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Tisane

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AFFINT FS 3

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€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la diarrea. EFFETTI Combatte diarrea e affezioni intestinali. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda delle necessità. INGREDIENTI Tisana a base di Piantaggine, Iperico, Malva e Finocchio. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Iperico: «L'olio di iperico, ottenuto per macerazione in olio di oliva, presenta attività antinfiammatorie e cicatrizzanti; l'estratto secco di iperico, assunto per via orale, presenta attività antidepressiva, che allo stato attuale è confermata da numerosi trials clinici controllati. Meccanismo d'azione complesso: inibizione della ricaptazione di serotonina, noradrenalina e dopamina; inibizione della ricaptazione del GABA a livello presinaptico; aumento dei recettori postsinaptici per la serotonina. L'iperico trova oggi indicazione nel trattamento medico di sindromi depressive di lieve e media entità, depressione stagionale e depressione da sindrome climaterica, ma è anche utilizzabile nei pazienti affetti da attacchi di panico.» Interazioni farmacologiche: «L'Iperico potenzia gli effetti farmacologici dei farmaci antidepressivi di sintesi e determina la comparsa della sindrome serotoninergica.» Malva: «I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti. Per questo motivo, l' uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l'eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti. » Per la salute: «Erba indicata contro gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. Utilizzata da sempre come blando lassativo, è un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata. In medicina per uso interno è utile in caso di bronchiti, tosse, infezioni della gola, catarro, asma, gastrite. Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. » Interazioni: «L'uso prolungato di mucillagini riduce l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti oralmente.» Finocchio: «Aerofagia: si lascino dieci grammi di frutti in mezzo litro d' acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza di detto infuso prima dei pasti principali. Allattamento: i lascino venti grammi di frutti in mezzo litro d' acqua bollente per dieci minuti; è questa la dose per un giorno, da utilizzare lontano dai posti. Colite: si prepara in questo caso un decotto facendo bollire dieci grammi di radici in mezzo litro d' acqua per un quarto d'ora; si spegne poi il fuoco e si lascia riposare il composto per cinque minuti; do­podiché si filtra e si bevono quattro tazze al giorno di tale preparato. Diarrea: si prepara l'infuso lasciando quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per quindici minuti; filtrare e bere quat­tro tazze al giorno di tale preparato. Meteorismo: si lascino quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza dopo i pasti di questo preparato. Obesità: si lascino dieci grammi di radici in mezzo litro d'acqua bol­lente per dieci minuti; si filtri e si bevano tre tazze al giorno di tale infuso. Occhi: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bol­lente per dieci minuti; si filtri e si lavino gli occhi due volte al giorno con tale infuso. Sudorazione: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due tazze al giorno di tale infuso. Cefalea mal di testa: Valeriana/Finocchio/Melissa/Camomilla/Menta piperita: si prepari la miscela mescolando venti grammi di valeriana con venti di camomil­la, dieci di melissa, dieci di finocchio, dieci di piperita; si lascino ven­ti grammi di tale miscela in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due-tre tazze di tale infuso una dietro l'al­tra, al momento dell'attacco, suddivise nell'arco della giornata, come preventivo. » Per la salute: « Il finocchio è una pianta perenne che può raggiungere i due metri di altezza, dotata di profonde radici, steli cavi ed un ombrello di foglie aghiformi e piumate. In estate la pianta è caratterizzata da fiori gialli che si raggruppano in ombrelle su cui si sviluppano i frutti e i piccoli semi ovali di color marrone. Tutta la pianta emana un caratteristico odore. Della pianta si usano tutte le parti (frutti, semi, foglie e radici) per scopi curativi e/o culinari. I frutti contengono il 10% di un olio grasso, zucchero ed amidi. Nelle radici si trovano invece un olio etereo, l'amido e zucchero. L'olio essenziale (estratto dai semi schiacciati) è ricco di propanoidi, flavonoidi, composti aromatici (anetolo, estragolo, carvolo), monoterpeni (fenone, pinene, canfene, limonene, fellandrene, dipentene) fenicolina, acido anisico ed aldeidi. Numerose sono le proprietà che gli vengono attribuite e alcune di queste hanno trovato conferma in questi anni da un punto di vista scientifico. Evidenze indicano che Il decotto delle radici esercita un potente effetto diuretico, mentre l'infuso di semi aiuta a calmare gli spasmi del tratto digestivo poiché si libera anetolo, una molecola che, oltre a conferire il caratteristico odore, aiuta la digestione. Per la tosse cronica, per combattere la formazione di catarro, per i risciacqui della bocca e per le malattie che interessano le gengive viene invece utilizzato il succo estratto dalla pianta fresca o dal frutto. Inoltre, Il finocchio è considerato un rimedio naturale come detossificante e tonico per fegato, reni e milza e contro il reflusso gastrico, evento dovuto ad una deficienza muscolare nel basso esofago che compromette la barriera tra esofago e stomaco permettendo agli acidi di risalire. Inoltre, migliora i sintomi della dispepsia e riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. Nelle donne in allattamento viene usato per aumentare la lattazione (funzione galattogena), come già noto ai tempi di Ippocrate che lo consigliava alle madri per aumentare la quantità del latte, mentre nelle donne in generale esercita un effetto benefico nei casi di dolori associati al ciclo mestruale, contribuendo ad alleviare i sintomi poiché è in grado di rilassare la muscolatura liscia del tratto addominale. Nei bambini in particolare, l'olio di semi di finocchio riduce gli spasmi intestinali e sia nei bambini che negli adulti, viene usato, per uso esterno, come unguento da applicare sul petto in caso di congestione bronchiale.» PROPRIETÀ ANTIBATTERICHE ANTINFIAMMATORIA ESPETTORANTI EMOSTATICHE ESPOTTARANTI EMOLLIENTI LASSATIVE LENITIVE INDICAZIONI Infiammazioni intestinali con diarrea, benefico per la colite, il meteorismo, aerofagia, dolori di pancia. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

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€ 4,50

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che aiuta a drenare e depurare. EFFETTI Tisana alcalinizzante - Depurante INDICAZIONI MODO D'USO Decotto. Un cucchiaio in 3/4 di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Spegnere, coprire, lasciare in enfusione per 5 minuti, filtrare e bere divisa in due/tre tazzine lungo la giornata lontano dai pasti. INGREDIENTI Tisana a base di Bardana, Equiseto, Tarassaco, Piantaggine, Timo, Quercia marina, Frangula e Ortica VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.» Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.» Frangula: «Le proprietà della corteccia di Frangola sono specificatamente utili per stimolare le funzioni intestinali. L'azione della Frangola, entro limiti abbastanza ampi di dosaggio, è innocua e sicura ed è praticamente esente da controindicazioni. Le sostanze antrachinoniche, naturalmente legate a zuccheri, che costituiscono il principio attivo della Frangola, agiscono sull'intestino crasso stimolandone il tono e l'ampiezza dei movimenti: si ottiene così uno svuotamento dolce senza provocare pesanti irritazioni sulle delicate mucose dell'intestino. Tranne le eccezioni determinate da reali necessità, bisogna ricercare non un effetto purgativo drastico, ma semplicemente un effetto regolatore intestinale. La stitichezza cronica va sorvegliata dal medico in quanto potrebbe essere conseguenza di gravi disfunzioni e malattie. La Frangola non ha controindicazioni se si escludono le donne gravide e le nutrici che possono ancora farne uso moderato. » Per la salute: «Dal punto di vista terapeutico la parte più preziosa della pianta è la corteccia, che però è velenosa e per questo viene essiccata prima di essere lavorata. Grazie a questo processo infatti gli antranoli che si trovano nella corteccia e che hanno un potente effetto lassativo si trasformano in gluco-frangulini A e B oppure in glicosidi antrachinonici A e B, che sono meglio tollerati dall’organismo umano. Le sue componenti impediscono la ritenzione dell’acqua e dei sali, e contribuiscono così a facilitare le evacuazioni e a rendere le feci più morbide. I prodotti a base di corteccia di frangula sono consigliati vivamente a coloro che soffrono di stitichezza, emorroidi, in caso di ragadi anali, o anche in seguito ad interventi anali. Poiché ha un forte effetto di pulizia intestinale, lassativo ed antivermifugo, si può utilizzare con successo durante le cure disintossicanti. Risultati clinici: Una ricerca italiana ha dimostrato che la frangula dispone di proprietà antiossidanti ed antimicrobiotiche. Gli studiosi ritengono che il contenuto di antrachinoni può contribuire alla prevenzione del cancro alla prostata, ed anche al mantenimento della salute della prostata. » Interazioni: «L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» Tarassaco: «L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare, dove viene impiegato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. L'azione coleretica è dovuta principalmente agli alcoli triterpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici: questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari. L'attività diuretica del tarassaco, invece, è da attribuire alla presenza dei flavonoidi, dei lattoni sesquiterpenici e dei sali di potassio. Indicazioni cliniche: atonie gastriche, dispepsie, microcalcolosi biliari, stitichezza. » Per la salute: « Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico. Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore. » Interazioni: «Sono possibili sommazioni di effetti con l'assunzione contemporanea di amari, diuretici e ipoglicemizzanti.» Equiseto: « L'equiseto, per il suo alto contenuto in silice e minerali, è utilizzato per le sue proprietà diuretiche e rimineralizzanti, soprattutto per il tessuto osseo; inoltre, favorisce l'accrescimento osseo, la dentizione e la crescita di unghie e capelli. La moderna fitoterapia utilizza l'equiseto sotto forma di estratti standardizzati in silicio elettivamente nella prevenzione e nella cura dell'osteoporosi, mentre a scopo diuretico può essere utilizzato lo stesso estratto fluido. L'equiseto è piuttosto utile nel trattamento coadiuvante delle smagliature cutanee, grazie alle sue proprietà rassodanti, leviganti ed elasticizzanti. Considerate le proprietà astringenti, l'equiseto può essere utilizzato come base per lavaggi per palpebre arrossate, colliri per le congiuntive infiammate, sciacqui e gargarismi per le mucose della bocca e della gola.» Per la salute: « Sostanze presenti: acido silicico (fino al 15%), glucoside delle saponine (equisetonina), flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici (anche acido ascorbico), sostanze amare e altre sostanze minerali (sali di potassio, alluminio e manganese). Proprietà curative: antiemorragiche, cicatrizzanti, emostatiche (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), antitubercolari e remineralizzanti (valide soprattutto per i malati di tubercolosi polmonare). Sembra comunque che abbia anche una certa tossicità specialmente nel bestiame (probabilmente l'elevata quantità di membrane silicizzate possono causare lesioni e quindi infezioni nel tubo intestinale degli erbivori). » Interazioni: «Sono possibili interazioni con diuretici e cardioattivi per ipopotassiemia.» Quercia marina: «La quercia marina trova utile impiego all'inizio di una cura dimagrante in quanto, favorendo la funzionalità tiroidea e stimolando il ricambio generale, costituisce, a volte, lo starter del processo di dimagrimento. Venne descritto per la prima volta nel 1862 dal medico Duchesne per quanto riguarda le sue "qualità" dimagranti che giustamente attribuiva alla regolarizzazione del metabolismo dei grassi ottenuto grazie ad una stimolazione endocrina. L'azione della quercia marina, che si inizia ad evidenziare dopo almeno tre settimane di terapia, si localizza principalmente nelle sedi maggiormente ricche in tessuto adiposo (fianchi, cosce ecc.). La quercia marina può essere associata ad altre piante come Pilosella, Betulla ecc. La quercia marina, infine, viene impiegata, in virtù dell'azione endocrina, nella terapia della psoriasi, dermopatia nella cui genesi interviene anche uno squilibrio a carico dei lipidi e l'arginato conferisce una blanda azione lassativa.» Ortica: «L'ortica è tra le piante selvatiche sicuramente la più apprezzata. Sia l'Urtica dioica che l'Urtica urens sono utilizzate per le loro proprietà. È una pianta ricca di vitamina C, clorofilla, sali minerali (silicio, ferro, calcio, manganese e potassio), carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino, istamina, acetilcolina. Grazie ai suoi componenti l'ortica è una pianta emostatica, antireumatica, cicatrizzante, vasocostrittrice e antiflogistica. » Per la salute: « L'ortica può essere usata come decotto, come succo, come infuso, sciroppo o semplicemente cruda come disintossicante, depuratore e tonico dell'organismo aiutando ad eliminare gli acidi urici, nelle affezioni intestinali, per l'artrite, per l'anemia. Ha inoltre un forte potere emostatico e antiemorragico e astringente intestinale. Utilizzando esternamente il succo fresco combatte la perdita dei capelli e rinforza il cuoio capelluto. È molto efficace in caso di seborrea, forfora, acne ed eczema. Cataplasmi delle foglie di ortica sbollentate e tritate sono ottime per le irritazioni cutanee e per le ferite in quanto ha un effetto cicatrizzante. » Interazioni: «Diuretici - Farmaci ipoglicemizzanti - Sedativi del SNC - Farmaci ipotensivi. Le interazioni sono teoricamente possibili in relazione alle attività farmacologiche dimostrate.» Piantaggine: «Antibatteriche, espettoranti, emostatiche, astringenti, oftalmiche, lenitive, lassative, emollienti, antinfiammatorie » Per la salute: « Nella medicina popolare si usava la parte aerea della pianta, contro tosse, bronchiti, infiammazioni intestinali, diarrea, allergie. Le foglie venivano consumate crude in insalata, oppure cotte come gli spinaci. Le foglie sono usate in erboristeria come lenitivo e antipruriginoso delle affezioni cutanee, per le infiammazioni della gola e delle vie respiratorie. In omeopatia viene utilizzato con la tintura madre nel trattamento alla disaffezione al fumo.» Timo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento.» Per la salute: « L’infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l’organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l’infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» PROPRIETÀ DEPURATIVA, PURIFICANTE DEL SANGUE TOCCASANA PER IL FEGATO, RIMINALIZZANTE, DIURETICO, ANTIDOLORIFICO DEPURATIVO, ANTINFIAMMATORIO, OTTIMO ALLEATO DEL FEGATO ANTIREUMATICA, CICATRIZZANTE, COMBATTE GONFIORI INTESTINALI, ANTIEMORRAGICO ALCALINIZZANTE PER ECCELLENZA, ASTRINGENTE, ANTINFIAMMATORIA, ANTIANEMICA UTILE NEI CASI DI TOSSE, CATARRI BRONCHIALI, ASMA STIMOLA IL METABOLISMO UTILI PER STIMOLARE LE FUNZIONI INTESTINALI INDICAZIONI È una tisana depurativa e alcalanizzante. Un toccasana per il fegato infatti ottimo alleato di quest’ultimo. Utile nei casi di tosse, asma e catarro. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che aiuta a drenare e depurare. EFFETTI Tisana alcalinizzante - Depurante INDICAZIONI MODO D'USO Decotto. Un cucchiaio in 3/4 di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Spegnere, coprire, lasciare in enfusione per 5 minuti, filtrare e bere divisa in due/tre tazzine lungo la giornata lontano dai pasti. INGREDIENTI Tisana a base di Bardana, Equiseto, Tarassaco, Piantaggine, Timo, Quercia marina, Frangula e Ortica VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.» Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.» Frangula: «Le proprietà della corteccia di Frangola sono specificatamente utili per stimolare le funzioni intestinali. L'azione della Frangola, entro limiti abbastanza ampi di dosaggio, è innocua e sicura ed è praticamente esente da controindicazioni. Le sostanze antrachinoniche, naturalmente legate a zuccheri, che costituiscono il principio attivo della Frangola, agiscono sull'intestino crasso stimolandone il tono e l'ampiezza dei movimenti: si ottiene così uno svuotamento dolce senza provocare pesanti irritazioni sulle delicate mucose dell'intestino. Tranne le eccezioni determinate da reali necessità, bisogna ricercare non un effetto purgativo drastico, ma semplicemente un effetto regolatore intestinale. La stitichezza cronica va sorvegliata dal medico in quanto potrebbe essere conseguenza di gravi disfunzioni e malattie. La Frangola non ha controindicazioni se si escludono le donne gravide e le nutrici che possono ancora farne uso moderato. » Per la salute: «Dal punto di vista terapeutico la parte più preziosa della pianta è la corteccia, che però è velenosa e per questo viene essiccata prima di essere lavorata. Grazie a questo processo infatti gli antranoli che si trovano nella corteccia e che hanno un potente effetto lassativo si trasformano in gluco-frangulini A e B oppure in glicosidi antrachinonici A e B, che sono meglio tollerati dall’organismo umano. Le sue componenti impediscono la ritenzione dell’acqua e dei sali, e contribuiscono così a facilitare le evacuazioni e a rendere le feci più morbide. I prodotti a base di corteccia di frangula sono consigliati vivamente a coloro che soffrono di stitichezza, emorroidi, in caso di ragadi anali, o anche in seguito ad interventi anali. Poiché ha un forte effetto di pulizia intestinale, lassativo ed antivermifugo, si può utilizzare con successo durante le cure disintossicanti. Risultati clinici: Una ricerca italiana ha dimostrato che la frangula dispone di proprietà antiossidanti ed antimicrobiotiche. Gli studiosi ritengono che il contenuto di antrachinoni può contribuire alla prevenzione del cancro alla prostata, ed anche al mantenimento della salute della prostata. » Interazioni: «L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» Tarassaco: «L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare, dove viene impiegato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. L'azione coleretica è dovuta principalmente agli alcoli triterpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici: questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari. L'attività diuretica del tarassaco, invece, è da attribuire alla presenza dei flavonoidi, dei lattoni sesquiterpenici e dei sali di potassio. Indicazioni cliniche: atonie gastriche, dispepsie, microcalcolosi biliari, stitichezza. » Per la salute: « Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico. Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore. » Interazioni: «Sono possibili sommazioni di effetti con l'assunzione contemporanea di amari, diuretici e ipoglicemizzanti.» Equiseto: « L'equiseto, per il suo alto contenuto in silice e minerali, è utilizzato per le sue proprietà diuretiche e rimineralizzanti, soprattutto per il tessuto osseo; inoltre, favorisce l'accrescimento osseo, la dentizione e la crescita di unghie e capelli. La moderna fitoterapia utilizza l'equiseto sotto forma di estratti standardizzati in silicio elettivamente nella prevenzione e nella cura dell'osteoporosi, mentre a scopo diuretico può essere utilizzato lo stesso estratto fluido. L'equiseto è piuttosto utile nel trattamento coadiuvante delle smagliature cutanee, grazie alle sue proprietà rassodanti, leviganti ed elasticizzanti. Considerate le proprietà astringenti, l'equiseto può essere utilizzato come base per lavaggi per palpebre arrossate, colliri per le congiuntive infiammate, sciacqui e gargarismi per le mucose della bocca e della gola.» Per la salute: « Sostanze presenti: acido silicico (fino al 15%), glucoside delle saponine (equisetonina), flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici (anche acido ascorbico), sostanze amare e altre sostanze minerali (sali di potassio, alluminio e manganese). Proprietà curative: antiemorragiche, cicatrizzanti, emostatiche (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), antitubercolari e remineralizzanti (valide soprattutto per i malati di tubercolosi polmonare). Sembra comunque che abbia anche una certa tossicità specialmente nel bestiame (probabilmente l'elevata quantità di membrane silicizzate possono causare lesioni e quindi infezioni nel tubo intestinale degli erbivori). » Interazioni: «Sono possibili interazioni con diuretici e cardioattivi per ipopotassiemia.» Quercia marina: «La quercia marina trova utile impiego all'inizio di una cura dimagrante in quanto, favorendo la funzionalità tiroidea e stimolando il ricambio generale, costituisce, a volte, lo starter del processo di dimagrimento. Venne descritto per la prima volta nel 1862 dal medico Duchesne per quanto riguarda le sue "qualità" dimagranti che giustamente attribuiva alla regolarizzazione del metabolismo dei grassi ottenuto grazie ad una stimolazione endocrina. L'azione della quercia marina, che si inizia ad evidenziare dopo almeno tre settimane di terapia, si localizza principalmente nelle sedi maggiormente ricche in tessuto adiposo (fianchi, cosce ecc.). La quercia marina può essere associata ad altre piante come Pilosella, Betulla ecc. La quercia marina, infine, viene impiegata, in virtù dell'azione endocrina, nella terapia della psoriasi, dermopatia nella cui genesi interviene anche uno squilibrio a carico dei lipidi e l'arginato conferisce una blanda azione lassativa.» Ortica: «L'ortica è tra le piante selvatiche sicuramente la più apprezzata. Sia l'Urtica dioica che l'Urtica urens sono utilizzate per le loro proprietà. È una pianta ricca di vitamina C, clorofilla, sali minerali (silicio, ferro, calcio, manganese e potassio), carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino, istamina, acetilcolina. Grazie ai suoi componenti l'ortica è una pianta emostatica, antireumatica, cicatrizzante, vasocostrittrice e antiflogistica. » Per la salute: « L'ortica può essere usata come decotto, come succo, come infuso, sciroppo o semplicemente cruda come disintossicante, depuratore e tonico dell'organismo aiutando ad eliminare gli acidi urici, nelle affezioni intestinali, per l'artrite, per l'anemia. Ha inoltre un forte potere emostatico e antiemorragico e astringente intestinale. Utilizzando esternamente il succo fresco combatte la perdita dei capelli e rinforza il cuoio capelluto. È molto efficace in caso di seborrea, forfora, acne ed eczema. Cataplasmi delle foglie di ortica sbollentate e tritate sono ottime per le irritazioni cutanee e per le ferite in quanto ha un effetto cicatrizzante. » Interazioni: «Diuretici - Farmaci ipoglicemizzanti - Sedativi del SNC - Farmaci ipotensivi. Le interazioni sono teoricamente possibili in relazione alle attività farmacologiche dimostrate.» Piantaggine: «Antibatteriche, espettoranti, emostatiche, astringenti, oftalmiche, lenitive, lassative, emollienti, antinfiammatorie » Per la salute: « Nella medicina popolare si usava la parte aerea della pianta, contro tosse, bronchiti, infiammazioni intestinali, diarrea, allergie. Le foglie venivano consumate crude in insalata, oppure cotte come gli spinaci. Le foglie sono usate in erboristeria come lenitivo e antipruriginoso delle affezioni cutanee, per le infiammazioni della gola e delle vie respiratorie. In omeopatia viene utilizzato con la tintura madre nel trattamento alla disaffezione al fumo.» Timo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento.» Per la salute: « L’infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l’organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l’infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» PROPRIETÀ DEPURATIVA, PURIFICANTE DEL SANGUE TOCCASANA PER IL FEGATO, RIMINALIZZANTE, DIURETICO, ANTIDOLORIFICO DEPURATIVO, ANTINFIAMMATORIO, OTTIMO ALLEATO DEL FEGATO ANTIREUMATICA, CICATRIZZANTE, COMBATTE GONFIORI INTESTINALI, ANTIEMORRAGICO ALCALINIZZANTE PER ECCELLENZA, ASTRINGENTE, ANTINFIAMMATORIA, ANTIANEMICA UTILE NEI CASI DI TOSSE, CATARRI BRONCHIALI, ASMA STIMOLA IL METABOLISMO UTILI PER STIMOLARE LE FUNZIONI INTESTINALI INDICAZIONI È una tisana depurativa e alcalanizzante. Un toccasana per il fegato infatti ottimo alleato di quest’ultimo. Utile nei casi di tosse, asma e catarro. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ALICATT FS 4

ALICATT FS 4

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'alitosi. EFFETTI Combatte l'alito cattivo. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Ginepro, Menta, Camomilla e Basilico.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Ginepro: «Il ginepro ha numerose virtù: è stomachico e masticarne le bacche facilita la digestione, è un antisettico naturale per le vie urinarie e respiratorie (utile per la cura della calcolosi urinaria, per sedare la tosse o come espettorante) e ha proprietà antireumatiche, spesso infatti l'olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi. Massaggiare il corpo con olio di ginepro aiuta a rilassare i muscoli contratti, a previene i crampi e a tonificare i tessuti connettivi. Il ginepro è sempre stato considerato dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi e nel XIX secolo l'abate tedesco Sebastian Kneipp suggeriva ai malati di influenza di avvolgersi in una coperta riscaldata ai vapori di una pentola in cui venivano fatti bollire bacche e rami di ginepro. » Per la salute: « La medicina popolare attribuisce altissimo valore curativo all'olio ottenuto dalla distillazione dei coni e e ne ipotizza grandi doti come rimedio per: disturbi digestivi malattie respiratorie malattie delle vie urinarie malattie reumatiche Non sono negabili almeno blandi effetti per tutte queste indicazioni, d'altronde i rischi di un uso prolungato e/o altamente dosato sono significanti. » Interazioni: «Possibili interazioni con ipoglicemizzanti orali e diuretici.» Menta: «La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie. » Per la salute: « Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limonene e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito. » Camomilla: «Le proprietà della Camomilla Romana sono simili a quelle della Camomilla Volgare, anche se rispetto alla seconda, si usano concentrazioni più basse dei principi attivi. Dall'aroma fine e spiccato, trova valido impiego nell'industria dei vermouth, vini e liquori di erbe. Proprietà terapeutiche: amaro-toniche, digestive, antispasmodiche, antielmintiche e come disinfettante del cavo orale. Per la sua attività antispasmodica è usata contro i dolori mestruali.» Per la salute: «Uso interno: Svolge funzioni sull'apparato digerente: gastriti croniche e coliti; atonia gastrica; coliche intestinali; pesantezza post-prandiale. Allevia i dolori mestruali. Placa l'eccitazione nervosa e l'insonnia. Uso esterno: Sedativo topico, calma il dolore cutaneo dovuto a eritemi, ustioni ed altre affezioni della pelle, di solito è utilizzata in preparazioni oleose. La pianta di Anthemis è caratterizzata da una spiccata azione sedativa cutanea. L'estratto fluido trova valido impiego nelle congiuntiviti. Per l'azione antibatterica e sfiammante si utilizza in soluzione per il lavaggio di ferite. È inoltre efficace come colluttorio. L'olio di Camomilla Romana può essere impiegato per frizioni contro i dolori articolari, le nevralgie e le coliche epatiche.» Interazioni: «Amari, FANS, farmaci potenzialmente gastrolesivi. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti ed alle Asteraceae. » Basilico: «Oltre alle rinomate proprietà aromatiche che lo rendono prezioso in cucina, il basilico usato in Aromaterapia dimostra un discreto potere stimolante e eccitante. Il suo olio essenziale viene indicato nei casi di affaticamento nervoso, di surmenage intellettuale e nelle insonnie di tipo nervoso. Si rivela inoltre efficace nella risoluzione di digestioni difficili, di spasmi gastrici e intestinali e nelle emicranie di origine nervosa o digestiva. Anti-spasmodico, stati post-infettivi, epatiti virali, infezioni virali, poliomielite. Alcune gocce diluite, nel naso servono contro il raffreddore di testa e la perdita dell'odorato (anosmia). N.B. Diluire sempre l'olio essenziale. viene usato anche per: Acufeni, Ansia, Asma, Astenia, psichica, Astenia fisica, Bronchite, Capelli deboli, Cefalea, Concentrazione difficile, Corizza, Crescita lenta dei capelli, Deliquio, Depressione, Dispepsia, Disturbi mestruali, Dolori muscolari, Emicrania, Enfisema polmonare, Epilessia, Febbre, Flatulenza, Geloni, Gotta, Inappetenza, Insonnia, Isterismo, Mal d'orecchio, Malattie infettive, Nausea, Nervosismo, Otite, Paralisi, Pertosse, Polipi nasali, Punture d'insetti, Raffreddore (cronico), Reumatismi, Singhiozzo, Sinusite, Spasmi gastrici, Surmenage psicofisico, Tosse convulsa, Vomito. » Per la salute: «Come pianta medicinale, le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, stomachica e diuretica, antimicrobica, antinfiammatoria. Il basilico è utilizzato anche contro l'indigestione e come vermifugo. Come collutorio è indicato contro le infiammazioni del cavo orale. L'olio è utilizzato per massaggiare le parti del corpo dolenti o colpite da reumatismi. Per via di questi benefici, il suo uso si è propagato dall'Africa alla medicina tradizionale in Brasile. La medicina ayurveda assegna inoltre diverse proprietà all'Ocimum tenuiflorum, o basilico sacro.» PROPRIETÀ CARMINATIVE COLERETICHE ANTISETTICHE AROMATIZZANTI RINFRESCANTI ANALGESICHE INDICAZIONI L'alito cattivo può essere causato da denti cariati, stomatiti, angine, gastriti, cattivo funzionamento della digestione ecc. Individualmente la causa è compito del medico, i rimedi suggeriti sono sintomatici, cioè devono trattare la causa. La tisana svolge funzioni sull'apparato digerente: gastriti croniche e coliti; atonia gastrica; coliche intestinali; pesantezza post-prandiale e generalmente elimina l'alitosi - (contro le carie masticare un chiodo di garofano). AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

ANSISM FS 1 - GR 100

ANSISM FS 1 - GR 100

€ 5,50

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro ansia e nervosismo. EFFETTI Combatte stati ansiosi e nervosismo (prenderla di giorno, due tazze lontano dai pasti). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar in infusione con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Ginepro, Arancio fiori, Menta, Melissa e Valeriana. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Ginepro: «Il ginepro ha numerose virtù: è stomachico e masticarne le bacche facilita la digestione, è un antisettico naturale per le vie urinarie e respiratorie (utile per la cura della calcolosi urinaria, per sedare la tosse o come espettorante) e ha proprietà antireumatiche, spesso infatti l'olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi. Massaggiare il corpo con olio di ginepro aiuta a rilassare i muscoli contratti, a previene i crampi e a tonificare i tessuti connettivi. Il ginepro è sempre stato considerato dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi e nel XIX secolo l'abate tedesco Sebastian Kneipp suggeriva ai malati di influenza di avvolgersi in una coperta riscaldata ai vapori di una pentola in cui venivano fatti bollire bacche e rami di ginepro.» Per la salute: «La medicina popolare attribuisce altissimo valore curativo all'olio ottenuto dalla distillazione dei coni e  ne ipotizza grandi doti come rimedio per: disturbi digestivi malattie respiratorie malattie delle vie urinarie malattie reumatiche Non sono negabili almeno blandi effetti per tutte queste indicazioni, d'altronde i rischi di un uso prolungato e/o altamente dosato sono significanti.» Interazioni: «Possibili interazioni con ipoglicemizzanti orali e diuretici.» Arancio: «Il frutto maturo viene mangiato in Iran e in Messico con sale e pasta di peperoncino. La buccia è spesso usata per ottenere marmellate e la buccia essiccata è utilizzata per insaporire una birra belga chiamato Orange Muscat. Il principale costituente dell'estratto di citrus aurantium è la sinefrina anche se studi condotti in vitro mostrano che la sinefrina non sia l'unico alcaloide in grado di indurre azione lipolitica. Tuttavia, poiché si ritrova in quantità molto più alte degli altri, è quello che svolge l'azione principale. L'uso più comune di Citrus aurantium è come integratore alimentare piuttosto che come ingrediente culinario. Nella medicina tradizionale cinese chiamato "Chih-Shi" o "Zhi-Shi" e viene impiegato come purificante, per trattare disturbi dell' apparato digerente e disordini del fegato. L'utilizzo principale che se ne fa oggi è come coadiuvante nelle diete finalizzate alla riduzione del peso. Il controllo del peso corporeo avviene attraverso effetti sul metabolismo che includono un aumento dell'attività del metabolismo basale, della lipolisi (degradazione dei grassi per la conversione in energia) e una modesta attività riduzione dell'appetito. Dall'analisi si vede come l'estratto sia in grado di indurre un aumento dell'attività metabolica a riposo e del dispendio energetico e un modesto aumento della riduzione del peso si osserva in soggetti che assumono l'estratto per un periodo fino a 12 settimane. Infatti l'estratto di citrus aurantium ha un marcato effetto termogenico. Con il termine termogenico si intende quell'attività metabolica che determina un aumento della produzione di calore da parte dell'organismo, in particolare a carico di alcuni tessuti come quello adiposo e quello muscolare. La termogenesi avviene naturalmente in tutti i mammiferi, ad eccezione dei suini, grazie alla presenza del tessuto adiposo bruno, che è metabolicamente attivo a differenza di quello bianco che funge da sito di deposito dei grassi. Un ruolo importante della termogenesi viene infatti svolto negli animali che vanno in letargo e che devono poi riattivarsi aumentando al loro temperatura corporea. In definitive la termogenesi permette di bruciare i costituenti introdotti con al dieta e invece di convertirli in energia per l'organismo li disperde sotto forma di calore. Vari studi sono stati condotti sia a livello preclinico che clinico per valutare il ruolo dell'estratto di citrus aurantium nel controllo del peso. Molti di questi arrivano a conclusioni discordanti poiché studi diversi considerano miscele di erbe diverse, ragion per cui è difficile valutare il contributo dell'estratto quale unico ingrediente attivo. Il Citrus aurantium è usato anche come sedativo e, in alcune nazioni, per trattare gli stati ansiosi. Uno studio che ha valutato 60 soggetti con stato ansioso dovuto a operazioni chirurgiche minori alle quali dovevano essere sottoposti, ha mostrato un miglioramento della loro condizione prima di entrare in sala operatoria. Studi tossicologici non hanno mostrato alcuna attività degna di nota nell'utilizzo di estratto di citrus. Soggetti a cui é stato somministrato Citrus per 28 giorni non hanno mostrato alcun significativo cambiamento dell'attività dei citocromo, enzimi preposti al metabolismo delle sostanze di origine esogena. Questo potrebbe ragionevolmente escludere che l'assunzione delle quantità raccomandate giornaliere possa influenzare il metabolismo di farmaci assunti in contemporanea, tuttavia è consigliabile consultare il parere medico in caso si stiano assumendo farmaci di varia natura. Altri studi hanno valutato l'effetto a livello cardiaco e sulla pressione arteriosa e hanno mostrato come l'assunzione di p-sinefrina non influenzi ne la pressione ne la frequenza cardiaca. » Per la salute: « In passato, gli psoraleni contenuti nell'estratto di olio di bergamotto sono stati usati negli acceleratori d'abbronzatura e nei filtri solari. Gli psoraleni penetrano nella pelle, dove aumentano la quantità di danno al DNA. Questo danno è possibile nelle scottature solari ed è compresente con una maggiore produzione di melanina. Può anche portare a fitofotodermatosi, uno scurimento della pelle a causa di una reazione chimica che rende la pelle più sensibile alla luce UV.  Queste sostanze sono note essere fotocancerogene dal 1959,ma sono state bandite dai filtri solari dopo il 1995 (negli USA). Questi fotocancerogeni sono stati banditi in molti stati anni dopo aver causato molti casi di melanomi maligni e conseguenti morti. Gli psoraleni vengono ora usati solo nel trattamento di alcune patologie, come nella terapia PUVA. Attraverso il processo di "defurocumarinizzazione" è possibile ridurre notevolmente il Bergaptene (5-MOP), una furocumarina fototossica e fotomutagena che per esposizione al sole può provocare ustioni anche agli strati cutanei più profondi. È preferibile acquistare in farmacia o in erboristeria l'essenza defurocumarinizzata o contattare il consorzio del bergamotto. » Interazioni: « Come il succo di pompelmo, anche i citroflavonoidi possono interferire con l'assorbimento di alcuni farmaci.» Menta: « La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie.» Per la salute: «Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limonene e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito.» Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d'ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell'olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d'irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale.  L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: « La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: « Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).» Valeriana: «Si usa la radice della pianta che però ha un odore sgradevole. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno. Il meccanismo d'azione dei suoi costituenti è abbastanza ben conosciuto. Si deve agli esteri degli acidi valerianici ed agli iridoidi l'inibire l'enzima animale acido gamma-aminobutirrico transaminasi, preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato (GABA). Questo mediatore chimico è notoriamente associato a fenomeni neuronali di tipo inibitorio ed è responsabile anche dell'induzione del sonno nell'uomo. Studi più recenti hanno evidenziato che anche alcuni degli alcaloidi possono avere una influenza più o meno diretta sul metabolismo del GABA, ma il loro meccanismo è ancora poco chiaro. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina (quelli inibiti dalla caffeina) ed essere in parte responsabili dell'azione ipno-inducente, spasmolitica a livello intestinale e riducente sulla pressione arteriosa. » Per la salute: « La valeriana possiede proprietà sedative, rilassanti e ipnoinducenti, cioè favorenti il sonno. Riducendo il tempo necessario per addormentarsi e migliorandone la qualità, la valeriana è indicata in tutti i suoi disturbi, insonnia e ansia. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina ed essere in parte responsabili dell'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia, utile in caso di crampi e sindrome dell'intestino irritabile. » Interazioni: « Aumenta il tempo di sonno da barbiturici. Possibile interazione con benzodiazepine e antistaminici. Alcool.» PROPRIETÀ TONICO DEL SISTEMA NERVOSO RIEQUILIBRANTE CORROBORANTE STOMACHICO ANTISETTICO NATURALE PER LE VIE URINARIE E RESPIRATORIE DONA BENESSERE A TUTTO L'ORGANISMO AZIONE ANTISPASMODICA, ANTINFIAMMATORIA E CARMINATIVA INDICAZIONI Particolarmente indicata in presenza di un quadro d'irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. Utile nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell'olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare.  Facilita la digestione, aiuta il funzionamento del fegato - Ideale durante il giorno. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione.Tenere lontano dai bambini.Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto.Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ANSISM FS 1 - GR 200

ANSISM FS 1 - GR 200

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro ansia e nervosismo. EFFETTI Combatte stati ansiosi e nervosismo (prenderla di giorno, due tazze lontano dai pasti). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar in infusione con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Ginepro, Arancio fiori, Menta, Melissa e Valeriana. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Ginepro: «Il ginepro ha numerose virtù: è stomachico e masticarne le bacche facilita la digestione, è un antisettico naturale per le vie urinarie e respiratorie (utile per la cura della calcolosi urinaria, per sedare la tosse o come espettorante) e ha proprietà antireumatiche, spesso infatti l'olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi. Massaggiare il corpo con olio di ginepro aiuta a rilassare i muscoli contratti, a previene i crampi e a tonificare i tessuti connettivi. Il ginepro è sempre stato considerato dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi e nel XIX secolo l'abate tedesco Sebastian Kneipp suggeriva ai malati di influenza di avvolgersi in una coperta riscaldata ai vapori di una pentola in cui venivano fatti bollire bacche e rami di ginepro.» Per la salute: «La medicina popolare attribuisce altissimo valore curativo all'olio ottenuto dalla distillazione dei coni e  ne ipotizza grandi doti come rimedio per: disturbi digestivi malattie respiratorie malattie delle vie urinarie malattie reumatiche Non sono negabili almeno blandi effetti per tutte queste indicazioni, d'altronde i rischi di un uso prolungato e/o altamente dosato sono significanti.» Interazioni: «Possibili interazioni con ipoglicemizzanti orali e diuretici.» Arancio: «Il frutto maturo viene mangiato in Iran e in Messico con sale e pasta di peperoncino. La buccia è spesso usata per ottenere marmellate e la buccia essiccata è utilizzata per insaporire una birra belga chiamato Orange Muscat. Il principale costituente dell'estratto di citrus aurantium è la sinefrina anche se studi condotti in vitro mostrano che la sinefrina non sia l'unico alcaloide in grado di indurre azione lipolitica. Tuttavia, poiché si ritrova in quantità molto più alte degli altri, è quello che svolge l'azione principale. L'uso più comune di Citrus aurantium è come integratore alimentare piuttosto che come ingrediente culinario. Nella medicina tradizionale cinese chiamato "Chih-Shi" o "Zhi-Shi" e viene impiegato come purificante, per trattare disturbi dell' apparato digerente e disordini del fegato. L'utilizzo principale che se ne fa oggi è come coadiuvante nelle diete finalizzate alla riduzione del peso. Il controllo del peso corporeo avviene attraverso effetti sul metabolismo che includono un aumento dell'attività del metabolismo basale, della lipolisi (degradazione dei grassi per la conversione in energia) e una modesta attività riduzione dell'appetito. Dall'analisi si vede come l'estratto sia in grado di indurre un aumento dell'attività metabolica a riposo e del dispendio energetico e un modesto aumento della riduzione del peso si osserva in soggetti che assumono l'estratto per un periodo fino a 12 settimane. Infatti l'estratto di citrus aurantium ha un marcato effetto termogenico. Con il termine termogenico si intende quell'attività metabolica che determina un aumento della produzione di calore da parte dell'organismo, in particolare a carico di alcuni tessuti come quello adiposo e quello muscolare. La termogenesi avviene naturalmente in tutti i mammiferi, ad eccezione dei suini, grazie alla presenza del tessuto adiposo bruno, che è metabolicamente attivo a differenza di quello bianco che funge da sito di deposito dei grassi. Un ruolo importante della termogenesi viene infatti svolto negli animali che vanno in letargo e che devono poi riattivarsi aumentando al loro temperatura corporea. In definitive la termogenesi permette di bruciare i costituenti introdotti con al dieta e invece di convertirli in energia per l'organismo li disperde sotto forma di calore. Vari studi sono stati condotti sia a livello preclinico che clinico per valutare il ruolo dell'estratto di citrus aurantium nel controllo del peso. Molti di questi arrivano a conclusioni discordanti poiché studi diversi considerano miscele di erbe diverse, ragion per cui è difficile valutare il contributo dell'estratto quale unico ingrediente attivo. Il Citrus aurantium è usato anche come sedativo e, in alcune nazioni, per trattare gli stati ansiosi. Uno studio che ha valutato 60 soggetti con stato ansioso dovuto a operazioni chirurgiche minori alle quali dovevano essere sottoposti, ha mostrato un miglioramento della loro condizione prima di entrare in sala operatoria. Studi tossicologici non hanno mostrato alcuna attività degna di nota nell'utilizzo di estratto di citrus. Soggetti a cui é stato somministrato Citrus per 28 giorni non hanno mostrato alcun significativo cambiamento dell'attività dei citocromo, enzimi preposti al metabolismo delle sostanze di origine esogena. Questo potrebbe ragionevolmente escludere che l'assunzione delle quantità raccomandate giornaliere possa influenzare il metabolismo di farmaci assunti in contemporanea, tuttavia è consigliabile consultare il parere medico in caso si stiano assumendo farmaci di varia natura. Altri studi hanno valutato l'effetto a livello cardiaco e sulla pressione arteriosa e hanno mostrato come l'assunzione di p-sinefrina non influenzi ne la pressione ne la frequenza cardiaca. » Per la salute: « In passato, gli psoraleni contenuti nell'estratto di olio di bergamotto sono stati usati negli acceleratori d'abbronzatura e nei filtri solari. Gli psoraleni penetrano nella pelle, dove aumentano la quantità di danno al DNA. Questo danno è possibile nelle scottature solari ed è compresente con una maggiore produzione di melanina. Può anche portare a fitofotodermatosi, uno scurimento della pelle a causa di una reazione chimica che rende la pelle più sensibile alla luce UV.  Queste sostanze sono note essere fotocancerogene dal 1959,ma sono state bandite dai filtri solari dopo il 1995 (negli USA). Questi fotocancerogeni sono stati banditi in molti stati anni dopo aver causato molti casi di melanomi maligni e conseguenti morti. Gli psoraleni vengono ora usati solo nel trattamento di alcune patologie, come nella terapia PUVA. Attraverso il processo di "defurocumarinizzazione" è possibile ridurre notevolmente il Bergaptene (5-MOP), una furocumarina fototossica e fotomutagena che per esposizione al sole può provocare ustioni anche agli strati cutanei più profondi. È preferibile acquistare in farmacia o in erboristeria l'essenza defurocumarinizzata o contattare il consorzio del bergamotto. » Interazioni: « Come il succo di pompelmo, anche i citroflavonoidi possono interferire con l'assorbimento di alcuni farmaci.» Menta: « La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie.» Per la salute: «Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limonene e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito.» Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d'ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell'olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d'irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale.  L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: « La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: « Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).» Valeriana: «Si usa la radice della pianta che però ha un odore sgradevole. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno. Il meccanismo d'azione dei suoi costituenti è abbastanza ben conosciuto. Si deve agli esteri degli acidi valerianici ed agli iridoidi l'inibire l'enzima animale acido gamma-aminobutirrico transaminasi, preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato (GABA). Questo mediatore chimico è notoriamente associato a fenomeni neuronali di tipo inibitorio ed è responsabile anche dell'induzione del sonno nell'uomo. Studi più recenti hanno evidenziato che anche alcuni degli alcaloidi possono avere una influenza più o meno diretta sul metabolismo del GABA, ma il loro meccanismo è ancora poco chiaro. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina (quelli inibiti dalla caffeina) ed essere in parte responsabili dell'azione ipno-inducente, spasmolitica a livello intestinale e riducente sulla pressione arteriosa. » Per la salute: « La valeriana possiede proprietà sedative, rilassanti e ipnoinducenti, cioè favorenti il sonno. Riducendo il tempo necessario per addormentarsi e migliorandone la qualità, la valeriana è indicata in tutti i suoi disturbi, insonnia e ansia. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina ed essere in parte responsabili dell'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia, utile in caso di crampi e sindrome dell'intestino irritabile. » Interazioni: « Aumenta il tempo di sonno da barbiturici. Possibile interazione con benzodiazepine e antistaminici. Alcool.» PROPRIETÀ TONICO DEL SISTEMA NERVOSO RIEQUILIBRANTE CORROBORANTE STOMACHICO ANTISETTICO NATURALE PER LE VIE URINARIE E RESPIRATORIE DONA BENESSERE A TUTTO L'ORGANISMO AZIONE ANTISPASMODICA, ANTINFIAMMATORIA E CARMINATIVA INDICAZIONI Particolarmente indicata in presenza di un quadro d'irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. Utile nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell'olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare.  Facilita la digestione, aiuta il funzionamento del fegato - Ideale durante il giorno. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione.Tenere lontano dai bambini.Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto.Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ANTIDEP FS 1 - GR 100

ANTIDEP FS 1 - GR 100

€ 4,50

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la depressione. EFFETTI Combatte la depressione. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza tre volte die. 15 min.prima di colazione+H2O. 15 min. prima di cena. INGREDIENTI Tisana a base di Hypericum perforatum, Melissa officinalis e Ocimum basilicum. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Hypericum Perforatum - Iperico: «L'olio di iperico, ottenuto per macerazione in olio di oliva, presenta attività antinfiammatorie e cicatrizzanti; l'estratto secco di iperico, assunto per via orale, presenta attività antidepressiva, che allo stato attuale è confermata da numerosi trials clinici controllati. Meccanismo d'azione complesso: inibizione della ricaptazione di serotonina, noradrenalina e dopamina; inibizione della ricaptazione del GABA a livello presinaptico; aumento dei recettori postsinaptici per la serotonina. L'iperico trova oggi indicazione nel trattamento medico di sindromi depressive di lieve e media entità, depressione stagionale e depressione da sindrome climaterica, ma è anche utilizzabile nei pazienti affetti da attacchi di panico. » Per la salute: « Alcuni studi clinici randomizzati hanno dimostrato che l'iperico ha un'efficacia paragonabile ad alcuni psicofarmaci nella cura della depressione lieve e moderata. A volte è utilizzato, associato ad altri prodotti, anche per il trattamento fitoterapico di alcune forme d'ansia. Il principio inizialmente ritenuto attivo era l'ipericina, ma i recenti sviluppi hanno chiarito che molte classi chimiche sono da considerarsi corresponsabili dell'attività: naftodiantroni (ipericina, pseudoipericina), floroglucinoli (iperforina), flavonoidi (amentoflavone), ed altri composti con probabili effetti di sinergia sia farmacodinamica sia farmacocinetica. L'iperforina è in grado di inibire il reuptake (ricaptazione) della serotonina in modo diverso dagli SSRI (Selective Serotonin Reuptake Inhibitor), in particolare si pensa che l'iperico riduca il gradiente di sodio intracellulare agendo su una pompa Na+/Cl-. Tale gradiente è infatti sfruttato dallo stesso trasportatore per il reuptake. Possiede proprietà antibatteriche e antinfiammatorie e viene consigliato nel trattamento di emorroidi, ferite, piaghe. » Interazioni farmacologiche: «L'Iperico potenzia gli effetti farmacologici dei farmaci antidepressivi di sintesi e determina la comparsa della sindrome serotoninergica.» Melissa Officinalis - Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell’olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: «La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).» Ocimum Basilicum - Basilico: «Oltre alle rinomate proprietà aromatiche che lo rendono prezioso in cucina, il basilico usato in Aromaterapia dimostra un discreto potere stimolante e eccitante. Il suo olio essenziale viene indicato nei casi di affaticamento nervoso, di surmenage intellettuale e nelle insonnie di tipo nervoso. Si rivela inoltre efficace nella risoluzione di digestioni difficili, di spasmi gastrici e intestinali e nelle emicranie di origine nervosa o digestiva. Anti-spasmodico, stati post-infettivi, epatiti virali, infezioni virali, poliomielite. Alcune gocce diluite, nel naso servono contro il raffreddore di testa e la perdita dell'odorato (anosmia). N.B. Diluire sempre l'olio essenziale. viene usato anche per: Acufeni, Ansia, Asma, Astenia, psichica, Astenia fisica, Bronchite, Capelli deboli, Cefalea, Concentrazione difficile, Corizza, Crescita lenta dei capelli, Deliquio, Depressione, Dispepsia, Disturbi mestruali, Dolori muscolari, Emicrania, Enfisema polmonare, Epilessia, Febbre, Flatulenza, Geloni, Gotta, Inappetenza, Insonnia, Isterismo, Mal d'orecchio, Malattie infettive, Nausea, Nervosismo, Otite, Paralisi, Pertosse, Polipi nasali, Punture d'insetti, Raffreddore (cronico), Reumatismi, Singhiozzo, Sinusite, Spasmi gastrici, Surmenage psicofisico, Tosse convulsa, Vomito. » Per la salute: «Come pianta medicinale, le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, stomachica e diuretica, antimicrobica, antinfiammatoria. Il basilico è utilizzato anche contro l'indigestione e come vermifugo. Come collutorio è indicato contro le infiammazioni del cavo orale. L'olio è utilizzato per massaggiare le parti del corpo dolenti o colpite da reumatismi. Per via di questi benefici, il suo uso si è propagato dall'Africa alla medicina tradizionale in Brasile. La medicina ayurveda assegna inoltre diverse proprietà all'Ocimum tenuiflorum, o basilico sacro.» PROPRIETÀ RILASSANTE ANTIISTERICO AUMENTO DEI RECETTORI POSTSINAPTICI PER LA SEROTONINA INIBIZIONE DELLA RICAPTAZIONE DEL GABA A LIVELLO PRESINAPTICO INIBIZIONE DELLA RICAPTAZIONE DI SEROTONINA, NORADRENALINA E DOPAMINA INDICAZIONI Utile nell’ attività antidepressiva, che allo stato attuale è confermata da numerosi trials clinici controllati. Utile nel trattamento della depressione lieve e moderata e stati di angoscia. Utile negli stati d'ansia ed in tutti gli stati di tensione nervosa. Combatte la nausea e controlla l’umore. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ANTIDEP FS 1 - GR 200

ANTIDEP FS 1 - GR 200

€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la depressione. EFFETTI Combatte la depressione. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza tre volte die. 15 min.prima di colazione+H2O. 15 min. prima di cena. INGREDIENTI Tisana a base di Hypericum perforatum, Melissa officinalis e Ocimum basilicum. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Hypericum Perforatum - Iperico: «L'olio di iperico, ottenuto per macerazione in olio di oliva, presenta attività antinfiammatorie e cicatrizzanti; l'estratto secco di iperico, assunto per via orale, presenta attività antidepressiva, che allo stato attuale è confermata da numerosi trials clinici controllati. Meccanismo d'azione complesso: inibizione della ricaptazione di serotonina, noradrenalina e dopamina; inibizione della ricaptazione del GABA a livello presinaptico; aumento dei recettori postsinaptici per la serotonina. L'iperico trova oggi indicazione nel trattamento medico di sindromi depressive di lieve e media entità, depressione stagionale e depressione da sindrome climaterica, ma è anche utilizzabile nei pazienti affetti da attacchi di panico. » Per la salute: « Alcuni studi clinici randomizzati hanno dimostrato che l'iperico ha un'efficacia paragonabile ad alcuni psicofarmaci nella cura della depressione lieve e moderata. A volte è utilizzato, associato ad altri prodotti, anche per il trattamento fitoterapico di alcune forme d'ansia. Il principio inizialmente ritenuto attivo era l'ipericina, ma i recenti sviluppi hanno chiarito che molte classi chimiche sono da considerarsi corresponsabili dell'attività: naftodiantroni (ipericina, pseudoipericina), floroglucinoli (iperforina), flavonoidi (amentoflavone), ed altri composti con probabili effetti di sinergia sia farmacodinamica sia farmacocinetica. L'iperforina è in grado di inibire il reuptake (ricaptazione) della serotonina in modo diverso dagli SSRI (Selective Serotonin Reuptake Inhibitor), in particolare si pensa che l'iperico riduca il gradiente di sodio intracellulare agendo su una pompa Na+/Cl-. Tale gradiente è infatti sfruttato dallo stesso trasportatore per il reuptake. Possiede proprietà antibatteriche e antinfiammatorie e viene consigliato nel trattamento di emorroidi, ferite, piaghe. » Interazioni farmacologiche: «L'Iperico potenzia gli effetti farmacologici dei farmaci antidepressivi di sintesi e determina la comparsa della sindrome serotoninergica.» Melissa Officinalis - Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell’olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: «La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).» Ocimum Basilicum - Basilico: «Oltre alle rinomate proprietà aromatiche che lo rendono prezioso in cucina, il basilico usato in Aromaterapia dimostra un discreto potere stimolante e eccitante. Il suo olio essenziale viene indicato nei casi di affaticamento nervoso, di surmenage intellettuale e nelle insonnie di tipo nervoso. Si rivela inoltre efficace nella risoluzione di digestioni difficili, di spasmi gastrici e intestinali e nelle emicranie di origine nervosa o digestiva. Anti-spasmodico, stati post-infettivi, epatiti virali, infezioni virali, poliomielite. Alcune gocce diluite, nel naso servono contro il raffreddore di testa e la perdita dell'odorato (anosmia). N.B. Diluire sempre l'olio essenziale. viene usato anche per: Acufeni, Ansia, Asma, Astenia, psichica, Astenia fisica, Bronchite, Capelli deboli, Cefalea, Concentrazione difficile, Corizza, Crescita lenta dei capelli, Deliquio, Depressione, Dispepsia, Disturbi mestruali, Dolori muscolari, Emicrania, Enfisema polmonare, Epilessia, Febbre, Flatulenza, Geloni, Gotta, Inappetenza, Insonnia, Isterismo, Mal d'orecchio, Malattie infettive, Nausea, Nervosismo, Otite, Paralisi, Pertosse, Polipi nasali, Punture d'insetti, Raffreddore (cronico), Reumatismi, Singhiozzo, Sinusite, Spasmi gastrici, Surmenage psicofisico, Tosse convulsa, Vomito. » Per la salute: «Come pianta medicinale, le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, stomachica e diuretica, antimicrobica, antinfiammatoria. Il basilico è utilizzato anche contro l'indigestione e come vermifugo. Come collutorio è indicato contro le infiammazioni del cavo orale. L'olio è utilizzato per massaggiare le parti del corpo dolenti o colpite da reumatismi. Per via di questi benefici, il suo uso si è propagato dall'Africa alla medicina tradizionale in Brasile. La medicina ayurveda assegna inoltre diverse proprietà all'Ocimum tenuiflorum, o basilico sacro.» PROPRIETÀ RILASSANTE ANTIISTERICO AUMENTO DEI RECETTORI POSTSINAPTICI PER LA SEROTONINA INIBIZIONE DELLA RICAPTAZIONE DEL GABA A LIVELLO PRESINAPTICO INIBIZIONE DELLA RICAPTAZIONE DI SEROTONINA, NORADRENALINA E DOPAMINA INDICAZIONI Utile nell’ attività antidepressiva, che allo stato attuale è confermata da numerosi trials clinici controllati. Utile nel trattamento della depressione lieve e moderata e stati di angoscia. Utile negli stati d'ansia ed in tutti gli stati di tensione nervosa. Combatte la nausea e controlla l’umore. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ANTIDIAB FS 2

