che gastrointestinali (gastriti, ulcera gastrica e duodenale, enteriti, coliti ecc.). La sua sostanza collosa scioglie il muco, la sua azione lubrificante protegge e ammorbidisce le membrane di tutto il corpo, specialmente le più danneggiate e infiammate. In Europa, Teofrasto conferma l'uso dell'olmo già nel 111 secolo A.C., per le proprietà cicatrizzanti e lenitive in piaghe e malattie della pelle. Plinio lo cita nella sua "Storia naturale" sempre come cicatrizzante delle ferite. Discoride ne raccomanda l'uso nelle malattie cutanee, Galeno cita le foglie come importante astringente. Nel tardo Medioevo lo si riteneva utile per febbri intermittenti, dolori reumatici, scrofola (processo infiammatorio di natura tubercolare a carico dei linfonodi), cancro, malattie nervose. Nel Rinascimento il Mattioli riconferma molte proprietà del passato e afferma che il decotto di corteccia di radice è utile nelle contrazioni e convulsioni nervose. Contiene: Amido , Calcio , Mucillagine , Ossalato di calcio , Polisaccaride , Tannini , ricco di vitamine e minerali. La corteccia interna dell'olmo è ricca di calcio, magnesio e vitamine A, B, C, K. Nutre e lenisce organi, tessuti e mucose e in particolare è di grande beneficio per i polmoni. Aiuta a neutralizzare l'acidità di stomaco e a lenire l'asma. Azioni: Grande purificatore. La sua sostanza collosa scioglie il muco presente nei tessuti degli organi ( stomaco, intestino, polmoni, nelle ghiandole linfatiche e nei canali nervosi, lubrifica le ossa e le articolazioni. Favorisce l'eliminazione dei rifiuti tossici presenti nell'organismo. Aiuta ad eliminare il dolore delle ulcere e cura le ulcere stesse . Possiede proprietà antibiotiche e antibatteriche ed è ricco di vitamine e minerali La mucillaggine della corteccia favorisce la decongestione delle articolazioni rendendola ottimo rimedio per le artrosi. La corteccia è altresì indicata pertosse, faringiti, problemi neurologici, stomaco ed intestino. Contiene inulina che aiuta il fegato, la milza ed il pancreas. Aiuta la minzione, utile nei disturbi delle vie urinarie, come le cistiti croniche, diminuisce i gonfiori e agisce come lassativo.