ANTIDIAB FS 2

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro il diabete. EFFETTI Tisana antidiabetica. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione a pranzo e cena. 15 min. prima di cena. INGREDIENTI Tisana a base di Vaccinium myrtillus, Juglans regia, Galega officinalis e Foeniculum vulgare. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Vaccinium Myrtillus - Mirtillo nero: «Le proprietà del mirtillo nero: Il mirtillo nero è quello maggiormente ricco di principi salutari. Infatti contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l'acido citrico (che protegge le cellule) ma anche l'acido ossalico, l'idrocinnamico e il gamma-linolenico. L'acido ossalico è quello che conferisce il classico sapore asprigno del frutto; l'acido idrocinnamico è molto efficace perché è in grado di neutralizzare le nitrosammine cancerogene (prodotte nell'apparato digerente in conseguenza dell'ingestione di nitrati); l'acido gamma-linolenico invece è molto utile al sistema nervoso perché previene la nefropatia diabetica. Ma non è tutto: il mirtillo nero è particolarmente ricco di acido folico (una vitamina molto importante per le varie numerose funzioni che svolge) e contiene tannini e glucosidi antocianici, i quali oltre a dare al frutto il suo caratteristico colore, riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura. Le antocianine infine, presenti in grandi quantità, rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l'elasticità ed il tono. Riescono in tal modo a svolgere un'azione antiemorragica nonché contro i radicali liberi. Tutte questa sostanze poi favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista specialmente la sera, quando c'è poca luce. Le proprietà del mirtillo rosso: La differenza con il mirtillo nero non è da attribuire solo al colore e al sapore, ma anche alla consistenza delle foglie, che si presentano coriacee, lucenti e persistenti. Il mirtillo rosso (ricco di ferro, vitamina C e fibre) è diffuso in molte regioni dell'Europa e nelle zone collinari e montane dell'Italia (specialmente sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali) e il terreno che predilige è quello soleggiato o parzialmente ombroso. I suoi frutti sono molto saporiti e generalmente vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate. Questo è considerato dagli esperti un alimento sano e curativo. In medicina i mirtilli rossi vengono utilizzati al prevenire e curare le infezioni alle vie urinarie (in particolar modo la cistite provocata da Escherichia coli, riducendone la quantità nelle urine); la sua efficacia è apprezzabile anche per quanto riguarda le micosi e i virus. Quantità ridotte di mirtilli rossi possono ridurre il livello di calcio nell'urina, evitando situazioni di aggravamento, per chi soffre di calcoli renali. La sua utilità è dimostrata anche come coadiuvante in caso di diarrea, nelle stitichezze, e nei problemi legati al colon irritabile e alle emorroidi. Infine, i mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle quale la couperose. Per quanto riguarda invece il loro utilizzo dal punto di vista alimentare, i mirtilli rossi vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate, conserve e gelatine, o per essere gustate con l'aggiunta di un po' di succo di limone e zucchero, magari "accompagnate" da more e lamponi, a costituire la classica coppa di frutti di bosco, servita e consumate specialmente nelle località alpine. Anche la grappa che si ottiene dalla macerazione di questi frutti (con un alto grado alcolico), ha un sapore intenso e delicato e viene acquistata in grandi quantità dalle migliaia di turisti che si recano a soggiornare nei caratteristici paesini di montagna. » Per la salute: « I frutti essiccati hanno proprietà astringenti e possono essere utilizzati come antidiarroici. Alcune delle sostanze presenti nel mirtillo si sono dimostrate utili per la circolazione sanguigna, per gli occhi, e anche contro il diabete. In particolare si sottolineano le proprietà favorevoli delle antocianine sui capillari della retina essendo in grado di proteggere le pareti dei vasi capillari e di svolgere un'azione benefica sulla microcircolazione e nei problemi vascolari. È stata dimostrata la sua efficacia anche nella cura di problemi alle vie urinarie, ad esempio la cistite e la uretrite, e nella terapia di mantenimento. La tintura madre, opportunamente diluita in acqua, si rivela adeguata nel combattere batteri come l'Escherichia coli, impedendo l'adesione del batterio alle pareti del tratto urinario.» Junlans Regia - Noce: «Il Noce viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide, mentre per uso esterno vanta proprietà antipruriginose, addolcenti, antalgiche, vulnerarie ed antinfiammatorie. Il Noce trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'insufficienza venosa, delle emorroidi, della diarrea, delle otiti e delle tracheobronchiti. Per uso esterno, il Noce è indicato contro la desquamazione cutanea, il prurito, l'acne, l'eczema e le infiammazioni delle cavità orali. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le foglie, le gemme, i semi (gherigli) ed il mallo (involucro esterno della noce). I principi attivi contenuti nelle foglie sono: oli eterei, naftochinoni, Juglone, alfa e beta-idrojuglone, alfa e beta-lawsone, tannini, minerali, vitamina C e carotenoidi. Nel mallo della Noce si possono rintracciare principi attivi come: tannini, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e juglone. Invece nel seme, chiamato comunemente gheriglio, si possono rintracciare proteine, vitamine e trigliceridi. » Per la salute: « Nella moderna fitoterapia il Noce viene utilizzato sotto forma di decotto, tintura madre e macerato glicerico. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1,5 grammi di foglie di Noce sminuzzate per tazza d'acqua fredda (decotto), 5 grammi di foglie di Noce in 100 ml di acqua (decotto per uso esterno), 30 gocce di Noce tintura madre tre volte al giorno, 50 gocce di Noce macerato glicerico (MG1DH) due volte al dì. La tintura madre si prepara usando le foglie e il pericarpo del frutto fresco non ancora maturo (titolo al 65°). Il Noce non presenta particolari effetti collaterali alle dosi terapeutiche, a meno che non ci sia un'accertata ipersensibilità verso uno o più componenti della droga. I tannini presenti nella droga Noce possono causare interazioni farmaceutiche ed irritazioni della mucosa gastrica. L'impiego del Noce è controindicato in gravidanza, in allattamento e in pazienti con iperacidità. L'impiego del Noce nelle tisane trova spazio per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide. Tipico della medicina popolare, il mallo della Noce viene utilizzato come antinfiammatorio, digestivo e depurativo. Inoltre, il mallo della Noce viene utilizzato dall'industria liquoristica come colorante ed aromatizzante nella produzione del liquore Nocino. Dal mallo si può ricavare un olio, il quale possiede attività protettrici ed abbronzanti della cute. Lo Juglone presente nel mallo della Noce, è in grado di reagire con la cheratina della pelle e dei capelli formando un complesso di colore brunastro. Il seme, noto come gheriglio, è un ottimo alimento ricco di proteine, trigliceridi e vitamine. Dalla spremitura del seme si ottiene un olio utile per il trattamento della pelle secca e poco elastica. Articoli di approfondimento: olio di noce, mallo di noce e olio di mallo. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate. » Interazioni: «Possibili interazioni con gli antidiabetici orali. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Galega Officinalis - Galega: «La galega, conosciuta sin dall'antichità, è tradizionalmente usata in fitoterapia durante la fase di allattamento, per la sua proprietà galattogena. Questa azione è dovuta ai derivati cumestanici (medicagolo, medicagolo-metiletere) e alle saponine che stimolano la liberazione di prolattina. L'assunzione di galega, non solo favorisce l'aumento della quantità del latte prodotto (fino al 50% in più), e la qualità, incrementando il contenuto delle sostanze nutrienti, ma migliora anche circolazione della ghiandola mammaria e quindi l'ossigenazione dei suoi tessuti. I flavonoidi contenuti nelle sommità fiorite della galega agiscono anche da regolatori della produzione naturale di ormoni femminili, che sono naturalmente captati dalle cellule dei recettori nelle ghiandole mammarie, provocando un aumento del volume del seno. La galegina presente nella pianta le conferisce proprietà ipoglicemizzante, grazie anche alla presenza dei sali di cromo, apportando una riduzione del tasso di zuccheri nel sangue. Il suo impiego perciò è indicato nella cura del diabete mellito. Ovviamente non può rimpiazzare la terapia insulinica, e deve essere usata dai diabetici solo sotto controllo medico. Infine la galega esercita anche un'azione depurativa sul fegato e sui reni, grazie alla sua capacità di aumentare la secrezione di urina, e l'eliminazione delle tossine attraverso la diuresi. » Per la salute: « Nella moderna fitoterapia la Galega viene utilizzata sotto forma di infusi, estratto fluido e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 2 grammi di droga Galega in una tazza d'acqua bollente (infuso), 50-100 gocce di estratto fluido prima dei pasti, 30 gocce di Galega tintura madre due-tre volte al giorno. Responsabile della tossicità della Galega è l'alcaloide galegina. Quest'ultima deriva dalla guanidina: le guanidine presentano un'ottima attività ipoglicemizzante, ma in ambito terapeutico sono oggi sostituite dalle biguanidi (metformina). In ambito veterinario la Galega può causare dispnea, tosse e morte per edema polmonare. A scopo cautelativo l'uso della Galega è sconsigliato in gravidanza e in allattamento. Evitare l'impiego della Galega e di tutti i suoi estratti in pazienti affetti da diabete e curati con farmaci ipoglicemizzanti (probabile sommazione degli effetti ipoglicemizzanti), salvo diversa prescrizione medica. L'impiego della Galega nelle tisane trova spazio per le sue proprietà galattogoghe ed ipoglicemizzanti. Nella medicina popolare la Galega è conosciuta come valido rimedio al diabete. Nonostante la dimostrazione sperimentale dell'attività ipoglicemizzante, mancano studi clinici approfonditi e standardizzazioni adeguate dei prodotti a base di Galega. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate. » Interazioni: «Antidiabetici orali.» Foeniculm Vulgare - Finocchio: «Aerofagia: si lascino dieci grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza di detto infuso prima dei pasti principali. Allattamento: i lascino venti grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; è questa la dose per un giorno, da utilizzare lontano dai posti. Colite: si prepara in questo caso un decotto facendo bollire dieci grammi di radici in mezzo litro d'acqua per un quarto d'ora; si spegne poi il fuoco e si lascia riposare il composto per cinque minuti; dopodiché si filtra e si bevono quattro tazze al giorno di tale preparato. Diarrea: si prepara l'infuso lasciando quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per quindici minuti; filtrare e bere quattro tazze al giorno di tale preparato. Meteorismo: si lascino quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza dopo i pasti di questo preparato. Obesità: si lascino dieci grammi di radici in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano tre tazze al giorno di tale infuso. Occhi: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si lavino gli occhi due volte al giorno con tale infuso. Sudorazione: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due tazze al giorno di tale infuso. Cefalea mal di testa: Valeriana/Finocchio/Melissa/Camomilla/Menta piperita: si prepari la miscela mescolando venti grammi di valeriana con venti di camomilla, dieci di melissa, dieci di finocchio, dieci di piperita; si lascino venti grammi di tale miscela in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due-tre tazze di tale infuso una dietro l'altra, al momento dell'attacco, suddivise nell'arco della giornata, come preventivo. » Per la salute: « Il finocchio è una pianta perenne che può raggiungere i due metri di altezza, dotata di profonde radici, steli cavi ed un ombrello di foglie aghiformi e piumate. In estate la pianta è caratterizzata da fiori gialli che si raggruppano in ombrelle su cui si sviluppano i frutti e i piccoli semi ovali di color marrone. Tutta la pianta emana un caratteristico odore. Della pianta si usano tutte le parti (frutti, semi, foglie e radici) per scopi curativi e/o culinari. I frutti contengono il 10% di un olio grasso, zucchero ed amidi. Nelle radici si trovano invece un olio etereo, l'amido e zucchero. L'olio essenziale (estratto dai semi schiacciati) è ricco di propanoidi, flavonoidi, composti aromatici (anetolo, estragolo, carvolo), monoterpeni (fenone, pinene, canfene, limonene, fellandrene, dipentene) fenicolina, acido anisico ed aldeidi. Numerose sono le proprietà che gli vengono attribuite e alcune di queste hanno trovato conferma in questi anni da un punto di vista scientifico. Evidenze indicano che Il decotto delle radici esercita un potente effetto diuretico, mentre l'infuso di semi aiuta a calmare gli spasmi del tratto digestivo poiché si libera anetolo, una molecola che, oltre a conferire il caratteristico odore, aiuta la digestione. Per la tosse cronica, per combattere la formazione di catarro, per i risciacqui della bocca e per le malattie che interessano le gengive viene invece utilizzato il succo estratto dalla pianta fresca o dal frutto. Inoltre, Il finocchio è considerato un rimedio naturale come detossificante e tonico per fegato, reni e milza e contro il reflusso gastrico, evento dovuto ad una deficienza muscolare nel basso esofago che compromette la barriera tra esofago e stomaco permettendo agli acidi di risalire. Inoltre, migliora i sintomi della dispepsia e riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. Nelle donne in allattamento viene usato per aumentare la lattazione (funzione galattogena), come già noto ai tempi di Ippocrate che lo consigliava alle madri per aumentare la quantità del latte, mentre nelle donne in generale esercita un effetto benefico nei casi di dolori associati al ciclo mestruale, contribuendo ad alleviare i sintomi poiché è in grado di rilassare la muscolatura liscia del tratto addominale. Nei bambini in particolare, l'olio di semi di finocchio riduce gli spasmi intestinali e sia nei bambini che negli adulti, viene usato, per uso esterno, come unguento da applicare sul petto in caso di congestione bronchiale.» PROPRIETÀ ANTIINFIAMMATORIO DIGESTIVO DEPURATIVO GALATTOGOGHE IPOGLICEMIZZANTI INDICAZIONI Utile per la circolazione sanguigna, per gli occhi, e diabete. Questa tisana è conosciuta come valido "rimedio" al diabete. Indicata anche nella cura del diabete mellito. Fondamentale una dieta adeguata. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro i reumatismi e l'artriti. EFFETTI Tisana antireumatica e antiartritica. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione+H2O. 15 min. prima di pranzo. 15 min. prima di cena. INGREDIENTI Tisana a base di Harpagophytum procumbens, Uncaria tomentosa, Glycyrrhiza glabra e Rhemania glutinosa.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Harpagophytum Procumbens - Arpagofito: «L'arpagofito ha principalmente proprietà antiinfiammatorie. L'attività terapeutica si manifesta dopo circa una settimana di latenza e consiste in un'azione antiflogistica (dovuta al blocco della sintesi di prostaglandine), analgesica periferica, miorilassante (per regolazione del flusso di calcio nella muscolatura liscia), cardioprotettiva ed antiaritmica, ipocolesterolemizzante. L'arpagofito è impiegato contro epatopatie, affezioni delle vie biliari, nefropatie ed affezioni vescicali. I principali impieghi dell'arpagofito riguardano comunque il trattamento degli episodi artritici e reumatici, acuti o cronici, ed artrosici. Pomate di arpagofito, ottenute da radici fresche, venivano applicate sull'addome in caso di parti difficili. I preparati sono tuttavia sconsigliati nel corso della gravidanza, a causa dell'attività stimolante sulla contrattilità uterina. » Per la salute: « L'efficacia anti-reumatica e anti-infiammatoria degli Harpagosidi (principi attivi della radice) è paragonabile a quella degli antinfiammatori di sintesi. È coadiuvante per artrite reumatoide, reumatismo infiammatorio, tendiniti, contusioni, dolori di schiena, sciatica, e simili. Molto efficace contro il torcicollo e altre infiammazioni muscolari. La radice dell'artiglio del diavolo, di cui si usa l'estratto secco, favorisce anche l'eliminazione dell'acido urico e a questo titolo è efficace nel trattamento della gotta, specie se associato a preparati di frassino, che hanno una componente antinfiammatoria. È indicato per ridurre la presenza di cortisonici utilizzati per i reumatismi. » Interazioni: «FANS e/o cortisonici: aumento della gastrolesività. Ipoglicemizzanti orali: possibile sommazione di effetti. Warfarin: porpora.» Uncaria Tomentosa - Uncaria: «L'azione immunostimolante dell'uncaria tomentosa è conferita dalla presenza degli alcaloidi pentaciclici, che sembrano essere i componenti più importanti del fitocomplesso, perché inducono nelle cellule endoteliali umane il rilascio di un fattore attivante la regolazione e proliferazione dei linfociti B e T responsabili della risposta immunitaria. L'uncaria è in grado di potenziare l'attività delle cellule NK e dei linfociti T, perciò sembra avere come bersaglio elettivo le cellule ad azione citotossica sia specifiche sia aspecifiche, con un effetto simile a quello di alcuni interferoni umani, capaci di trasformare le cellule NK nelle più efficienti cellule LAK e di potenziare l'attività dei linfociti T citotossici. Per questa ragione è indicata nel trattamento delle allergie; per rafforzare le difese immunitarie contro infezioni causate da virus e batteri; e nella prevenzione delle malattie da raffreddamento delle prime vie aeree come febbre, tosse e raffreddore. Ha evidenti proprietà antivirali, sia nell'assunzione per via interna che per uso esterno, dimostrate da studi clinici condotti su pazienti affetti da Herpes: nell'85% dei soggetti i sintomi sono cessati in 10 giorni. Nel caso della Varicella zoster la risoluzione si è avuta nel 50% dei casi in 1 settimana di trattamento. Assai interessanti sono gli studi su pazienti affetti da HIV (in cui si è riscontrato un aumento degli anticorpi a livelli significativi); in altri colpiti da cancro (in cui si è verificata l'inibizione la proliferazione di cellule tumorali); nelle sindromi da immunodeficienza e nelle malattie degenerative. Tra gli altri principi attivi che compongono il fitocomplesso, i glicosidi dell'acido quinovico sono responsabili delle proprietà antinfiammatorie, assieme agli steroli e i polifenoli, che la rendono un efficace rimedio ad azione antiflogistica e antidolorifica, utile nel trattamento di reumatismi e artrosi, processi infiammatori, dolori osteoarticolari e muscolari. » Interazioni: «Immunosoppressori. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Ononide Spinosa: «L'Ononide viene usata in medicina popolare, ad uso interno, per le sue proprietà diuretiche, astringenti ed antiinfiammatorie. L'Ononide trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della renella, sia in acuto che in prevenzione, e per favorire la diuresi. Per uso esterno è invece indicata per eczemi ed ostinati pruriti. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono le radici e le foglie. I principi attivi contenuti sia nella radice che nelle foglie di Ononide sono: 0.1% olio essenziale: trans-anetolo, carvone e mentolo; alfa-onocerina: saponina dalla struttura simile a quella della glicirrizina; isoflavonoidi (ononina, pterocarpani); steroli: fitosteroli.» Glycyrrhiza Glabra - Liquirizia: «I principi attivi della liquirizia sono principalmente composti triterpenici e loro derivati, specialmente glicirrizina (sostanza cinquanta volte più dolce del saccarosio), flavonoidi (liquiritina), fitosteroli, saponine, mannite, amidi e vitamine. Il principio attivo più importante è rappresentato dalla glicirrizina, concentrata principalmente nelle parti legnose della pianta e nelle radici. La liquirizia possiede proprietà digestive e antinfiammatorie e protettiva per le mucose; è usata perciò, contro gastriti e bruciori di stomaco, previene e cura le ulcere gastriche e duodenali, causate da farmaci e alcool, e le ulcerazioni da chemioterapici. Studi condotti sulla pianta hanno evidenziato che la glicirrizina, che le conferisce un'azione antinfiammatoria e antivirale, ha la capacità di impedire la crescita dell'herpes; ed é in grado di bloccare l'ingresso e la replicazione dei virus nelle cellule in alcune patologie polmonari; in parole povere, di frenare l'infezione. Il meccanismo d'azione non è ancora ben chiaro. Si ipotizza che questo componente andrebbe ad interferire con il percorso di comunicazione cellulare, inducendo anche la produzione di ossido nitrico, fattore di attivazione ben conosciuto per i macrofagi e linfociti, cellule che allertano e potenziano una risposta più globale del sistema immunitario. Per questa ragione la liquirizia può essere utilizzata nella lotta alle tossinfezioni alimentari, infatti, l'estratto derivato dalla radice è efficace per contrastare i microrganismi che si trovano nel cibo. Secondo gli studiosi giapponesi, che stanno portando avanti le ricerche in tal senso, i composti biologicamente attivi, che la liquirizia possiede, sono in grado di contrastare molti ceppi di microrganismi che rendono il cibo pericoloso. La proprietà antinfiammatoria e protettiva delle mucose la rende inoltre un ottimo rimedio contro la tosse, conferendole azione emolliente ed espettorante, utile nel trattamento delle affezioni alle basse vie respiratorie, in caso di asma e bronchite e tosse secca. La liquirizia è anche leggermente lassativa, grazie alla presenza di mannite, principio attivo della manna. La mannite (mannitolo) è uno zucchero naturale che agisce contro la stipsi, attirando acqua nel colon e facilitandone lo svuotamento. Per questa ragione il decotto è molto efficace in caso di stitichezza e nei disturbi legati alla sindrome dell'intestino irritabile. » Per la salute: «Viene utilizzato in ambito erboristico per dolcificare tisane e renderle più appetibili. Questa proprietà è molto interessante poiché consente di dolcificare prodotti e tisane anche per pazienti diabetici, i quali hanno difficoltà ad assumere dolcificanti in forma zuccherina. La liquirizia, dunque, viene utilizzata in campo erboristico come semplice aromatizzante; la glicirrizina, però, ha anche altre proprietà: antiulcerogeniche (protegge dall'infiammazione la mucosa gastrica e previene l'insorgenza di ulcere) ed espettoranti. Il problema della liquirizia è legato sempre alle saponine, che creano nel contempo uno scompenso di tipo salino, soprattutto in quelle persone che fanno largo uso e consumo di liquirizia, o viceversa, in ci ha già uno scompenso pressorio ed assume questa droga. L'equilibrio idro - salino determina la stabilità o l'alterabilità della pressione sanguigna, semplicemente attraverso un meccanismo di tipo osmotico; in particolare, la liquirizia favorisce l'eliminazione di potassio e l'incremento della pressione arteriosa, motivo per cui nei soggetti ipertesi la somministrazione di liquirizia attraverso i prodotti erboristici va comunque e sempre misurata. La liquirizia contiene anche flavonoidi che possono avere proprietà coleretiche e colagoghe, riferite alla funzionalità epatica e in primo luogo alla cistifellea; in particolare, fanno riferimento alla capacità di secrezione biliare in termini di quantità di bile, e alla capacità di secrezione biliare in termini di contrattilità della muscolatura che avvolge l'intera colecisti. Alla liquirizia sono ascritte anche proprietà blandamente lassative, legate ad un'azione irritante delle saponine sulla tonaca intestinale. » Interazioni: «Diuretici: può aumentare la perdita di potassio da diuretici. Lassativi: può aumentare la perdita di potassio da uso cronico di lassativi.» PROPRIETÀ ANTI REUMATICO ANTI INFIAMMATORIO ANTI FLOGISTICA PROTETTIVA DELLO STOMACO ANTI DOLORIFICA INDICAZIONI È coadiuvante per artrite reumatoide, reumatismo infiammatorio, tendiniti, contusioni, dolori di schiena, sciatica, e simili. Molto efficace contro il torcicollo e altre infiammazioni muscolari. Utile nel trattamento di reumatismi e artrosi, dolori osteoarticolari e muscolari. Protegge dall'infiammazione la mucosa gastrica e previene l'insorgenza di ulcere. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro i reumatismi e l'artriti. EFFETTI Tisana antireumatica e antiartritica. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione+H2O. 15 min. prima di pranzo. 15 min. prima di cena. INGREDIENTI Tisana a base di Harpagophytum procumbens, Uncaria tomentosa, Glycyrrhiza glabra e Rhemania glutinosa.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Harpagophytum Procumbens - Arpagofito: «L'arpagofito ha principalmente proprietà antiinfiammatorie. L'attività terapeutica si manifesta dopo circa una settimana di latenza e consiste in un'azione antiflogistica (dovuta al blocco della sintesi di prostaglandine), analgesica periferica, miorilassante (per regolazione del flusso di calcio nella muscolatura liscia), cardioprotettiva ed antiaritmica, ipocolesterolemizzante. L'arpagofito è impiegato contro epatopatie, affezioni delle vie biliari, nefropatie ed affezioni vescicali. I principali impieghi dell'arpagofito riguardano comunque il trattamento degli episodi artritici e reumatici, acuti o cronici, ed artrosici. Pomate di arpagofito, ottenute da radici fresche, venivano applicate sull'addome in caso di parti difficili. I preparati sono tuttavia sconsigliati nel corso della gravidanza, a causa dell'attività stimolante sulla contrattilità uterina. » Per la salute: « L'efficacia anti-reumatica e anti-infiammatoria degli Harpagosidi (principi attivi della radice) è paragonabile a quella degli antinfiammatori di sintesi. È coadiuvante per artrite reumatoide, reumatismo infiammatorio, tendiniti, contusioni, dolori di schiena, sciatica, e simili. Molto efficace contro il torcicollo e altre infiammazioni muscolari. La radice dell'artiglio del diavolo, di cui si usa l'estratto secco, favorisce anche l'eliminazione dell'acido urico e a questo titolo è efficace nel trattamento della gotta, specie se associato a preparati di frassino, che hanno una componente antinfiammatoria. È indicato per ridurre la presenza di cortisonici utilizzati per i reumatismi. » Interazioni: «FANS e/o cortisonici: aumento della gastrolesività. Ipoglicemizzanti orali: possibile sommazione di effetti. Warfarin: porpora.» Uncaria Tomentosa - Uncaria: «L'azione immunostimolante dell'uncaria tomentosa è conferita dalla presenza degli alcaloidi pentaciclici, che sembrano essere i componenti più importanti del fitocomplesso, perché inducono nelle cellule endoteliali umane il rilascio di un fattore attivante la regolazione e proliferazione dei linfociti B e T responsabili della risposta immunitaria. L'uncaria è in grado di potenziare l'attività delle cellule NK e dei linfociti T, perciò sembra avere come bersaglio elettivo le cellule ad azione citotossica sia specifiche sia aspecifiche, con un effetto simile a quello di alcuni interferoni umani, capaci di trasformare le cellule NK nelle più efficienti cellule LAK e di potenziare l'attività dei linfociti T citotossici. Per questa ragione è indicata nel trattamento delle allergie; per rafforzare le difese immunitarie contro infezioni causate da virus e batteri; e nella prevenzione delle malattie da raffreddamento delle prime vie aeree come febbre, tosse e raffreddore. Ha evidenti proprietà antivirali, sia nell'assunzione per via interna che per uso esterno, dimostrate da studi clinici condotti su pazienti affetti da Herpes: nell'85% dei soggetti i sintomi sono cessati in 10 giorni. Nel caso della Varicella zoster la risoluzione si è avuta nel 50% dei casi in 1 settimana di trattamento. Assai interessanti sono gli studi su pazienti affetti da HIV (in cui si è riscontrato un aumento degli anticorpi a livelli significativi); in altri colpiti da cancro (in cui si è verificata l'inibizione la proliferazione di cellule tumorali); nelle sindromi da immunodeficienza e nelle malattie degenerative. Tra gli altri principi attivi che compongono il fitocomplesso, i glicosidi dell'acido quinovico sono responsabili delle proprietà antinfiammatorie, assieme agli steroli e i polifenoli, che la rendono un efficace rimedio ad azione antiflogistica e antidolorifica, utile nel trattamento di reumatismi e artrosi, processi infiammatori, dolori osteoarticolari e muscolari. » Interazioni: «Immunosoppressori. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Ononide Spinosa: «L'Ononide viene usata in medicina popolare, ad uso interno, per le sue proprietà diuretiche, astringenti ed antiinfiammatorie. L'Ononide trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della renella, sia in acuto che in prevenzione, e per favorire la diuresi. Per uso esterno è invece indicata per eczemi ed ostinati pruriti. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono le radici e le foglie. I principi attivi contenuti sia nella radice che nelle foglie di Ononide sono: 0.1% olio essenziale: trans-anetolo, carvone e mentolo; alfa-onocerina: saponina dalla struttura simile a quella della glicirrizina; isoflavonoidi (ononina, pterocarpani); steroli: fitosteroli.» Glycyrrhiza Glabra - Liquirizia: «I principi attivi della liquirizia sono principalmente composti triterpenici e loro derivati, specialmente glicirrizina (sostanza cinquanta volte più dolce del saccarosio), flavonoidi (liquiritina), fitosteroli, saponine, mannite, amidi e vitamine. Il principio attivo più importante è rappresentato dalla glicirrizina, concentrata principalmente nelle parti legnose della pianta e nelle radici. La liquirizia possiede proprietà digestive e antinfiammatorie e protettiva per le mucose; è usata perciò, contro gastriti e bruciori di stomaco, previene e cura le ulcere gastriche e duodenali, causate da farmaci e alcool, e le ulcerazioni da chemioterapici. Studi condotti sulla pianta hanno evidenziato che la glicirrizina, che le conferisce un'azione antinfiammatoria e antivirale, ha la capacità di impedire la crescita dell'herpes; ed é in grado di bloccare l'ingresso e la replicazione dei virus nelle cellule in alcune patologie polmonari; in parole povere, di frenare l'infezione. Il meccanismo d'azione non è ancora ben chiaro. Si ipotizza che questo componente andrebbe ad interferire con il percorso di comunicazione cellulare, inducendo anche la produzione di ossido nitrico, fattore di attivazione ben conosciuto per i macrofagi e linfociti, cellule che allertano e potenziano una risposta più globale del sistema immunitario. Per questa ragione la liquirizia può essere utilizzata nella lotta alle tossinfezioni alimentari, infatti, l'estratto derivato dalla radice è efficace per contrastare i microrganismi che si trovano nel cibo. Secondo gli studiosi giapponesi, che stanno portando avanti le ricerche in tal senso, i composti biologicamente attivi, che la liquirizia possiede, sono in grado di contrastare molti ceppi di microrganismi che rendono il cibo pericoloso. La proprietà antinfiammatoria e protettiva delle mucose la rende inoltre un ottimo rimedio contro la tosse, conferendole azione emolliente ed espettorante, utile nel trattamento delle affezioni alle basse vie respiratorie, in caso di asma e bronchite e tosse secca. La liquirizia è anche leggermente lassativa, grazie alla presenza di mannite, principio attivo della manna. La mannite (mannitolo) è uno zucchero naturale che agisce contro la stipsi, attirando acqua nel colon e facilitandone lo svuotamento. Per questa ragione il decotto è molto efficace in caso di stitichezza e nei disturbi legati alla sindrome dell'intestino irritabile. » Per la salute: «Viene utilizzato in ambito erboristico per dolcificare tisane e renderle più appetibili. Questa proprietà è molto interessante poiché consente di dolcificare prodotti e tisane anche per pazienti diabetici, i quali hanno difficoltà ad assumere dolcificanti in forma zuccherina. La liquirizia, dunque, viene utilizzata in campo erboristico come semplice aromatizzante; la glicirrizina, però, ha anche altre proprietà: antiulcerogeniche (protegge dall'infiammazione la mucosa gastrica e previene l'insorgenza di ulcere) ed espettoranti. Il problema della liquirizia è legato sempre alle saponine, che creano nel contempo uno scompenso di tipo salino, soprattutto in quelle persone che fanno largo uso e consumo di liquirizia, o viceversa, in ci ha già uno scompenso pressorio ed assume questa droga. L'equilibrio idro - salino determina la stabilità o l'alterabilità della pressione sanguigna, semplicemente attraverso un meccanismo di tipo osmotico; in particolare, la liquirizia favorisce l'eliminazione di potassio e l'incremento della pressione arteriosa, motivo per cui nei soggetti ipertesi la somministrazione di liquirizia attraverso i prodotti erboristici va comunque e sempre misurata. La liquirizia contiene anche flavonoidi che possono avere proprietà coleretiche e colagoghe, riferite alla funzionalità epatica e in primo luogo alla cistifellea; in particolare, fanno riferimento alla capacità di secrezione biliare in termini di quantità di bile, e alla capacità di secrezione biliare in termini di contrattilità della muscolatura che avvolge l'intera colecisti. Alla liquirizia sono ascritte anche proprietà blandamente lassative, legate ad un'azione irritante delle saponine sulla tonaca intestinale. » Interazioni: «Diuretici: può aumentare la perdita di potassio da diuretici. Lassativi: può aumentare la perdita di potassio da uso cronico di lassativi.» PROPRIETÀ ANTI REUMATICO ANTI INFIAMMATORIO ANTI FLOGISTICA PROTETTIVA DELLO STOMACO ANTI DOLORIFICA INDICAZIONI È coadiuvante per artrite reumatoide, reumatismo infiammatorio, tendiniti, contusioni, dolori di schiena, sciatica, e simili. Molto efficace contro il torcicollo e altre infiammazioni muscolari. Utile nel trattamento di reumatismi e artrosi, dolori osteoarticolari e muscolari. Protegge dall'infiammazione la mucosa gastrica e previene l'insorgenza di ulcere. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

ANTISPA FS 3

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€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la colite. EFFETTI Tisana antispastica per colite (SENZA DIARREA). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza due/tre volte die. 15 min. prima di colazione e pranzo. 15 min. prima di coricarsi. INGREDIENTI Tisana a base di Melissa officinalis, Tilia tomentosa, Trigonella foenum graecum e Glycyrrhiza glabra. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Melissa Officinalis - Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell’olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: «La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).» Tilia Europaea - Tiglio: « Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un’essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po’ sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l’arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un’eccessiva coagulazione del sangue. L’alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l’alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni.» Trigonella Foenum Graecum – Fieno Greco: «Il fieno greco era utilizzato nella medicina popolare per combattere parassiti intestinali o come epatoprotettore e galattogogo (favorente la lattazione). Il fieno greco è da sempre conosciuto ed apprezzato come 'ricostituente', antianemico, anabolizzante ed antiulcera, ipolipemizzante ed ipoglicemizzante. L'azione ipoglicemizzante del fieno greco è modesta, e comunque da attribuire non solo alle fibre. L'attività tonico-stimolante è invece sfruttata nella prevenzione e nella cura delle magrezze degli adulti e dei bambini. La farina di fieno greco, in cataplasmi, viene utilizzata dalla tradizione popolare contro foruncoli, ulcere delle gambe e pelle grassa ed impura. Nella moderna fito-cosmesi, il fieno greco trova spazio in prodotti rassodanti, emollienti, antismagliature ed antirughe. » Per la salute: « Il fieno greco possiede proprietà rimineralizzanti che lo rendono efficace nella cura dell’osteoporosi. Per capirci meglio, l’osteoporosi è una rarefazione della massa ossea, uno degli aspetti naturali dell’invecchiamento del corpo, ma può anche presentarsi come una vera e propria malattia che può causare cedimenti o fratture spontanee soprattutto delle vertebre della colonna e dei femori quando la complessiva massa ossea (valutata nell’infanzia intorno al 25%) scende sotto l’11% dell’intera massa corporea. I principali fattori di rischio di osteoporosi nelle donne sono generalmente l’eccessiva diminuzione degli estrogeni in fase di pre-menopausa, menopausa precoce o provocata da interventi chirurgici, dieta povera di calcio, dieta eccessivamente proteica, abuso di alcol e fumo di sigaretta, vita sedentaria. » Interazioni: «Possibile sommazione di effetti con ipoglicemizzanti orali e potenziali interazioni con terapie ormonali ed anticoagulanti.» Glyrrhyiza Glabra - Liquirizia: «I principi attivi della liquirizia sono principalmente composti triterpenici e loro derivati, specialmente glicirrizina (sostanza cinquanta volte più dolce del saccarosio), flavonoidi (liquiritina), fitosteroli, saponine, mannite, amidi e vitamine. Il principio attivo più importante è rappresentato dalla glicirrizina, concentrata principalmente nelle parti legnose della pianta e nelle radici. La liquirizia possiede proprietà digestive e antinfiammatorie e protettiva per le mucose; è usata perciò, contro gastriti e bruciori di stomaco, previene e cura le ulcere gastriche e duodenali, causate da farmaci e alcool, e le ulcerazioni da chemioterapici. Studi condotti sulla pianta hanno evidenziato che la glicirrizina, che le conferisce un'azione antinfiammatoria e antivirale, ha la capacità di impedire la crescita dell'herpes; ed é in grado di bloccare l'ingresso e la replicazione dei virus nelle cellule in alcune patologie polmonari; in parole povere, di frenare l'infezione. Il meccanismo d'azione non è ancora ben chiaro. Si ipotizza che questo componente andrebbe ad interferire con il percorso di comunicazione cellulare, inducendo anche la produzione di ossido nitrico, fattore di attivazione ben conosciuto per i macrofagi e linfociti, cellule che allertano e potenziano una risposta più globale del sistema immunitario. Per questa ragione la liquirizia può essere utilizzata nella lotta alle tossinfezioni alimentari, infatti, l'estratto derivato dalla radice è efficace per contrastare i microrganismi che si trovano nel cibo. Secondo gli studiosi giapponesi, che stanno portando avanti le ricerche in tal senso, i composti biologicamente attivi, che la liquirizia possiede, sono in grado di contrastare molti ceppi di microrganismi che rendono il cibo pericoloso. La proprietà antinfiammatoria e protettiva delle mucose la rende inoltre un ottimo rimedio contro la tosse, conferendole azione emolliente ed espettorante, utile nel trattamento delle affezioni alle basse vie respiratorie, in caso di asma e bronchite e tosse secca. La liquirizia è anche leggermente lassativa, grazie alla presenza di mannite, principio attivo della manna. La mannite (mannitolo) è uno zucchero naturale che agisce contro la stipsi, attirando acqua nel colon e facilitandone lo svuotamento.? Per questa ragione il decotto è molto efficace in caso di stitichezza e nei disturbi legati alla sindrome dell’intestino irritabile. » Per la salute: « Viene utilizzato in ambito erboristico per dolcificare tisane e renderle più appetibili. Questa proprietà è molto interessante poiché consente di dolcificare prodotti e tisane anche per pazienti diabetici, i quali hanno difficoltà ad assumere dolcificanti in forma zuccherina. La liquirizia, dunque, viene utilizzata in campo erboristico come semplice aromatizzante, la glicirrizina, però, ha anche altre proprietà: antiulcerogeniche (protegge dall'infiammazione la mucosa gastrica e previene l'insorgenza di ulcere) ed espettoranti. Il problema della liquirizia è legato sempre alle saponine, che creano nel contempo uno scompenso di tipo salino, soprattutto in quelle persone che fanno largo uso e consumo di liquirizia, o viceversa, in ci ha già uno scompenso pressorio ed assume questa droga. L'equilibrio idro - salino determina la stabilità o l'alterabilità della pressione sanguigna, semplicemente attraverso un meccanismo di tipo osmotico; in particolare, la liquirizia favorisce l'eliminazione di potassio e l'incremento della pressione arteriosa, motivo per cui nei soggetti ipertesi la somministrazione di liquirizia attraverso i prodotti erboristici va comunque e sempre misurata. La liquirizia contiene anche flavonoidi che possono avere proprietà coleretiche e colagoghe, riferite alla funzionalità epatica e in primo luogo alla cistifellea; in particolare, fanno riferimento alla capacità di secrezione biliare in termini di quantità di bile, e alla capacità di secrezione biliare in termini di contrattilità della muscolatura che avvolge l'intera colecisti. Alla liquirizia sono ascritte anche proprietà blandamente lassative, legate ad un'azione irritante delle saponine sulla tonaca intestinale. » Interazioni: «• Diuretici: può aumentare la perdita di potassio da diuretici • Lassativi: può aumentare la perdita di potassio da uso cronico di lassativi.» PROPRIETÀ SEDATIVE SPASMOLITICHE COLERETICHE ANTIBATTERICHE ANTIVIRALI STOMACHICHE ANALGESICHE LEGGERMENTE LASSATIVO ANTIINFIAMMATORIE INDICAZIONI Questa tisana si è rivelata molto utile nel trattamento dell’irritazione del colon, senza diarrea. Sfiamma, rilassa, sgonfia, favorisce una corretta funzionalità dell’intestino e ricostituisce la flora intestinale. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ARTTOSA FS 3

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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la gotta. EFFETTI Combatte l'artrite gottosa (gotta). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza tre volte die. La mattina al risveglio preparare in abbondante acqua. Ripetere la sera. INGREDIENTI Tisana a base di Betulla alba, Ribes nigrum, Fraxinus excelsior e Solidago virga-aurea. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Betula Alba - Betulla: «Le foglie fresche di Betulla sono più attive e ciò fa supporre che l'olio essenziale rinforzi l'attività diuretica. È stata segnalata anche una notevole attività coleretica manifestata in modo particolare dalle gemme. La foglia di Betulla si impiega nel reumatismo, nella gotta, nella litiasi renale (l'incremento della diuresi previene la formazione di renella) e come "lavaggio" nelle affezioni delle vie urinarie. L'estratto fluido, acquoso e secco ottenuto dalle foglie avrebbe attività antibiotica. È stato dimostrato che gli estratti di Betula pubescens L. possiedono proprietà antibatteriche contro lo Stafilococcus aureus. Ledere ne preconizzò l'impiego nel trattamento della cellulite, caso nel quale favorirebbe l'eliminazione dell'acido urico e del colesterolo, cui seguirebbe l'eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali.» Per la salute: «L'olio essenziale ottenuto dal catrame di Betulla si usa in pomata (8%) contro il reumatismo e può essere impiegato in prodotti per il massaggio sportivo. l carbone, finemente polverizzato, possiede azione assorbente per cui trova indicazione nelle affezioni gastrointestinali accompagnate da meteorismo. Da segnalare, in Gemmoterapia, la Linfa di Betulla (conosciuta anche come Betula verrucosa linfa) che contiene due eterosidi i quali liberano per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica, antiinfiammatoria e diuretica.» Interazioni: «Barbiturici, alcool, diuretici, ipotensivi, antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti, farmaci gastrolesivi, metotrexate: tutti questi farmaci potenziano gli effetti collaterali dei salicilati nel tratto gastrointestinale. Insufficienza renale e ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Ribes Nigrum - Ribes nero: « Il ribes nero è una di quelle piante di cui s'impiegano varie parti (droghe) e si hanno perciò diverse attività terapeutiche. Il suo uso più comune è quello sotto forma di gemmoderivato o macerato glicerinato (MG). Questa è una preparazione erboristica liquida, ottenuta dai tessuti embrionali freschi della pianta, come germogli, boccioli, radici, linfa, semi (nel caso del ribes nero, proprio le gemme), in una miscela di acqua, alcol e glicerina. Le gemme ricche di olio essenziale, flavonoidi e glicosidi, in questa preparazione, agiscono come stimolanti delle ghiandole surrenali nella produzione di cortisolo, un cortisone endogeno che aiuta l'organismo a reagire alle infiammazioni. Questa attività cortison-like genera una reazione molto importante, perché aumenta la produzione di steroidi surrenalici, normalmente secreti dalle nostre ghiandole per contrastare ogni tipo di stress o lesione, stimolare la conversione di proteine in energia, eliminare le infiammazioni e inibire temporaneamente l'azione del sistema immunitario che scatena le allergie. Il gemmoderivato di ribes nero viene perciò impiegato per la sua potente proprietà antinfiammatoria e antistaminica che agisce sia al livello cutaneo, che a quello delle vie respiratorie; ed è quindi indicato in caso di asma, riniti allergiche e croniche, bronchiti, laringiti, faringiti, dermatiti e congiuntivite. Ha inoltre un'azione immunostimolante, combatte la stanchezza e aumenta la resistenza al freddo al fine di prevenire malattie influenzali. Le foglie, i cui componenti principali sono triterpeni e un complesso di polifenoli, hanno proprietà: depurative e diuretiche, vengono utilizzate in fitoterapia sotto forma di infusi e tinture madri per favorire l'eliminazione dell'urea e dell'acido urico, ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, stabilizzare le membrane cellulari e drenare l'organismo. Anche frutti, ricchi di acido citrico, acido malico, vitamina C, oligoelementi, acidi polinsaturi, flavonoidi e antociani, si rivelano utili per la loro azione astringente, vasoprotettore-capillarotropo, protettore della retina e rinfrescante. Sono quindi indicati, sotto forma di succo o infuso, per fragilità capillare e couperose. » Per la salute: « Il macerato glicerinato delle gemme: 40-50 gc a metà mattina e 40-50 gc a metà pomeriggio, quando le ghiandole surrenali sono in piena attività e si consiglia di iniziarlo a prendere a dicembre per prevenire le allergie stagionali primaverili. La tintura madre delle foglie: 30 gc per 2 volte al giorno lontano dai pasti, per drenare e disintossicare l'organismo. Il succo delle bacche: un cucchiaio in un po' d'acqua al mattino a digiuno, per la fragilità capillare. » Interazioni: «Diuretici: cautela nell'uso concomitante di altri diuretici per prolungati periodi di tempo. » Frassino: «Fraxinus è un genere di piante della famiglia delle Oleaceae che comprende circa 65 specie di alberi o arbusti a foglie decidue, originarie delle zone temperate dell'emisfero settentrionale. Hanno generalmente una crescita rapida, riuscendo a sopravvivere in condizioni ambientali difficili come zone inquinate, con salsedine o forti venti, resistendo bene anche alle basse o elevate temperature; le specie più diffuse in Italia sono il Fraxinus excelsior conosciuto col nome comune di Frassino maggiore; il Fraxinus ornus noto come Orno o Orniello, utilizzato per la produzione della manna e chiamato comunemente anche Frassino da manna o Albero della manna; Fraxinus angustifolia noto col nome di Frassino meridionale. I costituenti del frassino sono: - acido ursolico; benzochinone - mannitolo; tannini - acidi fenoli; cumarine (fraxoside e esculoside): in particolare nella corteccia - flavonoidi (rutoside); acido ascorbico; iridoidi - cumarine (fraxoside e esculoside) - siringoside e tannini. Il frassino principalmente ha un'attività diuretica ed antiinfiammatoria oltre che ad una azione lassativa. Il suo impiego tipico è in manifestazioni articolari dolorose; casi di ritenzione idrica, e cellulite. L'uso tradizionale come rimedio sintomatologico antiinfiammatorio conferma, del resto, tali prerogative. La pianta è considerata utile coadiuvante nei regimi dimagranti e nel trattamento della litiasi renale. Le foglie di Frassino possono manifestare, in virtù dell'alta concentrazione in acido malico, sali di calcio e mannitolo, una blanda azione lassativa scevra da effetti collaterali, quali le coliche.» Solidago Virga-Aurea - Verga d'oro: « La verga d'oro è conosciuta da più di 700 anni per le sue proprietà urologiche ed antiflogistiche. L'uso della droga trova impiego nella cura delle nefriti acute e croniche e degli edemi e calcoli renali e della renella. Oltre a ciò, è riconosciuta anche alla droga un'attività antimicotica (Candida albicans). » Per la salute: « Si usa solitamente per: ipertrofia prostatica, litiasi urica, iperuricemia e gotta, ritenzione idrica con oliguria, enteriti, enterocoliti, diarrea, in particolare dei lattanti, Eczemi cronici. Proponiamo qui alcuni dei più comuni disturbi e l'uso specifico che si può fare della solidagine: NELLA DIARREA: versare un cucchiaino di verga d'oro in una tazzina da caffè di acqua calda e coprire. Filtrare dopo 15 minuti. Berne più tazzine, a seconda delle necessità. CONTRO L'ECZEMA: in mezzo litro di acqua fredda versare un cucchiaio di pianta e far bollire per 5 minuti. Filtrare e fare impacchi. NELL'INGROSSAMENTO DELLA PROSTATA: in un litro di acqua fredda far bollire per 5 minuti 30 g di verga d'oro a fuoco basso. Filtrare, aggiungere miele di solidago e bere a sorsi durante la giornata, proseguendo la cura per vari giorni. CONTRO IL COLESTEROLO: versare in un quarto di litro di acqua calda 2 cucchiai di pianta e far bollire per 5 minuti. Filtrare e berne una tazza al mattino a digiuno e una alla sera prima di coricarsi. Continuare la cura per 20 giorni, poi sospenderla per 15, quindi riprenderla. PER COMBATTERE LA NEFRITE: in mezzo litro di acqua calda versare 2 cucchiai di pianta e far bollire per 10 minuti. Filtrare e bere a piccoli sorsi durante il giorno, lontano dai pasti. » Interazioni: «L'uso indiscriminato di tisane o estratti di piante ad attività diuretica può interferire per sommazione di effetti con altri farmaci diuretici, con conseguenti turbe idroelettrolitiche.» PROPRIETÀ DIURETICHE ANTI INFIAMMATORIE URICOSURICO DRENANTE DEPURATIVO INDICAZIONI Coadiuvante nel trattamento per la gotta: Favorisce l'eliminazione dell'acido urico e del colesterolo e riduce i livelli di colesterolo nel sangue, stabilizza le membrane cellulari e drena l'organismo togliendo il dolore. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ASBRO  FS 3

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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'asma bronchiale. EFFETTI Combatte l'asma bronchiale. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Una/due tazze die. 15 min. prima di colazione. 15. min. prima di cena. Eventualmente prima di coricarsi. INGREDIENTI Tisana a base di Achillea millefolium, Malva sylvestris, Lavandula officinalis e Tussilago farfara. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Achillea Millefoglie: «Le proprietà benefiche dell'achillea millefoglie sono molteplici, ha proprietà antinfiammatorie, digestive, vasoprotettrici, vasodilatatorie e vulnerarie ovvero facilitano la cicatrizzazione delle ferite. Inoltre ha anche un'azione antispastica sull'apparato gastroenterico, proprio per questo viene spesso aggiunta in numerosi aperitivi e liquori.» Per la salute: «L’ erba medicinale per eccellenza è l'Achillea, particolarmente efficace nel risolvere i disturbi femminili: una tisana di achillea (un cucchiaino d'erba in una tazza d'acqua bollente) presa quotidianamente al mattino regolarizza il ciclo mestruale e attenua i fastidi della menopausa. Il millefoglio ha inoltre indiscusse proprietà depurative, stimolanti ed emostatiche: il succo fresco della pianta applicato sulle ferite agisce come disinfettante e antiemorragico, ma poiché può causare reazioni allergiche conviene dapprima applicarlo su una zona limitata e osservarne l'effetto.» Interazioni: «Farmaci anticoagulanti (l'achilleina ha mostrato un effetto procoagulante nelle cavie). Farmaci per il controllo della pressione arteriosa. L'olio essenziale contiene anche tracce di tuione: cautela.» Malva: «I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti. Per questo motivo, l’uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l’eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti. » Per la salute: «Erba indicata contro gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. Utilizzata da sempre come blando lassativo, è un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata. In medicina per uso interno è utile in caso di bronchiti, tosse, infezioni della gola, catarro, asma, gastrite. Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. » Interazioni: «L'uso prolungato di mucillagini riduce l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti oralmente.» Lavandula officinalis - Lavanda: « La lavanda, la cui specie maggiormente coltivata ed utilizzata in Italia è rappresentata dalla Lavandula officinalis, è una pianta erbacea aromatica, che produce fiori dal tipico colore compreso tra l'azzurro ed il lilla, che da essi stessi prende il proprio nome. La lavanda è ricca di proprietà benefiche e può essere utilizzata per la cura della persona e della bellezza. La lavanda è conosciuta fin dalle epoche passate. Pare che il suo nome derivi dal suo utilizzo per detergere il corpo, che la vedeva in particolare impiegata per profumare l'acqua in cui gli antichi romani si immergevano per il bagno. I documenti dell'epoca testimoniano come la lavanda venisse impiegata per la realizzazione di un medicinale adatto a combattere nausea, singhiozzo e dolori intestinali. L'olio essenziale di lavanda è da secoli altrettanto noto per le sue proprietà curative in caso di scottature ed infiammazioni della pelle. Poche gocce, ancora meglio se diluite in un olio vegetale di base, come del semplice olio extravergine d'oliva, possono essere impiegate per strofinarle sulla pelle in caso di prurito causato dalle punture di zanzara al fine di ottenere un immediato beneficio. Esso è inoltre considerato come l'olio essenziale rilassante per eccellenza. Ecco perché viene ampiamente utilizzato per effettuare massaggi al fine di decontrarre i muscoli e come aggiunta ai sali da bagno da utilizzare per un pediluvio serale, affinché la sensazione di stanchezza e pesantezza avvertita agli arti inferiori possa essere alleviata il prima possibile. L'olio essenziale di lavanda è portentoso in caso di mal di testa provocato da stress e tensione. È sufficiente strofinarne una o due gocce sulle tempie per ottenere i primi benefici. L'olio essenziale di lavanda può essere inoltre utile per la cura del raffreddore. Esso può essere aggiunto al bicarbonato versato in acqua bollente per i classici suffumigi al fine di potenziare gli effetti di questo trattamento, che costituisce uno dei più utili rimedi della nonna contro le malattie da raffreddamento. Un altro olio essenziale particolarmente indicato in proposito viene estratto dall'eucalipto. » Per la salute: « L’uso dell’olio officinale è adatto se si soffre di leucorrea, cistite o infiammazioni infettive a carico dell’intestino: può anche essere usata per combattere le affezioni dell’apparato respiratorio, tosse asmatica e bronchiti. L’uso in diluizione non deve superare le tre volte al giorno e le sei gocce. L’uso è noto con diverse metodologie: evaporata, diluita, in bagno, in inalazione, per frizione, in pot-pourry e infine per pediluvio o impacco. L’olio essenziale può servire per la cicatrizzazione delle ferite, per la cura della dermatosi e infine per il trattamento delle malattie reumatiche. In genere l’effetto della pianta è calmante e rigenerante. Può servire la sua inalazione per curare la tachicardia e per le palpitazioni. Una curiosità: la lavanda può essere usata come antiveleno ai morsi di insetti e serpenti, specialmente neutralizza il veleno della vipera, strofinandone i fiori sopra il morso.» Tussilago Farfara - Tossilaggine: «Proprietà curative: la Farfara è una delle piante più conosciute in erboristeria, ma viene usata anche in farmacologia contro la tosse e l'asma (bechica-azione calmante della tosse ed espettorante - favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali). Altre proprietà sono: antinfiammatorie (attenua uno stato infiammatorio), decongestionanti (diminuisce l'apporto sanguigno in una data parte del corpo), sedative bronchiali, antinevralgiche (calma le infiammazioni di derivazioni nervosa) ed emollienti (risolve uno stato infiammatorio). La radice invece è usata come diaforetico (agevola la traspirazione cutanea). » Per la salute: « In erboristeria e naturopatia viene utilizzata con la tintura madre nel trattamento della laringite, tosse, bronchite, stati influenzali.» PROPRIETÀ DIGESTIVE ANTI INFIAMMATORIE VASOPROTETTRICI VASODILADATORIE VULNERARIE BECHICA (CALMA LA TOSSE) EMOLLIENTI DEPURATIVO INDICAZIONI Indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree. Combatte le affezioni dell’apparato respiratorio, tosse asmatica e bronchiti. Espettorante - favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ASTEN FS 1 - GR 100

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€ 4,50

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che aumenta la forza di volontà e la concentrazione. EFFETTI Combatte astenie, affaticamento generale e mancanza di volontà. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno.  INGREDIENTI Tisana a base di Melissa, Timo, Salvia e Genziana.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d'ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell'olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d'irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex.» Per la salute: «La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata.» Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo). » Timo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento.» Per la salute: «L'infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l'organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l'infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.»   Genziana: «La Genziana viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: amaro-toniche, eupeptiche, corroboranti e febbrifughe, mentre per uso esterno vanta proprietà: disinfettanti ed antibatteriche. La Genziana trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, delle turbe del sistema gastrointestinale, della flatulenza, della ipo-secrezione gastrica, della febbre, dell'anoressia, delle atonie gastriche e delle disappetenze nei bambini. Per uso esterno, la Genziana è indicata per lavare le ferite e le piaghe.» Per la salute: «Nella moderna fitoterapia la Genziana viene utilizzata sotto forma di estratti secchi titolati, estratto fluido, infusi, macerati, polveri e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1-2 grammi di radice in 150 ml di acqua bollente (infuso), 2 grammi di droga Genziana in una tazza di acqua fredda lasciati macerare per 4 ore (macerazione), 1 g di polvere per tre volte al giorno. Gli effetti collaterali che la Genziana può causare sono: gastrite, ulcere, cefalea, iperacidità e crampi addominali. L'impiego della Genziana è controindicato in gravidanza, in allattamento e in pazienti con ulcere, gastriti, ernia iatale, iperacidità, esofagiti o ipersensibilità accertata verso uno o più componenti della Genziana maggiore. L'impiego della Genziana nelle tisane trova spazio per le sue proprietà amaro-toniche, eupeptiche, corroboranti e febbrifughe. Nella medicina popolare la Genziana era usata, oltre che per l'azione amaro-tonica, per stimolare le difese immunitarie; mancano tuttavia adeguati studi clinici e farmacologici che ne confermino l'efficacia. L'estratto secco standardizzato è la preparazione più indicata da utilizzare in compresse o capsule a scopo tonico-energetico. Invece, l'estratto fluido di Genziana maggiore rappresenta la forma più adatta a scopo aperitivo. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono invece di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.» Interazioni: «Gli estratti di Genziana possono aumentare la gastrolesività di farmaci o altre erbe.» Salvia: «La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell'apigenolo. L'olio essenziale di salvia possiede un'alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico.» Per la salute: «Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita. La salvia è uno stimolante dell'organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l'insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un'azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un'azione estrogena che agisce efficacemente come antisudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento.» Interazioni: «Sedativi e ipoglicemizzanti.» PROPRIETÀ STIMOLANTE DELL'ORGANISMO CORROBORANTE ANTISPASMODICA ANTINFIAMMATORIA CARMINATIVA INDICAZIONI Combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è benefica per il cervello e aiuta la memoria. Indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

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€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che aumenta la forza di volontà e la concentrazione. EFFETTI Combatte astenie, affaticamento generale e mancanza di volontà. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno.  INGREDIENTI Tisana a base di Melissa, Timo, Salvia e Genziana.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d'ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell'olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d'irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex.» Per la salute: «La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata.» Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo). » Timo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento.» Per la salute: «L'infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l'organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l'infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.»   Genziana: «La Genziana viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: amaro-toniche, eupeptiche, corroboranti e febbrifughe, mentre per uso esterno vanta proprietà: disinfettanti ed antibatteriche. La Genziana trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, delle turbe del sistema gastrointestinale, della flatulenza, della ipo-secrezione gastrica, della febbre, dell'anoressia, delle atonie gastriche e delle disappetenze nei bambini. Per uso esterno, la Genziana è indicata per lavare le ferite e le piaghe.» Per la salute: «Nella moderna fitoterapia la Genziana viene utilizzata sotto forma di estratti secchi titolati, estratto fluido, infusi, macerati, polveri e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1-2 grammi di radice in 150 ml di acqua bollente (infuso), 2 grammi di droga Genziana in una tazza di acqua fredda lasciati macerare per 4 ore (macerazione), 1 g di polvere per tre volte al giorno. Gli effetti collaterali che la Genziana può causare sono: gastrite, ulcere, cefalea, iperacidità e crampi addominali. L'impiego della Genziana è controindicato in gravidanza, in allattamento e in pazienti con ulcere, gastriti, ernia iatale, iperacidità, esofagiti o ipersensibilità accertata verso uno o più componenti della Genziana maggiore. L'impiego della Genziana nelle tisane trova spazio per le sue proprietà amaro-toniche, eupeptiche, corroboranti e febbrifughe. Nella medicina popolare la Genziana era usata, oltre che per l'azione amaro-tonica, per stimolare le difese immunitarie; mancano tuttavia adeguati studi clinici e farmacologici che ne confermino l'efficacia. L'estratto secco standardizzato è la preparazione più indicata da utilizzare in compresse o capsule a scopo tonico-energetico. Invece, l'estratto fluido di Genziana maggiore rappresenta la forma più adatta a scopo aperitivo. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono invece di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.» Interazioni: «Gli estratti di Genziana possono aumentare la gastrolesività di farmaci o altre erbe.» Salvia: «La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell'apigenolo. L'olio essenziale di salvia possiede un'alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico.» Per la salute: «Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita. La salvia è uno stimolante dell'organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l'insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un'azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un'azione estrogena che agisce efficacemente come antisudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento.» Interazioni: «Sedativi e ipoglicemizzanti.» PROPRIETÀ STIMOLANTE DELL'ORGANISMO CORROBORANTE ANTISPASMODICA ANTINFIAMMATORIA CARMINATIVA INDICAZIONI Combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è benefica per il cervello e aiuta la memoria. Indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

BAGEC FS 4

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€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'eczemi. EFFETTI Bagni per eczemi. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, Tre cucchiai della miscela in un litro e mezzo di acqua. Bollire tre minuti, lasciare riposare cinque minuti, filtrare e immergere le mani nel liquido ottenuto, il più caldo possibile, per otto minuti. INGREDIENTI Tisana a base di Betulla, Bardana, Equiseti e Noce.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Betulla: «Le foglie fresche di Betulla sono più attive e ciò fa supporre che l'olio essenziale rinforzi l'attività diuretica. È stata segnalata anche una notevole attività coleretica manifestata in modo particolare dalle gemme. La foglia di Betulla si impiega nel reumatismo, nella gotta, nella litiasi renale (l'incremento della diuresi previene la formazione di renella) e come "lavaggio" nelle affezioni delle vie urinarie. L'estratto fluido, acquoso e secco ottenuto dalle foglie avrebbe attività antibiotica. È stato dimostrato che gli estratti di Betula pubescens L. possiedono proprietà antibatteriche contro lo Stafilococcus aureus. Ledere ne preconizzò l'impiego nel trattamento della cellulite, caso nel quale favorirebbe l'eliminazione dell'acido urico e del colesterolo, cui seguirebbe l'eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali.» Per la salute: «L'olio essenziale ottenuto dal catrame di Betulla si usa in pomata (8%) contro il reumatismo e può essere impiegato in prodotti per il massaggio sportivo. l carbone, finemente polverizzato, possiede azione assorbente per cui trova indicazione nelle affezioni gastrointestinali accompagnate da meteorismo. Da segnalare, in Gemmoterapia, la Linfa di Betulla (conosciuta anche come Betula verrucosa linfa) che contiene due eterosidi i quali liberano per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica, antiinfiammatoria e diuretica.» Interazioni: «Barbiturici, alcool, diuretici, ipotensivi, antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti, farmaci gastrolesivi, metotrexate: tutti questi farmaci potenziano gli effetti collaterali dei salicilati nel tratto gastrointestinale. Insufficienza renale e ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.» Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.» Equiseto: «L'equiseto, per il suo alto contenuto in silice e minerali, è utilizzato per le sue proprietà diuretiche e rimineralizzanti, soprattutto per il tessuto osseo; inoltre, favorisce l'accrescimento osseo, la dentizione e la crescita di unghie e capelli. La moderna fitoterapia utilizza l'equiseto sotto forma di estratti standardizzati in silicio elettivamente nella prevenzione e nella cura dell'osteoporosi, mentre a scopo diuretico può essere utilizzato lo stesso estratto fluido. L'equiseto è piuttosto utile nel trattamento coadiuvante delle smagliature cutanee, grazie alle sue proprietà rassodanti, leviganti ed elasticizzanti. Considerate le proprietà astringenti, l'equiseto può essere utilizzato come base per lavaggi per palpebre arrossate, colliri per le congiuntive infiammate, sciacqui e gargarismi per le mucose della bocca e della gola. » Per la salute: « Sostanze presenti: acido silicico (fino al 15%), glucoside delle saponine (equisetonina), flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici (anche acido ascorbico), sostanze amare e altre sostanze minerali (sali di potassio, alluminio e manganese). Proprietà curative: antiemorragiche, cicatrizzanti, emostatiche (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), antitubercolari e remineralizzanti (valide soprattutto per i malati di tubercolosi polmonare). Sembra comunque che abbia anche una certa tossicità specialmente nel bestiame (probabilmente l'elevata quantità di membrane silicizzate possono causare lesioni e quindi infezioni nel tubo intestinale degli erbivori). » Interazioni: «Sono possibili interazioni con diuretici e cardioattivi per ipopotassiemia.» Noce: «Il Noce viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide, mentre per uso esterno vanta proprietà antipruriginose, addolcenti, antalgiche, vulnerarie ed antinfiammatorie. Il Noce trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'insufficienza venosa, delle emorroidi, della diarrea, delle otiti e delle tracheobronchiti. Per uso esterno, il Noce è indicato contro la desquamazione cutanea, il prurito, l'acne, l'eczema e le infiammazioni delle cavità orali. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le foglie, le gemme, i semi (gherigli) ed il mallo (involucro esterno della noce). I principi attivi contenuti nelle foglie sono: oli eterei, naftochinoni, Juglone, alfa e beta-idrojuglone, alfa e beta-lawsone, tannini, minerali, vitamina C e carotenoidi. Nel mallo della Noce si possono rintracciare principi attivi come: tannini, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e juglone. Invece nel seme, chiamato comunemente gheriglio, si possono rintracciare proteine, vitamine e trigliceridi. » Per la salute: « Nella moderna fitoterapia il Noce viene utilizzato sotto forma di decotto, tintura madre e macerato glicerico. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1,5 grammi di foglie di Noce sminuzzate per tazza d'acqua fredda (decotto), 5 grammi di foglie di Noce in 100 ml di acqua (decotto per uso esterno), 30 gocce di Noce tintura madre tre volte al giorno, 50 gocce di Noce macerato glicerico (MG1DH) due volte al dì. La tintura madre si prepara usando le foglie e il pericarpo del frutto fresco non ancora maturo (titolo al 65°). Il Noce non presenta particolari effetti collaterali alle dosi terapeutiche, a meno che non ci sia un'accertata ipersensibilità verso uno o più componenti della droga. I tannini presenti nella droga Noce possono causare interazioni farmaceutiche ed irritazioni della mucosa gastrica. L'impiego del Noce è controindicato in gravidanza, in allattamento e in pazienti con iperacidità. L'impiego del Noce nelle tisane trova spazio per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide. Tipico della medicina popolare, il mallo della Noce viene utilizzato come antinfiammatorio, digestivo e depurativo. Inoltre, il mallo della Noce viene utilizzato dall'industria liquoristica come colorante ed aromatizzante nella produzione del liquore Nocino. Dal mallo si può ricavare un olio, il quale possiede attività protettrici ed abbronzanti della cute. Lo Juglone presente nel mallo della Noce, è in grado di reagire con la cheratina della pelle e dei capelli formando un complesso di colore brunastro. Il seme, noto come gheriglio, è un ottimo alimento ricco di proteine, trigliceridi e vitamine. Dalla spremitura del seme si ottiene un olio utile per il trattamento della pelle secca e poco elastica. Articoli di approfondimento: olio di noce, mallo di noce e olio di mallo. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate. » Interazioni: «Possibili interazioni con gli antidiabetici orali. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.»  PROPRIETA' DIURETICHE ANTINFIAMMATORIA LENITIVE E RIMINERALIZZANTI INDICAZIONI Ottimi bagni per lenire ogni tipo di eczema, inestetismi cutanei, piaghe, screpolature, infiammazioni cutanee, mani screpolate e sciupate. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

BAGECMA FS 4

BAGECMA FS 4

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'eczemi alle mani. EFFETTI Bagni per eczemi alle mani. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, Tre cucchiai della miscela in un litro e mezzo di acqua. Bollire tre minuti, lasciare riposare cinque minuti, filtrare e immergere le mani nel liquido ottenuto, il più caldo possibile, per otto minuti. Si possono fare anche impacchi. INGREDIENTI Tisana a base di Ortica, Carciofo, Equiseto, Bardana e Noce.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Ortica: «L'ortica è tra le piante selvatiche sicuramente la più apprezzata. Sia l'Urtica dioica che l'Urtica urens sono utilizzate per le loro proprietà. È una pianta ricca di vitamina C, clorofilla, sali minerali (silicio, ferro, calcio, manganese e potassio), carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino, istamina, acetilcolina. Grazie ai suoi componenti l'ortica è una pianta emostatica, antireumatica, cicatrizzante, vasocostrittrice e antiflogistica. » Per la salute: « L'ortica può essere usata come decotto, come succo, come infuso, sciroppo o semplicemente cruda come disintossicante, depuratore e tonico dell'organismo aiutando ad eliminare gli acidi urici, nelle affezioni intestinali, per l'artrite, per l'anemia. Ha inoltre un forte potere emostatico e antiemorragico e astringente intestinale. Utilizzando esternamente il succo fresco combatte la perdita dei capelli e rinforza il cuoio capelluto. È molto efficace in caso di seborrea, forfora, acne ed eczema. Cataplasmi delle foglie di ortica sbollentate e tritate sono ottime per le irritazioni cutanee e per le ferite in quanto ha un effetto cicatrizzante. » Interazioni: «Diuretici Farmaci ipoglicemizzanti Sedativi del SNC Farmaci ipotensivi Le interazioni sono teoricamente possibili in relazione alle attività farmacologiche dimostrate.» Carciofo: «Il carciofo in virtù del suo sapore amaro è stato tradizionalmente usato per trattare i sintomi associati ai disturbi digestivi e come protettore della funzionalità epatica. Gli effetti riconosciuti oggigiorno sono quelli di protettivo e stimolatore della funzionalità del fegato e delle secrezioni biliari e viene dato come coadiuvante naturale a pazienti con malattie epatiche croniche. Inoltre aiuta la digestione ostacolando gli effetti correlati quali inappetenza, pesantezza e gonfiore di stomaco, stanchezza, sonnolenza, eruttazioni, alitosi, flatulenza e mal di testa. Recenti studi clinici hanno dimostrato che l'estratto standardizzato di foglie di carciofo (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia e migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema. Due studi condotti su persone con problemi di dispepsia e disturbi della digestione, mostrano come l'estratto di foglie di carciofo migliori significativamente i sintomi specifici di questo fastidioso problema. Altri studi condotti ognuno su oltre 200 soggetti con sindrome del colon irritabile e difficoltà digestive indicano come l'assunzione di estratto di foglie di carciofo riduca la severità dei sintomi come dolore addominale, crampi, gonfiore flatulenza e costipazione, con una valutazione positiva sia da parte dei pazienti che dei medici. Per spiegare il ruolo positivo dell' estratto di carciofo nella digestione sono state formulate alcune ipotesi fra cui la più accreditata è quella che ipotizza il un ruolo chiave dell' inulina, molecola naturale contenuta ad alti livelli nell'estratto. Sembra infatti che sia un substrato molto favorevole ai batteri cosiddetti buoni impegnati nella digestione. Inoltre, altre sostanze contenute nel carciofo formerebbero un ambiente favorevole favorente la crescita di batteri intestinali che aiutano la digestione e migliorano lo stato di costipazione. L'analisi di alcuni studi condotti su pazienti con colesterolo alto indica che l'estratto purificato è anche in grado di abbassare I livelli di colesterolo dopo alcune settimane dall'inizio dell'assunzione. L'ipotesi che è stata formulata per spiegare questo suo effetto ipolipemizzante è che l'aumento di secrezione degli acidi biliari (acidi che legano i grassi), favorito dal carciofo, sia responsabile dell'aumentata eliminazione del colesterolo attraverso le feci, determinando l'abbassamento dei livelli nel sangue per la diminuzione del riassorbimento intestinale. Così come in grado di ridurre I livelli di colesterolo, l'estratto mostra attività anche nel ridurre i livelli di ossidazione dei lipidi, fattore che assieme ad altri fa aumentare i rischi a livello cardiovascoalre [kusku]. » Per la salute: « La cinarina sembra avere effetti colagoghi. Gli estratti di carciofo hanno mostrato in studi clinici di migliorare la coleresi e la sintomatologia di pazienti sofferenti da dispepsia e disturbi funzionali del fegato. La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio ipolipidemizzante in vari studi clinici. La cinarina ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche e aumentare l'escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. I derivati dell'acido caffeico in genere mostrano effetti antiossidanti ed epatoprotettivi. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici, anche ingerito sotto forma di tisana realizzata con le foglie. La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari sull'equilibrio insulina/glucagone ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente, e l'effetto dei principi amari sulla secrezione di fattore intrinseco ne indica un possibile utilizzo in caso di anemia sideropenica. » Interazioni: «Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico è meglio però evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per evitare una possibile irritazione della mucosa gastroenterica.» Equiseto: «L'equiseto, per il suo alto contenuto in silice e minerali, è utilizzato per le sue proprietà diuretiche e rimineralizzanti, soprattutto per il tessuto osseo; inoltre, favorisce l'accrescimento osseo, la dentizione e la crescita di unghie e capelli. La moderna fitoterapia utilizza l'equiseto sotto forma di estratti standardizzati in silicio elettivamente nella prevenzione e nella cura dell'osteoporosi, mentre a scopo diuretico può essere utilizzato lo stesso estratto fluido. L'equiseto è piuttosto utile nel trattamento coadiuvante delle smagliature cutanee, grazie alle sue proprietà rassodanti, leviganti ed elasticizzanti. Considerate le proprietà astringenti, l'equiseto può essere utilizzato come base per lavaggi per palpebre arrossate, colliri per le congiuntive infiammate, sciacqui e gargarismi per le mucose della bocca e della gola. » Per la salute: « Sostanze presenti: acido silicico (fino al 15%), glucoside delle saponine (equisetonina), flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici (anche acido ascorbico), sostanze amare e altre sostanze minerali (sali di potassio, alluminio e manganese). Proprietà curative: antiemorragiche, cicatrizzanti, emostatiche (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), antitubercolari e remineralizzanti (valide soprattutto per i malati di tubercolosi polmonare). Sembra comunque che abbia anche una certa tossicità specialmente nel bestiame (probabilmente l'elevata quantità di membrane silicizzate possono causare lesioni e quindi infezioni nel tubo intestinale degli erbivori). » Interazioni: «Sono possibili interazioni con diuretici e cardioattivi per ipopotassiemia.» Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.» Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.» Noce: «Il Noce viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide, mentre per uso esterno vanta proprietà antipruriginose, addolcenti, antalgiche, vulnerarie ed antinfiammatorie. Il Noce trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'insufficienza venosa, delle emorroidi, della diarrea, delle otiti e delle tracheobronchiti. Per uso esterno, il Noce è indicato contro la desquamazione cutanea, il prurito, l'acne, l'eczema e le infiammazioni delle cavità orali. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le foglie, le gemme, i semi (gherigli) ed il mallo (involucro esterno della noce). I principi attivi contenuti nelle foglie sono: oli eterei, naftochinoni, Juglone, alfa e beta-idrojuglone, alfa e beta-lawsone, tannini, minerali, vitamina C e carotenoidi. Nel mallo della Noce si possono rintracciare principi attivi come: tannini, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e juglone. Invece nel seme, chiamato comunemente gheriglio, si possono rintracciare proteine, vitamine e trigliceridi. » Per la salute: « Nella moderna fitoterapia il Noce viene utilizzato sotto forma di decotto, tintura madre e macerato glicerico. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1,5 grammi di foglie di Noce sminuzzate per tazza d'acqua fredda (decotto), 5 grammi di foglie di Noce in 100 ml di acqua (decotto per uso esterno), 30 gocce di Noce tintura madre tre volte al giorno, 50 gocce di Noce macerato glicerico (MG1DH) due volte al dì. La tintura madre si prepara usando le foglie e il pericarpo del frutto fresco non ancora maturo (titolo al 65°). Il Noce non presenta particolari effetti collaterali alle dosi terapeutiche, a meno che non ci sia un'accertata ipersensibilità verso uno o più componenti della droga. I tannini presenti nella droga Noce possono causare interazioni farmaceutiche ed irritazioni della mucosa gastrica. L'impiego del Noce è controindicato in gravidanza, in allattamento e in pazienti con iperacidità. L'impiego del Noce nelle tisane trova spazio per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide. Tipico della medicina popolare, il mallo della Noce viene utilizzato come antinfiammatorio, digestivo e depurativo. Inoltre, il mallo della Noce viene utilizzato dall'industria liquoristica come colorante ed aromatizzante nella produzione del liquore Nocino. Dal mallo si può ricavare un olio, il quale possiede attività protettrici ed abbronzanti della cute. Lo Juglone presente nel mallo della Noce, è in grado di reagire con la cheratina della pelle e dei capelli formando un complesso di colore brunastro. Il seme, noto come gheriglio, è un ottimo alimento ricco di proteine, trigliceridi e vitamine. Dalla spremitura del seme si ottiene un olio utile per il trattamento della pelle secca e poco elastica. Articoli di approfondimento: olio di noce, mallo di noce e olio di mallo. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate. » Interazioni: «Possibili interazioni con gli antidiabetici orali. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» PROPRIETA' DEPURANTE SANGUE E FEGATO ADDOLCENTE LEGGERMENTE DIURETICA LENITIVA RIMINERALIZZANTE INDICAZIONI Indicata soprattutto per eczemi alle mani deturpate dall'uso costante di detersivi o a contatto con prodotti allergici. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

BIONAT  FS 1 - GR 100

BIONAT FS 1 - GR 100

€ 5,50

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che favorisce la sudorazione. Migliora le difese dell'organismo e previene i malanni di stagione. EFFETTI Antibiotico naturale. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 4 minuti. Dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente. Lasciar riposare con coperchio per quattro minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di: Timo serpillo pianta, Sambuco fiori, Tiglio fiori, Malva fiori e foglie, Borragine foglie VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Timo: « Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento. » Per la salute: « L’infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l’organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l’infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura. » Sambuco: « Secondo la moderna omeopatia la pianta di sambucus nigra ha diverse proprietà diuretiche, sudorifere, lassative, antireumatiche, antinevralgiche, emollienti, con i fiori del sambuco, usati anche per i liquori, si fa una tisana che serve come rimedio popolare per raffreddore, influenza, tosse, asma, reumatismi. » Per la salute: « L’uso farmacologico prevede l’impiego di fiori, frutti, foglie e corteccia in diverse forme di preparati. I fiori secchi sono lassativi, diuretici, diaforetici (favoriscono la sudorazione), espettoranti, antidolorifici. I frutti sono anch’essi lassativi e diaforetici, depurativi, combattono influenza, tosse, asma e reumatismi. Le foglie, sia fresche che secche, hanno capacità antinfluenzali, inibitorie nei confronti dell’Herpes simplex, lassative, diuretiche, espettoranti ed emostatiche; da esse si può ricavare un unguento emolliente per il trattamento di contusioni, slogature, ferite, geloni. La corteccia essiccata è diuretica, fortemente purgativa, emetica (in grado di provocare il vomito) a dosi consistenti, utile nel trattamento di stipsi e artriti. » Interazioni: «Diuretici: possibile sommazione di effetti. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Tiglio: « Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un’essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po’ sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l’arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un’eccessiva coagulazione del sangue. L’alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l’alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni. » Malva: «I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti. Per questo motivo, l’uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l’eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti. » Per la salute: «Erba indicata contro gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. Utilizzata da sempre come blando lassativo, è un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata. In medicina per uso interno è utile in caso di bronchiti, tosse, infezioni della gola, catarro, asma, gastrite. Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. » Interazioni: «L'uso prolungato di mucillagini riduce l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti oralmente.» Borragine: «Nella medicina popolare, le foglie di borragine vengono impiegate nel trattamento di svariati tipi di disturbi. Infatti, questa pianta viene utilizzata per trattare mal di gola, tosse e affezioni bronchiali, oltre che per trattare i disturbi di reni e vescica, i reumatismi, gli eczemi, la neuropatia diabetica, la dermatite seborroica infantile e l'ipertensione. Inoltre, nella medicina popolare, alla borragine vengono attribuite proprietà diuretiche, depurative e disintossicanti e trova impiego anche come rimedio cardiotonico e come rimedio contro disturbi menopausali, flebiti, febbre e dolore. La borragine rimedio omeopatico, invece, trova impiego per il trattamento di osteoartriti, artrite reumatoide e dolori articolari, eczemi, dermatiti ed herpes, e viene utilizzata anche come rimedio per contrastare patologie delle vie respiratorie, come faringiti, laringiti e raffreddori.» PROPRIETÀ FAVORISCE LA SUDORAZIONE DIURETICA EMOLLIENTE ESPETTORANTE MIGLIORA LE DIFESE DELL'ORGANISMO ANTIBIOTICO NATURALE PREVIENE I MALANNI DI STAGIONE INDICAZIONI Tisana che favorisce la sudorazione. Migliora le difese dell'organismo e previene i malanni di stagione. Antibiotico naturale. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione.Tenere lontano dai bambini.Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto.Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

BIONAT  FS 1 - GR 200

BIONAT FS 1 - GR 200

€ 11,90

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che favorisce la sudorazione. Migliora le difese dell'organismo e previene i malanni di stagione. EFFETTI Antibiotico naturale. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 4 minuti. Dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente. Lasciar riposare con coperchio per quattro minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di: Timo serpillo pianta, Sambuco fiori, Tiglio fiori, Malva fiori e foglie, Borragine foglie VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Timo: « Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento. » Per la salute: « L’infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l’organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l’infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura. » Sambuco: « Secondo la moderna omeopatia la pianta di sambucus nigra ha diverse proprietà diuretiche, sudorifere, lassative, antireumatiche, antinevralgiche, emollienti, con i fiori del sambuco, usati anche per i liquori, si fa una tisana che serve come rimedio popolare per raffreddore, influenza, tosse, asma, reumatismi. » Per la salute: « L’uso farmacologico prevede l’impiego di fiori, frutti, foglie e corteccia in diverse forme di preparati. I fiori secchi sono lassativi, diuretici, diaforetici (favoriscono la sudorazione), espettoranti, antidolorifici. I frutti sono anch’essi lassativi e diaforetici, depurativi, combattono influenza, tosse, asma e reumatismi. Le foglie, sia fresche che secche, hanno capacità antinfluenzali, inibitorie nei confronti dell’Herpes simplex, lassative, diuretiche, espettoranti ed emostatiche; da esse si può ricavare un unguento emolliente per il trattamento di contusioni, slogature, ferite, geloni. La corteccia essiccata è diuretica, fortemente purgativa, emetica (in grado di provocare il vomito) a dosi consistenti, utile nel trattamento di stipsi e artriti. » Interazioni: «Diuretici: possibile sommazione di effetti. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Tiglio: « Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un’essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po’ sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l’arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un’eccessiva coagulazione del sangue. L’alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l’alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni. » Malva: «I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti. Per questo motivo, l’uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l’eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti. » Per la salute: «Erba indicata contro gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. Utilizzata da sempre come blando lassativo, è un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata. In medicina per uso interno è utile in caso di bronchiti, tosse, infezioni della gola, catarro, asma, gastrite. Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. » Interazioni: «L'uso prolungato di mucillagini riduce l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti oralmente.» Borragine: «Nella medicina popolare, le foglie di borragine vengono impiegate nel trattamento di svariati tipi di disturbi. Infatti, questa pianta viene utilizzata per trattare mal di gola, tosse e affezioni bronchiali, oltre che per trattare i disturbi di reni e vescica, i reumatismi, gli eczemi, la neuropatia diabetica, la dermatite seborroica infantile e l'ipertensione. Inoltre, nella medicina popolare, alla borragine vengono attribuite proprietà diuretiche, depurative e disintossicanti e trova impiego anche come rimedio cardiotonico e come rimedio contro disturbi menopausali, flebiti, febbre e dolore. La borragine rimedio omeopatico, invece, trova impiego per il trattamento di osteoartriti, artrite reumatoide e dolori articolari, eczemi, dermatiti ed herpes, e viene utilizzata anche come rimedio per contrastare patologie delle vie respiratorie, come faringiti, laringiti e raffreddori.» PROPRIETÀ FAVORISCE LA SUDORAZIONE DIURETICA EMOLLIENTE ESPETTORANTE MIGLIORA LE DIFESE DELL'ORGANISMO ANTIBIOTICO NATURALE PREVIENE I MALANNI DI STAGIONE INDICAZIONI Tisana che favorisce la sudorazione. Migliora le difese dell'organismo e previene i malanni di stagione. Antibiotico naturale. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione.Tenere lontano dai bambini.Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto.Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

BRONC FS 1 - GR 100

BRONC FS 1 - GR 100

€ 4,50

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro le bronchiti. EFFETTI Tisana antisettica ed espettorante per bronchiti. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Far bollire per 10 minuti. Una tazza tre volte al giorno e dolcificare con miele. INGREDIENTI Tisana a base di Pinus sylvestris, Thymus vulgaris, Eucalyptus globulus, Tilia tomentosa e Salvia officinalis. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Pinus Sylvestris - Pino Silvestre: «Può essere d'aiuto nella cura dell'impotenza, della frigidità, in caso di disturbi sessuali o diminuzione della libido. Espettorante, se inalato fluidifica il catarro facilitandone l'eliminazione. Viene perciò utilizzato in caso di raffreddore, sinusite, influenza, tosse, laringite, bronchiti acute e croniche, nelle sindromi influenzali, asma. L'aroma fresco e balsamico aiuta a purificare l'aria degli ambienti. Antisettico delle vie urinarie: l'olio essenziale di pino silvestre, oltre ad essere un buon diuretico, agisce come antinfiammatorio delle vie urogenitali, dimostrandosi efficace nei casi di prostatite, uretrite, cistite e leucorrea. L'uso esterno o interno di quest'olio essenziale, grazie alla sua azione diuretica, giova nella gotta e nei reumatismi. » Per la salute: « Per uso interno la medicina popolare lo utilizzava con l'infuso come balsamico, espettorante e blando diuretico. In commercio si trova il suo Olio essenziale, ricco in monoterpeni, che viene ricavato per distillazione a secco dai rametti, dagli aghi e dai coni. Ha un'azione balsamica, sedativa, antinfiammatoria. Viene usato con gli inalatori nel trattamento di raffreddori e bronchiti. Anche dalla corteccia viene ricavato un olio essenziale di seconda qualità, utilizzato in cosmetica per la preparazione di saponi e prodotti per il bagno. L'olio essenziale viene utilizzato in erboristeria e fitoterapia come digestivo, espettorante, come diuretico e carminativo, nel trattamento delle infiammazioni delle vie respiratorie. In Aromaterapia viene utilizzato l'olio essenziale come espettorante, nel trattamento delle infezioni delle vie respiratorie.» Thymus Vulgaris - Timo: «La composizione in principi attivi del timo è variabile a seconda dell'epoca di raccolta, delle condizioni di coltivazione e di come la pianta viene raccolta e conservata. In linea di principio i principali costituenti responsabili delle loro innumerevoli virtù sono i fenoli ed in particolare: il timolo (per un 30-70%) che è un antisettico, antispasmodico e vermifugo che si usa nella preparazione dei prodotti a base di timo da utilizzare per uso interno ed esterno (viene utilizzato dagli imbalsamatori moderni); l'altro è il carvacloro (per un 3-15%), un antisettico molto utilizzato in profumeria. Altri costituenti degli oli essenziali di timo sono: linalolo, cimolo, cimene, timene, apinene, luteolina. Se la pianta viene raccolta durante l'inverno il contenuto in fenoli è basso con predominanza del timolo, se raccolta in estate si ha un'alta concentrazione di fenoli e soprattutto carvacloro. In virtù dei suoi principi attivi il timo trova largo impiego per la sua azione antisettica, antimicrobica, balsamica ed espettorante. » Per la salute: « Le virtù del timo sono legate alla presenza di un particolare fenolo: il timolo, potente antisettico, antispasmodico e vermifugo. Le sue proprietà antisettiche sono conosciute sin dall'antichità e nell'Herbario novo, un saggio rinascimentale sulle piante medicinali, il timo veniva consigliato, cotto nel vino, per combattere l'asma e le infezioni della vescica. Inoltre, fino al primo dopoguerra, la maggior parte dei disinfettanti più diffusi era a base di timo. Potente digestivo e carminativo, è efficace contro le infezioni alle vie urinarie e le infiammazioni dell'apparato respiratorio ed è un ottimo rimedio contro tosse, asma, bronchite e raffreddore per le sue proprietà balsamiche e fluidificanti. Le caratteristiche aromatiche del timo sembrerebbero utili per contrastare il mal di testa.» Eucalyptus Globulus - Eucalipto: «Per uso interno la medicina popolare utilizzava le foglie con l'Infuso per trattare catarro bronchiale, asma, raffreddore, influenza, cefalea, febbre, come disinfettante della vescica e intestino, sinusiti, reumatismi, per trattare e lenire le ustioni, come disinfettante e detergente per la pelle, nelle contusioni, stiramenti, strappi muscolari, nei geloni, la leucorrea, contro la malaria. In erboristeria e fitoterapia vengono utilizzate le foglie e i rametti da cui si estrae, per corrente di vapore, l'olio essenziale, che viene impiegato come antisettico e come anticatarrale, nel trattamento delle infezioni urinarie, dell'apparato respiratorio, l'influenza, ipertensione, arteriosclerosi, diabete. L'olio essenziale che si ricava da questa pianta è anche analgesico, antifebbre, antinevralgico, antireumatico, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, vermifugo, vulnerario balsamico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico. Contiene tannini, flavonoidi, acidi polifenolici, e olio essenziale come cineolo, pinene, canfene, globulolo, eucazulene. » Per la salute: « Dalle foglie dell'eucalipto si ricava un olio essenziale dall'aroma fortemente aromatico impiegato in farmacia per le virtù balsamiche, fluidificanti, espettoranti, antisettiche. Si consiglia nelle affezioni asmatiche, nei catarri bronchiali, nelle pleuriti, nelle bronchiti, nella tosse e nella sinusite. Inoltre l'eucalipto svolge anche una buona attività sudorifera, febbrifuga e vermifuga ed è un discreto stimolatore del sistema nervoso. L'olio essenziale di Eucalipto è analgesico, antifebbre, antinevralgico, antireumatico, antisettico generale (in particolare delle vie respiratorie ed urinarie), antispasmodico, antivirale, balsamico, calmante della tosse, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, disinfettante dell'aria, diuretico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico, parassiticida, profilattico, rubefacente, stimolante, vermifugo, vulnerario. Uso esterno: algie, artrite reumatoide, dolori articolari, insufficienza circolatoria, ferite, lesioni cutanee, cicatrizzazioni lente, herpes zooster, sciatalgia, dolori reumatici, catarro, sinusite, pidocchi, raffreddore, strappi, tosse, scottature, bruciature, vescichette. » Interazioni: «Può aumentare il metabolismo di numerosi farmaci. Attenzione in particolar modo ai trattamenti prolungati nel tempo.» Tilia Europaea - Tiglio: « Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un'essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po' sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l'arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un'eccessiva coagulazione del sangue. L'alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l'alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni.» Salvia Officinalis - Salvia: «La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell'apigenolo. L'olio essenziale di salvia possiede un'alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico. » Per la salute: « Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita. La salvia è uno stimolante dell'organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l'insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un'azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un'azione estrogena che agisce efficacemente come anti sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento. » Interazioni: «Sedativi e ipoglicemizzanti.» PROPRIETÀ BALSAMICA ESPETTORANTE ANTISPASMODICA ANTISETTICA ANTIBATTERICA IUERETICA SUDORIFERE INDICAZIONI Indicata per combattere catarro bronchiale, asma, raffreddore, influenza, cefalea, febbre. Facilita la sudorazione. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

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€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro le bronchiti. EFFETTI Tisana antisettica ed espettorante per bronchiti. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Far bollire per 10 minuti. Una tazza tre volte al giorno e dolcificare con miele. INGREDIENTI Tisana a base di Pinus sylvestris, Thymus vulgaris, Eucalyptus globulus, Tilia tomentosa e Salvia officinalis. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Pinus Sylvestris - Pino Silvestre: «Può essere d'aiuto nella cura dell'impotenza, della frigidità, in caso di disturbi sessuali o diminuzione della libido. Espettorante, se inalato fluidifica il catarro facilitandone l'eliminazione. Viene perciò utilizzato in caso di raffreddore, sinusite, influenza, tosse, laringite, bronchiti acute e croniche, nelle sindromi influenzali, asma. L'aroma fresco e balsamico aiuta a purificare l'aria degli ambienti. Antisettico delle vie urinarie: l'olio essenziale di pino silvestre, oltre ad essere un buon diuretico, agisce come antinfiammatorio delle vie urogenitali, dimostrandosi efficace nei casi di prostatite, uretrite, cistite e leucorrea. L'uso esterno o interno di quest'olio essenziale, grazie alla sua azione diuretica, giova nella gotta e nei reumatismi. » Per la salute: « Per uso interno la medicina popolare lo utilizzava con l'infuso come balsamico, espettorante e blando diuretico. In commercio si trova il suo Olio essenziale, ricco in monoterpeni, che viene ricavato per distillazione a secco dai rametti, dagli aghi e dai coni. Ha un'azione balsamica, sedativa, antinfiammatoria. Viene usato con gli inalatori nel trattamento di raffreddori e bronchiti. Anche dalla corteccia viene ricavato un olio essenziale di seconda qualità, utilizzato in cosmetica per la preparazione di saponi e prodotti per il bagno. L'olio essenziale viene utilizzato in erboristeria e fitoterapia come digestivo, espettorante, come diuretico e carminativo, nel trattamento delle infiammazioni delle vie respiratorie. In Aromaterapia viene utilizzato l'olio essenziale come espettorante, nel trattamento delle infezioni delle vie respiratorie.» Thymus Vulgaris - Timo: «La composizione in principi attivi del timo è variabile a seconda dell'epoca di raccolta, delle condizioni di coltivazione e di come la pianta viene raccolta e conservata. In linea di principio i principali costituenti responsabili delle loro innumerevoli virtù sono i fenoli ed in particolare: il timolo (per un 30-70%) che è un antisettico, antispasmodico e vermifugo che si usa nella preparazione dei prodotti a base di timo da utilizzare per uso interno ed esterno (viene utilizzato dagli imbalsamatori moderni); l'altro è il carvacloro (per un 3-15%), un antisettico molto utilizzato in profumeria. Altri costituenti degli oli essenziali di timo sono: linalolo, cimolo, cimene, timene, apinene, luteolina. Se la pianta viene raccolta durante l'inverno il contenuto in fenoli è basso con predominanza del timolo, se raccolta in estate si ha un'alta concentrazione di fenoli e soprattutto carvacloro. In virtù dei suoi principi attivi il timo trova largo impiego per la sua azione antisettica, antimicrobica, balsamica ed espettorante. » Per la salute: « Le virtù del timo sono legate alla presenza di un particolare fenolo: il timolo, potente antisettico, antispasmodico e vermifugo. Le sue proprietà antisettiche sono conosciute sin dall'antichità e nell'Herbario novo, un saggio rinascimentale sulle piante medicinali, il timo veniva consigliato, cotto nel vino, per combattere l'asma e le infezioni della vescica. Inoltre, fino al primo dopoguerra, la maggior parte dei disinfettanti più diffusi era a base di timo. Potente digestivo e carminativo, è efficace contro le infezioni alle vie urinarie e le infiammazioni dell'apparato respiratorio ed è un ottimo rimedio contro tosse, asma, bronchite e raffreddore per le sue proprietà balsamiche e fluidificanti. Le caratteristiche aromatiche del timo sembrerebbero utili per contrastare il mal di testa.» Eucalyptus Globulus - Eucalipto: «Per uso interno la medicina popolare utilizzava le foglie con l'Infuso per trattare catarro bronchiale, asma, raffreddore, influenza, cefalea, febbre, come disinfettante della vescica e intestino, sinusiti, reumatismi, per trattare e lenire le ustioni, come disinfettante e detergente per la pelle, nelle contusioni, stiramenti, strappi muscolari, nei geloni, la leucorrea, contro la malaria. In erboristeria e fitoterapia vengono utilizzate le foglie e i rametti da cui si estrae, per corrente di vapore, l'olio essenziale, che viene impiegato come antisettico e come anticatarrale, nel trattamento delle infezioni urinarie, dell'apparato respiratorio, l'influenza, ipertensione, arteriosclerosi, diabete. L'olio essenziale che si ricava da questa pianta è anche analgesico, antifebbre, antinevralgico, antireumatico, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, vermifugo, vulnerario balsamico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico. Contiene tannini, flavonoidi, acidi polifenolici, e olio essenziale come cineolo, pinene, canfene, globulolo, eucazulene. » Per la salute: « Dalle foglie dell'eucalipto si ricava un olio essenziale dall'aroma fortemente aromatico impiegato in farmacia per le virtù balsamiche, fluidificanti, espettoranti, antisettiche. Si consiglia nelle affezioni asmatiche, nei catarri bronchiali, nelle pleuriti, nelle bronchiti, nella tosse e nella sinusite. Inoltre l'eucalipto svolge anche una buona attività sudorifera, febbrifuga e vermifuga ed è un discreto stimolatore del sistema nervoso. L'olio essenziale di Eucalipto è analgesico, antifebbre, antinevralgico, antireumatico, antisettico generale (in particolare delle vie respiratorie ed urinarie), antispasmodico, antivirale, balsamico, calmante della tosse, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, disinfettante dell'aria, diuretico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico, parassiticida, profilattico, rubefacente, stimolante, vermifugo, vulnerario. Uso esterno: algie, artrite reumatoide, dolori articolari, insufficienza circolatoria, ferite, lesioni cutanee, cicatrizzazioni lente, herpes zooster, sciatalgia, dolori reumatici, catarro, sinusite, pidocchi, raffreddore, strappi, tosse, scottature, bruciature, vescichette. » Interazioni: «Può aumentare il metabolismo di numerosi farmaci. Attenzione in particolar modo ai trattamenti prolungati nel tempo.» Tilia Europaea - Tiglio: « Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un'essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po' sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l'arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un'eccessiva coagulazione del sangue. L'alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l'alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni.» Salvia Officinalis - Salvia: «La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell'apigenolo. L'olio essenziale di salvia possiede un'alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico. » Per la salute: « Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita. La salvia è uno stimolante dell'organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l'insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un'azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un'azione estrogena che agisce efficacemente come anti sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento. » Interazioni: «Sedativi e ipoglicemizzanti.» PROPRIETÀ BALSAMICA ESPETTORANTE ANTISPASMODICA ANTISETTICA ANTIBATTERICA IUERETICA SUDORIFERE INDICAZIONI Indicata per combattere catarro bronchiale, asma, raffreddore, influenza, cefalea, febbre. Facilita la sudorazione. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

CALCBIL FS 1 - GR 200

CALCBIL FS 1 - GR 200

€ 11,90

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che favorisce la digestione e la diuresi, facilita la produzione della bile, previene calma le contrazioni muscolari in caso di coliche, aiuta ad arrestare le emorragie. Previene le coliche epatiche. EFFETTI Per la digestione e la diuresi. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di: Mais, Genziana, Rosmarino, Frangula, Parietaria, Ortica. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Mais: «Le proprietà e benefici del Zea Mays reperibile in qualsiasi erboristeria, sono numerose, il mais ha azione diuretica notevole grazie ai sali di potassio sono in parte responsabili dell'azione in quanto favoriscono i processi osmotici a livello dell'epitelio renale. L'allantoina avrebbe azione sedativa ed epiteliogena e sarebbe responsabile dell'attenuazione delle manifestazioni dolorose. » Per la salute: « Nella moderna fitoterapia il Granoturco viene utilizzato sotto forma di decotti, estratto fluido, macerato glicerico e tintura madre. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 3 grammi di droga in 100 ml di acqua bollente (infuso al 3%, 4-6 tazze al giorno), 3-5 g di estratto fluido di Granoturco (1g = 39 gocce), 30 gocce di Mais tintura madre tre volte al giorno, 30 gocce di macerato glicerico 2-4 volte al dì (MG1DH). Il Granoturco non presenta particolari effetti collaterali alle dosi terapeutiche, a meno che non ci sia un'accertata ipersensibilità ad uno o più componenti della droga. Un uso prolungato ed eccessivo di Granoturco può causare diarrea, vomito e coliche. A scopo cautelativo l'uso di Mais è sconsigliato durante la gravidanza e l'allattamento. Evitare l'impiego di prodotti ed estratti a base di Granoturco durante la terapia con farmaci diuretici (probabile sommazione degli effetti). L'impiego del Granoturco nelle tisane trova spazio per le sue proprietà diuretiche, sedative della muscolatura liscia delle vie urinarie, depurative, coleretiche e colagoghe. Tipici della medicina popolare, gli stimmi di Granoturco vengono utilizzati in vari decotti ed estratti fluidi come antispastici della muscolatura liscia e diuretici; tuttavia mancano studi relativi alla sicurezza all'uso, in quanto contengono alcaloidi. I germi dei semi e i semi stessi si usano per la produzione dell'olio di mais, molto valido dal punto di vista alimentare e dietetico. L'olio di Mais possiede un'azione ipocolesterolemizzante data dall'elevata presenza di acidi polinsaturi (47%). In ambito cosmetico l'olio di Mais viene usato come emolliente ed idratante per le pelli secche e senili. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.» Genziana: «La Genziana viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: amaro-toniche, eupeptiche, corroboranti e febbrifughe, mentre per uso esterno vanta proprietà: disinfettanti ed antibatteriche. La Genziana trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, delle turbe del sistema gastrointestinale, della flatulenza, della ipo-secrezione gastrica, della febbre, dell'anoressia, delle atonie gastriche e delle disappetenze nei bambini. Per uso esterno, la Genziana è indicata per lavare le ferite e le piaghe. » Per la salute: « Nella moderna fitoterapia la Genziana viene utilizzata sotto forma di estratti secchi titolati, estratto fluido, infusi, macerati, polveri e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1-2 grammi di radice in 150 ml di acqua bollente (infuso), 2 grammi di droga Genziana in una tazza di acqua fredda lasciati macerare per 4 ore (macerazione), 1 g di polvere per tre volte al giorno. Gli effetti collaterali che la Genziana può causare sono: gastrite, ulcere, cefalea, iperacidità e crampi addominali. L'impiego della Genziana è controindicato in gravidanza, in allattamento e in pazienti con ulcere, gastriti, ernia iatale, iperacidità, esofagiti o ipersensibilità accertata verso uno o più componenti della Genziana maggiore. L'impiego della Genziana nelle tisane trova spazio per le sue proprietà amaro-toniche, eupeptiche, corroboranti e febbrifughe. Nella medicina popolare la Genziana era usata, oltre che per l'azione amaro-tonica, per stimolare le difese immunitarie; mancano tuttavia adeguati studi clinici e farmacologici che ne confermino l'efficacia. L'estratto secco standardizzato è la preparazione più indicata da utilizzare in compresse o capsule a scopo tonico-energetico. Invece, l'estratto fluido di Genziana maggiore rappresenta la forma più adatta a scopo aperitivo. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono invece di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate. » Interazioni: « Gli estratti di Genziana possono aumentare la gastrolesività di farmaci o altre erbe.» Rosmarino: «Le sue proprietà sono: stimolante, tonico, stomachico, antispasmodico, eupeptico, antiossidante, antinfiammatorio e antisettico. » Per la salute: « L'olio essenziale di rosmarino è un potente antibatterico e fungicida. Viene usato come tonico digestivo del fegato. Ha proprietà astringenti dovute al tannino per cui è utile per i problemi di diarrea e riducono il flusso mestruale se troppo abbondante. È efficace nei casi di meteorismo e dei disturbi intestinali in genere, nel caso di spasmi ventrali, vertigini, inappetenza, e per l'esaurimento psicofisico. Inoltre rinfranca la memoria debole ed è ottimo nei casi di depressione. È uno stimolante naturale per aumentare il flusso sanguigno e ristabilizzante della resistenza dei capillari fragili. L'infuso di rosmarino e salvia è ottimo per il mal di gola. In aromaterapia è usato per migliorare la memoria, per la depressione e per alleviare l'emicrania. Per uso esterno, i risciacqui sono efficaci contro il mal di denti e le frizioni per i dolori reumatici ed il mal di testa. I cataplasmi delle foglie tritate e riscaldate nell'olio sono ottime per le contusioni e le slogature. Per le sue proprietà antisettiche è indicato per gli eczemi e come disinfettante per le ferite. » Interazioni: « Possibili interazioni con oli essenziali ricchi di chetoni (Salvia, Assenzio ecc.), per sommazione di effetti sul SNC.» Frangula: «Le proprietà della corteccia di Frangola sono specificatamente utili per stimolare le funzioni intestinali. L'azione della Frangola, entro limiti abbastanza ampi di dosaggio, è innocua e sicura ed è praticamente esente da controindicazioni. Le sostanze antrachinoniche, naturalmente legate a zuccheri, che costituiscono il principio attivo della Frangola, agiscono sull'intestino crasso stimolandone il tono e l'ampiezza dei movimenti: si ottiene così uno svuotamento dolce senza provocare pesanti irritazioni sulle delicate mucose dell'intestino. Tranne le eccezioni determinate da reali necessità, bisogna ricercare non un effetto purgativo drastico, ma semplicemente un effetto regolatore intestinale. La stitichezza cronica va sorvegliata dal medico in quanto potrebbe essere conseguenza di gravi disfunzioni e malattie. La Frangola non ha controindicazioni se si escludono le donne gravide e le nutrici che possono ancora farne uso moderato. » Per la salute: « Dal punto di vista terapeutico la parte più preziosa della pianta è la corteccia, che però è velenosa e per questo viene essiccata prima di essere lavorata. Grazie a questo processo infatti gli antranoli che si trovano nella corteccia e che hanno un potente effetto lassativo si trasformano in gluco-frangulini A e B oppure in glicosidi antrachinonici A e B, che sono meglio tollerati dall'organismo umano. Le sue componenti impediscono la ritenzione dell'acqua e dei sali, e contribuiscono così a facilitare le evacuazioni e a rendere le feci più morbide. I prodotti a base di corteccia di frangula sono consigliati vivamente a coloro che soffrono di stitichezza, emorroidi, in caso di ragadi anali, o anche in seguito ad interventi anali. Poiché ha un forte effetto di pulizia intestinale, lassativo ed antivermifugo, si può utilizzare con successo durante le cure disintossicanti. Risultati clinici: Una ricerca italiana ha dimostrato che la frangula dispone di proprietà antiossidanti ed antimicrobiotiche. Gli studiosi ritengono che il contenuto di antrachinoni può contribuire alla prevenzione del cancro alla prostata, ed anche al mantenimento della salute della prostata. » Interazioni: « L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» Parietaria: «La parietaria è costituita da sali di Potassio, Calcio e Zolfo, flavonoidi, mucillaggini, tannini. Le sue proprietà sono: depurative, diuretiche, emollienti, rinfrescanti. » Per la salute: « L'utilizzo principale della parietaria in fitoterapia è relativo al trattamento dei disturbi dell'apparato urinario, in particolar modo quando si vuole ottenere una riduzione del processo infiammatorio; viene quindi consigliata in caso di cistite, pielite ecc. Il succo, il decotto o l'infuso di parietaria per le irritazioni alle vie urinarie e cistite. La parietaria è dotata di una buona azione diuretica e viene quindi utilizzata anche in caso di disuria, oliguria e ritenzione idrica legata a problemi renali. Viene consigliata anche a coloro che soffrono di renella o di calcolosi renale. In tal caso può essere assunta anche in forma di tintura. Sull'efficacia diuretica della parietaria non vi sono dubbi di sorta; ovviamente trattamenti a base di parietaria hanno senso soltanto per disturbi di poco conto. È infatti impensabile di trattare cistiti o prostatiti di una certa severità ricorrendo al solo aiuto di rimedi a base di parietaria. Le compresse di infuso o i cataplasmi della pianta fresca sono molto efficaci per le emorroidi e le ragadi anali. L'industria farmaceutica associa i principi attivi della parietaria assieme a quelli di altre piante per preparare farmaci emollienti e diuretici.» Ortica: «L'ortica è tra le piante selvatiche sicuramente la più apprezzata. Sia l'Urtica dioica che l'Urtica urens sono utilizzate per le loro proprietà. È una pianta ricca di vitamina C, clorofilla, sali minerali (silicio, ferro, calcio, manganese e potassio), carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino, istamina, acetilcolina. Grazie ai suoi componenti l'ortica è una pianta emostatica, antireumatica, cicatrizzante, vasocostrittrice e antiflogistica. » Per la salute: « L'ortica può essere usata come decotto, come succo, come infuso, sciroppo o semplicemente cruda come disintossicante, depuratore e tonico dell'organismo aiutando ad eliminare gli acidi urici, nelle affezioni intestinali, per l'artrite, per l'anemia. Ha inoltre un forte potere emostatico e antiemorragico e astringente intestinale. Utilizzando esternamente il succo fresco combatte la perdita dei capelli e rinforza il cuoio capelluto. È molto efficace in caso di seborrea, forfora, acne ed eczema. Cataplasmi delle foglie di ortica sbollentate e tritate sono ottime per le irritazioni cutanee e per le ferite in quanto ha un effetto cicatrizzante. » Interazioni: « Diuretici Farmaci ipoglicemizzanti Sedativi del SNC Farmaci ipotensivi Le interazioni sono teoricamente possibili in relazione alle attività farmacologiche dimostrate.» PROPRIETÀ AZIONE DIURETICA NOTEVOLE GRAZIE AI SALI DI POTASSIO CHE FAVORISCONO I PROCESSI OSMOTICI A LIVELLO DELL'EPITELIO RENALE ANTIOSSIDANTE ANTISETTICA MOSTATICA ANTIEMORRAGICA E ANTISPASMODICA DEPURATIVA EUPEPTICA EMOLLIENTE CORROBORANTE FEBBRIFUGA SEDATIVA EPITELIOGENA FAVORISCE L'ATTENUAZIONE DELLE MANIFESTAZIONI DOLOROSE INDICAZIONI Favorisce la digestione e la diuresi, facilita la produzione della bile, previene calma le contrazioni muscolari in caso di coliche, aiuta ad arrestare le emorragie. Previene le coliche epatiche. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione.Tenere lontano dai bambini.Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto.Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