  • Rabarbaro: il rabarbaro (genere Rheum) è una pianta erbacea perenne, rizomatosa, appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, comprendente 60 specie diffuse spontanee in Europa e Asia. L'uso del rabarbaro a scopo alimentare o medicinale ha origini antichissime in alcune popolazioni asiatiche. Sembra che i Cinesi lo usassero già dal 2700 a.C. e che rientrasse fra gli alimenti tradizionali delle popolazioni mongole. L'uso alimentare fra le popolazioni occidentali, soprattutto di cultura anglosassone, risale invece ad epoche più recenti, probabilmente introdotto a seguito dell'espansione coloniale delle superpotenze europee. L'uso alimentare si limita ai piccioli fogliari carnosi, impiegati come ingrediente principale o secondario in varie pietanze ma soprattutto per la preparazione di torte dolci o salate e marmellate. Le foglie possono inoltre essere utilizzate come succedaneo degli spinaci, tuttavia l'uso è categoricamente sconsigliato a causa dell'elevato tenore in acido ossalico. Le foglie si raccolgono in genere nel periodo di maggio-giugno, preferibilmente dal secondo anno di vegetazione in poi. L'uso medicinale del rabarbaro riguarda il rizoma. Sotto questo aspetto il rabarbaro per eccellenza s'identifica nella specie Rheum palmatum, più nota con il nome comune di Rabarbaro cinese. Le stesse proprietà del rabarbaro cinese possono tuttavia essere estese a tutto il genere, anche se possono esserci differenze nel tenore in principi attivi. Il rizoma si raccoglie da piante di oltre un anno d'età, viene decorticato e suddiviso in frammenti ed essiccato. La droga si presenta sotto forma di frammenti cilindrici o discoidali, duri, di difficile frantumazione. Come prodotto erboristico classico il rabarbaro si assume tal quale in polvere, come decotto, come estratto idroalcoolico. In campo industriale è utilizzato nel settore farmaceutico per la produzione di farmaci. Nel settore liquoristico è impiegato come ingrediente base per la produzione di amari tonico-digestivi oppure come ingrediente correttore del sapore per aperitivi e amari a base d'erbe. L'uso del rabarbaro come ingrediente secondario è dovuto soprattutto al suo aroma gradevole, che contribuisce a migliorare il bouquet dei preparati. I principi attivi principali contenuti nel rizoma sono composti antrachinonici e antranolici liberi e soprattutto in forma di derivati glucosidici, fra i quali il più importante è la reina. Fra i principi attivi secondari vanno citati i tannini. Il rizoma del rabarbaro è un regolatore delle funzioni digestive. A dosi basse stimola la secrezione gastrica e la secrezione biliare, pertanto ha proprietà aperitive, digestive, depurative del fegato. È inoltre un blando lassativo. A dosi più alte è un efficace lassativo. A dosi eccessive ha invece effetti purgativi negativi, altrimenti è consigliato come lassativo in quanto influenza la motilità del colon irritando le pareti intestinali. Studi clinici imputano al rabarbaro anche una funzione antisettica nei confronti delle infezioni intestinali e, in virtù del contenuto in tannini, di decongestionante nelle irritazioni della mucosa intestinale. La presenza dei tannini come principio attivo secondario fa sì che il rabarbaro possa essere utilizzato anche come astringente della pelle e delle mucose della cavità orale e nasale e come antibatterico.

PROPRIETÀ

  • Sedativo naturale, quindi agisce sul sistema nervoso calmando la persona;
  • Attenuatore di dolori;
  • Arresta le emorragie agendo come ricostituente del sangue;
  • Previene e corregge la costipazione;
  • Fa ritornare il senso del gusto e aiuta la digestione;
  • È efficace per l'insonnia e rinforza il sistema immunitario;
  • Ottimo tonico profilattico e aiuta a guarire dalle ustioni intestinali;
  • Lenisce e previene gli effetti da avvelenamento causato da alluminio, piombo e mercurio;
  • Protegge il cervello dalle tossine che lo attaccano;
  • Riduce i depositi di metallo pesante nei tessuti, in particolare quelli che circondano le giunture;
  • Dà un senso diffuso di benessere al corpo.

INDICAZIONI

La SOLUZIONE IDROALCOLICA SIPANAC01 BASE prende spunto da una antica ricetta d'erbe della tribù degli Ojibway, Canada, riscoperta negli anni 20. La ricetta famosa nel mondo soprattutto per le sue proprietà coadiuvanti nelle patologie degenerative, oltre che per le sue straordinarie capacità di depurazione dell'organismo e di ristabilimento del metabolismo glicemico. La sua formula ha dimostrato di essere profondamente efficace, sicura e utilizzabile da tutti anche solo a scopo depurativo e preventivo.

AVVERTENZE

Vedi confezione: le gocce vanno diluite in mezzo bicchiere di acqua tiepida, LONTANO DAI PASTI - 1 ORA PRIMA DEI PASTI OPPURE 2 ORE DOPO I PASTI (MEGLIO LA SERA). Se si assume troppo vicino ai pasti si può avere un senso di nausea o indigestione. Si possono notare dolori intestinali o di stomaco causati dall'eliminazione delle tossine, se i disturbi persistono sospendere il trattamento per almeno una settimana per poi riprenderlo gradatamente fino a raggiungere la dose personale.


Riferimenti Bibliografici