CALCRENAL FS 2

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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro i calcoli renali. EFFETTI Combatte i calcoli renali. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda della necessità. INGREDIENTI Tisana a base di Frassino, Betulla, Equiseto, Uva Ursina e Verga d'Oro. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Frassino: «Il Fraxinus excelsior si distingue per le sue attività diuretiche ed antinfiammatorie, dovute ai principi attivi contenuti quali: mannitolo, tannini, acidi fenoli, cumarine flavonoidi e acido ursolico. Le foglie possono svolgere una leggera azione lassativa, a causa dell'alta concentrazione in mannitolo, mentre alla corteccia è legata un'azione tonica e febbrifuga. Le gemme di Frassino mostrano invece una certa affinità con le vie urinarie e con l'apparato locomotore, infatti sono dotate di attività diuretica, uricosurica (eliminazione degli acidi urici a livello renale), antinfiammatoria ed ipocolesterolemizzante. Questo grazie alla concentrazione dell'acido ursolico il quale permette di aumentare sia la massa che la forza dei muscoli, di ridurre i lipidi grasso e di abbassare i livelli di colesterolo, trigliceridi e glucosio nel sangue.» Per la salute: «Nella moderna fitoterapia il Frassino viene utilizzato sottoforma di estratti secchi titolati, infusi, decotti, polveri, estratto fluido e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: un cucchiaino da dessert di droga in una tazza d'acqua bollente (infuso), 30-60 grammi di droga in un litro d'acqua (decotto), 100-150 mg di polvere per capsula, 154 mg in una capsula da 300 mg di estratto secco da nebulizzare (titolato in rutoside allo 0,30 % minimo), 0,1-1 g di estratto fluido di Frassino (1g = 43 gocce), 50 gocce di Frassino tintura madre due-tre volte al giorno. Il Frassino non presenta particolari effetti collaterali alle dosi terapeutiche, a meno che non vi sia un'accertata ipersensibilità del paziente ad uno o più principi attivi contenuti nella droga. Le piante che hanno azione diuretica possono interagire con i farmaci diuretici (possibile sommazione degli effetti). A scopo cautelativo l'impiego del Frassino e di tutti i suoi estratti è sconsigliato durante la gestazione e l'allattamento. Evitare prodotti a base di Frassino in caso di terapia con farmaci diuretici. L'impiego del Frassino nelle tisane trova spazio per le sue proprietà diuretiche, analgesiche, toniche, febbrifughe, lassative ed antinfiammatorie. Nella medicina popolare l'infuso di foglie di Frassino è usato come diuretico, uricosurico ed antinfiammatorio. L'estratto secco di corteccia può essere prescritto come antireumatico. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate. Il Frassino comune non dev'essere confuso con il Frassino della manna (Fraxinus ornus L.) dal cui fusto si estrae un essudato ricco di mannitolo. Quest'ultimo viene usato in medicina come diuretico e lassativo osmotico. La manna, invece, viene usata nei sciroppi per l'infanzia.» Interazioni: «L'uso prolungato e senza controllo medico espone a rischi. Usare con cautela nei soggetti con insufficienza renale.» Betulla: «Le foglie fresche di Betulla sono più attive e ciò fa supporre che l'olio essenziale rinforzi l'attività diuretica. È stata segnalata anche una notevole attività coleretica manifestata in modo particolare dalle gemme. La foglia di Betulla si impiega nel reumatismo, nella gotta, nella litiasi renale (l'incremento della diuresi previene la formazione di renella) e come "lavaggio" nelle affezioni delle vie urinarie. L'estratto fluido, acquoso e secco ottenuto dalle foglie avrebbe attività antibiotica. È stato dimostrato che gli estratti di Betula pubescens L. possiedono proprietà antibatteriche contro lo Stafilococcus aureus. Ledere ne preconizzò l'impiego nel trattamento della cellulite, caso nel quale favorirebbe l'eliminazione dell'acido urico e del colesterolo, cui seguirebbe l'eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali.» Per la salute: «L'olio essenziale ottenuto dal catrame di Betulla si usa in pomata (8%) contro il reumatismo e può essere impiegato in prodotti per il massaggio sportivo. l carbone, finemente polverizzato, possiede azione assorbente per cui trova indicazione nelle affezioni gastrointestinali accompagnate da meteorismo. Da segnalare, in Gemmoterapia, la Linfa di Betulla (conosciuta anche come Betula verrucosa linfa) che contiene due eterosidi i quali liberano per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica, antiinfiammatoria e diuretica.»Interazioni: «Barbiturici, alcool, diuretici, ipotensivi, antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti, farmaci gastrolesivi, metotrexate: tutti questi farmaci potenziano gli effetti collaterali dei salicilati nel tratto gastrointestinale. Insufficienza renale e ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Equiseto: «L'equiseto, per il suo alto contenuto in silice e minerali, è utilizzato per le sue proprietà diuretiche e rimineralizzanti, soprattutto per il tessuto osseo; inoltre, favorisce l'accrescimento osseo, la dentizione e la crescita di unghie e capelli. La moderna fitoterapia utilizza l'equiseto sotto forma di estratti standardizzati in silicio elettivamente nella prevenzione e nella cura dell'osteoporosi, mentre a scopo diuretico può essere utilizzato lo stesso estratto fluido. L'equiseto è piuttosto utile nel trattamento coadiuvante delle smagliature cutanee, grazie alle sue proprietà rassodanti, leviganti ed elasticizzanti. Considerate le proprietà astringenti, l'equiseto può essere utilizzato come base per lavaggi per palpebre arrossate, colliri per le congiuntive infiammate, sciacqui e gargarismi per le mucose della bocca e della gola.» Per la salute: «Sostanze presenti: acido silicico (fino al 15%), glucoside delle saponine (equisetonina), flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici (anche acido ascorbico), sostanze amare e altre sostanze minerali (sali di potassio, alluminio e manganese). Proprietà curative: antiemorragiche, cicatrizzanti, emostatiche (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), antitubercolari e remineralizzanti (valide soprattutto per i malati di tubercolosi polmonare). Sembra comunque che abbia anche una certa tossicità specialmente nel bestiame (probabilmente l'elevata quantità di membrane silicizzate possono causare lesioni e quindi infezioni nel tubo intestinale degli erbivori).»Interazioni: «Sono possibili interazioni con diuretici e cardioattivi per ipopotassiemia.» Uva ursina: «L'Uva ursina può essere considerato un antisettico urinario assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un'infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie, in quanto è in grado di determinare un'azione antisettica, calmante lo stimolo continuo della minzione e il dolore. Può essere prescritta in caso di cistite acuta, cistite cronica a flora batterica banale, nell'uretrite, nella colobacillosi. Un'indicazione interessante, in ambito geriatrico, è l'ipertrofia prostatica con componente infiammatoria ed infettiva e le cistiti da catetere. Non sempre è infatti necessario intervenire con un trattamento antibiotico: la sola somministrazione di Uva ursina, associata ad una tisana a base di Camomilla, ad azione antispasmodica e antiflogistica, può rivelarsi risolutiva. Se non si manifestano miglioramenti sintomatici marcati dopo una settimana di trattamento, allora si farà ricorso agli antibiotici. Nella scelta e nell'uso si deve tenere conto del rapporto arbutina/tannino: l'Uva ursina è preferibile al Corbezzolo (Arbutus unedo L.). La foglia di mirtillo rosso (Vaccinium vitis i.) contiene meno arbutina (da 5 al 7%) rispetto all'Uva ursina per cui occorrerà utilizzarne il 30% in più .»Per la salute: «Ai primi sintomi di bruciore tipico della cistite (o della prostatite), l'uva ursina in estratto (compresse) contrasta l'infezione, calma lo stimolo continuo a urinare e attenua il dolore, che può essere anche molto forte. Per quanto riguarda la cistite, un trattamento da 10 giorni con uva ursina può combattere la crisi acuta e le recidive, che si manifestano frequentemente, magari legate a fattori ansiosi. Le capsule (anche 2-3 al giorno) vanno assunte con molta acqua, meglio se arricchita con succo di limone, che velocizza il drenaggio delle vie urinarie. Il decotto è forse la formulazione più attiva poiché l'arbutina presente nell'uva ursina si dissolve meglio nell'acqua in ebollizione, ma il sapore è piuttosto amaro. La preparazione si esegue mettendo circa 2 grammi di foglie secche in 150 ml di acqua fredda. Si porta ad ebollizione e si fa bollire per 15 minuti, poi si filtra e si beve tiepido, aggiungendo bicarbonato di sodio. Se ne devono consumare almeno 2 tazze al giorno.N.B: Consumando preparati a base di uva ursina le urine si coloreranno di verde scuro, ma non dobbiamo allarmarci, passerà non appena non utilizzeremo più tali preparati.»Interazioni: «Il suo effetto disinfettante è ridotto dagli acidificanti urinari. Insufficienza epatica ed ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Verga d'oro: «La verga d'oro è conosciuta da più di 700 anni per le sue proprietà urologiche ed antiflogistiche. L'uso della droga trova impiego nella cura delle nefriti acute e croniche e degli edemi e calcoli renali e della renella. Oltre a ciò, è riconosciuta anche alla droga un'attività antimicotica (Candida albicans).»Per la salute: «Si usa solitamente per: ipertrofia prostatica, litiasi urica, iperuricemia e gotta, ritenzione idrica con oliguria, enteriti, enterocoliti, diarrea, in particolare dei lattanti, Eczemi cronici. Proponiamo qui alcuni dei più comuni disturbi e l'uso specifico che si può fare della solidagine:NELLA DIARREA: versare un cucchiaino di verga d'oro in una tazzina da caffè di acqua calda e coprire. Filtrare dopo 15 minuti. Berne più tazzine, a seconda delle necessità.CONTRO L'ECZEMA: in mezzo litro di acqua fredda versare un cucchiaio di pianta e far bollire per 5 minuti. Filtrare e fare impacchi.NELL'INGROSSAMENTO DELLA PROSTATA: in un litro di acqua fredda far bollire per 5 minuti 30 g di verga d'oro a fuoco basso. Filtrare, aggiungere miele di solidago e bere a sorsi durante la giornata, proseguendo la cura per vari giorni.CONTRO IL COLESTEROLO: versare in un quarto di litro di acqua calda 2 cucchiai di pianta e far bollire per 5 minuti. Filtrare e berne una tazza al mattino a digiuno e una alla sera prima di coricarsi. Continuare la cura per 20 giorni, poi sospenderla per 15, quindi riprenderla.PER COMBATTERE LA NEFRITE: in mezzo litro di acqua calda versare 2 cucchiai di pianta e far bollire per 10 minuti. Filtrare e bere a piccoli sorsi durante il giorno, lontano dai pasti.»Interazioni: «L'uso indiscriminato di tisane o estratti di piante ad attività diuretica può interferire per sommazione di effetti con altri farmaci diuretici, con conseguenti turbe idroelettrolitiche.» PROPRIETÀ IPERTROFIA PROSTATICA LITIASI URICA IPERURICEMIA E GOTTARITENZIONE IDRICA CON OLIGURIA RIMINERALIZZANTE GRAZIE ALL'EQUISETO ANTINFIAMMATORIO E ANTISETTICO URINARIO ASSAI ATTIVO DA UTILIZZARE OGNI QUALVOLTA VI SIA UN'INFIAMMAZIONE O INFEZIONE A LIVELLO DELLE VIE URINARIE INDICAZIONI Indicata nella litiasi renale (l'incremento della diuresi previene la formazione di renella) e come "lavaggio" nelle affezioni delle vie urinarie. E' in grado di determinare un'azione antisettica, calmante lo stimolo continuo della minzione e il dolore. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione.Tenere lontano dai bambini.Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto.Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

CALM FS 3

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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro il mal di pancia. EFFETTI Tisana calmante e antispastica (DOLORI DI PANCIA). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 4%. Una tazza tre volte die. 15 min. prima dei pasti. INGREDIENTI Tisana a base di Tilia europaea, Anthemis nobilis, Melissa officinalis e Laurus nobilis. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Tilia Europaea - Tiglio: «Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un’essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po’ sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l’arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un’eccessiva coagulazione del sangue. L’alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l’alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni.» Anthemis Nobilis - Camomilla Romana: «Le proprietà della Camomilla Romana sono simili a quelle della Camomilla Volgare, anche se rispetto alla seconda, si usano concentrazioni più basse dei principi attivi. Dall’aroma fine e spiccato, trova valido impiego nell’industria dei vermouth, vini e liquori di erbe. Proprietà terapeutiche: amaro-toniche, digestive, antispasmodiche, antielmintiche e come disinfettante del cavo orale. Per la sua attività antispasmodica è usata contro i dolori mestruali.» Per la salute: «Uso interno: Svolge funzioni sull’apparato digerente: gastriti croniche e coliti; atonia gastrica; coliche intestinali; pesantezza post-prandiale. Allevia i dolori mestruali. Placa l’eccitazione nervosa e l’insonnia. Uso esterno: Sedativo topico, calma il dolore cutaneo dovuto a eritemi, ustioni ed altre affezioni della pelle, di solito è utilizzata in preparazioni oleose. La pianta di Anthemis è caratterizzata da una spiccata azione sedativa cutanea (vedi volume TMA 9). L’estratto fluido trova valido impiego nelle congiuntiviti. Per l’azione antibatterica e sfiammante si utilizza in soluzione per il lavaggio di ferite. È inoltre efficace come colluttorio. L’olio di Camomilla Romana può essere impiegato per frizioni contro i dolori articolari, le nevralgie e le coliche epatiche.» Interazioni: «Amari, FANS, farmaci potenzialmente gastrolesivi. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti ed alle Asteraceae.» Melissa Officinalis - Melissa: « Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell’olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: « La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).» Laurus Nobilis - Alloro: «L'alloro è una pianta ricca di oli essenziali sia nelle foglie (dall'1 al 3%) che nelle bacche (dall'1 al 10%) quali: geraniolo, cineolo, eugenolo, terpineolo, fellandrene, eucaliptolo, pinene. Vengono riconosciute alla pianta di alloro numerose capacità terapeutiche grazie ai suoi oli essenziali: cura i reumatismi e gli strappi muscolari, ha capacità rilassanti, attenua la sudorazione, ha proprietà espettoranti e digestive. Le foglie di alloro hanno proprietà antipiretiche. Per molto tempo il Lauro è stato usato come rimedio contro la peste. » Per la salute: « In erboristeria vengono impiegate sia le foglie che i frutti (essiccati e maturi) della pianta per preparazioni che possano favorire una miglior digestione. Dalle bacche di alloro si ottiene un olio dall'azione antisettica, usato ancora oggi nel trattamento esterno dei disturbi cutanei. In cucina, le foglie essiccate sono rinomate fin dall'antichità come spezia per insaporire stufati, zuppe, arrosti e in genere i piatti di carne. L' alloro si può assumere sia come tintura che si ottiene lasciando 15 semi secchi in 100 ml di olio d'oliva per quasi una settimana prima di frizionarlo con del cotone in caso di contusioni oppure come infuso a scopo digestivo che si ottiene mettendo in infusione circa dieci grammi di foglie in un litro d'acqua per venti minuti bevendo una tazzina del ricavato prima che si raffreddi.» PROPRIETÀ DIURETICO CALMANTI SUDORIFERO ANTISPASMODICHE INDICAZIONI Svolge funzioni sull’apparato digerente: gastriti croniche e coliti; atonia gastrica; coliche intestinali. Allevia i dolori mestruali. Utile per nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza e crampi addominali. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

CAPGI FS 4

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€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro i giramenti di testa. EFFETTI Combatte i capogiri. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda della necessità. INGREDIENTI Tisana a base di Achillea, Valeriana, Cannella e Menta.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Achillea: «Le proprietà benefiche dell'achillea millefoglie sono molteplici, ha proprietà antinfiammatorie, digestive, vasoprotettrici, vasodilatatorie e vulnerarie ovvero facilitano la cicatrizzazione delle ferite. Inoltre ha anche un'azione antispastica sull'apparato gastroenterico, proprio per questo viene spesso aggiunta in numerosi aperitivi e liquori.» Per la salute: «L' erba medicinale per eccellenza è l'Achillea, particolarmente efficace nel risolvere i disturbi femminili: una tisana di achillea (un cucchiaino d'erba in una tazza d'acqua bollente) presa quotidianamente al mattino regolarizza il ciclo mestruale e attenua i fastidi della menopausa. Il millefoglio ha inoltre indiscusse proprietà depurative, stimolanti ed emostatiche: il succo fresco della pianta applicato sulle ferite agisce come disinfettante e antiemorragico, ma poiché può causare reazioni allergiche conviene dapprima applicarlo su una zona limitata e osservarne l'effetto.» Interazioni: «Farmaci anticoagulanti (l'achilleina ha mostrato un effetto procoagulante nelle cavie). Farmaci per il controllo della pressione arteriosa. L'olio essenziale contiene anche tracce di tuione: cautela.» Valeriana: «Si usa la radice della pianta che però ha un odore sgradevole. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno. Il meccanismo d'azione dei suoi costituenti è abbastanza ben conosciuto. Si deve agli esteri degli acidi valerianici ed agli iridoidi l'inibire l'enzima animale acido gamma-aminobutirrico transaminasi, preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato (GABA). Questo mediatore chimico è notoriamente associato a fenomeni neuronali di tipo inibitorio ed è responsabile anche dell'induzione del sonno nell'uomo. Studi più recenti hanno evidenziato che anche alcuni degli alcaloidi possono avere una influenza più o meno diretta sul metabolismo del GABA, ma il loro meccanismo è ancora poco chiaro. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina (quelli inibiti dalla caffeina) ed essere in parte responsabili dell'azione ipno-inducente, spasmolitica a livello intestinale e riducente sulla pressione arteriosa. » Per la salute: « La valeriana possiede proprietà sedative, rilassanti e ipnoinducenti, cioè favorenti il sonno. Riducendo il tempo necessario per addormentarsi e migliorandone la qualità, la valeriana è indicata in tutti i suoi disturbi, insonnia e ansia. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina ed essere in parte responsabili dell'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia, utile in caso di crampi e sindrome dell'intestino irritabile. » Interazioni: «Aumenta il tempo di sonno da barbiturici. Possibile interazione con benzodiazepine e antistaminici. Alcool.» Cannella: «La cannella vanta una storia millenaria: riferimenti si trovano già nella Cina del 2700 a.C e nella Bibbia (libro dell'Esodo); sappiamo che era utilizzata dagli antichi Egizi per le imbalsamazioni e citata anche nel mondo greco e latino. Oggi, l'impiego della cannella non si limita alla preparazione di dolci di Natale, torte alle mele e vin brulé; aldilà dell'impiego culinario, infatti, questa droga riconosce alcune applicazioni fitoterapiche degne di nota. Come tutte le fonti ricche di oli essenziali, la cannella espleta un'azione antimicrobica, eupeptica ed astringente. Non a caso, nella medicina popolare viene utilizzata per diarrea infantile, brividi, influenza e infestazioni intestinali, oltre che per pulire ferite e regolare il flusso mestruale. Disturbi legati al freddo (influenza, raffreddore ecc.), dispepsia, flatulenza e coliche intestinali rappresentano le più comuni applicazioni della cannella nella fitoterapia moderna. Studi recenti hanno dimostrato anche una certa capacità di abbassare i livelli plasmatici di glucosio, rendendola potenzialmente utile nella gestione del diabete. Si tratta comunque di un effetto modesto, realizzabile soltanto a dosaggi importanti (1-6g/die sotto forma di cannelli sbriciolati di Cinnamomum cassia); per questo motivo la droga non può essere considerata un'alternativa ai farmaci utilizzati contro il diabete. Degno di nota è anche il suo potere antiossidante, mentre nella tradizione popolare viene spesso dipinta come un afrodisiaco. Le proprietà fitoterapiche della cannella sono ovviamente maggiori per l'estratto fluido, la cui azione antisettica è valida sia per ingestione che per uso esterno. L'olio essenziale è indicato per le proprietà deodoranti e dermopurificanti, e sotto forma di collutorio trova impiego anche nelle stomatiti (infiammazioni delle mucose del cavo orale) e nelle gengiviti. Possiamo quindi ritrovare la cannella nei prodotti fitoterapici riservati a problemi digestivi, disturbi irritativi del cavo orofaringeo e malanni influenzali di stagione. » Per la salute: « Ricordiamo che solo la cannella regina (Cinnamomum zeylanicun) ha proprietà curative e non quella cinese di qualità inferiore. La cannella è un antisettico naturale in grado di combattere ed eliminare funghi, virus e batteri; per questo motivo negli ultimi anni si trovano in commercio dentifrici, colluttori e prodotti del genere a base di questa preziosa spezia. Secondo recenti studi, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of American College of Nutrition, è stato dimostrato come la cannella aiuti a regolare la percentuale di zuccheri nel sangue venendo così in aiuto a diabetici ed iperglicemici. Non solo, questa spezia, oltre a favorire il processo digestivo, rappresenta un ottimo strumento di prevenzione dei confronti della fermentazione addominale. Uno studio condotto in Germania ha invece dimostrato come la cannella sia in possesso di proprietà aggressive nei confronti del fungo Candida albicans e del batterio chiamato Escherichia coli, responsabili entrambi di infezioni alle vie urinarie. La cannella ha altresì un effetto stimolante ed ha quindi la proprietà di alleviare gli stati di spossatezza derivanti da malattie come l'influenza e la dissenteria; è antisettica per le vie respiratorie ed apporta benefici in caso di raffreddore ed alitosi. L'uso della cannella è anche consigliato come disinfettante; infatti in caso di ferite sulla pelle, dopo averle pulite, le si possono cospargere con polvere di cannella. Infine, le proprietà antiglicemiche di questa spezia, contribuiscono a placare gli stimoli della fame tra un pasto ed il seguente che sono caratteristici nei pazienti interessati da glicemia. » Interazioni: «L'olio essenziale è irritante per cute e mucose.»  Menta: « La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie. » Per la salute: « Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limonene e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito.» PROPRIETÀ TONICA STIMOLANTE ANTISETTICA ALLEVIARE GLI STATI DI SPOSSATEZZA DERIVANTI DA MALATTIE COME L'INFLUENZA E LA DISSENTERIA AZIONE ANTISPASTICA SULL'APPARATO GASTROENTERICO RIEQUILIBRANTE DELL'ORGANISMO DIGESTIVA COLERETICA CARMINATIVA SEDATIVA INDICAZIONI Tonica dell'intero organismo, riequilibrante del sistema psico-fisico, combatte capogiri e dona buon umore. Facilita la digestione, toglie i gas intestinali, aiuta il funzionamento del fegato. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

CISTCO FS 3

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€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro le cisti. EFFETTI Tisana per cistiti e come coadiuvante nella emissione di renella. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 4%. Una tazza tre volte die. INGREDIENTI Tisana a base di Arctostaphylos uva-ursi, Ononis spinosa, Taraxacum officinalis e Mentha piperita. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Arctostaphylos Uva-Ursi - Uva Ursina: «L'Uva ursina può essere considerato un antisettico urinario assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un'infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie, in quanto è in grado di determinare un'azione antisettica, calmante lo stimolo continuo della minzione e il dolore. Può essere prescritta in caso di cistite acuta, cistite cronica a flora batterica banale, nell'uretrite, nella colobacillosi. Un'indicazione interessante, in ambito geriatrico, è l'ipertrofia prostatica con componente infiammatoria ed infettiva e le cistiti da catetere. Non sempre è infatti necessario intervenire con un trattamento antibiotico: la sola somministrazione di Uva ursina, associata ad una tisana a base di Camomilla, ad azione antispasmodica e antiflogistica, può rivelarsi risolutiva. Se non si manifestano miglioramenti sintomatici marcati dopo una settimana di trattamento, allora si farà ricorso agli antibiotici. Nella scelta e nell'uso si deve tenere conto del rapporto arbutina/tannino: l'Uva ursina è preferibile al Corbezzolo (Arbutus unedo L.). La foglia di mirtillo rosso (Vaccinium vitis i.) contiene meno arbutina (da 5 al 7%) rispetto all'Uva ursina per cui occorrerà utilizzarne il 30% in più.» Per la salute: «Ai primi sintomi di bruciore tipico della cistite (o della prostatite), l’uva ursina in estratto (compresse) contrasta l’infezione, calma lo stimolo continuo a urinare e attenua il dolore, che può essere anche molto forte. Per quanto riguarda la cistite, un trattamento da 10 giorni con uva ursina può combattere la crisi acuta e le recidive, che si manifestano frequentemente, magari legate a fattori ansiosi. Le capsule (anche 2-3 al giorno) vanno assunte con molta acqua, meglio se arricchita con succo di limone, che velocizza il drenaggio delle vie urinarie. Il decotto è forse la formulazione più attiva poiché l’arbutina presente nell’uva ursina si dissolve meglio nell’acqua in ebollizione, ma il sapore è piuttosto amaro. La preparazione si esegue mettendo circa 2 grammi di foglie secche in 150 ml di acqua fredda. Si porta ad ebollizione e si fa bollire per 15 minuti, poi si filtra e si beve tiepido, aggiungendo bicarbonato di sodio. Se ne devono consumare almeno 2 tazze al giorno. N.B: Consumando preparati a base di uva ursina le urine si coloreranno di verde scuro, ma non dobbiamo allarmarci, passerà non appena non utilizzeremo più tali preparati.» Interazioni: «Il suo effetto disinfettante è ridotto dagli acidificanti urinari. Insufficienza epatica ed ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Ononis Spinosa - Ononide: « L'ononide è usata per le sue blande proprietà diuretiche e spasmolitiche sulla muscolatura liscia dell'apparato urinario (utile in presenza di lievi infezioni urinarie, renella e prevenzione della calcolosi renale). Il decotto ottenuto dalla radice essiccata è utilizzato per gargarismi contro infiammazioni a livello della bocca e della gola. L'ononide, inoltre, entra nella composizione della specie per tisana alla gramigna prevista dal Formulario Galenico Nazionale, ed è presente in specialità medicinali registrate. » Per la salute: « Nella moderna fitoterapia l'Ononide viene utilizzata sotto forma di infuso, estratto fluido e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: infuso al 3-5%, berne parecchie tazze al giorno; infuso più concentrato: 3-4 grammi in 150 ml di acqua bollente, lasciare in infusione, coperto, per 30 minuti, ed assumere una tazza due-tre volte al dì tra i pasti. Per l'estratto fluido, assumere 0,5-2 grammi pro dose due-tre volte al dì (1 grammo è pari a circa 35 gocce). Il quantitativo consigliato di tintura madre, invece, è 40 gocce per tre volte al giorno. L'impiego dell'Ononide è controindicato in persone che hanno particolare sensibilità individuale alla pianta o ai suoi estratti. Quando viene utilizzata è consigliato assumere un'abbondante quantità di liquidi. Come per tutte le piante diuretiche, prestare attenzione alla contemporanea assunzione di farmaci diuretici (amplifica il loro effetto). L'Ononide è controindicata in caso di insufficienza cardiorenale. L'impiego di Ononide nelle tisane trova spazio per le sue proprietà diuretiche, astringenti ed antiinfiammatorie. Mancano tuttavia adeguati studi clinici che ne confermino efficacia e sicurezza. Infatti, le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate. » Interazioni: «Diuretici. Accertata ipersensibilità verso uno o più componenti.» Taraxacum Officinale - Tarassaco: « L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare, dove viene impiegato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. L'azione coleretica è dovuta principalmente agli alcoli triterpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici: questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari. L'attività diuretica del tarassaco, invece, è da attribuire alla presenza dei flavonoidi, dei lattoni sesquiterpenici e dei sali di potassio. Indicazioni cliniche: atonie gastriche, dispepsie, microcalcolosi biliari, stitichezza. » Per la salute: « Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico. Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore. » Interazioni: «Sono possibili sommazioni di effetti con l'assunzione contemporanea di amari, diuretici e ipoglicemizzanti.» Mentha Piperita - Menta: «La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie. » Per la salute: « Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limone e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito. » PROPRIETÀ URINARIO ANTIDOLORIFERO MICROCALCOLOSI BILIARE CICATRIZZANTE DISINFETTANTE ANISETTICHE INDICAZIONI Calma lo stimolo continuo della minzione e il dolore. Utile in caso di cistite acuta, cistite cronica a flora batterica banale, nell'uretrite, nella colobacillosi. Utile per le sue blande proprietà diuretiche e spasmolitiche sulla muscolatura liscia dell'apparato urinario. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

COLALT FS 1 - GR 100

COLALT FS 1 - GR 100

€ 5,50

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana ipocolesterolemica depurativa. EFFETTI Tisana ipocolesterolemica depurativa. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione con acqua abbondante. 15 min. prima di coricarsi. INGREDIENTI Tisana a base di Taraxacum officinale, Cichorium intybus, Betula alba, Arctium lappa e Cynara scolymus. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Taraxacum Officinale - Tarassaco: «L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare, dove viene impiegato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. L'azione coleretica è dovuta principalmente agli alcoli triterpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici: questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari. L'attività diuretica del tarassaco, invece, è da attribuire alla presenza dei flavonoidi, dei lattoni sesquiterpenici e dei sali di potassio. Indicazioni cliniche: atonie gastriche, dispepsie, microcalcolosi biliari, stitichezza. » Per la salute: «Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico. Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore.» Interazioni: «Sono possibili sommazioni di effetti con l'assunzione contemporanea di amari, diuretici e ipoglicemizzanti.» Cichorium Intybus - Cicoria: «Nella cicoria troviamo sostanze importanti come l'inulina, la cicorina, la colina, il tannino, l’acido cicorico, amido, protidi, sali minerali e vitamine (B, C, K, P). La radice della pianta contiene la più alta concentrazione delle suddette sostanze. Vari studi dimostrano che l’inulina riduce notevolmente il rischio di cancro intestinale. Il tannino funziona come astringente, disinfettante, tonico, disintossicante ed ha un leggero effetto antibiotico. Favorisce il funzionamento e gli effetti della colecisti . Attraverso le sostanze amare presenti nella cicoria, viene stimolata la digestione e anche il drenaggio del fegato e della colonna vertebrale. Queste sostanze aiutano a ridurre la fame e stimolano la sensazione di pienezza. La cicoria aiuta l'organismo ad assorbire meglio il calcio ed altri minerali. Le miscele contenenti cicoria sono efficaci nel trattamento di problemi digestivi, gastrite, epatite, problemi alla cistifellea, enterocolite, vermi intestinali, emorroidi. Grazie ai composti attivi dalle erbe, si può avere una diminuzione della glicemia e del colesterolo e, di conseguenza, una riduzione del rischio di contrarre il diabete o di formazione di sclerosi (placche) nelle arterie. Altre afflizioni trattate da cicoria sono: acne, anemia, anoressia, problemi cardiaci, artriti, astenia, disturbi del fegato e della colecisti, congestione epatica, disturbi della milza, depressioni, dermatosi, diminuzione delle secrezioni biliari, emicrania, foruncolosi, epatite, idropisia, ittero, infezioni dell’apparato urinario, insufficienza biliare, litiasi, stanchezza, febbre, parassitosi intestinali, reumatismi.» Per la salute: «Sostanze presenti: nelle radici sono presenti delle sostanze amare, ma anche zuccheri (contiene tre tipi di zucchero: destrosio, levulosio e Pentosipentoso), colina, inulina, potassio (poco), calcio e ferro, è presente inoltre acido dicaffeiltartarico (e altri derivati dell'acido caffeico). Proprietà curative: in generale la cicoria stimola le funzioni, tramite depurazione e disintossicazione, dell'intestino, del fegato e dei reni grazie alle sostanze presenti nelle radici che hanno tra l'altro proprietà digestive, ipoglicemizzanti, lassative (ha proprietà purgative), colagoge (facilita la secrezione biliare verso l'intestino) e cardiotonica (regola la frequenza cardiaca). Dai fiori si possono estrarre dei liquidi utili per curare alcuni tipi di oftalmie. La polpa della radice può essere utile per alcune infiammazioni (proprietà antiflogistica). Parti usate: per scopi medicinali si raccoglie la radice durante tutta l'estate e le foglie prima della fioritura. Modalità d'uso: in genere si usano dei decotti oppure si formano degli sciroppi; dalle foglie macerate opportunamente si può ottenere una crema rinfrescante per il viso (combatte gli arrossamenti). Controindicazioni: sembra (secondo voci tradizionali) che l'uso prolungato della cicoria riduca la funzione della retina. Ma bisogna anche dire che la moderna letteratura scientifica contiene poca o nessuna prova a sostegno o a confutazione di una simile affermazione. » Interazioni: «L'inulina si comporta come una fibra e può ridurre l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti.» Betula Alba - Betulla: «Le foglie fresche di Betulla sono più attive e ciò fa supporre che l'olio essenziale rinforzi l'attività diuretica. È stata segnalata anche una notevole attività coleretica manifestata in modo particolare dalle gemme. La foglia di Betulla si impiega nel reumatismo, nella gotta, nella litiasi renale (l'incremento della diuresi previene la formazione di renella) e come "lavaggio" nelle affezioni delle vie urinarie. L'estratto fluido, acquoso e secco ottenuto dalle foglie avrebbe attività antibiotica. È stato dimostrato che gli estratti di Betula pubescens L. possiedono proprietà antibatteriche contro lo Stafilococcus aureus. Ledere ne preconizzò l'impiego nel trattamento della cellulite, caso nel quale favorirebbe l'eliminazione dell'acido urico e del colesterolo, cui seguirebbe l'eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali.» Per la salute: «L'olio essenziale ottenuto dal catrame di Betulla si usa in pomata (8%) contro il reumatismo e può essere impiegato in prodotti per il massaggio sportivo. l carbone, finemente polverizzato, possiede azione assorbente per cui trova indicazione nelle affezioni gastrointestinali accompagnate da meteorismo. Da segnalare, in Gemmoterapia, la Linfa di Betulla (conosciuta anche come Betula verrucosa linfa) che contiene due eterosidi i quali liberano per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica, antiinfiammatoria e diuretica.» Interazioni: «Barbiturici, alcool, diuretici, ipotensivi, antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti, farmaci gastrolesivi, metotrexate: tutti questi farmaci potenziano gli effetti collaterali dei salicilati nel tratto gastrointestinale. Insufficienza renale e ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Arctium Lappa - Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.» Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.» Cynara Scolymus - Carciofo: «Il carciofo in virtù del suo sapore amaro è stato tradizionalmente usato per trattare i sintomi associati ai disturbi digestivi e come protettore della funzionalità epatica. Gli effetti riconosciuti oggigiorno sono quelli di protettivo e stimolatore della funzionalità del fegato e delle secrezioni biliari e viene dato come coadiuvante naturale a pazienti con malattie epatiche croniche. Inoltre aiuta la digestione ostacolando gli effetti correlati quali inappetenza, pesantezza e gonfiore di stomaco, stanchezza, sonnolenza, eruttazioni, alitosi, flatulenza e mal di testa. Recenti studi clinici hanno dimostrato che l’estratto standardizzato di foglie di carciofo (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia e migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema. Due studi condotti su persone con problemi di dispepsia e disturbi della digestione, mostrano come l’estratto di foglie di carciofo migliori significativamente i sintomi specifici di questo fastidioso problema. Altri studi condotti ognuno su oltre 200 soggetti con sindrome del colon irritabile e difficoltà digestive indicano come l’assunzione di estratto di foglie di carciofo riduca la severità dei sintomi come dolore addominale, crampi, gonfiore flatulenza e costipazione, con una valutazione positiva sia da parte dei pazienti che dei medici. Per spiegare il ruolo positivo dell’estratto di carciofo nella digestione sono state formulate alcune ipotesi fra cui la più accreditata è quella che ipotizza il un ruolo chiave dell’ inulina, molecola naturale contenuta ad alti livelli nell’estratto. Sembra infatti che sia un substrato molto favorevole ai batteri cosiddetti buoni impegnati nella digestione. Inoltre, altre sostanze contenute nel carciofo formerebbero un ambiente favorevole favorente la crescita di batteri intestinali che aiutano la digestione e migliorano lo stato di costipazione. L’analisi di alcuni studi condotti su pazienti con colesterolo alto indica che l’estratto purificato è anche in grado di abbassare I livelli di colesterolo dopo alcune settimane dall’inizio dell’assunzione. L’ipotesi che è stata formulata per spiegare questo suo effetto ipolipemizzante è che l’aumento di secrezione degli acidi biliari (acidi che legano i grassi), favorito dal carciofo, sia responsabile dell’aumentata eliminazione del colesterolo attraverso le feci, determinando l’abbassamento dei livelli nel sangue per la diminuzione del riassorbimento intestinale. Così come in grado di ridurre I livelli di colesterolo, l’estratto mostra attività anche nel ridurre i livelli di ossidazione dei lipidi, fattore che assieme ad altri fa aumentare i rischi a livello cardiovascoalre [kusku]. » Per la salute: «La cinarina sembra avere effetti colagoghi. Gli estratti di carciofo hanno mostrato in studi clinici di migliorare la coleresi e la sintomatologia di pazienti sofferenti da dispepsia e disturbi funzionali del fegato. La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio ipolipidemizzante in vari studi clinici. La cinarina ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche e aumentare l’escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. I derivati dell'acido caffeico in genere mostrano effetti antiossidanti ed epatoprotettivi. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici, anche ingerito sotto forma di tisana realizzata con le foglie. La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari sull'equilibrio insulina/glucagone ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente, e l'effetto dei principi amari sulla secrezione di fattore intrinseco ne indica un possibile utilizzo in caso di anemia sideropenica. Interazioni: «Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico è meglio però evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per evitare una possibile irritazione della mucosa gastroenterica.» PROPRIETÀ DEPURANTE DIURETICO COLERETICO INDICAZIONI Elimina le tossine accumulate, coadiuvante nella distruzione dei grassi nel sangue. Utile nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

COLALT FS 1 - GR 200

COLALT FS 1 - GR 200

€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana ipocolesterolemica depurativa. EFFETTI Tisana ipocolesterolemica depurativa. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione con acqua abbondante. 15 min. prima di coricarsi. INGREDIENTI Tisana a base di Taraxacum officinale, Cichorium intybus, Betula alba, Arctium lappa e Cynara scolymus. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Taraxacum Officinale - Tarassaco: «L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare, dove viene impiegato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. L'azione coleretica è dovuta principalmente agli alcoli triterpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici: questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari. L'attività diuretica del tarassaco, invece, è da attribuire alla presenza dei flavonoidi, dei lattoni sesquiterpenici e dei sali di potassio. Indicazioni cliniche: atonie gastriche, dispepsie, microcalcolosi biliari, stitichezza. » Per la salute: «Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico. Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore.» Interazioni: «Sono possibili sommazioni di effetti con l'assunzione contemporanea di amari, diuretici e ipoglicemizzanti.» Cichorium Intybus - Cicoria: «Nella cicoria troviamo sostanze importanti come l'inulina, la cicorina, la colina, il tannino, l’acido cicorico, amido, protidi, sali minerali e vitamine (B, C, K, P). La radice della pianta contiene la più alta concentrazione delle suddette sostanze. Vari studi dimostrano che l’inulina riduce notevolmente il rischio di cancro intestinale. Il tannino funziona come astringente, disinfettante, tonico, disintossicante ed ha un leggero effetto antibiotico. Favorisce il funzionamento e gli effetti della colecisti . Attraverso le sostanze amare presenti nella cicoria, viene stimolata la digestione e anche il drenaggio del fegato e della colonna vertebrale. Queste sostanze aiutano a ridurre la fame e stimolano la sensazione di pienezza. La cicoria aiuta l'organismo ad assorbire meglio il calcio ed altri minerali. Le miscele contenenti cicoria sono efficaci nel trattamento di problemi digestivi, gastrite, epatite, problemi alla cistifellea, enterocolite, vermi intestinali, emorroidi. Grazie ai composti attivi dalle erbe, si può avere una diminuzione della glicemia e del colesterolo e, di conseguenza, una riduzione del rischio di contrarre il diabete o di formazione di sclerosi (placche) nelle arterie. Altre afflizioni trattate da cicoria sono: acne, anemia, anoressia, problemi cardiaci, artriti, astenia, disturbi del fegato e della colecisti, congestione epatica, disturbi della milza, depressioni, dermatosi, diminuzione delle secrezioni biliari, emicrania, foruncolosi, epatite, idropisia, ittero, infezioni dell’apparato urinario, insufficienza biliare, litiasi, stanchezza, febbre, parassitosi intestinali, reumatismi.» Per la salute: «Sostanze presenti: nelle radici sono presenti delle sostanze amare, ma anche zuccheri (contiene tre tipi di zucchero: destrosio, levulosio e Pentosipentoso), colina, inulina, potassio (poco), calcio e ferro, è presente inoltre acido dicaffeiltartarico (e altri derivati dell'acido caffeico). Proprietà curative: in generale la cicoria stimola le funzioni, tramite depurazione e disintossicazione, dell'intestino, del fegato e dei reni grazie alle sostanze presenti nelle radici che hanno tra l'altro proprietà digestive, ipoglicemizzanti, lassative (ha proprietà purgative), colagoge (facilita la secrezione biliare verso l'intestino) e cardiotonica (regola la frequenza cardiaca). Dai fiori si possono estrarre dei liquidi utili per curare alcuni tipi di oftalmie. La polpa della radice può essere utile per alcune infiammazioni (proprietà antiflogistica). Parti usate: per scopi medicinali si raccoglie la radice durante tutta l'estate e le foglie prima della fioritura. Modalità d'uso: in genere si usano dei decotti oppure si formano degli sciroppi; dalle foglie macerate opportunamente si può ottenere una crema rinfrescante per il viso (combatte gli arrossamenti). Controindicazioni: sembra (secondo voci tradizionali) che l'uso prolungato della cicoria riduca la funzione della retina. Ma bisogna anche dire che la moderna letteratura scientifica contiene poca o nessuna prova a sostegno o a confutazione di una simile affermazione. » Interazioni: «L'inulina si comporta come una fibra e può ridurre l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti.» Betula Alba - Betulla: «Le foglie fresche di Betulla sono più attive e ciò fa supporre che l'olio essenziale rinforzi l'attività diuretica. È stata segnalata anche una notevole attività coleretica manifestata in modo particolare dalle gemme. La foglia di Betulla si impiega nel reumatismo, nella gotta, nella litiasi renale (l'incremento della diuresi previene la formazione di renella) e come "lavaggio" nelle affezioni delle vie urinarie. L'estratto fluido, acquoso e secco ottenuto dalle foglie avrebbe attività antibiotica. È stato dimostrato che gli estratti di Betula pubescens L. possiedono proprietà antibatteriche contro lo Stafilococcus aureus. Ledere ne preconizzò l'impiego nel trattamento della cellulite, caso nel quale favorirebbe l'eliminazione dell'acido urico e del colesterolo, cui seguirebbe l'eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali.» Per la salute: «L'olio essenziale ottenuto dal catrame di Betulla si usa in pomata (8%) contro il reumatismo e può essere impiegato in prodotti per il massaggio sportivo. l carbone, finemente polverizzato, possiede azione assorbente per cui trova indicazione nelle affezioni gastrointestinali accompagnate da meteorismo. Da segnalare, in Gemmoterapia, la Linfa di Betulla (conosciuta anche come Betula verrucosa linfa) che contiene due eterosidi i quali liberano per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica, antiinfiammatoria e diuretica.» Interazioni: «Barbiturici, alcool, diuretici, ipotensivi, antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti, farmaci gastrolesivi, metotrexate: tutti questi farmaci potenziano gli effetti collaterali dei salicilati nel tratto gastrointestinale. Insufficienza renale e ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Arctium Lappa - Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.» Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.» Cynara Scolymus - Carciofo: «Il carciofo in virtù del suo sapore amaro è stato tradizionalmente usato per trattare i sintomi associati ai disturbi digestivi e come protettore della funzionalità epatica. Gli effetti riconosciuti oggigiorno sono quelli di protettivo e stimolatore della funzionalità del fegato e delle secrezioni biliari e viene dato come coadiuvante naturale a pazienti con malattie epatiche croniche. Inoltre aiuta la digestione ostacolando gli effetti correlati quali inappetenza, pesantezza e gonfiore di stomaco, stanchezza, sonnolenza, eruttazioni, alitosi, flatulenza e mal di testa. Recenti studi clinici hanno dimostrato che l’estratto standardizzato di foglie di carciofo (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia e migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema. Due studi condotti su persone con problemi di dispepsia e disturbi della digestione, mostrano come l’estratto di foglie di carciofo migliori significativamente i sintomi specifici di questo fastidioso problema. Altri studi condotti ognuno su oltre 200 soggetti con sindrome del colon irritabile e difficoltà digestive indicano come l’assunzione di estratto di foglie di carciofo riduca la severità dei sintomi come dolore addominale, crampi, gonfiore flatulenza e costipazione, con una valutazione positiva sia da parte dei pazienti che dei medici. Per spiegare il ruolo positivo dell’estratto di carciofo nella digestione sono state formulate alcune ipotesi fra cui la più accreditata è quella che ipotizza il un ruolo chiave dell’ inulina, molecola naturale contenuta ad alti livelli nell’estratto. Sembra infatti che sia un substrato molto favorevole ai batteri cosiddetti buoni impegnati nella digestione. Inoltre, altre sostanze contenute nel carciofo formerebbero un ambiente favorevole favorente la crescita di batteri intestinali che aiutano la digestione e migliorano lo stato di costipazione. L’analisi di alcuni studi condotti su pazienti con colesterolo alto indica che l’estratto purificato è anche in grado di abbassare I livelli di colesterolo dopo alcune settimane dall’inizio dell’assunzione. L’ipotesi che è stata formulata per spiegare questo suo effetto ipolipemizzante è che l’aumento di secrezione degli acidi biliari (acidi che legano i grassi), favorito dal carciofo, sia responsabile dell’aumentata eliminazione del colesterolo attraverso le feci, determinando l’abbassamento dei livelli nel sangue per la diminuzione del riassorbimento intestinale. Così come in grado di ridurre I livelli di colesterolo, l’estratto mostra attività anche nel ridurre i livelli di ossidazione dei lipidi, fattore che assieme ad altri fa aumentare i rischi a livello cardiovascoalre [kusku]. » Per la salute: «La cinarina sembra avere effetti colagoghi. Gli estratti di carciofo hanno mostrato in studi clinici di migliorare la coleresi e la sintomatologia di pazienti sofferenti da dispepsia e disturbi funzionali del fegato. La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio ipolipidemizzante in vari studi clinici. La cinarina ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche e aumentare l’escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. I derivati dell'acido caffeico in genere mostrano effetti antiossidanti ed epatoprotettivi. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici, anche ingerito sotto forma di tisana realizzata con le foglie. La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari sull'equilibrio insulina/glucagone ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente, e l'effetto dei principi amari sulla secrezione di fattore intrinseco ne indica un possibile utilizzo in caso di anemia sideropenica. Interazioni: «Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico è meglio però evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per evitare una possibile irritazione della mucosa gastroenterica.» PROPRIETÀ DEPURANTE DIURETICO COLERETICO INDICAZIONI Elimina le tossine accumulate, coadiuvante nella distruzione dei grassi nel sangue. Utile nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

COLSPAST FS 1 - GR 100

COLSPAST FS 1 - GR 100

€ 4,50

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la colite spastica. EFFETTI Combatte la colite spatica alternata a diarrea e stitichezza. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Menta, Frangula, Malva Fiori e Foglie, Finocchio e Anice verde.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Menta: «La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie.» Per la salute: «Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limonene e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito.» Per la bellezza: «Un collutorio alla menta per rinfrescare l'alito e dall'azione antisettica per il cavo orale può essere preparato lasciando in infusione per dieci minuti in 200 millilitri d'acqua bollente un cucchiaino di foglie di menta essiccate. L'infuso così ottenuto dovrà essere filtrato e lasciato raffreddare prima di essere utilizzato come collutorio.» Finocchio: «Aerofagia: si lascino dieci grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza di detto infuso prima dei pasti principali. Allattamento: i lascino venti grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; è questa la dose per un giorno, da utilizzare lontano dai posti. Colite: si prepara in questo caso un decotto facendo bollire dieci grammi di radici in mezzo litro d'acqua per un quarto d'ora; si spegne poi il fuoco e si lascia riposare il composto per cinque minuti; dopodiché si filtra e si bevono quattro tazze al giorno di tale preparato. Diarrea: si prepara l'infuso lasciando quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per quindici minuti; filtrare e bere quattro tazze al giorno di tale preparato. Meteorismo: si lascino quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza dopo i pasti di questo preparato. Obesità: si lascino dieci grammi di radici in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano tre tazze al giorno di tale infuso. Occhi: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si lavino gli occhi due volte al giorno con tale infuso. Sudorazione: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due tazze al giorno di tale infuso. Cefalea mal di testa: Valeriana/Finocchio/Melissa/Camomilla/Menta piperita: si prepari la miscela mescolando venti grammi di valeriana con venti di camomilla, dieci di melissa, dieci di finocchio, dieci di piperita; si lascino ven­ti grammi di tale miscela in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due-tre tazze di tale infuso una dietro l'altra, al momento dell'attacco, suddivise nell'arco della giornata, come preventivo.» Per la salute: «Il finocchio è una pianta perenne che può raggiungere i due metri di altezza, dotata di profonde radici, steli cavi ed un ombrello di foglie aghiformi e piumate. In estate la pianta è caratterizzata da fiori gialli che si raggruppano in ombrelle su cui si sviluppano i frutti e i piccoli semi ovali di color marrone. Tutta la pianta emana un caratteristico odore. Della pianta si usano tutte le parti (frutti, semi, foglie e radici) per scopi curativi e/o culinari. I frutti contengono il 10% di un olio grasso, zucchero ed amidi. Nelle radici si trovano invece un olio etereo, l'amido e zucchero. L'olio essenziale (estratto dai semi schiacciati) è ricco di propanoidi, flavonoidi, composti aromatici (anetolo, estragolo, carvolo), monoterpeni (fenone, pinene, canfene, limonene, fellandrene, dipentene) fenicolina, acido anisico ed aldeidi. Numerose sono le proprietà che gli vengono attribuite e alcune di queste hanno trovato conferma in questi anni da un punto di vista scientifico. Evidenze indicano che Il decotto delle radici esercita un potente effetto diuretico, mentre l'infuso di semi aiuta a calmare gli spasmi del tratto digestivo poiché si libera anetolo, una molecola che, oltre a conferire il caratteristico odore, aiuta la digestioni. Per la tosse cronica, per combattere la formazione di catarro, per i risciacqui della bocca e per le malattie che interessano le gengive viene invece utilizzato il succo estratto dalla pianta fresca o dal frutto. Inoltre, Il finocchio è considerato un rimedio naturale come detossificante e tonico per fegato, reni e milza e contro il reflusso gastrico, evento dovuto ad una deficienza muscolare nel basso esofago che compromette la barriera tra esofago e stomaco permettendo agli acidi di risalire. Inoltre, migliora i sintomi della dispepsia e riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. Nelle donne in allattamento viene usato per aumentare la lattazione (funzione galattogena), come già noto ai tempi di Ippocrate che lo consigliava alle madri per aumentare la quantità del latte, mentre nelle donne in generale esercita un effetto benefico nei casi di dolori associati al ciclo mestruale, contribuendo ad alleviare i sintomi poiché è in grado di rilassare la muscolatura liscia del tratto addominale. Nei bambini in particolare, l'olio di semi di finocchio riduce gli spasmi intestinali e sia nei bambini che negli adulti, viene usato, per uso esterno, come unguento da applicare sul petto in caso di congestione bronchiale.» Anice verde: «Le proprietà fitoterapiche dell'anice riguardano il suo utilizzo come digestivo, carminativo, stimolante delle ghiandole esocrine, galattogogo, balsamico. Si descrivono anche proprietà espettoranti ed antiflogistiche per le vie respiratorie, nonché galattogoghe (medicina popolare): L'anice esibisce blande proprietà sedative, utili in presenza di insonnia ed eccitazione nervosa. Per uso esterno, gli estratti di anice trovano impiego come aromatizzanti in prodotti deodoranti, collutori e dentifrici.» Per la salute: «La medicina popolare utilizzava questa pianta come antispasmodico, digestivo, stimolante la secrezione lattea. In erboristeria vengono utilizzati i semi per agevolare le attività digestive e limita il meteorismo, contro i crampi intestinali, insonnia. Può essere di aiuto per combattere l'astenia accompagnata da cefalea e affaticamento celebrale. Viene utilizzata nei rimedi Omeopatici, contro le coliche intestinali, come regolatore dei processi digestivi.» Malva: «I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti. Per questo motivo, l'uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l'eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti.» Per la salute: «Erba indicata contro gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. Utilizzata da sempre come blando lassativo, è un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata. In medicina per uso interno è utile in caso di bronchiti, tosse, infezioni della gola, catarro, asma, gastrite. Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. » Interazioni: «L'uso prolungato di mucillagini riduce l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti oralmente.» Frangula: «Le proprietà della corteccia di Frangola sono specificatamente utili per stimolare le funzioni intestinali. L'azione della Frangola, entro limiti abbastanza ampi di dosaggio, è innocua e sicura ed è praticamente esente da controindicazioni. Le sostanze antrachinoniche, naturalmente legate a zuccheri, che costituiscono il principio attivo della Frangola, agiscono sull'intestino crasso stimolandone il tono e l'ampiezza dei movimenti: si ottiene così uno svuotamento dolce senza provocare pesanti irritazioni sulle delicate mucose dell'intestino. Tranne le eccezioni determinate da reali necessità, bisogna ricercare non un effetto purgativo drastico, ma semplicemente un effetto regolatore intestinale. La stitichezza cronica va sorvegliata dal medico in quanto potrebbe essere conseguenza di gravi disfunzioni e malattie. La Frangola non ha controindicazioni se si escludono le donne gravide e le nutrici che possono ancora farne uso moderato.» Per la salute: «Dal punto di vista terapeutico la parte più preziosa della pianta è la corteccia, che però è velenosa e per questo viene essiccata prima di essere lavorata. Grazie a questo processo infatti gli antranoli che si trovano nella corteccia e che hanno un potente effetto lassativo si trasformano in gluco-frangulini A e B oppure in glicosidi antrachinonici A e B, che sono meglio tollerati dall'organismo umano. Le sue componenti impediscono la ritenzione dell'acqua e dei sali, e contribuiscono così a facilitare le evacuazioni e a rendere le feci più morbide. I prodotti a base di corteccia di frangula sono consigliati vivamente a coloro che soffrono di stitichezza, emorroidi, in caso di ragadi anali, o anche in seguito ad interventi anali. Poiché ha un forte effetto di pulizia intestinale, lassativo ed antivermifugo, si può utilizzare con successo durante le cure disintossicanti. Risultati clinici: Una ricerca italiana ha dimostrato che la frangula dispone di proprietà antiossidanti ed antimicrobiotiche. Gli studiosi ritengono che il contenuto di antrachinoni può contribuire alla prevenzione del cancro alla prostata, ed anche al mantenimento della salute della prostata.» Interazioni: «L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» PROPRIETÀ ANTISPASMODICHE ANALGESICHE CARMINATIVE COLERETICHE ANTISETTICHE LEGGERO STIMOLANTE DELLE FUNZIONI INTESTINALI EMOLLIENTE ANTINFIAMMATORIO INDICAZIONI Un rimedio naturale come detossificante e tonico per fegato, reni, milza e intestino. Riequilibra la funzionalità del tratto intestinale, lenisce un colon irritato. Combatte contro il reflusso gastrico, evento dovuto ad una deficienza muscolare nel basso esofago che compromette la barriera tra esofago e stomaco permettendo agli acidi di risalire. Inoltre, migliora i sintomi della dispepsia e riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

COLSPAST FS 1 - GR 200

COLSPAST FS 1 - GR 200

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la colite spastica. EFFETTI Combatte la colite spatica alternata a diarrea e stitichezza. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Menta, Frangula, Malva Fiori e Foglie, Finocchio e Anice verde.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Menta: «La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie.» Per la salute: «Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limonene e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito.» Per la bellezza: «Un collutorio alla menta per rinfrescare l'alito e dall'azione antisettica per il cavo orale può essere preparato lasciando in infusione per dieci minuti in 200 millilitri d'acqua bollente un cucchiaino di foglie di menta essiccate. L'infuso così ottenuto dovrà essere filtrato e lasciato raffreddare prima di essere utilizzato come collutorio.» Finocchio: «Aerofagia: si lascino dieci grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza di detto infuso prima dei pasti principali. Allattamento: i lascino venti grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; è questa la dose per un giorno, da utilizzare lontano dai posti. Colite: si prepara in questo caso un decotto facendo bollire dieci grammi di radici in mezzo litro d'acqua per un quarto d'ora; si spegne poi il fuoco e si lascia riposare il composto per cinque minuti; dopodiché si filtra e si bevono quattro tazze al giorno di tale preparato. Diarrea: si prepara l'infuso lasciando quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per quindici minuti; filtrare e bere quattro tazze al giorno di tale preparato. Meteorismo: si lascino quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza dopo i pasti di questo preparato. Obesità: si lascino dieci grammi di radici in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano tre tazze al giorno di tale infuso. Occhi: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si lavino gli occhi due volte al giorno con tale infuso. Sudorazione: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due tazze al giorno di tale infuso. Cefalea mal di testa: Valeriana/Finocchio/Melissa/Camomilla/Menta piperita: si prepari la miscela mescolando venti grammi di valeriana con venti di camomilla, dieci di melissa, dieci di finocchio, dieci di piperita; si lascino ven­ti grammi di tale miscela in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due-tre tazze di tale infuso una dietro l'altra, al momento dell'attacco, suddivise nell'arco della giornata, come preventivo.» Per la salute: «Il finocchio è una pianta perenne che può raggiungere i due metri di altezza, dotata di profonde radici, steli cavi ed un ombrello di foglie aghiformi e piumate. In estate la pianta è caratterizzata da fiori gialli che si raggruppano in ombrelle su cui si sviluppano i frutti e i piccoli semi ovali di color marrone. Tutta la pianta emana un caratteristico odore. Della pianta si usano tutte le parti (frutti, semi, foglie e radici) per scopi curativi e/o culinari. I frutti contengono il 10% di un olio grasso, zucchero ed amidi. Nelle radici si trovano invece un olio etereo, l'amido e zucchero. L'olio essenziale (estratto dai semi schiacciati) è ricco di propanoidi, flavonoidi, composti aromatici (anetolo, estragolo, carvolo), monoterpeni (fenone, pinene, canfene, limonene, fellandrene, dipentene) fenicolina, acido anisico ed aldeidi. Numerose sono le proprietà che gli vengono attribuite e alcune di queste hanno trovato conferma in questi anni da un punto di vista scientifico. Evidenze indicano che Il decotto delle radici esercita un potente effetto diuretico, mentre l'infuso di semi aiuta a calmare gli spasmi del tratto digestivo poiché si libera anetolo, una molecola che, oltre a conferire il caratteristico odore, aiuta la digestioni. Per la tosse cronica, per combattere la formazione di catarro, per i risciacqui della bocca e per le malattie che interessano le gengive viene invece utilizzato il succo estratto dalla pianta fresca o dal frutto. Inoltre, Il finocchio è considerato un rimedio naturale come detossificante e tonico per fegato, reni e milza e contro il reflusso gastrico, evento dovuto ad una deficienza muscolare nel basso esofago che compromette la barriera tra esofago e stomaco permettendo agli acidi di risalire. Inoltre, migliora i sintomi della dispepsia e riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. Nelle donne in allattamento viene usato per aumentare la lattazione (funzione galattogena), come già noto ai tempi di Ippocrate che lo consigliava alle madri per aumentare la quantità del latte, mentre nelle donne in generale esercita un effetto benefico nei casi di dolori associati al ciclo mestruale, contribuendo ad alleviare i sintomi poiché è in grado di rilassare la muscolatura liscia del tratto addominale. Nei bambini in particolare, l'olio di semi di finocchio riduce gli spasmi intestinali e sia nei bambini che negli adulti, viene usato, per uso esterno, come unguento da applicare sul petto in caso di congestione bronchiale.» Anice verde: «Le proprietà fitoterapiche dell'anice riguardano il suo utilizzo come digestivo, carminativo, stimolante delle ghiandole esocrine, galattogogo, balsamico. Si descrivono anche proprietà espettoranti ed antiflogistiche per le vie respiratorie, nonché galattogoghe (medicina popolare): L'anice esibisce blande proprietà sedative, utili in presenza di insonnia ed eccitazione nervosa. Per uso esterno, gli estratti di anice trovano impiego come aromatizzanti in prodotti deodoranti, collutori e dentifrici.» Per la salute: «La medicina popolare utilizzava questa pianta come antispasmodico, digestivo, stimolante la secrezione lattea. In erboristeria vengono utilizzati i semi per agevolare le attività digestive e limita il meteorismo, contro i crampi intestinali, insonnia. Può essere di aiuto per combattere l'astenia accompagnata da cefalea e affaticamento celebrale. Viene utilizzata nei rimedi Omeopatici, contro le coliche intestinali, come regolatore dei processi digestivi.» Malva: «I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti. Per questo motivo, l'uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l'eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti.» Per la salute: «Erba indicata contro gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. Utilizzata da sempre come blando lassativo, è un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata. In medicina per uso interno è utile in caso di bronchiti, tosse, infezioni della gola, catarro, asma, gastrite. Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. » Interazioni: «L'uso prolungato di mucillagini riduce l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti oralmente.» Frangula: «Le proprietà della corteccia di Frangola sono specificatamente utili per stimolare le funzioni intestinali. L'azione della Frangola, entro limiti abbastanza ampi di dosaggio, è innocua e sicura ed è praticamente esente da controindicazioni. Le sostanze antrachinoniche, naturalmente legate a zuccheri, che costituiscono il principio attivo della Frangola, agiscono sull'intestino crasso stimolandone il tono e l'ampiezza dei movimenti: si ottiene così uno svuotamento dolce senza provocare pesanti irritazioni sulle delicate mucose dell'intestino. Tranne le eccezioni determinate da reali necessità, bisogna ricercare non un effetto purgativo drastico, ma semplicemente un effetto regolatore intestinale. La stitichezza cronica va sorvegliata dal medico in quanto potrebbe essere conseguenza di gravi disfunzioni e malattie. La Frangola non ha controindicazioni se si escludono le donne gravide e le nutrici che possono ancora farne uso moderato.» Per la salute: «Dal punto di vista terapeutico la parte più preziosa della pianta è la corteccia, che però è velenosa e per questo viene essiccata prima di essere lavorata. Grazie a questo processo infatti gli antranoli che si trovano nella corteccia e che hanno un potente effetto lassativo si trasformano in gluco-frangulini A e B oppure in glicosidi antrachinonici A e B, che sono meglio tollerati dall'organismo umano. Le sue componenti impediscono la ritenzione dell'acqua e dei sali, e contribuiscono così a facilitare le evacuazioni e a rendere le feci più morbide. I prodotti a base di corteccia di frangula sono consigliati vivamente a coloro che soffrono di stitichezza, emorroidi, in caso di ragadi anali, o anche in seguito ad interventi anali. Poiché ha un forte effetto di pulizia intestinale, lassativo ed antivermifugo, si può utilizzare con successo durante le cure disintossicanti. Risultati clinici: Una ricerca italiana ha dimostrato che la frangula dispone di proprietà antiossidanti ed antimicrobiotiche. Gli studiosi ritengono che il contenuto di antrachinoni può contribuire alla prevenzione del cancro alla prostata, ed anche al mantenimento della salute della prostata.» Interazioni: «L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» PROPRIETÀ ANTISPASMODICHE ANALGESICHE CARMINATIVE COLERETICHE ANTISETTICHE LEGGERO STIMOLANTE DELLE FUNZIONI INTESTINALI EMOLLIENTE ANTINFIAMMATORIO INDICAZIONI Un rimedio naturale come detossificante e tonico per fegato, reni, milza e intestino. Riequilibra la funzionalità del tratto intestinale, lenisce un colon irritato. Combatte contro il reflusso gastrico, evento dovuto ad una deficienza muscolare nel basso esofago che compromette la barriera tra esofago e stomaco permettendo agli acidi di risalire. Inoltre, migliora i sintomi della dispepsia e riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

CURCUMA FINISSIMA 250 gr

CURCUMA FINISSIMA 250 gr

€ 7,00

Depurativa, anti-infiammatoria, digestiva. EFFETTI Antinfiammatoria, Azione depurativa, Coleretica, Antiossidante, Antitumorale, Cicatrizzante, Stabilizzatore glicemico, Digestivo, Neuroprotettivo, Immunostimolante, Seboregolatore e lenitiva, Antibatterico, Antistaminico. INDICAZIONI MODO D'USO La dose consigliata da assumere ogni giorno va da 3 a 5 grammi. Se si intende utilizzarla a scopo curativo, però, tutto questo non basta e quindi, su consiglio di un esperto, è necessario assumere un integratore titolato e standardizzato. INGREDIENTI Curcuma VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Curcuma: La curcuma longa fa parte della famiglia delle Zingiberaceae. È una pianta spontanea perenne che può raggiungere il metro di altezza. La si riconosce dalle foglie larghe, i fiori gialli e grandi e naturalmente la radice cilindrica, ramificata ed arancione. La radice è proprio la parte che contiene le proprietà benefiche e si raccoglie in autunno. La si può acquistare fresca o essiccata e macinata. Si pensa che questa spezia provenga dalla Cina, poiché Marco Polo lo cita nei suoi scritti (XIII secolo), si sa comunque che nasce spontanea sia in Asia che in India e Malesia. Tuttavia si suppone che i primi a scoprirla fossero stati i greci che ne fanno menzione in un libro di medicina, Paracelso inoltre la consigliava per combattere i problemi epatici. Ci sono diverse specie di curcuma, almeno ottanta, ma quella più conosciuta ed utilizzata è la curcuma longa o domestica. PROPRIETÀ La curcuma possiede molteplici proprietà: Antinfiammatoria, riduce i meccanismi infiammatori nell'organismo soprattutto quelli che coinvolgono le articolazioni. Azione depurativa, aiuta il corpo ad espellere le tossine. Coleretica, incrementa la produzione della bile ed allo stesso tempo nel favorisce il passaggio verso il duodeno. Antiossidante, aiuta a combattere l'ossidazione cellulare e lo sviluppo dei radicali liberi. Antitumorale, in particolare previene i tumori di colon, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni, mammelle e leucemia. Cicatrizzante, il rizoma fresco si può applicare su ferite, eritemi e morsi d'insetti. Stabilizzatore glicemico, la curcuma è raccomandata in caso di diabete, perché è un alimento ipoglicemico. Digestivo, favorisce il buon funzionamento del'attività gastrica. Neuroprotettivo, la curcuma è in grado di ostacolare le patologie neurodegenerative, come per esempio il morbo di Alzheimer. Immunostimolante, questa spezia sarebbe in grado di contrastare il morbo di Crohn e le malattie autoimmuni, nonché di stimolare la risposta immunitaria. Seboregolatore e lenitiva, ideale per curare varie affezioni dermatologiche, dall'acne, alla psoriasi alle micosi; Antibatterico. Antistaminico. Protettore cardiovascolare, favorisce la fluidificazione del sangue, migliora la circolazione, aiuta a regolare il colesterolo e protegge dagli infarti. Proprietà carminative ed antispastiche, molto utile in caso di meteorismo e per regolarizzare le funzioni intestinali. La curcuma, in generale, non presenta particolari controindicazioni. Se assunta in dosi eccessive potrebbe provocare alcuni effetti collaterali, come nausea o acidità gastrica. Inoltre, si consiglia di non utilizzare la curcuma se si è allergici anche ad uno solo dei principi attivi. Se assunta smodatamente può provocare: ulcere, dissenteria, nausea, meteorismo e calcoli. Se ne sconsiglia l'uso a persone con disturbi emofili, calcoli e donne in attesa. La curcuma è considerata un portafortuna e le spose indiane ne portano al collo un piccolo pezzo nel giorno delle nozze. Questa spezia viene adoperata come colorante ed è anche l'ingrediente principale del curry (masala), tipica miscela di spezie indiana. INDICAZIONI Antinfiammatoria, Azione depurativa, Coleretica, Antiossidante, Antitumorale, Cicatrizzante, Stabilizzatore glicemico, Digestivo, Neuroprotettivo, Immunostimolante, Seboregolatore e lenitiva, Antibatterico, Antistaminico. AVVERTENZE La dose consigliata da assumere ogni giorno va da 3 a 5 grammi. Se si intende utilizzarla a scopo curativo, però, tutto questo non basta e quindi, su consiglio di un esperto, è necessario assumere un integratore titolato e standardizzato. Riferimenti Bibliografici

D BASE FRASSINO - DIMAG

D BASE FRASSINO - DIMAG

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che aiuta a dimagrire e a combattere la cellulite. EFFETTI Dimagrante ed anticellulite. INDICAZIONI MODO D'USO Mettere in infusione 2 cucchiai di tisana in un pentolino con circa 100 ml d'acqua in ebollizione, lasciare in infusione per circa 5 minuti filtrare con un colino bere 2 tazze al giorno dolcificare a piacere. Non ingerire le erbe rimaste. INGREDIENTI Base di erbe al frassino. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Eucalipto: «Per uso interno la medicina popolare utilizzava le foglie con l'infuso per trattare catarro bronchiale, asma, raffreddore, influenza, cefalea, febbre, come disinfettante della vescica e intestino, sinusiti, reumatismi, per trattare e lenire le ustioni, come disinfettante e detergente per la pelle, nelle contusioni, stiramenti, strappi muscolari, nei geloni, la leucorrea, contro la malaria. In erboristeria e fitoterapia vengono utilizzate le foglie e i rametti da cui si estrae, per corrente di vapore, l'olio essenziale, che viene impiegato come antisettico e come anticatarrale, nel trattamento delle infezioni urinarie, dell'apparato respiratorio, l'influenza, ipertensione, arteriosclerosi, diabete. L'olio essenziale che si ricava da questa pianta è anche analgesico, antifebbre, antinevralgico, antireumatico, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, vermifugo, vulnerario balsamico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico. Contiene tannini, flavonoidi, acidi polifenolici, e olio essenziale come cineolo, pinene, canfene, globulolo, eucazulene.» Per la salute: «Dalle foglie dell'eucalipto si ricava un olio essenziale dall'aroma fortemente aromatico impiegato in farmacia per le virtù balsamiche, fluidificanti, espettoranti, antisettiche. Si consiglia nelle affezioni asmatiche, nei catarri bronchiali, nelle pleuriti, nelle bronchiti, nella tosse e nella sinusite. Inoltre l'eucalipto svolge anche una buona attività sudorifera, febbrifuga e vermifuga ed è un discreto stimolatore del sistema nervoso. L'olio essenziale di Eucalipto è analgesico, anti febbre, antinevralgico, antireumatico, antisettico generale (in particolare delle vie respiratorie ed urinarie), antispasmodico, antivirale, balsamico, calmante della tosse, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, disinfettante dell'aria, diuretico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico, parassiticida, profilattico, rubefacente, stimolante, vermifugo, vulnerario. Uso esterno: algie, artrite reumatoide, dolori articolari, insufficienza circolatoria, ferite, lesioni cutanee, cicatrizzazioni lente, herpes zooster, sciatalgia, dolori reumatici, catarro, sinusite, pidocchi, raffreddore, strappi, tosse, scottature, bruciature, vescichette.» Interazioni: «Può aumentare il metabolismo di numerosi farmaci. Attenzione in particolar modo ai trattamenti prolungati nel tempo.» Salvia: «La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell'apigenolo. L'olio essenziale di salvia possiede un'alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico.» Per la salute: «Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato "caldane": per questo viene anche chiamata "estrogeno naturale"). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un "deterrente" del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita. La salvia è uno stimolante dell'organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l'insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un'azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un'azione estrogena che agisce efficacemente come anti sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, "salva" i cibi dal deperimento.» Interazioni: «Sedativi e ipoglicemizzanti.» Issopo: «Le sommità fiorite dell'issopo contengono flavonoidi, tannini, sostanze amare (marrubina) e un gradevolissimo olio essenziale, responsabile della maggior parte delle sue proprietà balsamiche ed espettoranti per le vie respiratorie. In fitoterapia si utilizza per sedare la tosse e gli attacchi d'asma, perché fluidifica e aiuta a eliminare il catarro soprattutto dei bronchi e dei polmoni. Sempre grazie all'olio essenziale possiede proprietà digestive: stimola la secrezione dei succhi gastrici, favorisce i processi digestivi, elimina i gas intestinali. La presenza dei flavonoidi conferisce all'issopo un'azione diuretica e antisettica per le vie urinarie, in grado di aumentare la diuresi e mantenere libero da batteri il condotto urinario, utile nelle infezioni batteriche e infiammazioni, come la cistite.» Timo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento.» Per la salute: «L'infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l'organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l'infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» Piantaggine: «Antibatteriche, espettoranti, emostatiche, astringenti, oftalmiche, lenitive, lassative, emollienti, antinfiammatorie » Per la salute: « Nella medicina popolare si usava la parte aerea della pianta, contro tosse, bronchiti, infiammazioni intestinali, diarrea, allergie. Le foglie venivano consumate crude in insalata, oppure cotte come gli spinaci. Le foglie sono usate in erboristeria come lenitivo e antipruriginoso delle affezioni cutanee, per le infiammazioni della gola e delle vie respiratorie. In omeopatia viene utilizzato con la tintura madre nel trattamento alla disaffezione al fumo.» PROPRIETÀ ANTINFIAMMATORIA BALSAMICA ANTIDISPNOICO PETTORALE FLUIDIFICANTE ESPETTORANTE ANTISETTICA SI UTILIZZA PER SEDARE LA TOSSE E GLI ATTACCHI D'ASMA NONCHÈ STIMOLARE I POLMONI IN MANCANZA D'ARIA INDICAZIONI Aiuta in tutti i casi di difficoltà di respirazione, e tutti disturbi dell'apparato respiratorio come l'asma bronchiale, la bronchite asmatica, l'enfisema vale a dire dilatazione delle pareti degli alveoli polmonari che comporta un rigonfiamento dei polmoni per un maggior contenuto d'aria. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

DEPACNE FS 2

DEPACNE FS 2

€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'acne. EFFETTI Tisana depurativa per acne. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Far bollire per 15 minuti. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione. 15 min. prima di pranzo. 15 min. prima di coricarsi. INGREDIENTI Tisana a base di Taraxacum officinale, Cynara scolymus, Arctium lappa e Agropyron repens. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Taraxacum Officinale - Tarassaco: «L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare, dove viene impiegato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. L'azione coleretica è dovuta principalmente agli alcoli triterpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici: questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari. L'attività diuretica del tarassaco, invece, è da attribuire alla presenza dei flavonoidi, dei lattoni sesquiterpenici e dei sali di potassio. Indicazioni cliniche: atonie gastriche, dispepsie, microcalcolosi biliari, stitichezza. » Per la salute: « Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico. Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore. » Interazioni: «Sono possibili sommazioni di effetti con l'assunzione contemporanea di amari, diuretici e ipoglicemizzanti.» Cinara Scolymus - Carciofo: «Il carciofo in virtù del suo sapore amaro è stato tradizionalmente usato per trattare i sintomi associati ai disturbi digestivi e come protettore della funzionalità epatica. Gli effetti riconosciuti oggigiorno sono quelli di protettivo e stimolatore della funzionalità del fegato e delle secrezioni biliari e viene dato come coadiuvante naturale a pazienti con malattie epatiche croniche. Inoltre aiuta la digestione ostacolando gli effetti correlati quali inappetenza, pesantezza e gonfiore di stomaco, stanchezza, sonnolenza, eruttazioni, alitosi, flatulenza e mal di testa. Recenti studi clinici hanno dimostrato che l’estratto standardizzato di foglie di carciofo (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia e migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema. Due studi condotti su persone con problemi di dispepsia e disturbi della digestione, mostrano come l’estratto di foglie di carciofo migliori significativamente i sintomi specifici di questo fastidioso problema. Altri studi condotti ognuno su oltre 200 soggetti con sindrome del colon irritabile e difficoltà digestive indicano come l’assunzione di estratto di foglie di carciofo riduca la severità dei sintomi come dolore addominale, crampi, gonfiore flatulenza e costipazione, con una valutazione positiva sia da parte dei pazienti che dei medici. Per spiegare il ruolo positivo dell’ estratto di carciofo nella digestione sono state formulate alcune ipotesi fra cui la più accreditata è quella che ipotizza il un ruolo chiave dell’ inulina, molecola naturale contenuta ad alti livelli nell’estratto. Sembra infatti che sia un substrato molto favorevole ai batteri cosiddetti buoni impegnati nella digestione. Inoltre, altre sostanze contenute nel carciofo formerebbero un ambiente favorevole favorente la crescita di batteri intestinali che aiutano la digestione e migliorano lo stato di costipazione. L’analisi di alcuni studi condotti su pazienti con colesterolo alto indica che l’estratto purificato è anche in grado di abbassare I livelli di colesterolo dopo alcune settimane dall’inizio dell’assunzione. L’ipotesi che è stata formulata per spiegare questo suo effetto ipolipemizzante è che l’aumento di secrezione degli acidi biliari (acidi che legano i grassi), favorito dal carciofo, sia responsabile dell’aumentata eliminazione del colesterolo attraverso le feci, determinando l’abbassamento dei livelli nel sangue per la diminuzione del riassorbimento intestinale. Così come in grado di ridurre I livelli di colesterolo, l’estratto mostra attività anche nel ridurre i livelli di ossidazione dei lipidi, fattore che assieme ad altri fa aumentare i rischi a livello cardiovascoalre. » Per la salute: « La cinarina sembra avere effetti colagoghi. Gli estratti di carciofo hanno mostrato in studi clinici di migliorare la coleresi e la sintomatologia di pazienti sofferenti da dispepsia e disturbi funzionali del fegato. La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio ipolipidemizzante in vari studi clinici. La cinarina ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche e aumentare l’escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. I derivati dell'acido caffeico in genere mostrano effetti antiossidanti ed epatoprotettivi. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici, anche ingerito sotto forma di tisana realizzata con le foglie. La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari sull'equilibrio insulina/glucagone ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente, e l'effetto dei principi amari sulla secrezione di fattore intrinseco ne indica un possibile utilizzo in caso di anemia sideropenica. » Interazioni: «Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico è meglio però evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per evitare una possibile irritazione della mucosa gastroenterica.» Arctium Lappa - Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.» Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.» Agropyron Repens - Gramigna: «La Gramigna è una pianta medicinale molto apprezzata per le sue ottime proprietà diuretiche e depurative, utili non solo per eliminare dai tessuti un eccesso di acqua e liquido sieroso in caso di ritenzione di liquidi, edemi, scarsa produzione di urina, ma anche per combattere le infiammazioni del rene e dell’apparato genitourinario come nel caso di cistiti, uretriti, calcoli renali e infiammazioni alle vie urinarie. Come depurativo, inoltre, svolge un’efficace azione in caso di artrite, dolori reumatici, gotta e infiammazione articolare, agisce come sudorifero in caso di malattie infettive accompagnate da febbre, influenza, raffreddore ecc. esercita un blanda azione lassativa, antinfiammatoria e antisettica intestinale, stimola il deflusso dei succhi biliari e decongestiona il fegato in caso di epatopatie.» Per la salute: «Angiocolite (infiammazione dei dotti biliari), calcolosi biliari, colecistite, ittero, malattie del fegato, per favorire il deflusso della bile, per decongestionare il fegato, e le vie epatobiliari: con azione epatoprotettrice, depurativa e antisettica, assumere all’occorrenza durante il corso della giornata almeno 4-5 tazze di decotto di rizoma; se il gusto è troppo sgradevole, dolcificare con un cucchiaino di Miele di Tarassaco ad azione depurativa; oppure prendere 4 g di estratto fluido 4-5 volte al giorno in una tazza d’infuso di Boldo o Tanaceto. Per un effetto più efficace e duraturo aggiungere al decotto di Gramigna 15 g di radice di Robbia, 50 g di radice di Liquirizia, lasciare in infusione per 20 minuti, quindi colare; se ne bevono 3-4 bicchieri nel corso dell’intera giornata. Calcoli ai reni e alla vescica, cistite, edemi, infezioni renali e alle vie urinarie, infiammazioni all’intestino e allo stomaco, litiasi urinaria, ritenzione di acqua e di liquido sieroso, scarsa produzione di urina, stitichezza, uretrite, per favorire e aumentare la diuresi: con azione diuretica, antisettica e antinfiammatoria, assumere all’occorrenza 5-6 tazze di decotto di rizoma durante la giornata, preferibilmente lontano dai pasti principali; oppure prendere 3-4 g di estratto fluido di Gramigna diluiti in una tazza di infuso di Betulla (calcoli renali), o parietaria (per aumentare la diuresi), o Lino (infiammazione all’intestino). In questi casi è inoltre molto efficace aggiungere a un litro di decotto di rizoma di Gramigna un po’ di radice di Fragola, acetosa, soffione e alcune foglie di Agrimonia, far bollire ancora per qualche minuto, quindi colare e consumare durante la giornata come bevanda abituale. Se i disturbi e i sintomi persistono, è preferibile consultare il medico. Gotta, infiammazione articolare, reumatismi, per depurare l’organismo dalle tossine e dalle sostanze di rifiuto: con azione antinfiammatoria e depurativa, assumere regolarmente durante il giorno 5-6 tazze di decotto di Gramigna, dolcificando, se si desidera, con mezzo cucchiaino di zucchero di canna; in alternativa, diluire 5 g di estratto fluido in una tazza d’infuso di Sambuco o Olmaria e bere 4-5 volte il giorno. Per migliorare l’azione depurativa della Gramigna aggiungere al decotto, all’inizio dell’ebollizione, 2 cucchiaiate circa di Orzo. Influenza, malattie infettive accompagnate da febbre, morbillo, raffreddore, scarlattina, varicella: con azione sudorifera, assumere quando necessario 4-5 tazze di decotto di Gramigna dolcificato con miele di Acacia; oppure prendere 5 g di estratto fluido 3-4 volte il giorno diluiti in una tazza d’infuso di Acacia o Salice rosso. Se la situazione si aggrava, rivolgersi al medico.» Interazioni: «Possibile sommazione di effetti con squilibri idroelettrolitici con l'uso contemporaneo di diuretici.» PROPRIETÀ DEPURATORE DEGLI ORGANI DEL RICAMBIO DEPURATORE DELLA PELLE DEPURATORE DEL SANGUE REGOLATORE DELL’INTESTINO LEGGERMENTE DIURETICO INDICAZIONI Indicato ai giovani con pelle grassa e impura, agli adulti come depuratore nei cambi di stagione e a tutti coloro che ritengono i liquidi. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

DEPU FS 1 - GR 100

DEPU FS 1 - GR 100

€ 4,50

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana depurativa. EFFETTI Tisana depurativa. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 4%. Una tazza tre volte die. INGREDIENTI Tisana a base di Cassia angustifolia, Viola tricolor, Spiraea ulmaria, Juniperus communis e Sanicula europaea. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Cassia Angustifolia - Cassia: «L'azione lassativa della Cassia è svolta attraverso la stimolazione della peristalsi del grosso intestino ed è dovuta alla presenza di alcune sostanze, chiamate antrachinoni, che stimolano la contrazione della muscolatura del colon e favoriscono l'eliminazione delle feci. Ha un effetto rinfrescante anche grazie alla presenza di glucosio e fruttosio, viene assorbita dall'intestino tenue e agisce sul colon solo dopo esservi stata trasportata per via ematica. L'azione della Cassia si esplica oltre che attraverso la stimolazione dei plessi nervosi del colon, anche attraverso l'inibizione del riassorbimento dell'acqua e dei sali minerali da parte dell'intestino, così da incrementare i liquidi presenti e migliorare volume e morbidezza delle feci.» Per la salute: «Atonia intestinale, stipsi, stitichezza causata da viaggi, cambiamenti legati alla dieta, conseguenze del parto e d'interventi chirurgici, per facilitare la defecazione dei pazienti ipertesi o sofferenti di angina pectoris: per una normale azione lassativa, assumere all'occorrenza una tazza d'infuso di foglie alla sera prima di andare a dormire; oppure prendere, sempre prima di coricarsi, 0,5-0,8 g di polvere in un'ostia o mescolati a un cucchiaio di marmellata di tamarindo. In alternativa, assumere 1-2 cucchiaini di tintura, puri o diluiti in pochissima acqua tiepida, prima di andare a dormire. Per ottenere invece un effetto purgante, assumere alla sera prima di coricarsi una tazza dell'infuso di foglie più concentrato (30 g in 100 g di acqua), oppure prendere 1-1,5 g di polvere in un'ostia; in alternativa, assumere 2-3 cucchiaini di tintura diluita in un poco di acqua. Infine, in questi casi, se si desidera un effetto immediato, fare un clistere seguendo le indicazioni sopraindicate. Se i disturbi e i sintomi di stitichezza persistono consultare il medico. Si ricorda, infine, che l'effetto lassativo o purgante si manifestano nell'arco di circa 6-7 ore dopo l'assunzione; inoltre l'impiego dei preparati a base di Senna può essere prolungato per uno o due giorni e non è seguito da una reazione di stitichezza. Per depurare l'organismo: con azione depurativa, assumere all'occorrenza una tazza d'infuso preparato con 10 g di foglie in 100 g di acqua; se si desidera, dolcificare con un cucchiaio di miele di Tarassaco. Per potenziare il tono muscolare dell'apparato urinario e dell'utero: assumere all'occorrenza una tazza d'infuso non troppo concentrato, oppure prendere 0,5-0,7 g al giorno di polvere mescolata con un cucchiaino di miele di Acacia; in alternativa assumere la tintura nella dose di 1-2 cucchiaini il giorno. In questi casi si raccomanda di assumere i preparati a base di Senna dietro prescrizione e controllo del medico.» Interazioni: «L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» Viola Tricolor - Viola Tricolore: «Ha proprietà depurative per la pelle, diuretica, analgesica,tossifuga, espettorante ed emolliente. La Viola tricolor la si usa sia per uso esterno che per uso interno. Per uso esterno si utilizza la parte aerea fiorita sotto forma di Decotto per problemi di acne, psoriasi, dermatiti, eczemi. Per uso interno si utilizza la parte aerea fiorita in Infuso come diuretico, depurativo e blando lassativo. Ha come principi attivi la violaxantina, violaquercitrina, mucillagini, rutina, saponine, carotenoidi, tannini. » Per la salute: «Prodotti a base di viola, da acquistare o confezionare a casa, si rivelano molto utili nei casi di affezioni dell'apparato respiratorio, in particolare la viola ha un potere lenitivo e guaritore sulla tosse e sulle febbri. Le proprietà depurative della pianta la rendono ottima nella cura dei raffreddori e delle affezioni tipiche dell'inverno per le sue proprietà sudorifere ma ha anche un'azione blanda sull'intestino in caso di stitichezza grazie alle sue doti lassative e diuretiche.» Spiraea Ulmaria - Spirea Olmaria: «L'attività antinfiammatoria di Spiraea ulmaria è data dai derivati salicilici e dai flavonoidi. La spirea ulmaria, oltre ad alleviare il dolore, facilita la scomparsa dei versamenti articolari. Tale attività è esplicata anche per uso esterno mediante l'applicazione di compresse in corrispondenza delle zone colpite da dolore reumatico. » Per la salute: « Utilizzata per alleviare i dolori reumatici, ma anche negli stati febbrili e influenzali, contro le cefalee e in odontoiatria. Consigliata per alleviare dolori di lieve e media entità e di qualsiasi origine; in particolare, si sottolinea la sua attività antireumatica, antigottosa (facilità l'eliminazione dell'acido urico) e diuretica (utile in presenza di cellulite e ritenzione idrica). » Interazioni: «È possibile il potenziamento degli effetti collaterali per contemporanea assunzione di alcool e sedativi.» Juniperus Communis - Ginepro: «Il ginepro ha numerose virtù: è stomachico e masticarne le bacche facilita la digestione, è un antisettico naturale per le vie urinarie e respiratorie (utile per la cura della calcolosi urinaria, per sedare la tosse o come espettorante) e ha proprietà antireumatiche, spesso infatti l'olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi. Massaggiare il corpo con olio di ginepro aiuta a rilassare i muscoli contratti, a previene i crampi e a tonificare i tessuti connettivi. Il ginepro è sempre stato considerato dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi e nel XIX secolo l'abate tedesco Sebastian Kneipp suggeriva ai malati di influenza di avvolgersi in una coperta riscaldata ai vapori di una pentola in cui venivano fatti bollire bacche e rami di ginepro. » Per la salute: «La medicina popolare attribuisce altissimo valore curativo all'olio ottenuto dalla distillazione dei coni e ne ipotizza grandi doti come rimedio per: disturbi digestivi malattie respiratorie malattie delle vie urinarie malattie reumatiche Non sono negabili almeno blandi effetti per tutte queste indicazioni, d'altronde i rischi di un uso prolungato e/o altamente dosato sono significanti. » Interazioni: «Possibili interazioni con ipoglicemizzanti orali e diuretici.» Sanicula Europaea - Sanicola Europea: « I principali principi attivi sono: l'allantoina e l'acido rosmarinico. Le foglie triturate ed applicate sugli ematomi, contusioni, gengiviti, geloni ed emorroidi, facilitano l'assorbimento delle infiammazioni producendo un effetto lenitivo. È fluidificante ed espettorante del sistema bronchiale; le foglie bollite, usate come detergente, mitigano il prurito cutaneo e sono indicate anche come decongestionante per le pelli irritate.» Per la salute: « Pianta utilizzata nei tempi antichi, dove godeva di ottima fama. Veniva utilizzata in particolare per trattare le scottature. La medicina popolare utilizzava contro la diarrea, contro la tosse, disturbi urinari, emorragie interne, infiammazioni intestinali. Nel secoli scorsi (1600-1700) veniva utilizzata in campo erboristico con l'Impacco per trattare contusioni, ematomi, gengiviti, emorroidi, antiemorragico. Le foglie venivano bollite ed utilizzate come emolliente e decongestionante della pelle irritata. Attualmente si possono trovare dei rimedi Omeopatici in gel, unguento, crema, pasta, pomate.» PROPRIETÀ ACCELLERA L'ELIMINAZIONI DELLE SOSTANZE TOSSICHE PRESENTI NEL SANGUE ATTRAVERSO I RENI, LA PELLE, FEGATO ED INTESTINO INDICAZIONI Contro la ritenzione idrica, disfunzioni del fegato, pelle impura, depositi catarrali, regolatore intestinale. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

DEPU FS 1 - GR 200

DEPU FS 1 - GR 200

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana depurativa. EFFETTI Tisana depurativa. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 4%. Una tazza tre volte die. INGREDIENTI Tisana a base di Cassia angustifolia, Viola tricolor, Spiraea ulmaria, Juniperus communis e Sanicula europaea. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Cassia Angustifolia - Cassia: «L'azione lassativa della Cassia è svolta attraverso la stimolazione della peristalsi del grosso intestino ed è dovuta alla presenza di alcune sostanze, chiamate antrachinoni, che stimolano la contrazione della muscolatura del colon e favoriscono l'eliminazione delle feci. Ha un effetto rinfrescante anche grazie alla presenza di glucosio e fruttosio, viene assorbita dall'intestino tenue e agisce sul colon solo dopo esservi stata trasportata per via ematica. L'azione della Cassia si esplica oltre che attraverso la stimolazione dei plessi nervosi del colon, anche attraverso l'inibizione del riassorbimento dell'acqua e dei sali minerali da parte dell'intestino, così da incrementare i liquidi presenti e migliorare volume e morbidezza delle feci.» Per la salute: «Atonia intestinale, stipsi, stitichezza causata da viaggi, cambiamenti legati alla dieta, conseguenze del parto e d'interventi chirurgici, per facilitare la defecazione dei pazienti ipertesi o sofferenti di angina pectoris: per una normale azione lassativa, assumere all'occorrenza una tazza d'infuso di foglie alla sera prima di andare a dormire; oppure prendere, sempre prima di coricarsi, 0,5-0,8 g di polvere in un'ostia o mescolati a un cucchiaio di marmellata di tamarindo. In alternativa, assumere 1-2 cucchiaini di tintura, puri o diluiti in pochissima acqua tiepida, prima di andare a dormire. Per ottenere invece un effetto purgante, assumere alla sera prima di coricarsi una tazza dell'infuso di foglie più concentrato (30 g in 100 g di acqua), oppure prendere 1-1,5 g di polvere in un'ostia; in alternativa, assumere 2-3 cucchiaini di tintura diluita in un poco di acqua. Infine, in questi casi, se si desidera un effetto immediato, fare un clistere seguendo le indicazioni sopraindicate. Se i disturbi e i sintomi di stitichezza persistono consultare il medico. Si ricorda, infine, che l'effetto lassativo o purgante si manifestano nell'arco di circa 6-7 ore dopo l'assunzione; inoltre l'impiego dei preparati a base di Senna può essere prolungato per uno o due giorni e non è seguito da una reazione di stitichezza. Per depurare l'organismo: con azione depurativa, assumere all'occorrenza una tazza d'infuso preparato con 10 g di foglie in 100 g di acqua; se si desidera, dolcificare con un cucchiaio di miele di Tarassaco. Per potenziare il tono muscolare dell'apparato urinario e dell'utero: assumere all'occorrenza una tazza d'infuso non troppo concentrato, oppure prendere 0,5-0,7 g al giorno di polvere mescolata con un cucchiaino di miele di Acacia; in alternativa assumere la tintura nella dose di 1-2 cucchiaini il giorno. In questi casi si raccomanda di assumere i preparati a base di Senna dietro prescrizione e controllo del medico.» Interazioni: «L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» Viola Tricolor - Viola Tricolore: «Ha proprietà depurative per la pelle, diuretica, analgesica,tossifuga, espettorante ed emolliente. La Viola tricolor la si usa sia per uso esterno che per uso interno. Per uso esterno si utilizza la parte aerea fiorita sotto forma di Decotto per problemi di acne, psoriasi, dermatiti, eczemi. Per uso interno si utilizza la parte aerea fiorita in Infuso come diuretico, depurativo e blando lassativo. Ha come principi attivi la violaxantina, violaquercitrina, mucillagini, rutina, saponine, carotenoidi, tannini. » Per la salute: «Prodotti a base di viola, da acquistare o confezionare a casa, si rivelano molto utili nei casi di affezioni dell'apparato respiratorio, in particolare la viola ha un potere lenitivo e guaritore sulla tosse e sulle febbri. Le proprietà depurative della pianta la rendono ottima nella cura dei raffreddori e delle affezioni tipiche dell'inverno per le sue proprietà sudorifere ma ha anche un'azione blanda sull'intestino in caso di stitichezza grazie alle sue doti lassative e diuretiche.» Spiraea Ulmaria - Spirea Olmaria: «L'attività antinfiammatoria di Spiraea ulmaria è data dai derivati salicilici e dai flavonoidi. La spirea ulmaria, oltre ad alleviare il dolore, facilita la scomparsa dei versamenti articolari. Tale attività è esplicata anche per uso esterno mediante l'applicazione di compresse in corrispondenza delle zone colpite da dolore reumatico. » Per la salute: « Utilizzata per alleviare i dolori reumatici, ma anche negli stati febbrili e influenzali, contro le cefalee e in odontoiatria. Consigliata per alleviare dolori di lieve e media entità e di qualsiasi origine; in particolare, si sottolinea la sua attività antireumatica, antigottosa (facilità l'eliminazione dell'acido urico) e diuretica (utile in presenza di cellulite e ritenzione idrica). » Interazioni: «È possibile il potenziamento degli effetti collaterali per contemporanea assunzione di alcool e sedativi.» Juniperus Communis - Ginepro: «Il ginepro ha numerose virtù: è stomachico e masticarne le bacche facilita la digestione, è un antisettico naturale per le vie urinarie e respiratorie (utile per la cura della calcolosi urinaria, per sedare la tosse o come espettorante) e ha proprietà antireumatiche, spesso infatti l'olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi. Massaggiare il corpo con olio di ginepro aiuta a rilassare i muscoli contratti, a previene i crampi e a tonificare i tessuti connettivi. Il ginepro è sempre stato considerato dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi e nel XIX secolo l'abate tedesco Sebastian Kneipp suggeriva ai malati di influenza di avvolgersi in una coperta riscaldata ai vapori di una pentola in cui venivano fatti bollire bacche e rami di ginepro. » Per la salute: «La medicina popolare attribuisce altissimo valore curativo all'olio ottenuto dalla distillazione dei coni e ne ipotizza grandi doti come rimedio per: disturbi digestivi malattie respiratorie malattie delle vie urinarie malattie reumatiche Non sono negabili almeno blandi effetti per tutte queste indicazioni, d'altronde i rischi di un uso prolungato e/o altamente dosato sono significanti. » Interazioni: «Possibili interazioni con ipoglicemizzanti orali e diuretici.» Sanicula Europaea - Sanicola Europea: « I principali principi attivi sono: l'allantoina e l'acido rosmarinico. Le foglie triturate ed applicate sugli ematomi, contusioni, gengiviti, geloni ed emorroidi, facilitano l'assorbimento delle infiammazioni producendo un effetto lenitivo. È fluidificante ed espettorante del sistema bronchiale; le foglie bollite, usate come detergente, mitigano il prurito cutaneo e sono indicate anche come decongestionante per le pelli irritate.» Per la salute: « Pianta utilizzata nei tempi antichi, dove godeva di ottima fama. Veniva utilizzata in particolare per trattare le scottature. La medicina popolare utilizzava contro la diarrea, contro la tosse, disturbi urinari, emorragie interne, infiammazioni intestinali. Nel secoli scorsi (1600-1700) veniva utilizzata in campo erboristico con l'Impacco per trattare contusioni, ematomi, gengiviti, emorroidi, antiemorragico. Le foglie venivano bollite ed utilizzate come emolliente e decongestionante della pelle irritata. Attualmente si possono trovare dei rimedi Omeopatici in gel, unguento, crema, pasta, pomate.» PROPRIETÀ ACCELLERA L'ELIMINAZIONI DELLE SOSTANZE TOSSICHE PRESENTI NEL SANGUE ATTRAVERSO I RENI, LA PELLE, FEGATO ED INTESTINO INDICAZIONI Contro la ritenzione idrica, disfunzioni del fegato, pelle impura, depositi catarrali, regolatore intestinale. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

DETODEP FS 3

DETODEP FS 3

€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che depura e detossica il fegato. EFFETTI Tisana depurativa e detossicante il fegato (Adatta alle persone anziane). INDICAZIONI MODO D'USO Decotto al 5%. Una tazza dopo i tre pasti. INGREDIENTI Tisana a base di Cynara scolymus, Taraxacum officinale, Arctium lappa e Curcuma longa. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Taraxacum Officinale - Tarassaco: «L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare, dove viene impiegato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. L'azione coleretica è dovuta principalmente agli alcoli triterpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici: questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari. L'attività diuretica del tarassaco, invece, è da attribuire alla presenza dei flavonoidi, dei lattoni sesquiterpenici e dei sali di potassio. Indicazioni cliniche: atonie gastriche, dispepsie, microcalcolosi biliari, stitichezza. » Per la salute: « Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico. Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore. » Interazioni: «Sono possibili sommazioni di effetti con l'assunzione contemporanea di amari, diuretici e ipoglicemizzanti.» Cynara Scolymus - Carciofo: «Il carciofo in virtù del suo sapore amaro è stato tradizionalmente usato per trattare i sintomi associati ai disturbi digestivi e come protettore della funzionalità epatica. Gli effetti riconosciuti oggigiorno sono quelli di protettivo e stimolatore della funzionalità del fegato e delle secrezioni biliari e viene dato come coadiuvante naturale a pazienti con malattie epatiche croniche. Inoltre aiuta la digestione ostacolando gli effetti correlati quali inappetenza, pesantezza e gonfiore di stomaco, stanchezza, sonnolenza, eruttazioni, alitosi, flatulenza e mal di testa. Recenti studi clinici hanno dimostrato che l’estratto standardizzato di foglie di carciofo (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia e migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema. Due studi condotti su persone con problemi di dispepsia e disturbi della digestione, mostrano come l’estratto di foglie di carciofo migliori significativamente i sintomi specifici di questo fastidioso problema. Altri studi condotti ognuno su oltre 200 soggetti con sindrome del colon irritabile e difficoltà digestive indicano come l’assunzione di estratto di foglie di carciofo riduca la severità dei sintomi come dolore addominale, crampi, gonfiore flatulenza e costipazione, con una valutazione positiva sia da parte dei pazienti che dei medici. Per spiegare il ruolo positivo dell’estratto di carciofo nella digestione sono state formulate alcune ipotesi fra cui la più accreditata è quella che ipotizza il un ruolo chiave dell’ inulina, molecola naturale contenuta ad alti livelli nell’estratto. Sembra infatti che sia un substrato molto favorevole ai batteri cosiddetti buoni impegnati nella digestione. Inoltre, altre sostanze contenute nel carciofo formerebbero un ambiente favorevole favorente la crescita di batteri intestinali che aiutano la digestione e migliorano lo stato di costipazione. L’analisi di alcuni studi condotti su pazienti con colesterolo alto indica che l’estratto purificato è anche in grado di abbassare I livelli di colesterolo dopo alcune settimane dall’inizio dell’assunzione. L’ipotesi che è stata formulata per spiegare questo suo effetto ipolipemizzante è che l’aumento di secrezione degli acidi biliari (acidi che legano i grassi), favorito dal carciofo, sia responsabile dell’aumentata eliminazione del colesterolo attraverso le feci, determinando l’abbassamento dei livelli nel sangue per la diminuzione del riassorbimento intestinale. Così come in grado di ridurre I livelli di colesterolo, l’estratto mostra attività anche nel ridurre i livelli di ossidazione dei lipidi, fattore che assieme ad altri fa aumentare i rischi a livello cardiovascoalre [kusku]. » Per la salute: «La cinarina sembra avere effetti colagoghi. Gli estratti di carciofo hanno mostrato in studi clinici di migliorare la coleresi e la sintomatologia di pazienti sofferenti da dispepsia e disturbi funzionali del fegato. La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio ipolipidemizzante in vari studi clinici. La cinarina ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche e aumentare l’escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. I derivati dell'acido caffeico in genere mostrano effetti antiossidanti ed epatoprotettivi. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici, anche ingerito sotto forma di tisana realizzata con le foglie. La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari sull'equilibrio insulina/glucagone ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente, e l'effetto dei principi amari sulla secrezione di fattore intrinseco ne indica un possibile utilizzo in caso di anemia sideropenica.» Interazioni: «Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico è meglio però evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per evitare una possibile irritazione della mucosa gastroenterica.» Arctium Lappa - Bardana: «La bardana è conosciuta da sempre per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, depurative, detossificanti, coleretiche, ipoglicemizzanti (inulina), eudermiche, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antiflogistiche, cicatrizzanti ed antiossidanti.» Per la salute: «La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti: lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo); nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio; acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico; composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale); principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina; inulina, tanninini e resine. La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica. La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale. I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici. I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.» Interazioni: «Può potenziarne gli effetti degli ipoglicemizzanti.» Curcuma Longa - Curcuma: «La curcuma ha moltissime proprietà curative e benefiche. Le più conosciute sono quelle antiossidanti ed antinfiammatorie ma ha anche proprietà coleretiche e colagoghe, immunostimolanti e eupeptiche. Le proprietà antisettiche della curcuma sono conosciute oltre che dalla medicina ayurvedica (la tradizionale medicina indiana) anche dalla medicina cinese. Recenti studi di medicina moderna hanno inoltre rivelato le proprietà antitumorali della curcuma, la presenza di curcumino aiuterebbe nel trattamento farmacologico delle cellule tumorali resistenti alle normali terapie (Dr. Karen Knudsen). Le proprietà benefiche della curcuma aiutano nel trattamento di disturbi intestinali come il meteorismo, il colon irritabile e la dispepsia intestinale. La curcuma aiuta anche a combattere il diabete di tipo 2, altra malattia molto diffusa in Occidente ed il morbo di Alzheimer, per cui le proprietà antiossidanti e gli effetti benefici della curcumina contribuiscono a combattere ed a rallentare l’azione neurodegenerativa. Regolarizza la circolazione sanguigna e l’apparato digerente, inoltre accelera il sistema immunitario favorendo lo sviluppo della proteina chiamata CAMP (cathelicidin antimicrobial peptide). » Per la salute: « La curcuma esplica un'attività antinfiammatoria e analgesica. L'utilizzo di questa spezia si è rivelato efficace per mitigare i dolori muscoloscheletrici e la flogosi tipici di artrite e artrosi. Curcuma longa può offrire sollievo anche in caso di mestruazioni dolorose, spasmi addominali dovuti a colite, fibromialgia, mal di testa. La curcuma aiuta a contrastare il cancro. La curcumina e altri composti antiossidanti presenti in questo fitoterapico contribuiscono a inibire l'angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni, fenomeno implicato nello sviluppo e nella proliferazione delle neoplasie. Le evidenze sulle proprietà antitumorali della curcuma hanno inoltre documentato tanto la sua attività antimutagena (e quindi la prevenzione dei danni al patrimonio genetico che possono favorire il cancro), quanto la sua capacità di indurre la morte programmata delle cellule maligne (la cosiddetta apopotosi), soprattutto nei tumori gastrointestinali, alla prostata e al polmone. La curcuma esercita un'azione antibatterica e antivirale. Tra le ricerche attestanti le qualità antinfettive di questa spezia c'è uno studio che ha dimostrato come estratti di curcuma impediscano la replicazione del virus dell'epatite. Secondo altre evidenze, la curcumina contenuta nella curcuma è in grado di migliorare il trattamento di infezioni batteriche antibioticoresistenti, come quelle da Staphylococcus aureus. Al pari dello zenzero, Curcuma longa entra a pieno titolo nel protocollo naturale efficace anche per difendersi da raffreddore, influenza e altre malattie invernali. La curcuma può concorrere a prevenire e contenere la malattia di Alzheimer. Sempre grazie alla presenza di curcumina, la curcuma sembra ostacolare l'aggregarsi della proteina beta amiloide (A-beta), implicata nella progressiva degenerazione delle cellule cerebrali che caratterizza questa forma di demenza. Insieme agli omega 3 e alle vitamine del gruppo B, la curcuma si profilerebbe quindi come un'opzione non farmacologica con cui rallentare la progressione del morbo di Alzheimer e limitare il deterioramento cognitivo e i sintomi comportamentali di questa patologia. La curcuma è un antidepressivo naturale, probabilmente perché la curcumina è in grado di incrementare i livelli di serotonina e dopamina, due neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell'umore. Uno studio sulla sicurezza e sull'efficacia della curcumina nella depressione maggiore ha verificato che l'assunzione di 1.000 milligrammi al giorno di questo principio attivo allevia le manifestazioni depressive con efficacia paragonabile a quella della fluoxetina, uno degli psicofarmaci più utilizzati in queste circostanze. Scegliere la curcuma per esaltare il gusto di carne, pesce, verdure è un buon modo per beneficiare delle virtù di questa spezia, soprattutto se la si accompagna a una spolverizzata di pepe. La piperina, il composto responsabile del sapore pungente del pepe, aumenta infatti l'assorbimento dei curcuminoidi a livello gastrointestinale. Grazie a questo abbinamento sarà poi più facile ridurre il consumo di sale, ridimensionando così anche l'impatto di disturbi quali ipertensione e ritenzione idrica. Come già sottolineato, tuttavia, perché si esplichino compiutamente le proprietà della curcuma è necessario ricorrere a integratori alimentari, privilegiando le capsule di estratto secco titolato e standardizzato in curcuminoidi almeno al 90%. Ai dosaggi consigliati (400-500 milligrammi da una a tre volte al giorno), la curcuma non provoca in genere effetti indesiderati, salvo rari bruciori di stomaco. Per quanto riguarda controindicazioni e interazioni farmacologiche della curcuma, l'utilizzo di questa spezia e dei suoi principi attivi è sconsigliato a chi soffre di ulcera o calcoli alla cistifellea, mentre sono possibili interferenze con farmaci ipoglicemizzanti. » Interazioni: «Estratti di Curcuma riducono nell'animale la frequenza di ulcere gastriche e duodenali indotte da indometacina o da reserpina. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» PROPRIETÀ DISINTOSSICANTE DIURETICHE STOMACHICHE COLERETICHE STIMOLANTE EUPEPTICO ANTIINFIAMMATORIE ANISETTICHE INDICAZIONI Indicato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. Facilita così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e previene la formazione dei calcoli biliari. Indicato anche contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee. Questa tisana, grazie alla Curcuma in essa contenuta, depura e tonifica l’intero organismo prevenendo malattie di stagione, toglie ogni tipo di infiammazione. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

DIFES FS 1 - GR 100

DIFES FS 1 - GR 100

€ 4,50

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che rinforza il sistema immunitario. EFFETTI Tisana stimolante difese immunitarie - Alcalinizzante. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto. Un cucchiaio in 3/4 di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Spegnere, coprire, lasciare in enfusione per 5 minuti, filtrare e bere divisa in due/tre tazzine lungo la giornata lontano dai pasti. INGREDIENTI Tisana a base di Uncaria, Astragalo, Echinacea, Timo e Rosmarino. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Timo serpillo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento.» Per la salute: « L’infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l’organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l’infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» Rosmarino: «Le sue proprietà sono: stimolante, tonico, stomachico, antispasmodico, eupeptico, antiossidante, antinfiammatorio e antisettico. » Per la salute: « L'olio essenziale di rosmarino è un potente antibatterico e fungicida. Viene usato come tonico digestivo del fegato. Ha proprietà astringenti dovute al tannino per cui è utile per i problemi di diarrea e riducono il flusso mestruale se troppo abbondante. È efficace nei casi di meteorismo e dei disturbi intestinali in genere, nel caso di spasmi ventrali, vertigini, inappetenza, e per l'esaurimento psicofisico. Inoltre rinfranca la memoria debole ed è ottimo nei casi di depressione. È uno stimolante naturale per aumentare il flusso sanguigno e ristabilizzante della resistenza dei capillari fragili. L'infuso di rosmarino e salvia è ottimo per il mal di gola. In aromaterapia è usato per migliorare la memoria, per la depressione e per alleviare l'emicrania. Per uso esterno, i risciacqui sono efficaci contro il mal di denti e le frizioni per i dolori reumatici ed il mal di testa. I cataplasmi delle foglie tritate e riscaldate nell'olio sono ottime per le contusioni e le slogature. Per le sue proprietà antisettiche è indicato per gli eczemi e come disinfettante per le ferite. » Interazioni: «Possibili interazioni con oli essenziali ricchi di chetoni (Salvia, Assenzio ecc.), per sommazione di effetti sul SNC.» Uncaria Tomentosa - Uncaria: «L’azione immunostimolante dell’uncaria tomentosa è conferita dalla presenza degli alcaloidi pentaciclici, che sembrano essere i componenti più importanti del fitocomplesso, perché inducono nelle cellule endoteliali umane il rilascio di un fattore attivante la regolazione e proliferazione dei linfociti B e T responsabili della risposta immunitaria. L’uncaria è in grado di potenziare l’attività delle cellule NK e dei linfociti T, perciò sembra avere come bersaglio elettivo le cellule ad azione citotossica sia specifiche sia aspecifiche, con un effetto simile a quello di alcuni interferoni umani, capaci di trasformare le cellule NK nelle più efficienti cellule LAK e di potenziare l’attività dei linfociti T citotossici. Per questa ragione è indicata nel trattamento delle allergie; per rafforzare le difese immunitarie contro infezioni causate da virus e batteri; e nella prevenzione delle malattie da raffreddamento delle prime vie aeree come febbre, tosse e raffreddore. Ha evidenti proprietà antivirali, sia nell’assunzione per via interna che per uso esterno, dimostrate da studi clinici condotti su pazienti affetti da Herpes: nell’85% dei soggetti i sintomi sono cessati in 10 giorni. Nel caso della Varicella zoster la risoluzione si è avuta nel 50% dei casi in 1 settimana di trattamento. Assai interessanti sono gli studi su pazienti affetti da HIV (in cui si è riscontrato un aumento degli anticorpi a livelli significativi); in altri colpiti da cancro (in cui si è verificata l’inibizione la proliferazione di cellule tumorali); nelle sindromi da immunodeficienza e nelle malattie degenerative. Tra gli altri principi attivi che compongono il fitocomplesso, i glicosidi dell’acido quinovico sono responsabili delle proprietà antinfiammatorie, assieme agli steroli e i polifenoli, che la rendono un efficace rimedio ad azione antiflogistica e antidolorifica, utile nel trattamento di reumatismi e artrosi, processi infiammatori, dolori osteoarticolari e muscolari.» Interazioni: «Immunosoppressori. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Echinacea: «L'echinacea (Echinacea purpurea ed Echinacea angustifolia) appartiene alla famiglia delle Composite. Nota per le proprietà immunostimolanti e anitvirali, è utile per favorire le difese immunitarie e curare i sintomi di malattie da raffreddamento. L’echinacea è una pianta immunostimolante molto utile per rafforzare il sistema immunitario. Scopri le proprietà dell’echinacea, i benefici, come usarla e quali sono le controindicazioni. L'echinacea (Echinacea purpurea ed Echinacea angustifolia) appartiene alla famiglia delle Composite. Nota per le proprietà immunostimolanti e antivirali, è utile per favorire le difese immunitarie e curare i sintomi di malattie da raffreddamento. La radice di echinacea contiene polisaccaridi che conferiscono alla pianta proprietà immunostimolante, per questa ragione è usata in fitoterapia per favorire le naturali difese, in quanto stimola il sistema immunitario, sostenendo così l’organismo contro gli attacchi infettivi. Il grosso interesse per le proprietà dell’echinacea deriva dalla sua capacità di attivare l’azione fagocitaria dei linfociti e rinforzare il sistema immunitario specifico, di adulti e bambini. Il meccanismo di azione si esplica mediante un aumento dei leucociti, in particolare dei granulociti polimorfonucleati (o neutrofili) e dei monociti-macrofagi del sistema reticolo-endoteliale, adibiti a fagocitare (mangiare) gli agenti estranei dannosi (batteri, funghi etc.).La pianta inoltre contiene flavonoidi (come la luteolina, kaempferolo, quercetina, apigenina); derivati dell’acido caffeico (echinacoside, acido clorogenico), acido cicorico, polieni, alchilamidi e olio essenziale. In particolare l'echinacoside svolge azione antibiotica e batteriostatica, in grado di inibire la replicazione di batteri difficilmente controllabili; mentre l'echinaceina conferisce alla pianta proprietà antinfiammatoria corticosimile. Infine la presenza di acido cicorico e acido caffeico svolgono azione antivirale, tale da ostacolare la penetrazione del virus nelle cellule sane. Un'assunzione regolare permette di prevenire (specialmente nei periodi in cui il nostro organismo è soggetto a maggiori stress) e curare i sintomi delle malattie da raffreddamento come febbre, le infezioni del sistema respiratorio (raffreddore, tosse) e di quello urinario (cistite).Per uso esterno, l’echinacea è impiegata anche per la preparazione di pomate e lozioni per la pelle, ad azione immunostimolante, protettiva, antinfiammatoria, in caso di cicatrici, afte, ulcere, dermatiti in genere. La proprietà cicatrizzante, si basa sulla capacità della pianta di accelerare la rigenerazione tissutale e di localizzare l'infezione.» Astragalo: «L'astragalo (Astragalus membranaceus) è una pianta della famiglia delle Fabaceae. Conosciuto per le sue proprietà immunostimolanti e adattogene, è utile per sostenere le difese del corpo. Dell'astragalo si utilizzano le radici raccolte da piante di quattro o cinque anni che vengono poi impiegate per la preparazione di estratti dall'azione immunostimolante, tonica e adattogena. Le proprietà della radice di astragalo sono date soprattutto dalla presenza di saponine triterpeniche, flavonoidi e polisaccaridi noti per la loro azione immunomodulante, antiossidante e antinfiammatoria. La frazione polisaccaridica è tra le componenti maggiormente attive poiché è in grado di stimolare il sistema immunitario attivando, tra gli altri, linfociti B, macrofagi, cellule NK. I preparati a base di astragalo sono dunque consigliati per stimolare il sistema immunitario e rafforzare i naturali meccanismi di difesa dell’organismo nei confronti dei virus che causano le più comuni malattie da raffreddamento (raffreddore, tosse, febbre), ma anche su quelli responsabili di patologie più gravi come l’influenza aviaria e l’epatite B. La preparazione maggiormente utilizzata è la tintura madre e spesso l'astragalo viene associato ad altre droghe immunostimolati per il trattamento dell'influenza.» PROPRIETÀ ANTIBATTERIA ANTIVIRALE ANTINFIAMMATORIA CURA I SINTOMI DI MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO INDICAZIONI Tisana stimolante difese immunitarie - Alcalinizzante. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

DIFES FS 1 - GR 200

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€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che rinforza il sistema immunitario. EFFETTI Tisana stimolante difese immunitarie - Alcalinizzante. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto. Un cucchiaio in 3/4 di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Spegnere, coprire, lasciare in enfusione per 5 minuti, filtrare e bere divisa in due/tre tazzine lungo la giornata lontano dai pasti. INGREDIENTI Tisana a base di Uncaria, Astragalo, Echinacea, Timo e Rosmarino. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Timo serpillo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento.» Per la salute: « L’infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l’organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l’infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» Rosmarino: «Le sue proprietà sono: stimolante, tonico, stomachico, antispasmodico, eupeptico, antiossidante, antinfiammatorio e antisettico. » Per la salute: « L'olio essenziale di rosmarino è un potente antibatterico e fungicida. Viene usato come tonico digestivo del fegato. Ha proprietà astringenti dovute al tannino per cui è utile per i problemi di diarrea e riducono il flusso mestruale se troppo abbondante. È efficace nei casi di meteorismo e dei disturbi intestinali in genere, nel caso di spasmi ventrali, vertigini, inappetenza, e per l'esaurimento psicofisico. Inoltre rinfranca la memoria debole ed è ottimo nei casi di depressione. È uno stimolante naturale per aumentare il flusso sanguigno e ristabilizzante della resistenza dei capillari fragili. L'infuso di rosmarino e salvia è ottimo per il mal di gola. In aromaterapia è usato per migliorare la memoria, per la depressione e per alleviare l'emicrania. Per uso esterno, i risciacqui sono efficaci contro il mal di denti e le frizioni per i dolori reumatici ed il mal di testa. I cataplasmi delle foglie tritate e riscaldate nell'olio sono ottime per le contusioni e le slogature. Per le sue proprietà antisettiche è indicato per gli eczemi e come disinfettante per le ferite. » Interazioni: «Possibili interazioni con oli essenziali ricchi di chetoni (Salvia, Assenzio ecc.), per sommazione di effetti sul SNC.» Uncaria Tomentosa - Uncaria: «L’azione immunostimolante dell’uncaria tomentosa è conferita dalla presenza degli alcaloidi pentaciclici, che sembrano essere i componenti più importanti del fitocomplesso, perché inducono nelle cellule endoteliali umane il rilascio di un fattore attivante la regolazione e proliferazione dei linfociti B e T responsabili della risposta immunitaria. L’uncaria è in grado di potenziare l’attività delle cellule NK e dei linfociti T, perciò sembra avere come bersaglio elettivo le cellule ad azione citotossica sia specifiche sia aspecifiche, con un effetto simile a quello di alcuni interferoni umani, capaci di trasformare le cellule NK nelle più efficienti cellule LAK e di potenziare l’attività dei linfociti T citotossici. Per questa ragione è indicata nel trattamento delle allergie; per rafforzare le difese immunitarie contro infezioni causate da virus e batteri; e nella prevenzione delle malattie da raffreddamento delle prime vie aeree come febbre, tosse e raffreddore. Ha evidenti proprietà antivirali, sia nell’assunzione per via interna che per uso esterno, dimostrate da studi clinici condotti su pazienti affetti da Herpes: nell’85% dei soggetti i sintomi sono cessati in 10 giorni. Nel caso della Varicella zoster la risoluzione si è avuta nel 50% dei casi in 1 settimana di trattamento. Assai interessanti sono gli studi su pazienti affetti da HIV (in cui si è riscontrato un aumento degli anticorpi a livelli significativi); in altri colpiti da cancro (in cui si è verificata l’inibizione la proliferazione di cellule tumorali); nelle sindromi da immunodeficienza e nelle malattie degenerative. Tra gli altri principi attivi che compongono il fitocomplesso, i glicosidi dell’acido quinovico sono responsabili delle proprietà antinfiammatorie, assieme agli steroli e i polifenoli, che la rendono un efficace rimedio ad azione antiflogistica e antidolorifica, utile nel trattamento di reumatismi e artrosi, processi infiammatori, dolori osteoarticolari e muscolari.» Interazioni: «Immunosoppressori. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Echinacea: «L'echinacea (Echinacea purpurea ed Echinacea angustifolia) appartiene alla famiglia delle Composite. Nota per le proprietà immunostimolanti e anitvirali, è utile per favorire le difese immunitarie e curare i sintomi di malattie da raffreddamento. L’echinacea è una pianta immunostimolante molto utile per rafforzare il sistema immunitario. Scopri le proprietà dell’echinacea, i benefici, come usarla e quali sono le controindicazioni. L'echinacea (Echinacea purpurea ed Echinacea angustifolia) appartiene alla famiglia delle Composite. Nota per le proprietà immunostimolanti e antivirali, è utile per favorire le difese immunitarie e curare i sintomi di malattie da raffreddamento. La radice di echinacea contiene polisaccaridi che conferiscono alla pianta proprietà immunostimolante, per questa ragione è usata in fitoterapia per favorire le naturali difese, in quanto stimola il sistema immunitario, sostenendo così l’organismo contro gli attacchi infettivi. Il grosso interesse per le proprietà dell’echinacea deriva dalla sua capacità di attivare l’azione fagocitaria dei linfociti e rinforzare il sistema immunitario specifico, di adulti e bambini. Il meccanismo di azione si esplica mediante un aumento dei leucociti, in particolare dei granulociti polimorfonucleati (o neutrofili) e dei monociti-macrofagi del sistema reticolo-endoteliale, adibiti a fagocitare (mangiare) gli agenti estranei dannosi (batteri, funghi etc.).La pianta inoltre contiene flavonoidi (come la luteolina, kaempferolo, quercetina, apigenina); derivati dell’acido caffeico (echinacoside, acido clorogenico), acido cicorico, polieni, alchilamidi e olio essenziale. In particolare l'echinacoside svolge azione antibiotica e batteriostatica, in grado di inibire la replicazione di batteri difficilmente controllabili; mentre l'echinaceina conferisce alla pianta proprietà antinfiammatoria corticosimile. Infine la presenza di acido cicorico e acido caffeico svolgono azione antivirale, tale da ostacolare la penetrazione del virus nelle cellule sane. Un'assunzione regolare permette di prevenire (specialmente nei periodi in cui il nostro organismo è soggetto a maggiori stress) e curare i sintomi delle malattie da raffreddamento come febbre, le infezioni del sistema respiratorio (raffreddore, tosse) e di quello urinario (cistite).Per uso esterno, l’echinacea è impiegata anche per la preparazione di pomate e lozioni per la pelle, ad azione immunostimolante, protettiva, antinfiammatoria, in caso di cicatrici, afte, ulcere, dermatiti in genere. La proprietà cicatrizzante, si basa sulla capacità della pianta di accelerare la rigenerazione tissutale e di localizzare l'infezione.» Astragalo: «L'astragalo (Astragalus membranaceus) è una pianta della famiglia delle Fabaceae. Conosciuto per le sue proprietà immunostimolanti e adattogene, è utile per sostenere le difese del corpo. Dell'astragalo si utilizzano le radici raccolte da piante di quattro o cinque anni che vengono poi impiegate per la preparazione di estratti dall'azione immunostimolante, tonica e adattogena. Le proprietà della radice di astragalo sono date soprattutto dalla presenza di saponine triterpeniche, flavonoidi e polisaccaridi noti per la loro azione immunomodulante, antiossidante e antinfiammatoria. La frazione polisaccaridica è tra le componenti maggiormente attive poiché è in grado di stimolare il sistema immunitario attivando, tra gli altri, linfociti B, macrofagi, cellule NK. I preparati a base di astragalo sono dunque consigliati per stimolare il sistema immunitario e rafforzare i naturali meccanismi di difesa dell’organismo nei confronti dei virus che causano le più comuni malattie da raffreddamento (raffreddore, tosse, febbre), ma anche su quelli responsabili di patologie più gravi come l’influenza aviaria e l’epatite B. La preparazione maggiormente utilizzata è la tintura madre e spesso l'astragalo viene associato ad altre droghe immunostimolati per il trattamento dell'influenza.» PROPRIETÀ ANTIBATTERIA ANTIVIRALE ANTINFIAMMATORIA CURA I SINTOMI DI MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO INDICAZIONI Tisana stimolante difese immunitarie - Alcalinizzante. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

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€ 4,50

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana digestiva. EFFETTI Tisana antispastica carminativa digestiva. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza due/tre volte die. INGREDIENTI Tisana a base di Melissa officinalis, Laurus nobilis, Achillea millefolium, Foeniculum vulgare e Lippia citriodora. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Melissa Officinalis - Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell’olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: «La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).» Laurus Nobilis - Alloro: «L'alloro è una pianta ricca di oli essenziali sia nelle foglie (dall'1 al 3%) che nelle bacche (dall'1 al 10%) quali: geraniolo, cineolo, eugenolo, terpineolo, fellandrene, eucaliptolo, pinene. Vengono riconosciute alla pianta di alloro numerose capacità terapeutiche grazie ai suoi oli essenziali: cura i reumatismi e gli strappi muscolari, ha capacità rilassanti, attenua la sudorazione, ha proprietà espettoranti e digestive. Le foglie di alloro hanno proprietà antipiretiche. Per molto tempo il Lauro è stato usato come rimedio contro la peste. » Per la salute: « In erboristeria vengono impiegate sia le foglie che i frutti (essiccati e maturi) della pianta per preparazioni che possano favorire una miglior digestione. Dalle bacche di alloro si ottiene un olio dall'azione antisettica, usato ancora oggi nel trattamento esterno dei disturbi cutanei. In cucina, le foglie essiccate sono rinomate fin dall'antichità come spezia per insaporire stufati, zuppe, arrosti e in genere i piatti di carne. L' alloro si può assumere sia come tintura che si ottiene lasciando 15 semi secchi in 100 ml di olio d'oliva per quasi una settimana prima di frizionarlo con del cotone in caso di contusioni oppure come infuso a scopo digestivo che si ottiene mettendo in infusione circa dieci grammi di foglie in un litro d'acqua per venti minuti bevendo una tazzina del ricavato prima che si raffreddi.» Achillea Millefoglie: «Le proprietà benefiche dell'achillea millefoglie sono molteplici, ha proprietà antinfiammatorie, digestive, vasoprotettrici, vasodilatatorie e vulnerarie ovvero facilitano la cicatrizzazione delle ferite. Inoltre ha anche un'azione antispastica sull'apparato gastroenterico, proprio per questo viene spesso aggiunta in numerosi aperitivi e liquori.» Per la salute: «L’erba medicinale per eccellenza è l'Achillea, particolarmente efficace nel risolvere i disturbi femminili: una tisana di achillea (un cucchiaino d'erba in una tazza d'acqua bollente) presa quotidianamente al mattino regolarizza il ciclo mestruale e attenua i fastidi della menopausa. Il millefoglio ha inoltre indiscusse proprietà depurative, stimolanti ed emostatiche: il succo fresco della pianta applicato sulle ferite agisce come disinfettante e antiemorragico, ma poiché può causare reazioni allergiche conviene dapprima applicarlo su una zona limitata e osservarne l'effetto.» Interazioni: «Farmaci anticoagulanti (l'achilleina ha mostrato un effetto procoagulante nelle cavie). Farmaci per il controllo della pressione arteriosa. L'olio essenziale contiene anche tracce di tuione: cautela.» Foeniculum Vulgare - Finocchio: «Aerofagia: si lascino dieci grammi di frutti in mezzo litro d’acqua bol­lente per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza di detto infuso prima dei pasti principali. Allattamento: i lascino venti grammi di frutti in mezzo litro d’acqua bol­lente per dieci minuti; è questa la dose per un giorno, da utilizzare lontano dai posti. Colite: si prepara in questo caso un decotto facendo bollire dieci grammi di radici in mezzo litro d’acqua per un quarto d’ora; si spegne poi il fuoco e si lascia riposare il composto per cinque minuti; dopodiché si filtra e si bevono quattro tazze al giorno di tale preparato. Diarrea: si prepara l’infuso lasciando quindici grammi di frutti in mezzo litro d’acqua bollente per quindici minuti; filtrare e bere quat­tro tazze al giorno di tale preparato. Meteorismo: si lascino quindici grammi di frutti in mezzo litro d’acqua per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza dopo i pasti di questo preparato. Obesità: si lascino dieci grammi di radici in mezzo litro d’acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano tre tazze al giorno di tale infuso. Occhi: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d’acqua bol­lente per dieci minuti; si filtri e si lavino gli occhi due volte al giorno con tale infuso. Sudorazione: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d’acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due tazze al giorno di tale infuso. Cefalea mal di testa: Valeriana/Finocchio/Melissa/Camomilla/Menta piperita: si prepari la miscela mescolando venti grammi di valeriana con venti di camomilla, dieci di melissa, dieci di finocchio, dieci di piperita; si lascino ven­ti grammi di tale miscela in mezzo litro d’acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due-tre tazze di tale infuso una dietro l’altra, al momento dell’attacco, suddivise nell’arco della giornata, come preventivo. » Per la salute: «Il finocchio è una pianta perenne che può raggiungere i due metri di altezza, dotata di profonde radici, steli cavi ed un ombrello di foglie aghiformi e piumate. In estate la pianta è caratterizzata da fiori gialli che si raggruppano in ombrelle su cui si sviluppano i frutti e i piccoli semi ovali di color marrone. Tutta la pianta emana un caratteristico odore. Della pianta si usano tutte le parti (frutti, semi, foglie e radici) per scopi curativi e/o culinari. I frutti contengono il 10% di un olio grasso, zucchero ed amidi. Nelle radici si trovano invece un olio etereo, l’amido e zucchero. L’olio essenziale (estratto dai semi schiacciati) è ricco di propanoidi, flavonoidi, composti aromatici (anetolo, estragolo, carvolo), monoterpeni (fenone, pinene, canfene, limonene, fellandrene, dipentene) fenicolina, acido anisico ed aldeidi. Numerose sono le proprietà che gli vengono attribuite e alcune di queste hanno trovato conferma in questi anni da un punto di vista scientifico. Evidenze indicano che Il decotto delle radici esercita un potente effetto diuretico, mentre l’infuso di semi aiuta a calmare gli spasmi del tratto digestivo poiché si libera anetolo, una molecola che, oltre a conferire il caratteristico odore, aiuta la digestione. Per la tosse cronica, per combattere la formazione di catarro, per i risciacqui della bocca e per le malattie che interessano le gengive viene invece utilizzato il succo estratto dalla pianta fresca o dal frutto. Inoltre, Il finocchio è considerato un rimedio naturale come detossificante e tonico per fegato, reni e milza e contro il reflusso gastrico, evento dovuto ad una deficienza muscolare nel basso esofago che compromette la barriera tra esofago e stomaco permettendo agli acidi di risalire. Inoltre, migliora i sintomi della dispepsia e riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. Nelle donne in allattamento viene usato per aumentare la lattazione (funzione galattogena), come già noto ai tempi di Ippocrate che lo consigliava alle madri per aumentare la quantità del latte, mentre nelle donne in generale esercita un effetto benefico nei casi di dolori associati al ciclo mestruale, contribuendo ad alleviare i sintomi poiché è in grado di rilassare la muscolatura liscia del tratto addominale. Nei bambini in particolare, l’ olio di semi di finocchio riduce gli spasmi intestinali e sia nei bambini che negli adulti, viene usato, per uso esterno, come unguento da applicare sul petto in caso di congestione bronchiale.» Lippia Citriodora - Lippia: «La Lippia è usata come digestivo (da non confondere con la Verbena officinalis) contro flatulenza e meteorismo, ma anche contro disturbi distonici dei bambini e degli adulti, compresi i disturbi del sonno (mancano prove di efficacia e sicurezza). » Per la salute: «Risulta particolarmente attiva nelle epigastralgie caratterizzate da spasmo gastrico e palpitazioni (stati ansiosi) e nel trattamento sintomatico degli stati neurodistonici degli adulti e in particolare nelle turbe minori del sonno. Come olio essenziale manifesta proprietà analgesiche, stimolanti dell'epidermide ed antinevralgiche.» PROPRIETÀ DIGESTIVA ANTISPASMODICA ANTIINFIAMMATORIA CARMINATIVA AZIONE ANTISPASTICA SULL'APPARATO GASTROENTERICO INDICAZIONI Favorisce la digestione. Utile nella dispepsia, nella cefalea, negli spasmi gastrointestinali, nel vomito, nell'aerofagia, nella flatulenza, nella nausea e in tutti gli stati di tensione nervosa. Riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

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€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana digestiva. EFFETTI Tisana antispastica carminativa digestiva. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza due/tre volte die. INGREDIENTI Tisana a base di Melissa officinalis, Laurus nobilis, Achillea millefolium, Foeniculum vulgare e Lippia citriodora. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Melissa Officinalis - Melissa: «Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite. Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell’olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. » Per la salute: «La Melissa viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: sedative, spasmolitiche, carminative, coleretiche, aromatiche, antibatteriche, antivirali e stomachiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: antinfiammatorie ed analgesiche. La Melissa trova quindi impiego per uso interno nel trattamento della dispepsia, dell'insonnia, delle palpitazioni, della cefalea, degli spasmi gastrointestinali, del vomito, degli stati d'ansia, dell'aerofagia, della flatulenza e di tutti gli stati di tensione nervosa. Per uso esterno, la Melissa è indicata per il trattamento dell'Herpes simplex e delle infiammazioni del cavo orale. La melissa viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell'ansia, avendo questo duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso (utile in presenza di colon irritabile, gastrite, nausea e vomito, dispepsie biliari, cefalea, ansietà, insonnia, tremori, vertigini psicogene e tachicardia). È importante sottolineare come l'azione sedativa della melissa sul SNC possa essere mediata pure da un'azione inibente sul funzionamento della ghiandola tiroidea, che è stata studiata e confermata. » Interazioni: «Possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo).» Laurus Nobilis - Alloro: «L'alloro è una pianta ricca di oli essenziali sia nelle foglie (dall'1 al 3%) che nelle bacche (dall'1 al 10%) quali: geraniolo, cineolo, eugenolo, terpineolo, fellandrene, eucaliptolo, pinene. Vengono riconosciute alla pianta di alloro numerose capacità terapeutiche grazie ai suoi oli essenziali: cura i reumatismi e gli strappi muscolari, ha capacità rilassanti, attenua la sudorazione, ha proprietà espettoranti e digestive. Le foglie di alloro hanno proprietà antipiretiche. Per molto tempo il Lauro è stato usato come rimedio contro la peste. » Per la salute: « In erboristeria vengono impiegate sia le foglie che i frutti (essiccati e maturi) della pianta per preparazioni che possano favorire una miglior digestione. Dalle bacche di alloro si ottiene un olio dall'azione antisettica, usato ancora oggi nel trattamento esterno dei disturbi cutanei. In cucina, le foglie essiccate sono rinomate fin dall'antichità come spezia per insaporire stufati, zuppe, arrosti e in genere i piatti di carne. L' alloro si può assumere sia come tintura che si ottiene lasciando 15 semi secchi in 100 ml di olio d'oliva per quasi una settimana prima di frizionarlo con del cotone in caso di contusioni oppure come infuso a scopo digestivo che si ottiene mettendo in infusione circa dieci grammi di foglie in un litro d'acqua per venti minuti bevendo una tazzina del ricavato prima che si raffreddi.» Achillea Millefoglie: «Le proprietà benefiche dell'achillea millefoglie sono molteplici, ha proprietà antinfiammatorie, digestive, vasoprotettrici, vasodilatatorie e vulnerarie ovvero facilitano la cicatrizzazione delle ferite. Inoltre ha anche un'azione antispastica sull'apparato gastroenterico, proprio per questo viene spesso aggiunta in numerosi aperitivi e liquori.» Per la salute: «L’erba medicinale per eccellenza è l'Achillea, particolarmente efficace nel risolvere i disturbi femminili: una tisana di achillea (un cucchiaino d'erba in una tazza d'acqua bollente) presa quotidianamente al mattino regolarizza il ciclo mestruale e attenua i fastidi della menopausa. Il millefoglio ha inoltre indiscusse proprietà depurative, stimolanti ed emostatiche: il succo fresco della pianta applicato sulle ferite agisce come disinfettante e antiemorragico, ma poiché può causare reazioni allergiche conviene dapprima applicarlo su una zona limitata e osservarne l'effetto.» Interazioni: «Farmaci anticoagulanti (l'achilleina ha mostrato un effetto procoagulante nelle cavie). Farmaci per il controllo della pressione arteriosa. L'olio essenziale contiene anche tracce di tuione: cautela.» Foeniculum Vulgare - Finocchio: «Aerofagia: si lascino dieci grammi di frutti in mezzo litro d’acqua bol­lente per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza di detto infuso prima dei pasti principali. Allattamento: i lascino venti grammi di frutti in mezzo litro d’acqua bol­lente per dieci minuti; è questa la dose per un giorno, da utilizzare lontano dai posti. Colite: si prepara in questo caso un decotto facendo bollire dieci grammi di radici in mezzo litro d’acqua per un quarto d’ora; si spegne poi il fuoco e si lascia riposare il composto per cinque minuti; dopodiché si filtra e si bevono quattro tazze al giorno di tale preparato. Diarrea: si prepara l’infuso lasciando quindici grammi di frutti in mezzo litro d’acqua bollente per quindici minuti; filtrare e bere quat­tro tazze al giorno di tale preparato. Meteorismo: si lascino quindici grammi di frutti in mezzo litro d’acqua per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza dopo i pasti di questo preparato. Obesità: si lascino dieci grammi di radici in mezzo litro d’acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano tre tazze al giorno di tale infuso. Occhi: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d’acqua bol­lente per dieci minuti; si filtri e si lavino gli occhi due volte al giorno con tale infuso. Sudorazione: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d’acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due tazze al giorno di tale infuso. Cefalea mal di testa: Valeriana/Finocchio/Melissa/Camomilla/Menta piperita: si prepari la miscela mescolando venti grammi di valeriana con venti di camomilla, dieci di melissa, dieci di finocchio, dieci di piperita; si lascino ven­ti grammi di tale miscela in mezzo litro d’acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due-tre tazze di tale infuso una dietro l’altra, al momento dell’attacco, suddivise nell’arco della giornata, come preventivo. » Per la salute: «Il finocchio è una pianta perenne che può raggiungere i due metri di altezza, dotata di profonde radici, steli cavi ed un ombrello di foglie aghiformi e piumate. In estate la pianta è caratterizzata da fiori gialli che si raggruppano in ombrelle su cui si sviluppano i frutti e i piccoli semi ovali di color marrone. Tutta la pianta emana un caratteristico odore. Della pianta si usano tutte le parti (frutti, semi, foglie e radici) per scopi curativi e/o culinari. I frutti contengono il 10% di un olio grasso, zucchero ed amidi. Nelle radici si trovano invece un olio etereo, l’amido e zucchero. L’olio essenziale (estratto dai semi schiacciati) è ricco di propanoidi, flavonoidi, composti aromatici (anetolo, estragolo, carvolo), monoterpeni (fenone, pinene, canfene, limonene, fellandrene, dipentene) fenicolina, acido anisico ed aldeidi. Numerose sono le proprietà che gli vengono attribuite e alcune di queste hanno trovato conferma in questi anni da un punto di vista scientifico. Evidenze indicano che Il decotto delle radici esercita un potente effetto diuretico, mentre l’infuso di semi aiuta a calmare gli spasmi del tratto digestivo poiché si libera anetolo, una molecola che, oltre a conferire il caratteristico odore, aiuta la digestione. Per la tosse cronica, per combattere la formazione di catarro, per i risciacqui della bocca e per le malattie che interessano le gengive viene invece utilizzato il succo estratto dalla pianta fresca o dal frutto. Inoltre, Il finocchio è considerato un rimedio naturale come detossificante e tonico per fegato, reni e milza e contro il reflusso gastrico, evento dovuto ad una deficienza muscolare nel basso esofago che compromette la barriera tra esofago e stomaco permettendo agli acidi di risalire. Inoltre, migliora i sintomi della dispepsia e riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. Nelle donne in allattamento viene usato per aumentare la lattazione (funzione galattogena), come già noto ai tempi di Ippocrate che lo consigliava alle madri per aumentare la quantità del latte, mentre nelle donne in generale esercita un effetto benefico nei casi di dolori associati al ciclo mestruale, contribuendo ad alleviare i sintomi poiché è in grado di rilassare la muscolatura liscia del tratto addominale. Nei bambini in particolare, l’ olio di semi di finocchio riduce gli spasmi intestinali e sia nei bambini che negli adulti, viene usato, per uso esterno, come unguento da applicare sul petto in caso di congestione bronchiale.» Lippia Citriodora - Lippia: «La Lippia è usata come digestivo (da non confondere con la Verbena officinalis) contro flatulenza e meteorismo, ma anche contro disturbi distonici dei bambini e degli adulti, compresi i disturbi del sonno (mancano prove di efficacia e sicurezza). » Per la salute: «Risulta particolarmente attiva nelle epigastralgie caratterizzate da spasmo gastrico e palpitazioni (stati ansiosi) e nel trattamento sintomatico degli stati neurodistonici degli adulti e in particolare nelle turbe minori del sonno. Come olio essenziale manifesta proprietà analgesiche, stimolanti dell'epidermide ed antinevralgiche.» PROPRIETÀ DIGESTIVA ANTISPASMODICA ANTIINFIAMMATORIA CARMINATIVA AZIONE ANTISPASTICA SULL'APPARATO GASTROENTERICO INDICAZIONI Favorisce la digestione. Utile nella dispepsia, nella cefalea, negli spasmi gastrointestinali, nel vomito, nell'aerofagia, nella flatulenza, nella nausea e in tutti gli stati di tensione nervosa. Riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana diuretica. EFFETTI Tisana diuretica. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto. Un cucchiaio in 3/4 di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Spegnere, coprire, lasciare in infusione per 5 minuti, filtrare e bere divisa in due/tre tazzine lungo la giornata lontano dai pasti. INGREDIENTI Tisana a base di Verga d'oro, Betulla, Frassino e Ortica. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Verga d’oro: «La verga d'oro è conosciuta da più di 700 anni per le sue proprietà urologiche ed antiflogistiche. L'uso della droga trova impiego nella cura delle nefriti acute e croniche e degli edemi e calcoli renali e della renella. Oltre a ciò, è riconosciuta anche alla droga un'attività antimicotica (Candida albicans). » Per la salute: « Si usa solitamente per: ipertrofia prostatica, litiasi urica, iperuricemia e gotta, ritenzione idrica con oliguria, enteriti, enterocoliti, diarrea, in particolare dei lattanti, Eczemi cronici. Proponiamo qui alcuni dei più comuni disturbi e l'uso specifico che si può fare della solidagine: NELLA DIARREA: versare un cucchiaino di verga d'oro in una tazzina da caffè di acqua calda e coprire. Filtrare dopo 15 minuti. Berne più tazzine, a seconda delle necessità. CONTRO L'ECZEMA: in mezzo litro di acqua fredda versare un cucchiaio di pianta e far bollire per 5 minuti. Filtrare e fare impacchi. NELL'INGROSSAMENTO DELLA PROSTATA: in un litro di acqua fredda far bollire per 5 minuti 30 g di verga d'oro a fuoco basso. Filtrare, aggiungere miele di solidago e bere a sorsi durante la giornata, proseguendo la cura per vari giorni. CONTRO IL COLESTEROLO: versare in un quarto di litro di acqua calda 2 cucchiai di pianta e far bollire per 5 minuti. Filtrare e berne una tazza al mattino a digiuno e una alla sera prima di coricarsi. Continuare la cura per 20 giorni, poi sospenderla per 15, quindi riprenderla. PER COMBATTERE LA NEFRITE: in mezzo litro di acqua calda versare 2 cucchiai di pianta e far bollire per 10 minuti. Filtrare e bere a piccoli sorsi durante il giorno, lontano dai pasti. » Interazioni: « L'uso indiscriminato di tisane o estratti di piante ad attività diuretica può interferire per sommazione di effetti con altri farmaci diuretici, con conseguenti turbe idroelettrolitiche.» Betulla: «Le foglie fresche di Betulla sono più attive e ciò fa supporre che l'olio essenziale rinforzi l'attività diuretica. È stata segnalata anche una notevole attività coleretica manifestata in modo particolare dalle gemme. La foglia di Betulla si impiega nel reumatismo, nella gotta, nella litiasi renale (l'incremento della diuresi previene la formazione di renella) e come "lavaggio" nelle affezioni delle vie urinarie. L'estratto fluido, acquoso e secco ottenuto dalle foglie avrebbe attività antibiotica. È stato dimostrato che gli estratti di Betula pubescens L. possiedono proprietà antibatteriche contro lo Stafilococcus aureus. Ledere ne preconizzò l'impiego nel trattamento della cellulite, caso nel quale favorirebbe l'eliminazione dell'acido urico e del colesterolo, cui seguirebbe l'eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali. » Per la salute: « L'olio essenziale ottenuto dal catrame di Betulla si usa in pomata (8%) contro il reumatismo e può essere impiegato in prodotti per il massaggio sportivo. l carbone, finemente polverizzato, possiede azione assorbente per cui trova indicazione nelle affezioni gastrointestinali accompagnate da meteorismo. Da segnalare, in Gemmoterapia, la Linfa di Betulla (conosciuta anche come Betula verrucosa linfa) che contiene due eterosidi i quali liberano per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica, antiinfiammatoria e diuretica.» Interazioni: «Barbiturici, alcool, diuretici, ipotensivi, antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti, farmaci gastrolesivi, metotrexate: tutti questi farmaci potenziano gli effetti collaterali dei salicilati nel tratto gastrointestinale. Insufficienza renale e ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Frassino: «Fraxinus è un genere di piante della famiglia delle Oleaceae che comprende circa 65 specie di alberi o arbusti a foglie decidue, originarie delle zone temperate dell'emisfero settentrionale. Hanno generalmente una crescita rapida, riuscendo a sopravvivere in condizioni ambientali difficili come zone inquinate, con salsedine o forti venti, resistendo bene anche alle basse o elevate temperature; le specie più diffuse in Italia sono il Fraxinus excelsior conosciuto col nome comune di Frassino maggiore; il Fraxinus ornus noto come Orno o Orniello, utilizzato per la produzione della manna e chiamato comunemente anche Frassino da manna o Albero della manna; Fraxinus angustifolia noto col nome di Frassino meridionale. I costituenti del frassino sono: • acido ursolico; benzochinone • mannitolo; tannini • acidi fenoli; cumarine (fraxoside e esculoside): in particolare nella corteccia • flavonoidi (rutoside); acido ascorbico; iridoidi • cumarine (fraxoside e esculoside) • siringoside e tannini. Il frassino principalmente ha un'attività diuretica ed antiinfiammatoria oltre che ad una azione lassativa. Il suo impiego tipico è in manifestazioni articolari dolorose; casi di ritenzione idrica, e cellulite. L'uso tradizionale come rimedio sintomatologico antiinfiammatorio conferma, del resto, tali prerogative. La pianta è considerata utile coadiuvante nei regimi dimagranti e nel trattamento della litiasi renale. Le foglie di Frassino possono manifestare, in virtù dell'alta concentrazione in acido malico, sali di calcio e mannitolo, una blanda azione lassativa scevra da effetti collaterali, quali le coliche.» Ortica: «L'ortica è tra le piante selvatiche sicuramente la più apprezzata. Sia l'Urtica dioica che l'Urtica urens sono utilizzate per le loro proprietà. E' una pianta ricca di vitamina C, clorofilla, sali minerali (silicio, ferro, calcio, manganese e potassio), carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino, istamina, acetilcolina. Grazie ai suoi componenti l'ortica è una pianta emostatica, antireumatica, cicatrizzante, vasocostrittrice e antiflogistica. » Per la salute: « L'ortica può essere usata come decotto, come succo, come infuso, sciroppo o semplicemente cruda come disintossicante, depuratore e tonico dell'organismo aiutando ad eliminare gli acidi urici, nelle affezioni intestinali, per l'artrite, per l'anemia. Ha inoltre un forte potere emostatico e antiemorragico e astringente intestinale. Utilizzando esternamente il succo fresco combatte la perdita dei capelli e rinforza il cuoio capelluto. E' molto efficace in caso di seborrea, forfora, acne ed eczema. Cataplasmi delle foglie di ortica sbollentate e tritate sono ottime per le irritazioni cutanee e per le ferite in quanto ha un effetto cicatrizzante. » Interazioni: «Diuretici Farmaci ipoglicemizzanti Sedativi del SNC Farmaci ipotensivi Le interazioni sono teoricamente possibili in relazione alle attività farmacologiche dimostrate.» PROPRIETÀ DIURETICHE ANTI INFIAMMATORIE ANTI FLOGISTICHE INDICAZIONI Utile ed indicata nella cura delle nefriti acute e croniche e degli edemi e calcoli renali e della renella. Oltre a ciò svolge un'attività antimicotica (Candida albicans). Si usa solitamente per: ipertrofia prostatica, litiasi urica, iperuricemia e gotta, ritenzione idrica. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

DIUR FS 1 - GR 200

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€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana diuretica. EFFETTI Tisana diuretica. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto. Un cucchiaio in 3/4 di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Spegnere, coprire, lasciare in infusione per 5 minuti, filtrare e bere divisa in due/tre tazzine lungo la giornata lontano dai pasti. INGREDIENTI Tisana a base di Verga d'oro, Betulla, Frassino e Ortica. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Verga d’oro: «La verga d'oro è conosciuta da più di 700 anni per le sue proprietà urologiche ed antiflogistiche. L'uso della droga trova impiego nella cura delle nefriti acute e croniche e degli edemi e calcoli renali e della renella. Oltre a ciò, è riconosciuta anche alla droga un'attività antimicotica (Candida albicans). » Per la salute: « Si usa solitamente per: ipertrofia prostatica, litiasi urica, iperuricemia e gotta, ritenzione idrica con oliguria, enteriti, enterocoliti, diarrea, in particolare dei lattanti, Eczemi cronici. Proponiamo qui alcuni dei più comuni disturbi e l'uso specifico che si può fare della solidagine: NELLA DIARREA: versare un cucchiaino di verga d'oro in una tazzina da caffè di acqua calda e coprire. Filtrare dopo 15 minuti. Berne più tazzine, a seconda delle necessità. CONTRO L'ECZEMA: in mezzo litro di acqua fredda versare un cucchiaio di pianta e far bollire per 5 minuti. Filtrare e fare impacchi. NELL'INGROSSAMENTO DELLA PROSTATA: in un litro di acqua fredda far bollire per 5 minuti 30 g di verga d'oro a fuoco basso. Filtrare, aggiungere miele di solidago e bere a sorsi durante la giornata, proseguendo la cura per vari giorni. CONTRO IL COLESTEROLO: versare in un quarto di litro di acqua calda 2 cucchiai di pianta e far bollire per 5 minuti. Filtrare e berne una tazza al mattino a digiuno e una alla sera prima di coricarsi. Continuare la cura per 20 giorni, poi sospenderla per 15, quindi riprenderla. PER COMBATTERE LA NEFRITE: in mezzo litro di acqua calda versare 2 cucchiai di pianta e far bollire per 10 minuti. Filtrare e bere a piccoli sorsi durante il giorno, lontano dai pasti. » Interazioni: « L'uso indiscriminato di tisane o estratti di piante ad attività diuretica può interferire per sommazione di effetti con altri farmaci diuretici, con conseguenti turbe idroelettrolitiche.» Betulla: «Le foglie fresche di Betulla sono più attive e ciò fa supporre che l'olio essenziale rinforzi l'attività diuretica. È stata segnalata anche una notevole attività coleretica manifestata in modo particolare dalle gemme. La foglia di Betulla si impiega nel reumatismo, nella gotta, nella litiasi renale (l'incremento della diuresi previene la formazione di renella) e come "lavaggio" nelle affezioni delle vie urinarie. L'estratto fluido, acquoso e secco ottenuto dalle foglie avrebbe attività antibiotica. È stato dimostrato che gli estratti di Betula pubescens L. possiedono proprietà antibatteriche contro lo Stafilococcus aureus. Ledere ne preconizzò l'impiego nel trattamento della cellulite, caso nel quale favorirebbe l'eliminazione dell'acido urico e del colesterolo, cui seguirebbe l'eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali. » Per la salute: « L'olio essenziale ottenuto dal catrame di Betulla si usa in pomata (8%) contro il reumatismo e può essere impiegato in prodotti per il massaggio sportivo. l carbone, finemente polverizzato, possiede azione assorbente per cui trova indicazione nelle affezioni gastrointestinali accompagnate da meteorismo. Da segnalare, in Gemmoterapia, la Linfa di Betulla (conosciuta anche come Betula verrucosa linfa) che contiene due eterosidi i quali liberano per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica, antiinfiammatoria e diuretica.» Interazioni: «Barbiturici, alcool, diuretici, ipotensivi, antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti, farmaci gastrolesivi, metotrexate: tutti questi farmaci potenziano gli effetti collaterali dei salicilati nel tratto gastrointestinale. Insufficienza renale e ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Frassino: «Fraxinus è un genere di piante della famiglia delle Oleaceae che comprende circa 65 specie di alberi o arbusti a foglie decidue, originarie delle zone temperate dell'emisfero settentrionale. Hanno generalmente una crescita rapida, riuscendo a sopravvivere in condizioni ambientali difficili come zone inquinate, con salsedine o forti venti, resistendo bene anche alle basse o elevate temperature; le specie più diffuse in Italia sono il Fraxinus excelsior conosciuto col nome comune di Frassino maggiore; il Fraxinus ornus noto come Orno o Orniello, utilizzato per la produzione della manna e chiamato comunemente anche Frassino da manna o Albero della manna; Fraxinus angustifolia noto col nome di Frassino meridionale. I costituenti del frassino sono: • acido ursolico; benzochinone • mannitolo; tannini • acidi fenoli; cumarine (fraxoside e esculoside): in particolare nella corteccia • flavonoidi (rutoside); acido ascorbico; iridoidi • cumarine (fraxoside e esculoside) • siringoside e tannini. Il frassino principalmente ha un'attività diuretica ed antiinfiammatoria oltre che ad una azione lassativa. Il suo impiego tipico è in manifestazioni articolari dolorose; casi di ritenzione idrica, e cellulite. L'uso tradizionale come rimedio sintomatologico antiinfiammatorio conferma, del resto, tali prerogative. La pianta è considerata utile coadiuvante nei regimi dimagranti e nel trattamento della litiasi renale. Le foglie di Frassino possono manifestare, in virtù dell'alta concentrazione in acido malico, sali di calcio e mannitolo, una blanda azione lassativa scevra da effetti collaterali, quali le coliche.» Ortica: «L'ortica è tra le piante selvatiche sicuramente la più apprezzata. Sia l'Urtica dioica che l'Urtica urens sono utilizzate per le loro proprietà. E' una pianta ricca di vitamina C, clorofilla, sali minerali (silicio, ferro, calcio, manganese e potassio), carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino, istamina, acetilcolina. Grazie ai suoi componenti l'ortica è una pianta emostatica, antireumatica, cicatrizzante, vasocostrittrice e antiflogistica. » Per la salute: « L'ortica può essere usata come decotto, come succo, come infuso, sciroppo o semplicemente cruda come disintossicante, depuratore e tonico dell'organismo aiutando ad eliminare gli acidi urici, nelle affezioni intestinali, per l'artrite, per l'anemia. Ha inoltre un forte potere emostatico e antiemorragico e astringente intestinale. Utilizzando esternamente il succo fresco combatte la perdita dei capelli e rinforza il cuoio capelluto. E' molto efficace in caso di seborrea, forfora, acne ed eczema. Cataplasmi delle foglie di ortica sbollentate e tritate sono ottime per le irritazioni cutanee e per le ferite in quanto ha un effetto cicatrizzante. » Interazioni: «Diuretici Farmaci ipoglicemizzanti Sedativi del SNC Farmaci ipotensivi Le interazioni sono teoricamente possibili in relazione alle attività farmacologiche dimostrate.» PROPRIETÀ DIURETICHE ANTI INFIAMMATORIE ANTI FLOGISTICHE INDICAZIONI Utile ed indicata nella cura delle nefriti acute e croniche e degli edemi e calcoli renali e della renella. Oltre a ciò svolge un'attività antimicotica (Candida albicans). Si usa solitamente per: ipertrofia prostatica, litiasi urica, iperuricemia e gotta, ritenzione idrica. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

DIVERTI FS 3

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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro le malattie diverticolari. EFFETTI Combatte le malattie diverticolari. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza tre volte die. INGREDIENTI Tisana a base di Mentha piperita, Althaea officinalis, Malva sylvestris, Tilia europaea e Thymus serpyllum. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Mentha Piperita - Menta: «La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie. » Per la salute: « Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limone e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito.» Althaea Officinalis - Altea: «Le principali proprietà dell'altea sono quelle emollienti ed antinfiammatorie. È indicata in presenza di glossiti e gengiviti, faringiti, esofagiti, gastriti, coliti infiammatorie e spastiche. All'Altea vengono ascritte anche proprietà bechiche e sedative della tosse nei catarri bronchiali. La polvere della radice di Altea può essere utilizzata come macerato a freddo, e anche come veicolo per oli essenziali. Grazie alla ricca presenza di mucillagini, che tendono a formare sulla pelle un sottile strato filmogeno protettivo ed idratante, per uso esterno l'Altea è utile in presenza di pelli irritate, sensibili, secche, arrossate, disidratate, facili a screpolarsi, e contro piaghe e scottature.» Per la salute: «In medicina si usa ogni parte di questa erbacea: la radice, le foglie e i fiori. L'altea possiede infatti proprietà calmanti, emollienti, espettoranti, diuretiche e lassative. Essa è impiegata in particolare come tisana nella cura delle affezioni alle vie respiratorie, per curare il catarro e per alleviare i dolori di stomaco e intestino. » Interazioni: «Riduzione dell'assorbimento intestinale di carboidrati, e pertanto la terapia può richiedere un adeguamento posologico. Può verificarsi anche la riduzione dell'assorbimento di farmaci assunti contemporaneamente.» Malva: «I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti. Per questo motivo, l'uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l'eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti. » Per la salute: «Erba indicata contro gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. Utilizzata da sempre come blando lassativo, è un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata. In medicina per uso interno è utile in caso di bronchiti, tosse, infezioni della gola, catarro, asma, gastrite. Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. » Interazioni: «L'uso prolungato di mucillagini riduce l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti oralmente.» Tilia Europaea - Tiglio: « Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un'essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po' sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l'arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un'eccessiva coagulazione del sangue. L'alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l'alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni.» Thymus Serpyllum - Timo Selvatico: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento. » Per la salute: « L'infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l'organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l'infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» PROPRIETÀ ANTISPASMODICHE ANALGESICHE CARMINATIVE COLERETICHE ANTISETTICHE EMOLLIENTI ANTINFIAMMATORIE SEDATIVE BALSAMICHE INDICAZIONI Tisana indicata contro gli stati infiammatori delle mucosa intestinale. Attenua i dolori intestinali, rilassa la muscolatura dell'intestino. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

EMI FS 3

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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'emicrania. EFFETTI Combatte il mal di testa cronico (l'emicrania). INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda della necessità. INGREDIENTI Tisana a base di Arancio Amaro foglie, Valeriana e Lavanda.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Arancio amaro: «Il frutto maturo viene mangiato in Iran e in Messico con sale e pasta di peperoncino. La buccia è spesso usata per ottenere marmellate e la buccia essiccata è utilizzata per insaporire una birra belga chiamato Orange Muscat. Il principale costituente dell'estratto di citrus aurantium è la sinefrina anche se studi condotti in vitro mostrano che la sinefrina non sia l'unico alcaloide in grado di indurre azione lipolitica. Tuttavia, poiché si ritrova in quantità molto più alte degli altri, è quello che svolge l'azione principale. L'uso più comune di Citrus aurantium è come integratore alimentare piuttosto che come ingrediente culinario. Nella medicina tradizionale cinese chiamato "Chih-Shi" o "Zhi-Shi" e viene impiegato come purificante, per trattare disturbi dell'apparato digerente e disordini del fegato. L'utilizzo principale che se ne fa oggi è come coadiuvante nelle diete finalizzate alla riduzione del peso. Il controllo del peso corporeo avviene attraverso effetti sul metabolismo che includono un aumento dell'attività del metabolismo basale, della lipolisi (degradazione dei grassi per la conversione in energia) e una modesta attività riduzione dell'appetito. Dall'analisi si vede come l'estratto sia in grado di indurre un aumento dell'attività metabolica a riposo e del dispendio energetico e un modesto aumento della riduzione del peso si osserva in soggetti che assumono l'estratto per un periodo fino a 12 settimane. Infatti l'estratto di citrus aurantium ha un marcato effetto termogenico. Con il termine termogenico si intende quell'attività metabolica che determina un aumento della produzione di calore da parte dell'organismo, in particolare a carico di alcuni tessuti come quello adiposo e quello muscolare. La termogenesi avviene naturalmente in tutti i mammiferi, ad eccezione dei suini, grazie alla presenza del tessuto adiposo bruno, che è metabolicamente attivo a differenza di quello bianco che funge da sito di deposito dei grassi. Un ruolo importante della termogenesi viene infatti svolto negli animali che vanno in letargo e che devono poi riattivarsi aumentando al loro temperatura corporea. In definitive la termogenesi permette di bruciare i costituenti introdotti alla dieta e invece di convertirli in energia per l'organismo li disperde sotto forma di calore. Vari studi sono stati condotti sia a livello preclinico che clinico per valutare il ruolo dell'estratto di citrus aurantium nel controllo del peso. Molti di questi arrivano a conclusioni discordanti poiché studi diversi considerano miscele di erbe diverse, ragion per cui è difficile valutare il contributo dell'estratto quale unico ingrediente attivo. Il Citrus aurantium è usato anche come sedativo e, in alcune nazioni, per trattare gli stati ansiosi. Uno studio che ha valutato 60 soggetti con stato ansioso dovuto a operazioni chirurgiche minori alle quali dovevano essere sottoposti, ha mostrato un miglioramento della loro condizione prima di entrare in sala operatoria. Studi tossicologici non hanno mostrato alcuna attività degna di nota nell'utilizzo di estratto di citrus. Soggetti a cui é stato somministrato Citrus per 28 giorni non hanno mostrato alcun significativo cambiamento dell'attività dei citocromo, enzimi preposti al metabolismo delle sostanze di origine esogena. Questo potrebbe ragionevolmente escludere che l'assunzione delle quantità raccomandate giornaliere possa influenzare il metabolismo di farmaci assunti in contemporanea, tuttavia è consigliabile consultare il parere medico in caso si stiano assumendo farmaci di varia natura. Altri studi hanno valutato l'effetto a livello cardiaco e sulla pressione arteriosa e hanno mostrato come l'assunzione di p-sinefrina non influenzi ne la pressione ne la frequenza cardiaca.» Per la salute: «In passato, gli psoraleni contenuti nell'estratto di olio di bergamotto sono stati usati negli acceleratori d'abbronzatura e nei filtri solari. Gli psoraleni penetrano nella pelle, dove aumentano la quantità di danno al DNA. Questo danno è possibile nelle scottature solari ed è compresente con una maggiore produzione di melanina. Può anche portare a fitofotodermatosi, uno scurimento della pelle a causa di una reazione chimica che rende la pelle più sensibile alla luce UV. Queste sostanze sono note essere fotocancerogene dal 1959,ma sono state bandite dai filtri solari dopo il 1995 (negli USA). Questi fotocancerogeni sono stati banditi in molti stati anni dopo aver causato molti casi di melanomi maligni e conseguenti morti. Gli psoraleni vengono ora usati solo nel trattamento di alcune patologie, come nella terapia PUVA. Attraverso il processo di "defurocumarinizzazione" è possibile ridurre notevolmente il Bergaptene (5-MOP), una furocumarina fototossica e fotomutagena che per esposizione al sole può provocare ustioni anche agli strati cutanei più profondi. È preferibile acquistare in farmacia o in erboristeria l'essenza defurocumarinizzata o contattare il consorzio del bergamotto.» Interazioni: «Come il succo di pompelmo, anche i citroflavonoidi possono interferire con l'assorbimento di alcuni farmaci.»   Valeriana: «Si usa la radice della pianta che però ha un odore sgradevole. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno. Il meccanismo d'azione dei suoi costituenti è abbastanza ben conosciuto. Si deve agli esteri degli acidi valerianici ed agli iridoidi l'inibire l'enzima animale acido gamma-aminobutirrico transaminasi, preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato (GABA). Questo mediatore chimico è notoriamente associato a fenomeni neuronali di tipo inibitorio ed è responsabile anche dell'induzione del sonno nell'uomo. Studi più recenti hanno evidenziato che anche alcuni degli alcaloidi possono avere una influenza più o meno diretta sul metabolismo del GABA, ma il loro meccanismo è ancora poco chiaro. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina (quelli inibiti dalla caffeina) ed essere in parte responsabili dell'azione ipno-inducente, spasmolitica a livello intestinale e riducente sulla pressione arteriosa. » Per la salute: « La valeriana possiede proprietà sedative, rilassanti e ipnoinducenti, cioè favorenti il sonno. Riducendo il tempo necessario per addormentarsi e migliorandone la qualità, la valeriana è indicata in tutti i suoi disturbi, insonnia e ansia. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina ed essere in parte responsabili dell'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia, utile in caso di crampi e sindrome dell'intestino irritabile. » Interazioni: «Aumenta il tempo di sonno da barbiturici. Possibile interazione con benzodiazepine e antistaminici. Alcool.» Lavanda: «La lavanda, la cui specie maggiormente coltivata ed utilizzata in Italia è rappresentata dalla Lavandula officinalis, è una pianta erbacea aromatica, che produce fiori dal tipico colore compreso tra l'azzurro ed il lilla, che da essi stessi prende il proprio nome. La lavanda è ricca di proprietà benefiche e può essere utilizzata per la cura della persona e della bellezza. La lavanda è conosciuta fin dalle epoche passate. Pare che il suo nome derivi dal suo utilizzo per detergere il corpo, che la vedeva in particolare impiegata per profumare l'acqua in cui gli antichi romani si immergevano per il bagno. I documenti dell'epoca testimoniano come la lavanda venisse impiegata per la realizzazione di un medicinale adatto a combattere nausea, singhiozzo e dolori intestinali. L'olio essenziale di lavanda è da secoli altrettanto noto per le sue proprietà curative in caso di scottature ed infiammazioni della pelle. Poche gocce, ancora meglio se diluite in un olio vegetale di base, come del semplice olio extravergine d'oliva, possono essere impiegate per strofinarle sulla pelle in caso di prurito causato dalle punture di zanzara al fine di ottenere un immediato beneficio. Esso è inoltre considerato come l'olio essenziale rilassante per eccellenza. Ecco perché viene ampiamente utilizzato per effettuare massaggi al fine di decontrarre i muscoli e come aggiunta ai sali da bagno da utilizzare per un pediluvio serale, affinché la sensazione di stanchezza e pesantezza avvertita agli arti inferiori possa essere alleviata il prima possibile. L'olio essenziale di lavanda è portentoso in caso di mal di testa provocato da stress e tensione. È sufficiente strofinarne una o due gocce sulle tempie per ottenere i primi benefici. L'olio essenziale di lavanda può essere inoltre utile per la cura del raffreddore. Esso può essere aggiunto al bicarbonato versato in acqua bollente per i classici suffumigi al fine di potenziare gli effetti di questo trattamento, che costituisce uno dei più utili rimedi della nonna contro le malattie da raffreddamento. Un altro olio essenziale particolarmente indicato in proposito viene estratto dall'eucalipto. » Per la salute: « L'uso dell'olio officinale è adatto se si soffre di leucorrea, cistite o infiammazioni infettive a carico dell'intestino: può anche essere usata per combattere le affezioni dell'apparato respiratorio, tosse asmatica e bronchiti. L'uso in diluizione non deve superare le tre volte al giorno e le sei gocce. L'uso è noto con diverse metodologie: evaporata, diluita, in bagno, in inalazione, per frizione, in pot-pourry e infine per pediluvio o impacco. L'olio essenziale può servire per la cicatrizzazione delle ferite, per la cura della dermatosi e infine per il trattamento delle malattie reumatiche. In genere l'effetto della pianta è calmante e rigenerante. Può servire la sua inalazione per curare la tachicardia e per le palpitazioni. Una curiosità: la lavanda può essere usata come antiveleno ai morsi di insetti e serpenti, specialmente neutralizza il veleno della vipera, strofinandone i fiori sopra il morso.» PROPRIETÀ PURIFICANTE SEDATIVA RILASSANTE ANTIDOLORIFERA INDICAZIONI Adatta in particolar modo contro il mal di testa provocato da stress e tensione. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

EMOSTITI FS 1 - GR 100

EMOSTITI FS 1 - GR 100

€ 4,50

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro le emorroidi con stitichezza. EFFETTI Combatte emorroidi con stitichezza. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Senna foglie, Achillea e Frangula. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Senna: «La senna rappresenta uno dei purganti farmaceutici più utilizzati al mondo. La sua attività purgante si ascrive alla sinergia che avviene tra i glicosidi antrachinonici presenti in abbondanza: i sennosidi A e B. La senna possiede, in particolare, tropismo elettivo nei confronti dell'intestino crasso, con conseguente attivazione della peristalsi, che promuove il movimento delle feci nell'intestino.» Achillea: «Le proprietà benefiche dell'achillea millefoglie sono molteplici, ha proprietà antinfiammatorie, digestive, vasoprotettrici, vasodilatatorie e vulnerarie ovvero facilitano la cicatrizzazione delle ferite. Inoltre ha anche un'azione antispastica sull'apparato gastroenterico, proprio per questo viene spesso aggiunta in numerosi aperitivi e liquori.» Per la salute: «L'erba medicinale per eccellenza è l'Achillea, particolarmente efficace nel risolvere i disturbi femminili: una tisana di achillea (un cucchiaino d'erba in una tazza d'acqua bollente) presa quotidianamente al mattino regolarizza il ciclo mestruale e attenua i fastidi della menopausa. Il millefoglio ha inoltre indiscusse proprietà depurative, stimolanti ed emostatiche: il succo fresco della pianta applicato sulle ferite agisce come disinfettante e antiemorragico, ma poiché può causare reazioni allergiche conviene dapprima applicarlo su una zona limitata e osservarne l'effetto.» Interazioni: «Farmaci anticoagulanti (l'achilleina ha mostrato un effetto procoagulante nelle cavie). Farmaci per il controllo della pressione arteriosa. L'olio essenziale contiene anche tracce di tuione: cautela.» Frangula: «Le proprietà della corteccia di Frangola sono specificatamente utili per stimolare le funzioni intestinali. L'azione della Frangola, entro limiti abbastanza ampi di dosaggio, è innocua e sicura ed è praticamente esente da controindicazioni. Le sostanze antrachinoniche, naturalmente legate a zuccheri, che costituiscono il principio attivo della Frangola, agiscono sull'intestino crasso stimolandone il tono e l'ampiezza dei movimenti: si ottiene così uno svuotamento dolce senza provocare pesanti irritazioni sulle delicate mucose dell'intestino. Tranne le eccezioni determinate da reali necessità, bisogna ricercare non un effetto purgativo drastico, ma semplicemente un effetto regolatore intestinale. La stitichezza cronica va sorvegliata dal medico in quanto potrebbe essere conseguenza di gravi disfunzioni e malattie. La Frangola non ha controindicazioni se si escludono le donne gravide e le nutrici che possono ancora farne uso moderato.» Per la salute: « Dal punto di vista terapeutico la parte più preziosa della pianta è la corteccia, che però è velenosa e per questo viene essiccata prima di essere lavorata. Grazie a questo processo infatti gli antranoli che si trovano nella corteccia e che hanno un potente effetto lassativo si trasformano in gluco-frangulini A e B oppure in glicosidi antrachinonici A e B, che sono meglio tollerati dall'organismo umano. Le sue componenti impediscono la ritenzione dell'acqua e dei sali, e contribuiscono così a facilitare le evacuazioni e a rendere le feci più morbide. I prodotti a base di corteccia di frangula sono consigliati vivamente a coloro che soffrono di stitichezza, emorroidi, in caso di ragadi anali, o anche in seguito ad interventi anali. Poiché ha un forte effetto di pulizia intestinale, lassativo ed antivermifugo, si può utilizzare con successo durante le cure disintossicanti. Risultati clinici: Una ricerca italiana ha dimostrato che la frangula dispone di proprietà antiossidanti ed antimicrobiotiche. Gli studiosi ritengono che il contenuto di antrachinoni può contribuire alla prevenzione del cancro alla prostata, ed anche al mantenimento della salute della prostata.» Interazioni: «L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» PROPRIETÀ FAVORISCE L'ATTIVAZIONE DELLA PERISTALI INTESTINALE ANTINFIAMMATORIA DIGESTIVA VASOPROTETTRICE VASODILATATORIA VULNERAIRIA EPATOPROTETTRICE COLERETICA ANTISPASTICA SULL'APPARATO GASTROENTERICO INDICAZIONI Facilitano la cicatrizzazione delle ferite, lenisce e toglie infiammazione e bruciore, promuove il movimento delle feci nell'intestino. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

EMOSTITI FS 1 - GR 200

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€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro le emorroidi con stitichezza. EFFETTI Combatte emorroidi con stitichezza. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Senna foglie, Achillea e Frangula. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Senna: «La senna rappresenta uno dei purganti farmaceutici più utilizzati al mondo. La sua attività purgante si ascrive alla sinergia che avviene tra i glicosidi antrachinonici presenti in abbondanza: i sennosidi A e B. La senna possiede, in particolare, tropismo elettivo nei confronti dell'intestino crasso, con conseguente attivazione della peristalsi, che promuove il movimento delle feci nell'intestino.» Achillea: «Le proprietà benefiche dell'achillea millefoglie sono molteplici, ha proprietà antinfiammatorie, digestive, vasoprotettrici, vasodilatatorie e vulnerarie ovvero facilitano la cicatrizzazione delle ferite. Inoltre ha anche un'azione antispastica sull'apparato gastroenterico, proprio per questo viene spesso aggiunta in numerosi aperitivi e liquori.» Per la salute: «L'erba medicinale per eccellenza è l'Achillea, particolarmente efficace nel risolvere i disturbi femminili: una tisana di achillea (un cucchiaino d'erba in una tazza d'acqua bollente) presa quotidianamente al mattino regolarizza il ciclo mestruale e attenua i fastidi della menopausa. Il millefoglio ha inoltre indiscusse proprietà depurative, stimolanti ed emostatiche: il succo fresco della pianta applicato sulle ferite agisce come disinfettante e antiemorragico, ma poiché può causare reazioni allergiche conviene dapprima applicarlo su una zona limitata e osservarne l'effetto.» Interazioni: «Farmaci anticoagulanti (l'achilleina ha mostrato un effetto procoagulante nelle cavie). Farmaci per il controllo della pressione arteriosa. L'olio essenziale contiene anche tracce di tuione: cautela.» Frangula: «Le proprietà della corteccia di Frangola sono specificatamente utili per stimolare le funzioni intestinali. L'azione della Frangola, entro limiti abbastanza ampi di dosaggio, è innocua e sicura ed è praticamente esente da controindicazioni. Le sostanze antrachinoniche, naturalmente legate a zuccheri, che costituiscono il principio attivo della Frangola, agiscono sull'intestino crasso stimolandone il tono e l'ampiezza dei movimenti: si ottiene così uno svuotamento dolce senza provocare pesanti irritazioni sulle delicate mucose dell'intestino. Tranne le eccezioni determinate da reali necessità, bisogna ricercare non un effetto purgativo drastico, ma semplicemente un effetto regolatore intestinale. La stitichezza cronica va sorvegliata dal medico in quanto potrebbe essere conseguenza di gravi disfunzioni e malattie. La Frangola non ha controindicazioni se si escludono le donne gravide e le nutrici che possono ancora farne uso moderato.» Per la salute: « Dal punto di vista terapeutico la parte più preziosa della pianta è la corteccia, che però è velenosa e per questo viene essiccata prima di essere lavorata. Grazie a questo processo infatti gli antranoli che si trovano nella corteccia e che hanno un potente effetto lassativo si trasformano in gluco-frangulini A e B oppure in glicosidi antrachinonici A e B, che sono meglio tollerati dall'organismo umano. Le sue componenti impediscono la ritenzione dell'acqua e dei sali, e contribuiscono così a facilitare le evacuazioni e a rendere le feci più morbide. I prodotti a base di corteccia di frangula sono consigliati vivamente a coloro che soffrono di stitichezza, emorroidi, in caso di ragadi anali, o anche in seguito ad interventi anali. Poiché ha un forte effetto di pulizia intestinale, lassativo ed antivermifugo, si può utilizzare con successo durante le cure disintossicanti. Risultati clinici: Una ricerca italiana ha dimostrato che la frangula dispone di proprietà antiossidanti ed antimicrobiotiche. Gli studiosi ritengono che il contenuto di antrachinoni può contribuire alla prevenzione del cancro alla prostata, ed anche al mantenimento della salute della prostata.» Interazioni: «L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» PROPRIETÀ FAVORISCE L'ATTIVAZIONE DELLA PERISTALI INTESTINALE ANTINFIAMMATORIA DIGESTIVA VASOPROTETTRICE VASODILATATORIA VULNERAIRIA EPATOPROTETTRICE COLERETICA ANTISPASTICA SULL'APPARATO GASTROENTERICO INDICAZIONI Facilitano la cicatrizzazione delle ferite, lenisce e toglie infiammazione e bruciore, promuove il movimento delle feci nell'intestino. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ENFI FS 4

ENFI FS 4

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro gli enfisemi. EFFETTI Combatte enfisemi. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Eucalipto, Salvia, Issopo, Timo e Piantaggine.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Eucalipto: «Per uso interno la medicina popolare utilizzava le foglie con l' Infuso per trattare catarro bronchiale, asma, raffreddore, influenza, cefalea, febbre, come disinfettante della vescica e intestino, sinusiti, reumatismi, per trattare e lenire le ustioni, come disinfettante e detergente per la pelle, nelle contusioni, stiramenti, strappi muscolari, nei geloni, la leucorrea, contro la malaria. In erboristeria e fitoterapia vengono utilizzate le foglie e i rametti da cui si estrae, per corrente di vapore, l'olio essenziale, che viene impiegato come antisettico e come anticatarrale, nel trattamento delle infezioni urinarie, dell'apparato respiratorio, l'influenza, ipertensione, arteriosclerosi, diabete. L'olio essenziale che si ricava da questa pianta è anche analgesico, antifebbre, antinevralgico, antireumatico, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, vermifugo, vulnerario balsamico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico. Contiene tannini, flavonoidi, acidi polifenolici, e olio essenziale come cineolo, pinene, canfene, globulolo, eucazulene. » Per la salute: « Dalle foglie dell'eucalipto si ricava un olio essenziale dall'aroma fortemente aromatico impiegato in farmacia per le virtù balsamiche, fluidificanti, espettoranti, antisettiche. Si consiglia nelle affezioni asmatiche, nei catarri bronchiali, nelle pleuriti, nelle bronchiti, nella tosse e nella sinusite. Inoltre l'eucalipto svolge anche una buona attività sudorifera, febbrifuga e vermifuga ed è un discreto stimolatore del sistema nervoso. L'olio essenziale di Eucalipto è analgesico, anti febbre, antinevralgico, antireumatico, antisettico generale (in particolare delle vie respiratorie ed urinarie), antispasmodico, antivirale, balsamico, calmante della tosse, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, disinfettante dell'aria, diuretico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico, parassiticida, profilattico, rubefacente, stimolante, vermifugo, vulnerario. Uso esterno: algie, artrite reumatoide, dolori articolari, insufficienza circolatoria, ferite, lesioni cutanee, cicatrizzazioni lente, herpes zooster, sciatalgia, dolori reumatici, catarro, sinusite, pidocchi, raffreddore, strappi, tosse, scottature, bruciature, vescichette » Interazioni: «Può aumentare il metabolismo di numerosi farmaci. Attenzione in particolar modo ai trattamenti prolungati nel tempo.» Timo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento. » Per la salute: « L'infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l'organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l'infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» Salvia: «La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell'apigenolo. L'olio essenziale di salvia possiede un'alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico. » Per la salute: « Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato "caldane": per questo viene anche chiamata "estrogeno naturale"). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un "deterrente" del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita. La salvia è uno stimolante dell'organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l'insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un'azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un'azione estrogena che agisce efficacemente come antisudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, "salva" i cibi dal deperimento. » Interazioni: «Sedativi e ipoglicemizzanti.» Piantaggine: «Antibatteriche, espettoranti, emostatiche, astringenti, oftalmiche, lenitive, lassative, emollienti, antinfiammatorie » Per la salute: « Nella medicina popolare si usava la parte aerea della pianta, contro tosse, bronchiti, infiammazioni intestinali, diarrea, allergie. Le foglie venivano consumate crude in insalata, oppure cotte come gli spinaci. Le foglie sono usate in erboristeria come lenitivo e antipruriginoso delle affezioni cutanee, per le infiammazioni della gola e delle vie respiratorie. In omeopatia viene utilizzato con la tintura madre nel trattamento alla disaffezione al fumo.» Issopo: «Le sommità fiorite dell'issopo contengono flavonoidi, tannini, sostanze amare (marrubina) e un gradevolissimo olio essenziale, responsabile della maggior parte delle sue proprietà balsamiche ed espettoranti per le vie respiratorie. In fitoterapia si utilizza per sedare la tosse e gli attacchi d'asma, perché fluidifica e aiuta a eliminare il catarro soprattutto dei bronchi e dei polmoni. Sempre grazie all'olio essenziale possiede proprietà digestive: stimola la secrezione dei succhi gastrici, favorisce i processi digestivi, elimina i gas intestinali. La presenza dei flavonoidi conferisce all'issopo un'azione diuretica e antisettica per le vie urinarie, in grado di aumentare la diuresi e mantenere libero da batteri il condotto urinario, utile nelle infezioni batteriche e infiammazioni, come la cistite.» PROPRIETÀ ANTIDISPNOICO PETTORALE ANTINFIAMMATORIA BALSAMICA FLUIDIFICANTE ESPETTORANTE ANTISETTICA SI UTILIZZA PER SEDARE LA TOSSE E GLI ATTACCHI D'ASMA NONCHÈ STIMOLARE I POLMONI IN MANCANZA D'ARIA INDICAZIONI Aiuta in tutti i casi di difficoltà di respirazione, e tutti disturbi dell'apparato respiratorio come l'asma bronchiale, la bronchite asmatica, l'enfisema vale a dire dilatazione delle pareti degli alveoli polmonari che comporta un rigonfiamento dei polmoni per un maggior contenuto d'aria. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

EPACRO FS 3

EPACRO FS 3

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'epatite cronica EFFETTI Combatte l'epatite cronica. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda delle necessità. INGREDIENTI Tisana a base di Malva fiore, Gramigna, Chelidonia, Frangula e Tarassaco. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Malva: «I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti. Per questo motivo, l'uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l'eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti. » Per la salute: «Erba indicata contro gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. Utilizzata da sempre come blando lassativo, è un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata. In medicina per uso interno è utile in caso di bronchiti, tosse, infezioni della gola, catarro, asma, gastrite. Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. » Interazioni: «L'uso prolungato di mucillagini riduce l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti oralmente.» Gramigna: «La Gramigna è una pianta medicinale molto apprezzata per le sue ottime proprietà diuretiche e depurative, utili non solo per eliminare dai tessuti un eccesso di acqua e liquido sieroso in caso di ritenzione di liquidi, edemi, scarsa produzione di urina, ma anche per combattere le infiammazioni del rene e dell'apparato genitourinario come nel caso di cistiti, uretriti, calcoli renali e infiammazioni alle vie urinarie. Come depurativo, inoltre, svolge un'efficace azione in caso di artrite, dolori reumatici, gotta e infiammazione articolare, agisce come sudorifero in caso di malattie infettive accompagnate da febbre, influenza, raffreddore ecc. esercita un blanda azione lassativa, antinfiammatoria e antisettica intestinale, stimola il deflusso dei succhi biliari e decongestiona il fegato in caso di epatopatie.» Per la salute: «Angiocolite (infiammazione dei dotti biliari), calcolosi biliari, colecistite, ittero, malattie del fegato, per favorire il deflusso della bile, per decongestionare il fegato, e le vie epatobiliari: con azione epatoprotettrice, depurativa e antisettica, assumere all'occorrenza durante il corso della giornata almeno 4-5 tazze di decotto di rizoma; se il gusto è troppo sgradevole, dolcificare con un cucchiaino di Miele di Tarassaco ad azione depurativa; oppure prendere 4 g di estratto fluido 4-5 volte al giorno in una tazza d'infuso di Boldo o Tanaceto. Per un effetto più efficace e duraturo aggiungere al decotto di Gramigna 15 g di radice di Robbia, 50 g di radice di Liquirizia, lasciare in infusione per 20 minuti, quindi colare; se ne bevono 3-4 bicchieri nel corso dell'intera giornata. Calcoli ai reni e alla vescica, cistite, edemi, infezioni renali e alle vie urinarie, infiammazioni all'intestino e allo stomaco, litiasi urinaria, ritenzione di acqua e di liquido sieroso, scarsa produzione di urina, stitichezza, uretrite, per favorire e aumentare la diuresi: con azione diuretica, antisettica e antinfiammatoria, assumere all'occorrenza 5-6 tazze di decotto di rizoma durante la giornata, preferibilmente lontano dai pasti principali; oppure prendere 3-4 g di estratto fluido di Gramigna diluiti in una tazza di infuso di Betulla (calcoli renali), o parietaria (per aumentare la diuresi), o Lino (infiammazione all'intestino). In questi casi è inoltre molto efficace aggiungere a un litro di decotto di rizoma di Gramigna un po' di radice di Fragola, acetosa, soffione e alcune foglie di Agrimonia, far bollire ancora per qualche minuto, quindi colare e consumare durante la giornata come bevanda abituale. Se i disturbi e i sintomi persistono, è preferibile consultare il medico. Gotta, infiammazione articolare, reumatismi, per depurare l'organismo dalle tossine e dalle sostanze di rifiuto: con azione antinfiammatoria e depurativa, assumere regolarmente durante il giorno 5-6 tazze di decotto di Gramigna, dolcificando, se si desidera, con mezzo cucchiaino di zucchero di canna; in alternativa, diluire 5 g di estratto fluido in una tazza d'infuso di Sambuco o Olmaria e bere 4-5 volte il giorno. Per migliorare l'azione depurativa della Gramigna aggiungere al decotto, all'inizio dell'ebollizione, 2 cucchiaiate circa di Orzo. Influenza, malattie infettive accompagnate da febbre, morbillo, raffreddore, scarlattina, varicella: con azione sudorifera, assumere quando necessario 4-5 tazze di decotto di Gramigna dolcificato con miele di Acacia; oppure prendere 5 g di estratto fluido 3-4 volte il giorno diluiti in una tazza d'infuso di Acacia o Salice rosso. Se la situazione si aggrava, rivolgersi al medico.» Interazioni: «Possibile sommazione di effetti con squilibri idroelettrolitici con l'uso contemporaneo di diuretici.» Chelidonia: «La chelidonia, in passato, veniva usata come coleretico ed antispastico delle vie biliari, ma oggi è stata abbandonata per assenza di dati circa la sicurezza d'impiego. L'attività spasmolitica, rivolta soprattutto allo sfintere di Oddi, unita ad un'azione drenante epato-biliare, giustificava l'impiego della chelidonia in presenza di coliche biliari e difficoltà digestive di origine epatica. L'unico utilizzo oggi conosciuto è quello per applicazioni esterne del latice giallo ocra che fuoriesce dagli steli, usato con successo su verruche e condilomi. Gli estratti di chelidonia sono altresì sfruttati per la formulazione di shampoo antiforfora, in associazione sinergica con lichene islandico e catrami vegetali.» Frangula: «Le proprietà della corteccia di Frangola sono specificatamente utili per stimolare le funzioni intestinali. L'azione della Frangola, entro limiti abbastanza ampi di dosaggio, è innocua e sicura ed è praticamente esente da controindicazioni. Le sostanze antrachinoniche, naturalmente legate a zuccheri, che costituiscono il principio attivo della Frangola, agiscono sull'intestino crasso stimolandone il tono e l'ampiezza dei movimenti: si ottiene così uno svuotamento dolce senza provocare pesanti irritazioni sulle delicate mucose dell'intestino. Tranne le eccezioni determinate da reali necessità, bisogna ricercare non un effetto purgativo drastico, ma semplicemente un effetto regolatore intestinale. La stitichezza cronica va sorvegliata dal medico in quanto potrebbe essere conseguenza di gravi disfunzioni e malattie. La Frangola non ha controindicazioni se si escludono le donne gravide e le nutrici che possono ancora farne uso moderato. » Per la salute: « Dal punto di vista terapeutico la parte più preziosa della pianta è la corteccia, che però è velenosa e per questo viene essiccata prima di essere lavorata. Grazie a questo processo infatti gli antranoli che si trovano nella corteccia e che hanno un potente effetto lassativo si trasformano in gluco-frangulini A e B oppure in glicosidi antrachinonici A e B, che sono meglio tollerati dall'organismo umano. Le sue componenti impediscono la ritenzione dell'acqua e dei sali, e contribuiscono così a facilitare le evacuazioni e a rendere le feci più morbide. I prodotti a base di corteccia di frangula sono consigliati vivamente a coloro che soffrono di stitichezza, emorroidi, in caso di ragadi anali, o anche in seguito ad interventi anali. Poichè ha un forte effetto di pulizia intestinale, lassativo ed antivermifugo, si può utilizzare con successo durante le cure disintossicanti. Risultati clinici: Una ricerca italiana ha dimostrato che la frangula dispone di proprietà antiossidanti ed antimicrobiotiche. Gli studiosi ritengono che il contenuto di antrachinoni può contribuire alla prevenzione del cancro alla prostata, ed anche al mantenimento della salute della prostata. » Interazioni: «L'uso eccessivo o prolungato nel tempo di lassativi antrachinonici può comportare numerose interazioni con farmaci o altre piante medicinali.» Tarassaco: «L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare, dove viene impiegato principalmente nelle cure di primavera per eliminare le sostanze tossiche accumulate. L'azione coleretica è dovuta principalmente agli alcoli triterpenici sinergizzati dai lattoni sesquiterpenici: questi, oltre ad aumentare la secrezione biliare, stimolano i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l'eliminazione dei metaboliti dannosi per l'organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari. L'attività diuretica del tarassaco, invece, è da attribuire alla presenza dei flavonoidi, dei lattoni sesquiterpenici e dei sali di potassio. Indicazioni cliniche: atonie gastriche, dispepsie, microcalcolosi biliari, stitichezza. » Per la salute: « Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico. Chi si sente sempre stanco dovrebbe provare a seguire per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore. » Interazioni: «Sono possibili sommazioni di effetti con l'assunzione contemporanea di amari, diuretici e ipoglicemizzanti.» PROPRIETÀ TISANA SPERIMENTATA PER ANNI NELLE EPATOPATIE CON RISULTATI CONCLAMATI LE MUCILLAGGINI DELLA MALVA FORMANO UNA SORTA DI GEL NON IRRITANTE CHE AGISCE SULLE MUCOSE FACILITANDO LA LORO FUNZIONE L'ATTIVITÀ SPASMOLITICA UNITA AD UN'AZIONE DRENANTE EPATO-BILIARE, GRAZIE ALL' IMPIEGO DELLA CHELIDONIA È UTILE NEL TRATTAMENTO DI COLICHE BILIARI E DIFFICOLTÀ DIGESTIVE DI ORIGINE EPATICA DEPURATIVE ANTISETTICHE ANTIFLOGISTICHE EUPEPTICHE COLERETICHE ANTIOSSIDANTI ANTIMICROBICHE INDICAZIONI Esercita un blanda azione lassativa, antinfiammatoria e antisettica intestinale, stimola il deflusso dei succhi biliari e decongestiona il fegato in caso di epatopatie. Utile anche nel trattamento delicato della stitichezza per cui è indicata in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a sollecitare il fegato per l'autoguarigione. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

ESIAC DEGLI INDEGINI D’AMERICA FS 2

ESIAC DEGLI INDEGINI D’AMERICA FS 2

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Formula personalizzata di fra Elia. EFFETTI Formula personalizzata da Fra Elia. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda delle necessità. INGREDIENTI Tisana a base di Bardana, Acetosella, Trifoglio fibrino, Piantagine, Achille, Olmo rosso e Rabarbaro. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Equiseto: «Equisetum è un genere di piante vascolari Pteridofite appartenenti alla famiglia Equisetaceae, conosciute comunemente con il nome di code di cavallo. Sono tra gli organismi più antichi della terra: il ritrovamento di resti fossili di alcune specie dell'ordine delle Equisetales indicano che erano piante diffuse già alla fine del Devoniano (395 - 345 milioni di anni fa). Dal punto di vista filogenetico sono piante più primitive delle angiosperme, infatti sono senza organi sessuali distinti, si propagano e si riproducono per mezzo di spore. Al genere Equisetum appartengono 15 specie, delle quali poco meno di una decina sono proprie della flora italiana. Nell'Equiseto sono presenti le seguenti sostanze: Sostanze presenti: acido silicico, glucoside, delle saponine (equisetonina), flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici (anche acido ascorbico), sostanze amare e altre sostanze minerali (sali di potassio, alluminio, manganese, ferro e calcio). Contengono anche una sostanza, il ipriflavone, che sembra in grado di indurre la formazione di nuovo tessuto osseo. Proprietà curative: antiemorragiche, cicatrizzanti (accelera la guarigione di ferite), emostatiche (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), antitubercolari e remineralizzanti (valide soprattutto per i malati di tubercolosi polmonare). Sono indicate anche per combattere l'osteoporosi, in caso di fratture e di rachitismo. In Messico si utilizza l'E. robustum come antiblenorragico (blenorragia) e diuretico, mentre l'E. bogotense viene usato come astringente.» Frassino: «Fraxinus è un genere di piante della famiglia delle Oleaceae che comprende circa 65 specie di alberi o arbusti a foglie decidue, originarie delle zone temperate dell'emisfero settentrionale. Hanno generalmente una crescita rapida, riuscendo a sopravvivere in condizioni ambientali difficili come zone inquinate, con salsedine o forti venti, resistendo bene anche alle basse o elevate temperature; le specie più diffuse in Italia sono il Fraxinus excelsior conosciuto col nome comune di Frassino maggiore; il Fraxinus ornus noto come Orno o Orniello, utilizzato per la produzione della manna e chiamato comunemente anche Frassino da manna o Albero della manna; Fraxinus angustifolia noto col nome di Frassino meridionale. I costituenti del frassino sono: - acido ursolico; benzochinone - mannitolo; tannini - acidi fenoli; cumarine (fraxoside e esculoside): in particolare nella corteccia - flavonoidi (rutoside); acido ascorbico; iridoidi - cumarine (fraxoside e esculoside) - siringoside e tannini. Il frassino principalmente ha un'attività diuretica ed antiinfiammatoria oltre che ad una azione lassativa. Il suo impiego tipico è in manifestazioni articolari dolorose; casi di ritenzione idrica, e cellulite. L'uso tradizionale come rimedio sintomatologico antiinfiammatorio conferma, del resto, tali prerogative. La pianta è considerata utile coadiuvante nei regimi dimagranti e nel trattamento della litiasi renale. Le foglie di Frassino possono manifestare, in virtù dell'alta concentrazione in acido malico, sali di calcio e mannitolo, una blanda azione lassativa scevra da effetti collaterali, quali le coliche.» PROPRIETÀ La Tisana ESIAC prende spunto da una antica ricetta d'erbe della tribù degli Ojibway, Canada, riscoperta negli anni '20. La ricetta famosa nel mondo soprattutto per le sue proprietà coadiuvanti nelle patologie degenerative, oltre che per le sue straordinarie capacità di depurazione dell'organismo e di ristabilimento del metabolismo glicemico. La sua formula ha dimostrato di essere profondamente efficace, sicura e utilizzabile da tutti anche solo a scopo depurativo e preventivo. Dalle comparazioni che si sono susseguite a partire dagli anni '20 in poi, può essere impiegato come: sedativo naturale, quindi agisce sul sistema nervoso calmando la persona attenuatore di dolori arresta le emorragie agendo come ricostituente del sangue previene e corregge la costipazione fa ritornare il senso del gusto e aiuta la digestione è efficace per l'insonnia e rinforza il sistema immunitario ottimo tonico profilattico e aiuta a guarire dalle ustioni intestinali lenisce e previene gli effetti da avvelenamento causato da alluminio, piombo e mercurio riduce i depositi di metallo pesante nei tessuti, in particolare quelli che circondano le giunture protegge il cervello dalle tossine che lo attaccano dà un senso diffuso di benessere al corpo PIANTAGINE La Plantago lanceolata è una pianta erbacea officinale spontanea, molto diffusa in Italia. Il nome della famiglia e del genere, pare sia dato dalla caratteristica forma delle foglie di alcune specie, simili alla pianta di un piede; altri invece, pensano derivi dal latino "planta" e "agere" = "pianta che fa crescere altre erbe". Proprietà: Le foglie di piantaggine contengono glucosidi iridoidi, flavonoidi (luteolina), mucillagini, tannini, pectine, acido salico, sali minerali. La presenza di questi principi attivi conferisce alla pianta proprietà bechiche, espettoranti, antibatteriche, antinfiammatorie, astringenti. L'azione antinfiammatoria della piantaggine è dovuta all'aucubina, che per idrolisi libera una genina biciclica di nome aucubigenina. Questo principio attivo possiede una marcata proprietà antiallergica e decongestionante, il cui meccanismo di azione si esplica nell'inibizione della sintesi dei mediatori dell'infiammazione. L'aucubigenina inoltre contrasta la proliferazione del batterio Staphilococcus Aureo, rivelandosi un rimedio batteriostatico nei confronti di questo microrganismo. Per questa ragione la piantaggine è utilizzata efficacemente negli stati infiammatori della cute e delle mucose, che rivestono bocca, gola e vie respiratorie in genere, in caso tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, allergia, sinusite; e per le infiammazioni dell'apparato urogenitale; in presenza di reazioni allergiche e infezioni batteriche, grazie anche all'azione antisettica, esercitata dagli acidi fenolici (acido clorogenico e idrossibenzoico). Infine trova impiego come rimedio diuretico e remineralizzante per il suo contenuto di acido silicico, zinco e potassio. Per uso esterno, la piantaggine è cicatrizzante, lenitiva, antipruriginosa, decongestionante, per cui è indicata in caso di dermatosi, piccole lesioni della pelle, acne, infiammazioni palpebrali e oculari anche di natura allergica. INDICAZIONI LONTANO DAI PASTI - 1 ORA PRIMA DEI PASTI OPPURE 2 ORE DOPO I PASTI (MEGLIO LA SERA). Se si assume troppo vicino ai pasti si può avere un senso di nausea o indigestione. Si possono notare dolori intestinali o di stomaco causati dall'eliminazione delle tossine, se i disturbi persistono sospendere il trattamento per almeno una settimana per poi riprenderlo gradatamente fino a raggiungere la dose personale. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

FUM FS 2

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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana che aiuta a smettere di fumare. EFFETTI Tisana per i fumatori (uso interno ed esterno). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Timo, Fumaria e Erisimo.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Timo: «Ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento. » Per la salute: « L'infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l'organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l'infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» Fumaria: «Toniche nella prima fase (calmanti e dimagranti in seguito), Depurative, Diuretiche, Febbrifughe, Vermifughe, Aperitive, Lassative, Antiscorbutiche e Antianemiche. Le compresse bagnate nell'infuso della fumaria, giovano nelle dermatosi. » Per la salute: « Affezioni dermatologiche (acne, eczema, seborrea, pitiriasi, dermatiti, dermatosi allergiche, psoriasi); obesità, stipsi, pesantezza postprandiale, meteorismo, ritenzione idrica, spasmi gastrici e biliari, discinesia biliare, ittero da ritenzione, colangite, ipercolesterolemia, iperlipidemia, iperuricemia; insufficienze epatiche medio-lievi, congestione epatica, drenaggio epato-biliare, nausea, vertigini, pesantezza, dolori all'ipocondrio destro, emicranie epatiche, astenia in caso di epatite ed anoressia nei cirrotici (in regime di riposo ed alimentazione atossica); cefalea associata a disturbi digestivi o preceduta da difficoltà digestive; turbe dispeptiche da abuso alimentare; tendenza alla pletora con eritrocitosi ed iperviscosità ematica; ipertensione arteriosa, tachicardia nervosa, arteriosclerosi, trombofilia; secchezza delle fauci in corso di terapia con antidepressivi e neuroletici; ansia, eccitazione, insonnia. Nell'anziano è un polimedicamento (Lagrange E., 2001) in caso di insufficienza digestiva generale, dovuto ad una bassa secrezione enzimatica, inappetenza, litiasi non operabili e, come preventivo, combatte l'arterosclerosi in un impiego prolungato. » Interazioni: «Cautela per la possibilità di sommazione di effetti con sedativi e ipotensivi.» Erisimo: «L'Erisimo deve la sua fama alla proprietà specifica di alleviare le infiammazioni della gola sopravvenute in seguito a sforzo vocale Risolve la raucedine e l'afonia. e in genere le irritazioni delle prime vie aeree dovute a tosse, influenza e raffreddore. È inoltre indicato per lenire le gole infiammate dei fumatori. Le attuali conoscenze tendono ad attribuirne l'azione antiinfiammatoria alla presenza di composti solforati del tipo di quelli del Rafano e del Crescione. Ricercatori moderni gli hanno attribuito anche proprietà antispastiche delle vie biliari. » Per la salute: « L'erisimo è particolarmente utile per chi usa la voce per lavoro: cantanti, attori, conferenzieri. Impiegata sotto forma di tintura madre, gocce, tisana, cura le infiammazioni delle vie respiratorie, le faringiti, le laringiti e le tracheiti con raucedine e afonia. Si trova in tutte le erboristerie, in diverse preparazioni. L'azione terapeutica è attribuita ai composti solfocianici della pianta. All'erisimo si può associare vantaggiosamente l'azione di propoli, malva eucalipto e timo. Piante sinergiche sono liquerizia e fumaria. Ecco un esempio di tisana contro la raucedine: Erysimum officinale 30g Origanum vulgare 25g Tymus serpillum 20g Salvia officinalis 25g. Lasciare un cucchiaio per tazza in infusione (corrispondente al 5% della miscela). Se ne può sorbire una tazza tre volte al giorno o anche per fare dei gargarismi.» PROPRIETÀ BALSAMICHE ESPETTORANTI DEPURATIVE ANTISPASMODICHE ANTISETTICHE INDICAZIONI È utile nei casi di tosse stizzosa tipica dei fumatori, catarri bronchiali, asma. lenisce le infiammazioni della gola sopravvenute in seguito a irritazione e  sforzo vocale Risolve la raucedine e l'afonia.  e anche le irritazioni delle prime vie aeree dovute a tosse, influenza e raffreddore. Grazie alla fumaria questa tisana combatte insufficienze epatiche medio-lievi, congestione epatica,  nausea, vertigini, pesantezza, cefalea associata a disturbi digestivi o preceduta da difficoltà digestive; turbe dispeptiche (scarsità di succhi gastrici) da abuso alimentare. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

GELO FS 4

GELO FS 4

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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro i geloni. EFFETTI Combatte i geloni (bagni alle mani per otto minuti). INDICAZIONI MODO D'USO Decotto, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua. Far bollire lentamente per tre minuti. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose a seconda della necessità. INGREDIENTI Tisana a base di Noce e Vischio.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Noce: «Il Noce viene usato in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide, mentre per uso esterno vanta proprietà antipruriginose, addolcenti, antalgiche, vulnerarie ed antinfiammatorie. Il Noce trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'insufficienza venosa, delle emorroidi, della diarrea, delle otiti e delle tracheobronchiti. Per uso esterno, il Noce è indicato contro la desquamazione cutanea, il prurito, l'acne, l'eczema e le infiammazioni delle cavità orali. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: le foglie, le gemme, i semi (gherigli) ed il mallo (involucro esterno della noce). I principi attivi contenuti nelle foglie sono: oli eterei, naftochinoni, Juglone, alfa e beta-idrojuglone, alfa e beta-lawsone, tannini, minerali, vitamina C e carotenoidi. Nel mallo della Noce si possono rintracciare principi attivi come: tannini, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e juglone. Invece nel seme, chiamato comunemente gheriglio, si possono rintracciare proteine, vitamine e trigliceridi. » Per la salute: « Nella moderna fitoterapia il Noce viene utilizzato sotto forma di decotto, tintura madre e macerato glicerico. Le dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 1,5 grammi di foglie di Noce sminuzzate per tazza d'acqua fredda (decotto), 5 grammi di foglie di Noce in 100 ml di acqua (decotto per uso esterno), 30 gocce di Noce tintura madre tre volte al giorno, 50 gocce di Noce macerato glicerico (MG1DH) due volte al dì. La tintura madre si prepara usando le foglie e il pericarpo del frutto fresco non ancora maturo (titolo al 65°). Il Noce non presenta particolari effetti collaterali alle dosi terapeutiche, a meno che non ci sia un'accertata ipersensibilità verso uno o più componenti della droga. I tannini presenti nella droga Noce possono causare interazioni farmaceutiche ed irritazioni della mucosa gastrica. L'impiego del Noce è controindicato in gravidanza, in allattamento e in pazienti con iperacidità. L'impiego del Noce nelle tisane trova spazio per le sue proprietà astringenti, antibatteriche, fungicide. Tipico della medicina popolare, il mallo della Noce viene utilizzato come antinfiammatorio, digestivo e depurativo. Inoltre, il mallo della Noce viene utilizzato dall'industria liquoristica come colorante ed aromatizzante nella produzione del liquore Nocino. Dal mallo si può ricavare un olio, il quale possiede attività protettrici ed abbronzanti della cute. Lo Juglone presente nel mallo della Noce, è in grado di reagire con la cheratina della pelle e dei capelli formando un complesso di colore brunastro. Il seme, noto come gheriglio, è un ottimo alimento ricco di proteine, trigliceridi e vitamine. Dalla spremitura del seme si ottiene un olio utile per il trattamento della pelle secca e poco elastica. Articoli di approfondimento: olio di noce, mallo di noce e olio di mallo. Le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate. » Interazioni: «Possibili interazioni con gli antidiabetici orali. Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.»   Vischio: «Le proprietà terapeutiche: Le proprietà terapeutiche del vischio sono tante. Conosciuti sono gli effetti che la pianta esercita per quanto riguarda la regolazione del sistema circolatorio. Il vischio riesce ad essere efficace contro l'ipertensione arteriosa, perché è in grado di migliorare l'irrorazione sanguigna a livello cerebrale e cardiaco e inoltre aumenta la diuresi. Ha anche un'azione sedativa, perché calma le palpitazioni e il nervosismo. È considerato un rimedio contro l'arteriosclerosi, perché riesce ad arginare la formazione delle placche aterosclerotiche, le quali possono restringere o ostruire le arterie. Ecco perché questa pianta è indicata per la prevenzione nei casi di soggetti che hanno avuto delle trombosi o delle embolie cerebrali. Il vischio ha anche un potere emostatico, difatti il suo uso è raccomandato anche in caso di irregolarità del ciclo o se si è soggetti a mestruazioni abbondanti o ad emorragie uterine. Può essere considerato un'ottima soluzione per rendere meno acuti i dolori reumatici e agisce come antinfiammatorio nei casi di sciatica. La pianta in questione è capace di rendere meno complessi i problemi gastrointestinali, agendo nello specifico contro la diarrea. È ricca di sostanze molto utili per la salute, come i tannini, le mucillagini, le ammine, gli antiossidanti e l'acido caffeico. Può essere impiegata per combattere le affezioni respiratorie, che provocano disturbi come tosse ed asma. Le proprietà antitumorali: Le proprietà antitumorali del vischio sono state sfruttate a livello clinico in Europa fin dal 1926, quando si è utilizzato un prodotto fermentato, ottenuto dal succo crudo della pianta. Questa sostanza era utilizzata come agente immunoterapico contro il cancro. In effetti il vischio contiene delle proteine, che hanno degli effetti immunostimolanti e pertanto capaci di contrastare le cellule tumorali, inibendone la proliferazione. L'utilizzo del vischio è consigliato anche durante il trattamento chemioterapico e nel periodo post-operatorio, per stimolare le difese dell'organismo e per rafforzare l'azione dei farmaci antineoplastici. La ricerca scientifica ha confermato che la pianta avrebbe degli effetti da non sottovalutare in alcuni tipi di tumore in particolare, come quello polmonare, del pancreas, del colon-retto, mammario e cervicale. » Per la salute: « Il Viscum, farmaco antiblastico antico, è ancora oggi di fatto uno dei più usati almeno nel vecchio continente. In Germania il Viscum album è il rimedio più prescritto nella terapia oncologica complementare. Già nel 1999 più del 80% dei pazienti oncologici ricorrevano alle medicine non convenzionali di cui circa il 60% usavano il Viscum (Stoll, 1999). Sia in Germania che in Svizzera è dispensato dal sistema sanitario. È interessante notare che anche se questo rimedio, con la sua particolare preparazione farmaceutica, è nato dalle conoscenze della medicina antroposofica, oggigiorno in Germania viene principalmente prescritto da medici non antroposofici, come anche dagli oncologi. Questo è dovuto al suo utilizzo come terapia di supporto coadiuvante alle terapie convenzionali, per ridurre gli effetti collaterali di queste ultime e quindi per migliorare la qualità di vita del paziente oncologico. Ci chiediamo quali siano i motivi che lo rendono ancora così diffuso e quali riteniamo siano le proprietà che lo rendono tuttora proponibile e più che mai attuale. Negli ultimi decenni le ricerche di laboratorio hanno reso noto con precisione i componenti del farmaco, che viene ricavato con un procedimento complesso di miscelazione del succo estratto dalla pianta invernale e dalla pianta estiva, trattati tramite un'apparecchiatura tecnologicamente evoluta. Oggi i lavori scientifici sul Viscum album sono numerosi, molte le ricerche in ambito biologico e clinico. Diversi studi prospettici randomizzati sono in corso a scopo scientifico e registrativo. » Interazioni: «La variabilità degli effetti collaterali dipende anche dal tipo di pianta sulla quale il Vischio parassita agisce.»   PROPRIETÀ REGOLATRICE DEL SISTEMA CIRCOLATORIO LENITIVA DECONGESTIONANTE ADDOLCENTE ANTIPRURIGINOSA ANTINFIAMMATORIA INDICAZIONI Stimola la circolazione del sangue, disinfiammando le dita gonfie e atone. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

GOLRAU FS 3

GOLRAU FS 3

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'infiammazioni alla gola. EFFETTI Combatte l'infiammazione gola e raucedine (uso interno e esterno). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Eucalipto, Issopo, Erisimo, Malva e Salvia.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Eucalipto: «Per uso interno la medicina popolare utilizzava le foglie con l' Infuso per trattare catarro bronchiale, asma, raffreddore, influenza, cefalea, febbre, come disinfettante della vescica e intestino, sinusiti, reumatismi, per trattare e lenire le ustioni, come disinfettante e detergente per la pelle, nelle contusioni, stiramenti, strappi muscolari, nei geloni, la leucorrea, contro la malaria. In erboristeria e fitoterapia vengono utilizzate le foglie e i rametti da cui si estrae, per corrente di vapore, l'olio essenziale, che viene impiegato come antisettico e come anticatarrale, nel trattamento delle infezioni urinarie, dell'apparato respiratorio, l'influenza, ipertensione, arteriosclerosi, diabete. L'olio essenziale che si ricava da questa pianta è anche analgesico, anti febbre, antinevralgico, antireumatico, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, vermifugo, vulnerario balsamico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico. Contiene tannini, flavonoidi, acidi polifenolici, e olio essenziale come cineolo, pinene, canfene, globulolo, eucazulene. » Per la salute: « Dalle foglie dell'eucalipto si ricava un olio essenziale dall'aroma fortemente aromatico impiegato in farmacia per le virtù balsamiche, fluidificanti, espettoranti, antisettiche. Si consiglia nelle affezioni asmatiche, nei catarri bronchiali, nelle pleuriti, nelle bronchiti, nella tosse e nella sinusite. Inoltre l'eucalipto svolge anche una buona attività sudorifera, febbrifuga e vermifuga ed è un discreto stimolatore del sistema nervoso. L'olio essenziale di Eucalipto è analgesico, anti febbre, antinevralgico, antireumatico, antisettico generale (in particolare delle vie respiratorie ed urinarie), antispasmodico, antivirale, balsamico, calmante della tosse, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, disinfettante dell'aria, diuretico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico, parassiticida, profilattico, rubefacente, stimolante, vermifugo, vulnerario. Uso esterno: algie, artrite reumatoide, dolori articolari, insufficienza circolatoria, ferite, lesioni cutanee, cicatrizzazioni lente, herpes zooster, sciatalgia, dolori reumatici, catarro, sinusite, pidocchi, raffreddore, strappi, tosse, scottature, bruciature, vescichette » Interazioni: «Può aumentare il metabolismo di numerosi farmaci. Attenzione in particolar modo ai trattamenti prolungati nel tempo.» Issopo: «Le sommità fiorite dell'issopo contengono flavonoidi, tannini, sostanze amare (marrubina) e un gradevolissimo olio essenziale, responsabile della maggior parte delle sue proprietà balsamiche ed espettoranti per le vie respiratorie. In fitoterapia si utilizza per sedare la tosse e gli attacchi d'asma, perché fluidifica e aiuta a eliminare il catarro soprattutto dei bronchi e dei polmoni. Sempre grazie all'olio essenziale possiede proprietà digestive: stimola la secrezione dei succhi gastrici, favorisce i processi digestivi, elimina i gas intestinali. La presenza dei flavonoidi conferisce all'issopo un'azione diuretica e antisettica per le vie urinarie, in grado di aumentare la diuresi e mantenere libero da batteri il condotto urinario, utile nelle infezioni batteriche e infiammazioni, come la cistite.»   Salvia: «La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell'apigenolo. L'olio essenziale di salvia possiede un'alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico. » Per la salute: « Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato "caldane": per questo viene anche chiamata "estrogeno naturale"). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un "deterrente" del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita. La salvia è uno stimolante dell'organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l'insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un'azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un'azione estrogena che agisce efficacemente come antisudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, "salva" i cibi dal deperimento. » Interazioni: «Sedativi e ipoglicemizzanti.» Malva: «I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti. Per questo motivo, l'uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l'eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti. » Per la salute: «Erba indicata contro gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. Utilizzata da sempre come blando lassativo, è un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata. In medicina per uso interno è utile in caso di bronchiti, tosse, infezioni della gola, catarro, asma, gastrite. Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. » Interazioni: «L'uso prolungato di mucillagini riduce l'assorbimento di farmaci contemporaneamente assunti oralmente.» Erisimo: «L'erisimo è una pianta utilizzata per le sue proprietà mucolitiche, espettoranti e trofiche per la mucosa dell'apparato respiratorio, in relazione al contenuto in glucosidi solforati; viene utilizzata anche come infuso per laringiti e tracheobronchiti. L'erisimo è utile per alleviare le infiammazioni della gola, risolvere l'afonia e la raucedine associate a laringiti, faringiti e tracheiti, e placare le irritazioni delle prime vie aeree conseguenti a tosse, influenza e raffreddore. Non esistono estratti di erisimo qualitativamente controllati e l'erba è risultata spesso oggetto di sofisticazioni.» Interazioni: «L'Erisimo si comporta come induttore enzimatico a livello del sistema microsomiale epatico e può inibire l'effetto anticoagulante del warfarin per il contenuto di vitamina K. Inoltre aumenta il metabolismo di alcuni farmaci per l'attività di induzione enzimatica.»   PROPRIETÀ EMOLLIENTI FLUIDIFICANTI ESPETTORANTI ANTISETTICHE ANTINFIAMMATORIE MUCOLITICHETROFICHE PER LA MUCOSA DELL'APPARATO RESPIRATORIO INDICAZIONI Ottima tisana per trattare tutte le malattie da raffreddamento come catarro bronchiale, asma, raffreddore, influenza, cefalea, febbre. Ideale per laringiti e tracheobronchiti. L'erisimo è utile per alleviare le infiammazioni della gola, risolvere l'afonia e la raucedine associate a laringiti, faringiti e tracheiti, e placare le irritazioni delle prime vie aeree conseguenti alla tosse. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

INFINTEST FS 2

INFINTEST FS 2

€ 9,80

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'intestino infiammato. EFFETTI Combatte le infiammazioni intestinali. INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Achillea, Piantaggine e Finocchio.     VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Achillea: «Le proprietà benefiche dell'achillea millefoglie sono molteplici, ha proprietà antinfiammatorie, digestive, vasoprotettrici, vasodilatatorie e vulnerarie ovvero facilitano la cicatrizzazione delle ferite. Inoltre ha anche un'azione antispastica sull'apparato gastroenterico, proprio per questo viene spesso aggiunta in numerosi aperitivi e liquori.» Per la salute: «L'erba medicinale per eccellenza è l'Achillea, particolarmente efficace nel risolvere i disturbi femminili: una tisana di achillea (un cucchiaino d'erba in una tazza d'acqua bollente) presa quotidianamente al mattino regolarizza il ciclo mestruale e attenua i fastidi della menopausa. Il millefoglio ha inoltre indiscusse proprietà depurative, stimolanti ed emostatiche: il succo fresco della pianta applicato sulle ferite agisce come disinfettante e antiemorragico, ma poiché può causare reazioni allergiche conviene dapprima applicarlo su una zona limitata e osservarne l'effetto.» Interazioni: «Farmaci anticoagulanti (l'achilleina ha mostrato un effetto procoagulante nelle cavie). Farmaci per il controllo della pressione arteriosa. L'olio essenziale contiene anche tracce di tuione: cautela.» Piantaggine: «Antibatteriche, espettoranti,  emostatiche, astringenti, oftalmiche, lenitive, lassative, emollienti, antinfiammatorie.» Per la salute: «Nella medicina popolare si usava la parte aerea della pianta, contro tosse, bronchiti, infiammazioni intestinali, diarrea, allergie. Le foglie venivano consumate crude in insalata, oppure cotte come gli spinaci. Le foglie sono usate in erboristeria come lenitivo e antipruriginoso delle affezioni cutanee, per le infiammazioni della gola e delle vie respiratorie. In omeopatia viene utilizzato con la tintura madre nel trattamento alla disaffezione al fumo.» Finocchio: «Aerofagia: si lascino dieci grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza di detto infuso prima dei pasti principali. Allattamento: i lascino venti grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; è questa la dose per un giorno, da utilizzare lontano dai posti. Colite: si prepara in questo caso un decotto facendo bollire dieci grammi di radici in mezzo litro d'acqua per un quarto d'ora; si spegne poi il fuoco e si lascia riposare il composto per cinque minuti; dopodiché si filtra e si bevono quattro tazze al giorno di tale preparato. Diarrea: si prepara l'infuso lasciando quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua bollente per quindici minuti; filtrare e bere quattro tazze al giorno di tale preparato. Meteorismo: si lascino quindici grammi di frutti in mezzo litro d'acqua per dieci minuti; si filtri e si beva una tazza dopo i pasti di questo preparato. Obesità: si lascino dieci grammi di radici in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano tre tazze al giorno di tale infuso. Occhi: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bol­lente per dieci minuti; si filtri e si lavino gli occhi due volte al giorno con tale infuso. Sudorazione: si lascino dieci grammi di semi in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due tazze al giorno di tale infuso. Cefalea mal di testa: Valeriana/Finocchio/Melissa/Camomilla/Menta piperita: si prepari la miscela mescolando venti grammi di valeriana con venti di camomilla, dieci di melissa, dieci di finocchio, dieci di piperita; si lascino venti grammi di tale miscela in mezzo litro d'acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due-tre tazze di tale infuso una dietro l'al­tra, al momento dell'attacco, suddivise nell'arco della giornata, come preventivo.» Per la salute: « Il finocchio è una pianta perenne che può raggiungere i due metri di altezza, dotata di profonde radici, steli cavi ed un ombrello di foglie aghiformi e piumate. In estate la pianta è caratterizzata da fiori gialli che si raggruppano in ombrelle su cui si sviluppano i frutti e i piccoli semi ovali di color marrone. Tutta la pianta emana un caratteristico odore. Della pianta si usano tutte le parti (frutti, semi, foglie e radici) per scopi curativi e/o culinari. I frutti contengono il 10% di un olio grasso, zucchero ed amidi. Nelle radici si trovano invece un olio etereo, l'amido e zucchero. L'olio essenziale (estratto dai semi schiacciati) è ricco di propanoidi, flavonoidi, composti aromatici (anetolo, estragolo, carvolo), monoterpeni (fenone, pinene, canfene, limonene, fellandrene, dipentene) fenicolina, acido anisico ed aldeidi. Numerose sono le proprietà che gli vengono attribuite e alcune di queste hanno trovato conferma in questi anni da un punto di vista scientifico. Evidenze indicano che Il decotto delle radici esercita un potente effetto diuretico, mentre l'infuso di semi aiuta a calmare gli spasmi del tratto digestivo poiché si libera anetolo, una molecola che, oltre a conferire il caratteristico odore, aiuta la digestione. Per la tosse cronica, per combattere la formazione di catarro, per i risciacqui della bocca e per le malattie che interessano le gengive viene invece utilizzato il succo estratto dalla pianta fresca o dal frutto. Inoltre, Il finocchio è considerato un rimedio naturale come detossificante e tonico per fegato, reni e milza e contro il reflusso gastrico, evento dovuto ad una deficienza muscolare nel basso esofago che compromette la barriera tra esofago e stomaco permettendo agli acidi di risalire. Inoltre, migliora i sintomi della dispepsia e riduce la presenza di gas nel tratto gastrointestinale che causano meteorismo, eruttazioni e flatulenze e nei casi più gravi coliche intestinali. Nelle donne in allattamento viene usato per aumentare la lattazione (funzione galattogena), come già noto ai tempi di Ippocrate che lo consigliava alle madri per aumentare la quantità del latte, mentre nelle donne in generale esercita un effetto benefico nei casi di dolori associati al ciclo mestruale, contribuendo ad alleviare i sintomi poiché è in grado di rilassare la muscolatura liscia del tratto addominale. Nei bambini in particolare, l'olio di semi di finocchio riduce gli spasmi intestinali e sia nei bambini che negli adulti, viene usato, per uso esterno, come unguento da applicare sul petto in caso di congestione bronchiale.» PROPRIETÀ DEPURATIVA ANTINFIAMMATORIA ANTIFLOGISTICA ANTISPASTICA SULL'APPARATO GASTROENTERICO ANTIBATTERICA LENITIVE EMOLLIENTI INDICAZIONI Antinfiammatoria, lenitiva, sgonfiante, antibatterica, utile contro il colon irritabile, indigestioni, effetto benefico nei casi di dolori intestinali associati anche al ciclo mestruale, contribuendo ad alleviare i sintomi poiché è in grado di rilassare la muscolatura liscia del tratto addominale. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

INFLU FS 2

INFLU FS 2

€ 9,80

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro l'influenza. EFFETTI Combatte le malattie da raffreddamento (influenza). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso, dose standard: Un cucchiaio della miscela in ¼ di acqua bollente. Lasciar riposare con coperchio per cinque minuti. Filtrare. Il liquido ottenuto va consumato in giornata. Aumentare o diminuire la dose in caso di bisogno. INGREDIENTI Tisana a base di Issopo, Tiglio, Eufrasia, Eucalipto e Menta.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Issopo: «Le sommità fiorite dell'issopo contengono flavonoidi, tannini, sostanze amare (marrubina) e un gradevolissimo olio essenziale, responsabile della maggior parte delle sue proprietà balsamiche ed espettoranti per le vie respiratorie. In fitoterapia si utilizza per sedare la tosse e gli attacchi d'asma, perché fluidifica e aiuta a eliminare il catarro soprattutto dei bronchi e dei polmoni. Sempre grazie all'olio essenziale possiede proprietà digestive: stimola la secrezione dei succhi gastrici, favorisce i processi digestivi, elimina i gas intestinali. La presenza dei flavonoidi conferisce all'issopo un'azione diuretica e antisettica per le vie urinarie, in grado di aumentare la diuresi e mantenere libero da batteri il condotto urinario, utile nelle infezioni batteriche e infiammazioni, come la cistite.» Tiglio: «Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un'essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po' sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l'arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un'eccessiva coagulazione del sangue. L'alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l'alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni.»   Eufrasia: «Conosciuta fin dall´antichità, la pianta si fa apprezzare soprattutto per le capacità di calmare le irritazioni agli occhi e per la sua gentile azione astringente oftalmica. Usata in infuso esterno come lavaggio degli occhi, ed internamente; particolarmente utile in caso di congiuntivite. Antinfiammatoria, astringente ed anticatarrale. » Per la salute: «Le proprietà farmacologiche di queste piante (derivate soprattutto dalla medicina popolare antica) sono tutte riconducibili ad un'unica specie: Euphrasia rostkoviana chiamata comunemente "Eufrasia officinale". Il nome di Euphrasia officinalis dato inizialmente da Linneo sembra sia in realtà un nome collettivo di varie specie affini e poco distinguibili (attualmente è considerata una denominazione ambigua). In effetti la variabilità delle specie del genere Euphrasia è molto marcata creando non poche difficoltà ai vari botanici intenti a dividere tassonomicamente le varie specie. Per questa specie e quindi per tante altre specie simili dello stesso genere sono indicate fin dai tempi antichi le seguenti proprietà curative: tonica (rafforza l'organismo in generale), digestiva, astringente (limita la secrezione dei liquidi), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina) e vulneraria (guarisce le ferite). I particolare l'Euphrasia rostkoviana era considerata tonico-risolutiva e rafforzativa della memoria nonché oftalmica. A questo proposito sembra che gli estratti di questa pianta possano alleviare le infiammazioni della congiuntivite e blefarite.» Menta: «La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie. » Per la salute: « Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limonene e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito.» Eucalipto: «Per uso interno la medicina popolare utilizzava le foglie con l' Infuso per trattare catarro bronchiale, asma, raffreddore, influenza, cefalea, febbre, come disinfettante della vescica e intestino, sinusiti, reumatismi, per trattare e lenire le ustioni, come disinfettante e detergente per la pelle, nelle contusioni, stiramenti, strappi muscolari, nei geloni, la leucorrea, contro la malaria. In erboristeria e fitoterapia vengono utilizzate le foglie e i rametti da cui si estrae, per corrente di vapore, l'olio essenziale, che viene impiegato come antisettico e come anticatarrale, nel trattamento delle infezioni urinarie, dell'apparato respiratorio, l'influenza, ipertensione, arteriosclerosi, diabete. L'olio essenziale che si ricava da questa pianta è anche analgesico, anti febbre, antinevralgico, antireumatico, cicatrizzante ,decongestionante, deodorante, depurativo, vermifugo, vulnerario balsamico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico. Contiene tannini, flavonoidi, acidi polifenolici, e olio essenziale come cineolo, pinene, canfene, globulolo, eucazulene. » Per la salute: « Dalle foglie dell'eucalipto si ricava un olio essenziale dall'aroma fortemente aromatico impiegato in farmacia per le virtù balsamiche, fluidificanti, espettoranti, antisettiche. Si consiglia nelle affezioni asmatiche, nei catarri bronchiali, nelle pleuriti, nelle bronchiti, nella tosse e nella sinusite. Inoltre l'eucalipto svolge anche una buona attività sudorifera, febbrifuga e vermifuga ed è un discreto stimolatore del sistema nervoso. L'olio essenziale di Eucalipto è analgesico, anti febbre, antinevralgico, antireumatico, antisettico generale (in particolare delle vie respiratorie ed urinarie), antispasmodico, antivirale, balsamico, calmante della tosse, cicatrizzante, decongestionante, deodorante, depurativo, disinfettante dell'aria, diuretico, espettorante, fluidificante, ipoglicemico, parassiticida, profilattico, rubefacente, stimolante, vermifugo, vulnerario. Uso esterno: algie, artrite reumatoide, dolori articolari, insufficienza circolatoria, ferite, lesioni cutanee, cicatrizzazioni lente, herpes zooster, sciatalgia, dolori reumatici, catarro, sinusite, pidocchi, raffreddore, strappi, tosse, scottature, bruciature, vescichette » Interazioni: «Può aumentare il metabolismo di numerosi farmaci. Attenzione in particolar modo ai trattamenti prolungati nel tempo.» PROPRIETÀ ANTISPASMODICHE ANTISPASMODICHE VASODILATATRICI EMOLLIENTI DIURETICA SUDORIFERE TONICA E CALMANTI NEI CONFRONTI DI STATI D'ANSIA BECHICHE ANTICATARRALI PROPRIETÀ BALSAMICHE ED ESPETTORANTI PER LE VIE RESPIRATORIE INDICAZIONI Si utilizza principalmente per combattere i batteri tipici delle malattie da raffreddamento e influenza per abbassare la febbre e sedare la tosse e gli attacchi d'asma, fluidifica e aiuta ad eliminare il catarro soprattutto dei bronchi e dei polmoni, favorendo l'eliminazione dell'urina e tonificando l'organismo. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

INFURIN FS 1 - GR 100

INFURIN FS 1 - GR 100

€ 6,00

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la cistite. EFFETTI Combatte l'infiammazione urinaria (cistite). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione+H2O abbondante. 15 min. prima di pranzo e/o cena. 15 min. prima di coricarsi INGREDIENTI Tisana a base di Vaccinium myrtillus, Arctostapylos uva-ursi, Juniperus communis e Thymus serpyllum.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Vaccinium Myrtillus - Mirtillo: «Le tisane con mirtillo nero: il mirtillo nero è quello maggiormente ricco di principi salutari. La tisana con mirtillo nero, infatti contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l'acido citrico (che protegge le cellule) ma anche l'acido ossalico, l'idrocinnamico, la tisana è anche ricca di gamma-linolenico. L'acido ossalico è quello che conferisce il classico sapore asprigno del mirtillo nero; l'acido idrocinnamico è molto efficace perché è in grado di neutralizzare le nitrosammine cancerogene (prodotte nell'apparato digerente in conseguenza dell'ingestione di nitrati); l'acido gamma-linolenico invece è molto utile al sistema nervoso perché previene la nefropatia diabetica. Ma non è tutto: la tisana al mirtillo nero è particolarmente ricca di acido folico (una vitamina molto importante per le varie numerose funzioni che svolge) e contiene tannini e glucosidi antocianici, i quali oltre a dare alla tisana che contiene mirtillo nero il suo caratteristico colore, riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura. Le antocianine infine, presenti in grandi quantità nelle tisane con mirtillo nero, rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l'elasticità ed il tono. Riescono in tal modo a svolgere un'azione antiemorragica nonché contro i radicali liberi. Tutte questa sostanze contenute nelle tisane con mirtillo nero poi favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista specialmente la sera, quando c'è poca luce. Le proprietà delle tisane con mirtillo rosso: La differenza con il mirtillo nero non è da attribuire solo al colore e al sapore del mirtillo rosso, ma anche alla consistenza delle foglie del mirtillo rosso, che si presentano coriacee, lucenti e persistenti. Il mirtillo rosso (ricco di ferro, vitamina C e fibre) è diffuso in molte regioni dell'Europa e nelle zone collinari e montane dell'Italia (specialmente sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali) e il terreno che predilige il mirtillo rosso è quello soleggiato o parzialmente ombroso. I frutti del mirtillo rosso sono molto saporiti e generalmente vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate. Questo è considerato dagli esperti un alimento sano e curativo. In medicina il mirtillo rosso viene utilizzato per prevenire le infezioni alle vie urinarie (in particolar modo la cistite provocata da Escherichia coli, riducendone la quantità nelle urine); l'efficacia del mirtillo rosso è apprezzabile anche per quanto riguarda le micosi e i virus. Quantità ridotte di mirtillo rosso possono ridurre il livello di calcio nell'urina, evitando situazioni di aggravamento, per chi soffre di calcoli renali. L'utilità del mirtillo è dimostrata anche come coadiuvante in caso di diarrea, nelle stitichezze, e nei problemi legati al colon irritabile e alle emorroidi. Infine, i mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle quale la couperose. Per quanto riguarda invece il loro utilizzo dal punto di vista alimentare, i mirtilli rossi vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate, conserve e gelatine, o per essere gustate con l'aggiunta di un po' di succo di limone e zucchero, magari "accompagnate" da more e lamponi, a costituire la classica coppa di frutti di bosco, servita e consumate specialmente nelle località alpine. Anche la grappa che si ottiene dalla macerazione di questi frutti (con un alto grado alcolico), ha un sapore intenso e delicato e viene acquistata in grandi quantità dalle migliaia di turisti che si recano a soggiornare nei caratteristici paesini di montagna. » Per la salute: «I frutti essiccati hanno proprietà astringenti e possono essere utilizzati come antidiarroici. Alcune delle sostanze presenti nel mirtillo si sono dimostrate utili per la circolazione sanguigna, per gli occhi, e anche contro il diabete. In particolare si sottolineano le proprietà favorevoli delle antocianine sui capillari della retina essendo in grado di proteggere le pareti dei vasi capillari e di svolgere un'azione benefica sulla microcircolazione e nei problemi vascolari. È stata dimostrata la sua efficacia anche nella cura di problemi alle vie urinarie, ad esempio la cistite e la uretrite, e nella terapia di mantenimento. La tintura madre, opportunamente diluita in acqua, si rivela adeguata nel combattere batteri come l'Escherichia coli, impedendo l'adesione del batterio alle pareti del tratto urinario.» Arctostaphylos Uva-Ursi - Uva Ursina: «Le tisane con Uva ursina può essere considerato un antisettico urinario assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un'infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie, in quanto è in grado di determinare un'azione antisettica, calmante lo stimolo continuo della minzione e il dolore. Può essere prescritta in caso di cistite acuta, cistite cronica a flora batterica banale, nell'uretrite, nella colobacillosi. Un'indicazione interessante, in ambito geriatrico, è l'ipertrofia prostatica con componente infiammatoria ed infettiva e le cistiti da catetere. Non sempre è infatti necessario intervenire con un trattamento antibiotico: la sola somministrazione di Uva ursina, associata ad una tisana a base di Camomilla, ad azione antispasmodica e antiflogistica, può rivelarsi risolutiva in caso di cistite da catetere. Se non si manifestano miglioramenti sintomatici marcati dopo una settimana di trattamento, allora si farà ricorso agli antibiotici. Nella scelta e nell'uso si deve tenere conto del rapporto arbutina/tannino: l'Uva ursina è preferibile al Corbezzolo (Arbutus unedo L.). La foglia di mirtillo rosso (Vaccinium vitis i.) contiene meno arbutina (da 5 al 7%) rispetto all'Uva ursina per cui occorrerà utilizzarne il 30% in più.» Per la salute: «Ai primi sintomi di bruciore tipico della cistite (o della prostatite), l'uva ursina in estratto (compresse) contrasta l'infezione della cistite, calma lo stimolo continuo a urinare e attenua il dolore tipico della cistite, che può essere anche molto forte nelle cistiti gravi. Per quanto riguarda la cistite, un trattamento da 10 giorni con uva ursina può combattere la crisi acuta e le recidive, che si manifestano frequentemente, magari legate a fattori ansiosi. Le capsule (anche 2-3 al giorno) vanno assunte con molta acqua, meglio se arricchita con succo di limone, che velocizza il drenaggio delle vie urinarie. Il decotto è forse la formulazione più attiva poiché l'arbutina presente nell'uva ursina si dissolve meglio nell'acqua in ebollizione, ma il sapore è piuttosto amaro. La preparazione si esegue mettendo circa 2 grammi di foglie secche in 150 ml di acqua fredda. Si porta ad ebollizione e si fa bollire per 15 minuti, poi si filtra e si beve tiepido, aggiungendo bicarbonato di sodio. Se ne devono consumare almeno 2 tazze al giorno. N.B: Consumando preparati a base di uva ursina le urine si coloreranno di verde scuro, ma non dobbiamo allarmarci, passerà non appena non utilizzeremo più tali preparati.» Interazioni: «Il suo effetto disinfettante è ridotto dagli acidificanti urinari. Insufficienza epatica ed ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Juniperus Communis - Ginepro: «Le tisane con il ginepro ha numerose virtù: è stomachico e masticarne le bacche facilita la digestione, è un antisettico naturale per le vie urinarie e respiratorie (utile per la cura della calcolosi urinaria, per sedare la tosse o come espettorante) e ha proprietà antireumatiche, spesso infatti l'olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi. Massaggiare il corpo con olio di ginepro aiuta a rilassare i muscoli contratti, a previene i crampi e a tonificare i tessuti connettivi. Il ginepro è sempre stato considerato dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi e nel XIX secolo l'abate tedesco Sebastian Kneipp suggeriva ai malati di influenza di avvolgersi in una coperta riscaldata ai vapori di una pentola in cui venivano fatti bollire bacche e rami di ginepro. » Per la salute: « La medicina popolare attribuisce altissimo valore curativo all'olio ottenuto dalla distillazione dei coni e e ne ipotizza grandi doti come rimedio per: disturbi digestivi malattie respiratorie malattie delle vie urinarie malattie reumatiche Non sono negabili almeno blandi effetti per tutte queste indicazioni, d'altronde i rischi di un uso prolungato e/o altamente dosato sono significanti. » Interazioni: «Possibili interazioni con ipoglicemizzanti orali e diuretici.» Thymus Serpyllum - Timo Selvatico: «La tisana al timo selvatico è ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento. » Per la salute: « L'infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l'organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l'infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» PROPRIETA' CISTITE E CISTITI DA CATETERE DISINFETTANTE DELLE VIE URINARIE ANTI INFIAMMATORIO LENITIVO ANTI PRURIGINOSO CONTRO LA FORMAZIONE DI SABBIA O DI AMMASSI NEI RENI INDICAZIONI Utile ed indicata in tutti i casi di disturbi e infezioni urinarie, cistiti, calcolosi urinarie. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

INFURIN FS 1 - GR 200

INFURIN FS 1 - GR 200

€ 11,50

L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro la cistite. EFFETTI Combatte l'infiammazione urinaria (cistite). INDICAZIONI MODO D'USO Infuso 5%. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione+H2O abbondante. 15 min. prima di pranzo e/o cena. 15 min. prima di coricarsi INGREDIENTI Tisana a base di Vaccinium myrtillus, Arctostapylos uva-ursi, Juniperus communis e Thymus serpyllum.   VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Vaccinium Myrtillus - Mirtillo: «Le tisane con mirtillo nero: il mirtillo nero è quello maggiormente ricco di principi salutari. La tisana con mirtillo nero, infatti contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l'acido citrico (che protegge le cellule) ma anche l'acido ossalico, l'idrocinnamico, la tisana è anche ricca di gamma-linolenico. L'acido ossalico è quello che conferisce il classico sapore asprigno del mirtillo nero; l'acido idrocinnamico è molto efficace perché è in grado di neutralizzare le nitrosammine cancerogene (prodotte nell'apparato digerente in conseguenza dell'ingestione di nitrati); l'acido gamma-linolenico invece è molto utile al sistema nervoso perché previene la nefropatia diabetica. Ma non è tutto: la tisana al mirtillo nero è particolarmente ricca di acido folico (una vitamina molto importante per le varie numerose funzioni che svolge) e contiene tannini e glucosidi antocianici, i quali oltre a dare alla tisana che contiene mirtillo nero il suo caratteristico colore, riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura. Le antocianine infine, presenti in grandi quantità nelle tisane con mirtillo nero, rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l'elasticità ed il tono. Riescono in tal modo a svolgere un'azione antiemorragica nonché contro i radicali liberi. Tutte questa sostanze contenute nelle tisane con mirtillo nero poi favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista specialmente la sera, quando c'è poca luce. Le proprietà delle tisane con mirtillo rosso: La differenza con il mirtillo nero non è da attribuire solo al colore e al sapore del mirtillo rosso, ma anche alla consistenza delle foglie del mirtillo rosso, che si presentano coriacee, lucenti e persistenti. Il mirtillo rosso (ricco di ferro, vitamina C e fibre) è diffuso in molte regioni dell'Europa e nelle zone collinari e montane dell'Italia (specialmente sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali) e il terreno che predilige il mirtillo rosso è quello soleggiato o parzialmente ombroso. I frutti del mirtillo rosso sono molto saporiti e generalmente vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate. Questo è considerato dagli esperti un alimento sano e curativo. In medicina il mirtillo rosso viene utilizzato per prevenire le infezioni alle vie urinarie (in particolar modo la cistite provocata da Escherichia coli, riducendone la quantità nelle urine); l'efficacia del mirtillo rosso è apprezzabile anche per quanto riguarda le micosi e i virus. Quantità ridotte di mirtillo rosso possono ridurre il livello di calcio nell'urina, evitando situazioni di aggravamento, per chi soffre di calcoli renali. L'utilità del mirtillo è dimostrata anche come coadiuvante in caso di diarrea, nelle stitichezze, e nei problemi legati al colon irritabile e alle emorroidi. Infine, i mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle quale la couperose. Per quanto riguarda invece il loro utilizzo dal punto di vista alimentare, i mirtilli rossi vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate, conserve e gelatine, o per essere gustate con l'aggiunta di un po' di succo di limone e zucchero, magari "accompagnate" da more e lamponi, a costituire la classica coppa di frutti di bosco, servita e consumate specialmente nelle località alpine. Anche la grappa che si ottiene dalla macerazione di questi frutti (con un alto grado alcolico), ha un sapore intenso e delicato e viene acquistata in grandi quantità dalle migliaia di turisti che si recano a soggiornare nei caratteristici paesini di montagna. » Per la salute: «I frutti essiccati hanno proprietà astringenti e possono essere utilizzati come antidiarroici. Alcune delle sostanze presenti nel mirtillo si sono dimostrate utili per la circolazione sanguigna, per gli occhi, e anche contro il diabete. In particolare si sottolineano le proprietà favorevoli delle antocianine sui capillari della retina essendo in grado di proteggere le pareti dei vasi capillari e di svolgere un'azione benefica sulla microcircolazione e nei problemi vascolari. È stata dimostrata la sua efficacia anche nella cura di problemi alle vie urinarie, ad esempio la cistite e la uretrite, e nella terapia di mantenimento. La tintura madre, opportunamente diluita in acqua, si rivela adeguata nel combattere batteri come l'Escherichia coli, impedendo l'adesione del batterio alle pareti del tratto urinario.» Arctostaphylos Uva-Ursi - Uva Ursina: «Le tisane con Uva ursina può essere considerato un antisettico urinario assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un'infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie, in quanto è in grado di determinare un'azione antisettica, calmante lo stimolo continuo della minzione e il dolore. Può essere prescritta in caso di cistite acuta, cistite cronica a flora batterica banale, nell'uretrite, nella colobacillosi. Un'indicazione interessante, in ambito geriatrico, è l'ipertrofia prostatica con componente infiammatoria ed infettiva e le cistiti da catetere. Non sempre è infatti necessario intervenire con un trattamento antibiotico: la sola somministrazione di Uva ursina, associata ad una tisana a base di Camomilla, ad azione antispasmodica e antiflogistica, può rivelarsi risolutiva in caso di cistite da catetere. Se non si manifestano miglioramenti sintomatici marcati dopo una settimana di trattamento, allora si farà ricorso agli antibiotici. Nella scelta e nell'uso si deve tenere conto del rapporto arbutina/tannino: l'Uva ursina è preferibile al Corbezzolo (Arbutus unedo L.). La foglia di mirtillo rosso (Vaccinium vitis i.) contiene meno arbutina (da 5 al 7%) rispetto all'Uva ursina per cui occorrerà utilizzarne il 30% in più.» Per la salute: «Ai primi sintomi di bruciore tipico della cistite (o della prostatite), l'uva ursina in estratto (compresse) contrasta l'infezione della cistite, calma lo stimolo continuo a urinare e attenua il dolore tipico della cistite, che può essere anche molto forte nelle cistiti gravi. Per quanto riguarda la cistite, un trattamento da 10 giorni con uva ursina può combattere la crisi acuta e le recidive, che si manifestano frequentemente, magari legate a fattori ansiosi. Le capsule (anche 2-3 al giorno) vanno assunte con molta acqua, meglio se arricchita con succo di limone, che velocizza il drenaggio delle vie urinarie. Il decotto è forse la formulazione più attiva poiché l'arbutina presente nell'uva ursina si dissolve meglio nell'acqua in ebollizione, ma il sapore è piuttosto amaro. La preparazione si esegue mettendo circa 2 grammi di foglie secche in 150 ml di acqua fredda. Si porta ad ebollizione e si fa bollire per 15 minuti, poi si filtra e si beve tiepido, aggiungendo bicarbonato di sodio. Se ne devono consumare almeno 2 tazze al giorno. N.B: Consumando preparati a base di uva ursina le urine si coloreranno di verde scuro, ma non dobbiamo allarmarci, passerà non appena non utilizzeremo più tali preparati.» Interazioni: «Il suo effetto disinfettante è ridotto dagli acidificanti urinari. Insufficienza epatica ed ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.» Juniperus Communis - Ginepro: «Le tisane con il ginepro ha numerose virtù: è stomachico e masticarne le bacche facilita la digestione, è un antisettico naturale per le vie urinarie e respiratorie (utile per la cura della calcolosi urinaria, per sedare la tosse o come espettorante) e ha proprietà antireumatiche, spesso infatti l'olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi. Massaggiare il corpo con olio di ginepro aiuta a rilassare i muscoli contratti, a previene i crampi e a tonificare i tessuti connettivi. Il ginepro è sempre stato considerato dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi e nel XIX secolo l'abate tedesco Sebastian Kneipp suggeriva ai malati di influenza di avvolgersi in una coperta riscaldata ai vapori di una pentola in cui venivano fatti bollire bacche e rami di ginepro. » Per la salute: « La medicina popolare attribuisce altissimo valore curativo all'olio ottenuto dalla distillazione dei coni e e ne ipotizza grandi doti come rimedio per: disturbi digestivi malattie respiratorie malattie delle vie urinarie malattie reumatiche Non sono negabili almeno blandi effetti per tutte queste indicazioni, d'altronde i rischi di un uso prolungato e/o altamente dosato sono significanti. » Interazioni: «Possibili interazioni con ipoglicemizzanti orali e diuretici.» Thymus Serpyllum - Timo Selvatico: «La tisana al timo selvatico è ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. È utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Il timo ha anche proprietà stimolanti dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento. » Per la salute: « L'infuso di timo è conosciuto per le sue caratteristiche benefiche per l'organismo e per i suoi favolosi aromi che sicuramente derivano dal fatto che la pianta officinale utilizzata per preparare l'infuso appartiene alla famiglia della menta, e risulta quindi un ottimo ingrediente per insaporire carne e verdure. Noto per le sue proprietà toccasana, questa pianta veniva utilizzata ancora ai tempi degli antichi egizi per preservare i morti tramite il processo di mummificazione. Il timo era ben conosciuto ancora ai tempi degli antichi greci, dove secondo gli scritti veniva impiegato come aggiunta alle vasche da bagno e come incenso nei loro templi. Il modo migliore per godere dei benefici del timo è però sicuramente quello di preparare un infuso, che come vedremo in seguito risulta essere un vero e proprio toccasana per il corpo e la sua intera struttura.» PROPRIETA' CISTITE E CISTITI DA CATETERE DISINFETTANTE DELLE VIE URINARIE ANTI INFIAMMATORIO LENITIVO ANTI PRURIGINOSO CONTRO LA FORMAZIONE DI SABBIA O DI AMMASSI NEI RENI INDICAZIONI Utile ed indicata in tutti i casi di disturbi e infezioni urinarie, cistiti, calcolosi urinarie. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio.   Riferimenti Bibliografici

INSUEPAT FS 1 - GR 100

INSUEPAT FS 1 - GR 100

€ 5,50

L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana per insufficienza epatica. Leggermente lassativa. EFFETTI Tisana popolare per insufficienza epatica (LEGGERMENTE LASSATIVO). INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Far bollire per 3/4 minuti e lasciare infondere per 10 minuti. 15 min. prima di colazione+H2O. 15 min. prima di pranzo. 15 min.prima di coricarsi. INGREDIENTI Tisana a base di Peumus boldus, Cynara scolimus, Rosmarinus officinalis, Equisetum arvense, Mentha piperita e Asperula odorata. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Peumus Boldus - Boldo: «Il boldo ha proprietà epatoprotettrici, diuretiche, stomachiche, coleretiche (flavonoidi ed alcaloidi) e colagoghe. Del Boldo si utilizzano estratti titolati e standardizzati in principi attivi (raccomandata l'assunzione di estratto pari ad 1 mg di boldina per dose), ottenuti dalle foglie. Il boldo è presente in Farmacopea Ufficiale ed in numerose specialità medicinali.» Per la salute: «Questa pianta è stata ampiamente utilizzata in Sud America, per trattare i problemi al fegato, cistifellea e disfunzioni intestinali. Aiuta a promuovere la digestione dei grassi, stimolando la secrezione della bile, utile contro le infiammazioni urogenitali, come la gonorrea, per la gotta, l'epatite, reumatismi, sifilide e vermi. Nella moderna fitoterapia viene indicato per trattare disfunzioni epatobiliari lievi, disturbi dispeptici, coadiuvante nel trattamento della stipsi, coliche epatiche. Utilizzata in naturopatia con la tintura madre ricavata dalle foglie, indicata nel trattamento delle infezioni urinarie, calcolosi biliare e colica epatica, anoressia. In commercio si possono trovare preparati a base di Peumus boldus, in compresse, tintura madre, estratto fluido.» Interazioni: «Lassativi antrachinonici: potenziamento degli effetti collaterali degli antrachinoni.» Cynara Scolymus - Carciofo: «Il carciofo in virtù del suo sapore amaro è stato tradizionalmente usato per trattare i sintomi associati ai disturbi digestivi e come protettore della funzionalità epatica. Gli effetti riconosciuti oggigiorno sono quelli di protettivo e stimolatore della funzionalità del fegato e delle secrezioni biliari e viene dato come coadiuvante naturale a pazienti con malattie epatiche croniche. Inoltre aiuta la digestione ostacolando gli effetti correlati quali inappetenza, pesantezza e gonfiore di stomaco, stanchezza, sonnolenza, eruttazioni, alitosi, flatulenza e mal di testa. Recenti studi clinici hanno dimostrato che l’estratto standardizzato di foglie di carciofo (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia e migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema. Due studi condotti su persone con problemi di dispepsia e disturbi della digestione, mostrano come l’estratto di foglie di carciofo migliori significativamente i sintomi specifici di questo fastidioso problema. Altri studi condotti ognuno su oltre 200 soggetti con sindrome del colon irritabile e difficoltà digestive indicano come l’assunzione di estratto di foglie di carciofo riduca la severità dei sintomi come dolore addominale, crampi, gonfiore flatulenza e costipazione, con una valutazione positiva sia da parte dei pazienti che dei medici. Per spiegare il ruolo positivo dell’estratto di carciofo nella digestione sono state formulate alcune ipotesi fra cui la più accreditata è quella che ipotizza il un ruolo chiave dell’ inulina, molecola naturale contenuta ad alti livelli nell’estratto. Sembra infatti che sia un substrato molto favorevole ai batteri cosiddetti buoni impegnati nella digestione. Inoltre, altre sostanze contenute nel carciofo formerebbero un ambiente favorevole favorente la crescita di batteri intestinali che aiutano la digestione e migliorano lo stato di costipazione. L’analisi di alcuni studi condotti su pazienti con colesterolo alto indica che l’estratto purificato è anche in grado di abbassare I livelli di colesterolo dopo alcune settimane dall’inizio dell’assunzione. L’ipotesi che è stata formulata per spiegare questo suo effetto ipolipemizzante è che l’aumento di secrezione degli acidi biliari (acidi che legano i grassi), favorito dal carciofo, sia responsabile dell’aumentata eliminazione del colesterolo attraverso le feci, determinando l’abbassamento dei livelli nel sangue per la diminuzione del riassorbimento intestinale. Così come in grado di ridurre I livelli di colesterolo, l’estratto mostra attività anche nel ridurre i livelli di ossidazione dei lipidi, fattore che assieme ad altri fa aumentare i rischi a livello cardiovascoalre [kusku]. » Per la salute: «La cinarina sembra avere effetti colagoghi. Gli estratti di carciofo hanno mostrato in studi clinici di migliorare la coleresi e la sintomatologia di pazienti sofferenti da dispepsia e disturbi funzionali del fegato. La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio ipolipidemizzante in vari studi clinici. La cinarina ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche e aumentare l’escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. I derivati dell'acido caffeico in genere mostrano effetti antiossidanti ed epatoprotettivi. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici, anche ingerito sotto forma di tisana realizzata con le foglie. La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari sull'equilibrio insulina/glucagone ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente, e l'effetto dei principi amari sulla secrezione di fattore intrinseco ne indica un possibile utilizzo in caso di anemia sideropenica.» Interazioni: «Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico è meglio però evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per evitare una possibile irritazione della mucosa gastroenterica.» Rosmarinus Officinalis - Rosmarino: «Le sue proprietà sono: stimolante, tonico, stomachico, antispasmodico, eupeptico, antiossidante, antinfiammatorio e antisettico.» Per la salute: «L'olio essenziale di rosmarino è un potente antibatterico e fungicida. Viene usato come tonico digestivo del fegato. Ha proprietà astringenti dovute al tannino per cui è utile per i problemi di diarrea e riducono il flusso mestruale se troppo abbondante. È efficace nei casi di meteorismo e dei disturbi intestinali in genere, nel caso di spasmi ventrali, vertigini, inappetenza, e per l'esaurimento psicofisico. Inoltre rinfranca la memoria debole ed è ottimo nei casi di depressione. È uno stimolante naturale per aumentare il flusso sanguigno e ristabilizzante della resistenza dei capillari fragili. L'infuso di rosmarino e salvia è ottimo per il mal di gola. In aromaterapia è usato per migliorare la memoria, per la depressione e per alleviare l'emicrania. Per uso esterno, i risciacqui sono efficaci contro il mal di denti e le frizioni per i dolori reumatici ed il mal di testa. I cataplasmi delle foglie tritate e riscaldate nell'olio sono ottime per le contusioni e le slogature. Per le sue proprietà antisettiche è indicato per gli eczemi e come disinfettante per le ferite.» Interazioni: «Possibili interazioni con oli essenziali ricchi di chetoni (Salvia, Assenzio ecc.), per sommazione di effetti sul SNC.» Equisetum Arvense - Equiseto: «L'equiseto, per il suo alto contenuto in silice e minerali, è utilizzato per le sue proprietà diuretiche e rimineralizzanti, soprattutto per il tessuto osseo; inoltre, favorisce l'accrescimento osseo, la dentizione e la crescita di unghie e capelli. La moderna fitoterapia utilizza l'equiseto sotto forma di estratti standardizzati in silicio elettivamente nella prevenzione e nella cura dell'osteoporosi, mentre a scopo diuretico può essere utilizzato lo stesso estratto fluido. L'equiseto è piuttosto utile nel trattamento coadiuvante delle smagliature cutanee, grazie alle sue proprietà rassodanti, leviganti ed elasticizzanti. Considerate le proprietà astringenti, l'equiseto può essere utilizzato come base per lavaggi per palpebre arrossate, colliri per le congiuntive infiammate, sciacqui e gargarismi per le mucose della bocca e della gola.» Per la salute: « Sostanze presenti: acido silicico (fino al 15%), glucoside delle saponine (equisetonina), flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici (anche acido ascorbico), sostanze amare e altre sostanze minerali (sali di potassio, alluminio e manganese). Proprietà curative: antiemorragiche, cicatrizzanti, emostatiche (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), antitubercolari e remineralizzanti (valide soprattutto per i malati di tubercolosi polmonare). Sembra comunque che abbia anche una certa tossicità specialmente nel bestiame (probabilmente l'elevata quantità di membrane silicizzate possono causare lesioni e quindi infezioni nel tubo intestinale degli erbivori).» Interazioni: «Sono possibili interazioni con diuretici e cardioattivi per ipopotassiemia.» Mentha Piperita - Menta: «La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie.» Per la salute: «Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limone e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito.» Asperula Odorata - Asperula: «I vantaggi derivati dall’utilizzo dell’asperula sono molteplici ed interessano tanto il fisico quanto la mente di una persona: la sua fragranza ed il suo aroma, infatti, hanno potenti effetti calmanti e rilassanti, ma assumendola regolarmente potrete beneficiare anche lo stomaco ed il fegato per i quali risulta essere un tonico davvero potente. Le foglie fresche dell’asperula hanno dimostrato nel corso degli anni una gran quantità di proprietà curative, in particolar modo nei confronti di lividi e ferite: preparate una pasta spremendo le foglie dell’asperula e applicandola direttamente sulla zona da trattare per godere dei migliori risultati. L’asperula è un buonissimo tonico per il fegato il quale riceve un buonissimo incremento di salute da questa soluzione omeopatica, in quanto l’asperula promuove la disintossicazione dei composti formatisi durante i processi di smaltimento del cibo, limitando quindi i danni che essi portano all’organismo ed al fegato in particolare. L’asperula viene integrata alla maggior parte delle terapie per risolvere particolari condizioni psicologiche nelle persone, causate solitamente da malattie come la depressione, l’insonnia, l’isteria e l’ipertensione. Per quanto riguarda i problemi legati ad una cattiva alimentazione e ai conseguenti disturbi allo stomaco, potete benissimo utilizzare l’asperula per limitare i dolori e calmare l’infiammazione alle sue pareti, in modo da favorire la digestione ed i movimenti intestinali.» Per la salute: «Il fiore di asperula odorata viene utilizzato dalla medicina tradizionale come tonico per tutto l’organismo, grazie soprattutto al suo effetto spasmodico che permette di evitare condizioni di salute alquanto fastidiose come tensione nervosa, crampi notturni o dolori articolari, mentre risulta anche particolarmente efficace per combattere i calcoli renali e le infezioni che colpiscono il tratto urinario, prevenendo la formazione di cellule cancerose che portano con sé il rischio di malattie terminali.» PROPRIETÀ EPATOPROTETTRICI DIURETICHE STOMACHICHE COLERETICHE STIMOLANTE EUPEPTICO ANTIOSSIDANTE ANTIINFIAMMATORIE ANISETTICHE INDICAZIONI Aiuta a promuovere la digestione dei grassi, stimolando la secrezione della bile. Protettivo, tonico e stimolante della funzionalità del fegato. Efficace nei casi di meteorismo e dei disturbi intestinali in genere. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

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L’antica tradizione erboristica ci ha insegnato l’estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana per insufficienza epatica. Leggermente lassativa. EFFETTI Tisana popolare per insufficienza epatica (LEGGERMENTE LASSATIVO). INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 5%. Far bollire per 3/4 minuti e lasciare infondere per 10 minuti. 15 min. prima di colazione+H2O. 15 min. prima di pranzo. 15 min.prima di coricarsi. INGREDIENTI Tisana a base di Peumus boldus, Cynara scolimus, Rosmarinus officinalis, Equisetum arvense, Mentha piperita e Asperula odorata. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Peumus Boldus - Boldo: «Il boldo ha proprietà epatoprotettrici, diuretiche, stomachiche, coleretiche (flavonoidi ed alcaloidi) e colagoghe. Del Boldo si utilizzano estratti titolati e standardizzati in principi attivi (raccomandata l'assunzione di estratto pari ad 1 mg di boldina per dose), ottenuti dalle foglie. Il boldo è presente in Farmacopea Ufficiale ed in numerose specialità medicinali.» Per la salute: «Questa pianta è stata ampiamente utilizzata in Sud America, per trattare i problemi al fegato, cistifellea e disfunzioni intestinali. Aiuta a promuovere la digestione dei grassi, stimolando la secrezione della bile, utile contro le infiammazioni urogenitali, come la gonorrea, per la gotta, l'epatite, reumatismi, sifilide e vermi. Nella moderna fitoterapia viene indicato per trattare disfunzioni epatobiliari lievi, disturbi dispeptici, coadiuvante nel trattamento della stipsi, coliche epatiche. Utilizzata in naturopatia con la tintura madre ricavata dalle foglie, indicata nel trattamento delle infezioni urinarie, calcolosi biliare e colica epatica, anoressia. In commercio si possono trovare preparati a base di Peumus boldus, in compresse, tintura madre, estratto fluido.» Interazioni: «Lassativi antrachinonici: potenziamento degli effetti collaterali degli antrachinoni.» Cynara Scolymus - Carciofo: «Il carciofo in virtù del suo sapore amaro è stato tradizionalmente usato per trattare i sintomi associati ai disturbi digestivi e come protettore della funzionalità epatica. Gli effetti riconosciuti oggigiorno sono quelli di protettivo e stimolatore della funzionalità del fegato e delle secrezioni biliari e viene dato come coadiuvante naturale a pazienti con malattie epatiche croniche. Inoltre aiuta la digestione ostacolando gli effetti correlati quali inappetenza, pesantezza e gonfiore di stomaco, stanchezza, sonnolenza, eruttazioni, alitosi, flatulenza e mal di testa. Recenti studi clinici hanno dimostrato che l’estratto standardizzato di foglie di carciofo (ALE) può ridurre i sintomi della dispepsia e migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di questo problema. Due studi condotti su persone con problemi di dispepsia e disturbi della digestione, mostrano come l’estratto di foglie di carciofo migliori significativamente i sintomi specifici di questo fastidioso problema. Altri studi condotti ognuno su oltre 200 soggetti con sindrome del colon irritabile e difficoltà digestive indicano come l’assunzione di estratto di foglie di carciofo riduca la severità dei sintomi come dolore addominale, crampi, gonfiore flatulenza e costipazione, con una valutazione positiva sia da parte dei pazienti che dei medici. Per spiegare il ruolo positivo dell’estratto di carciofo nella digestione sono state formulate alcune ipotesi fra cui la più accreditata è quella che ipotizza il un ruolo chiave dell’ inulina, molecola naturale contenuta ad alti livelli nell’estratto. Sembra infatti che sia un substrato molto favorevole ai batteri cosiddetti buoni impegnati nella digestione. Inoltre, altre sostanze contenute nel carciofo formerebbero un ambiente favorevole favorente la crescita di batteri intestinali che aiutano la digestione e migliorano lo stato di costipazione. L’analisi di alcuni studi condotti su pazienti con colesterolo alto indica che l’estratto purificato è anche in grado di abbassare I livelli di colesterolo dopo alcune settimane dall’inizio dell’assunzione. L’ipotesi che è stata formulata per spiegare questo suo effetto ipolipemizzante è che l’aumento di secrezione degli acidi biliari (acidi che legano i grassi), favorito dal carciofo, sia responsabile dell’aumentata eliminazione del colesterolo attraverso le feci, determinando l’abbassamento dei livelli nel sangue per la diminuzione del riassorbimento intestinale. Così come in grado di ridurre I livelli di colesterolo, l’estratto mostra attività anche nel ridurre i livelli di ossidazione dei lipidi, fattore che assieme ad altri fa aumentare i rischi a livello cardiovascoalre [kusku]. » Per la salute: «La cinarina sembra avere effetti colagoghi. Gli estratti di carciofo hanno mostrato in studi clinici di migliorare la coleresi e la sintomatologia di pazienti sofferenti da dispepsia e disturbi funzionali del fegato. La cinarina ha mostrato di essere efficace come rimedio ipolipidemizzante in vari studi clinici. La cinarina ha anche effetti coleretici, sembra cioè stimolare la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche e aumentare l’escrezione di colesterolo e di materia solida nella bile. I derivati dell'acido caffeico in genere mostrano effetti antiossidanti ed epatoprotettivi. La Cinarina è anche ipocolesterolemizzante, tramite l'inibizione della biosintesi del colesterolo e l'inibizione dell'ossidazione del colesterolo LDL. Diminuisce inoltre il quoziente beta/alfa delle lipoproteine ed ha effetti diuretici, anche ingerito sotto forma di tisana realizzata con le foglie. La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi. L'attività dei principi amari sull'equilibrio insulina/glucagone ne indica la possibile utilità come supporto in caso di iperglicemia reattiva o diabete incipiente, e l'effetto dei principi amari sulla secrezione di fattore intrinseco ne indica un possibile utilizzo in caso di anemia sideropenica.» Interazioni: «Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico è meglio però evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per evitare una possibile irritazione della mucosa gastroenterica.» Rosmarinus Officinalis - Rosmarino: «Le sue proprietà sono: stimolante, tonico, stomachico, antispasmodico, eupeptico, antiossidante, antinfiammatorio e antisettico.» Per la salute: «L'olio essenziale di rosmarino è un potente antibatterico e fungicida. Viene usato come tonico digestivo del fegato. Ha proprietà astringenti dovute al tannino per cui è utile per i problemi di diarrea e riducono il flusso mestruale se troppo abbondante. È efficace nei casi di meteorismo e dei disturbi intestinali in genere, nel caso di spasmi ventrali, vertigini, inappetenza, e per l'esaurimento psicofisico. Inoltre rinfranca la memoria debole ed è ottimo nei casi di depressione. È uno stimolante naturale per aumentare il flusso sanguigno e ristabilizzante della resistenza dei capillari fragili. L'infuso di rosmarino e salvia è ottimo per il mal di gola. In aromaterapia è usato per migliorare la memoria, per la depressione e per alleviare l'emicrania. Per uso esterno, i risciacqui sono efficaci contro il mal di denti e le frizioni per i dolori reumatici ed il mal di testa. I cataplasmi delle foglie tritate e riscaldate nell'olio sono ottime per le contusioni e le slogature. Per le sue proprietà antisettiche è indicato per gli eczemi e come disinfettante per le ferite.» Interazioni: «Possibili interazioni con oli essenziali ricchi di chetoni (Salvia, Assenzio ecc.), per sommazione di effetti sul SNC.» Equisetum Arvense - Equiseto: «L'equiseto, per il suo alto contenuto in silice e minerali, è utilizzato per le sue proprietà diuretiche e rimineralizzanti, soprattutto per il tessuto osseo; inoltre, favorisce l'accrescimento osseo, la dentizione e la crescita di unghie e capelli. La moderna fitoterapia utilizza l'equiseto sotto forma di estratti standardizzati in silicio elettivamente nella prevenzione e nella cura dell'osteoporosi, mentre a scopo diuretico può essere utilizzato lo stesso estratto fluido. L'equiseto è piuttosto utile nel trattamento coadiuvante delle smagliature cutanee, grazie alle sue proprietà rassodanti, leviganti ed elasticizzanti. Considerate le proprietà astringenti, l'equiseto può essere utilizzato come base per lavaggi per palpebre arrossate, colliri per le congiuntive infiammate, sciacqui e gargarismi per le mucose della bocca e della gola.» Per la salute: « Sostanze presenti: acido silicico (fino al 15%), glucoside delle saponine (equisetonina), flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici (anche acido ascorbico), sostanze amare e altre sostanze minerali (sali di potassio, alluminio e manganese). Proprietà curative: antiemorragiche, cicatrizzanti, emostatiche (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), antitubercolari e remineralizzanti (valide soprattutto per i malati di tubercolosi polmonare). Sembra comunque che abbia anche una certa tossicità specialmente nel bestiame (probabilmente l'elevata quantità di membrane silicizzate possono causare lesioni e quindi infezioni nel tubo intestinale degli erbivori).» Interazioni: «Sono possibili interazioni con diuretici e cardioattivi per ipopotassiemia.» Mentha Piperita - Menta: «La Menta viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: antispasmodiche, analgesiche, carminative, coleretiche ed antisettiche, mentre per uso esterno vanta proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, analgesiche, antipruriginose ed antinfiammatorie.» Per la salute: «Per via dei principi attivi contenuti nella menta, ad essa vengono attribuite proprietà cicatrizzanti e disinfettanti. È utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limone e isovalerianato. La menta, sotto forma di tisana o dei relativi preparati erboristici, può essere d'aiuto in caso di diarrea e disturbi gastrici. Può coadiuvare il trattamento di disturbi come tosse e raffreddore, per via delle sue proprietà sedative e spasmodiche. Il mentolo che essa contiene è considerato un vasodilatatore per la mucosa nasale. L'impiego di prodotti e preparati contenenti menta e mentolo potrebbe interferire con le cure omeopatiche. È consigliabile consultare il proprio medico in proposito.» Asperula Odorata - Asperula: «I vantaggi derivati dall’utilizzo dell’asperula sono molteplici ed interessano tanto il fisico quanto la mente di una persona: la sua fragranza ed il suo aroma, infatti, hanno potenti effetti calmanti e rilassanti, ma assumendola regolarmente potrete beneficiare anche lo stomaco ed il fegato per i quali risulta essere un tonico davvero potente. Le foglie fresche dell’asperula hanno dimostrato nel corso degli anni una gran quantità di proprietà curative, in particolar modo nei confronti di lividi e ferite: preparate una pasta spremendo le foglie dell’asperula e applicandola direttamente sulla zona da trattare per godere dei migliori risultati. L’asperula è un buonissimo tonico per il fegato il quale riceve un buonissimo incremento di salute da questa soluzione omeopatica, in quanto l’asperula promuove la disintossicazione dei composti formatisi durante i processi di smaltimento del cibo, limitando quindi i danni che essi portano all’organismo ed al fegato in particolare. L’asperula viene integrata alla maggior parte delle terapie per risolvere particolari condizioni psicologiche nelle persone, causate solitamente da malattie come la depressione, l’insonnia, l’isteria e l’ipertensione. Per quanto riguarda i problemi legati ad una cattiva alimentazione e ai conseguenti disturbi allo stomaco, potete benissimo utilizzare l’asperula per limitare i dolori e calmare l’infiammazione alle sue pareti, in modo da favorire la digestione ed i movimenti intestinali.» Per la salute: «Il fiore di asperula odorata viene utilizzato dalla medicina tradizionale come tonico per tutto l’organismo, grazie soprattutto al suo effetto spasmodico che permette di evitare condizioni di salute alquanto fastidiose come tensione nervosa, crampi notturni o dolori articolari, mentre risulta anche particolarmente efficace per combattere i calcoli renali e le infezioni che colpiscono il tratto urinario, prevenendo la formazione di cellule cancerose che portano con sé il rischio di malattie terminali.» PROPRIETÀ EPATOPROTETTRICI DIURETICHE STOMACHICHE COLERETICHE STIMOLANTE EUPEPTICO ANTIOSSIDANTE ANTIINFIAMMATORIE ANISETTICHE INDICAZIONI Aiuta a promuovere la digestione dei grassi, stimolando la secrezione della bile. Protettivo, tonico e stimolante della funzionalità del fegato. Efficace nei casi di meteorismo e dei disturbi intestinali in genere. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione. Tenere lontano dai bambini. Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto. Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici

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L'antica tradizione erboristica ci ha insegnato l'estrazione dei principi attivi dalle piante mediante infusione in acqua ed il loro impiego per un quotidiano gesto di benessere. Tisana contro gambe pesanti, varici, geloni e problemi circolatori. EFFETTI Tisana gambe pesanti, varici, geloni, problemi circolatori. INDICAZIONI MODO D'USO Decotto 3%. Far bollire per 7 minuti. Una tazza tre volte die. 15 min. prima di colazione. 15 min. prima di pranzo. 15 min. prima di coricarsi, se minaccia di flebite. INGREDIENTI Tisana a base di Vite rossa, Cardiaca, Biancospino, Tiglio. VUOI SAPERNE DI PIU'? INGREDIENTI Vitis Vinifera: «Potente antinfiammatorio per fenomeni cronicizzati. Indicazioni: Osteoartrosi, artriti deformanti, artrosi articolari, reumatismo degenerativo, morbo di Crohn ecc.; acne, couperose, rosacea; neoformazioni cutanee. Stati infiammatori a determinante immune: artriti deformanti, artrosi articolari, reumatismo degenerativo, sarcoidosi, morbo di Crohn ecc.; acne, couperose, rosacea; neoformazioni cutanee. Le applicazioni sopra riportate non presentano in alcun caso natura prescrittiva o terapeutica. Consultare sempre preventivamente il proprio medico in caso di malessere o malattia.» Leonurus Cardiaca - Leonora Cardiaca: «La Leonora cardiaca (Leonurus cardiaca L.), più semplicemente Cardiaca, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae (Labiatae). La Cardiaca è originaria dell'Asia (Himalaya e Siberia orientale). In Italia, la Leonora cardiaca cresce nei luoghi incolti, nelle vicinanze delle case ed ai margini della strade. La Cardiaca viene usata in fitoterapia ad uso interno per le sue proprietà: ipotensive, vasodilatatorie, sedative e bradicardiche. La Cardiaca trova quindi impiego per uso interno nel trattamento dell'ipertensione, delle nevrosi cardiache, dell'angina, dei disturbi della menopausa, della vampate di calore, dell'insonnia e delle extrasistole ventricolari. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: Proprietà piante contenute nelle erbe le parti aeree raccolte durante la fioritura (Giugno-Settembre). I principi attivi contenuti nella Leonora cardiaca sono: stachidrina, alcalodi guanidinici, alcaloidi betainici, triterpeni, lattoni diterpenici, glicosidi, principi amari, tannini, flavonoidi, saponosidi, arpagide e tracce di olio essenziale. » Per la salute: « Nella moderna fitoterapia la Cardiaca viene utilizzata sotto forma di estratti secchi titolati, infusi, polveri, estratto fluido e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono pari a: 2 cucchiaini da caffè (1,5 grammi) di droga per tazza d'acqua bollente (infuso), 2 capsule da 500 mg di polvere di Cardiaca da nebulizzare tre volte al giorno, 1-2 g di estratto fluido di Leonora cardiaca più volte al dì (1g = 35 gocce), 30 gocce di Cardiaca tintura madre tre volte al giorno. L'estratto standardizzato di Leonora cardiaca deve essere sempre prescritto dal proprio medico curante. Le foglie raccolte anneriscono subito perdendo totalmente la loro efficacia, perciò è meglio utilizzare la pianta fresca o la tintura madre. Il processo di essiccazione delle parti aeree deve essere molto veloce e non deve superare i 40°C, in modo tale da non perdere totalmente le proprietà fitoterapiche della droga raccolta. La Cardiaca non presenta particolari effetti collaterali, a meno che non ci sia un'accertata ipersensibilità ad uno o più principi attivi contenuti nella droga. Dosaggi elevati possono causare diarrea, sanguinamenti uterini ed irritazioni dello stomaco. L'impiego della Leonora cardiaca è controindicato in gravidanza e durante l'allattamento. Evitare l'assunzione della Cardiaca e dei suoi estratti assieme a farmaci cardioattivi ed ipotensivanti. L'impiego della Cardiaca nelle tisane trova spazio per le sue proprietà ipotensive, vasodilatatorie, sedative e bradicardiche. Purtroppo, le preparazioni erboristiche tradizionali come tisane, infusi, succhi e decotti, non permettono di stabilire con esattezza la quantità di principi attivi somministrata al paziente, il che aumenta il rischio di insuccesso terapeutico. In una tisana, infatti, le quantità di principi attivi estratti possono essere eccessive o più comunemente insufficienti, oltre al rischio di estrarre anche componenti indesiderate.» Biancospino: «Il biancospino è dotato di parecchie proprietà terapeutiche, le parti di pianta utilizzate sono i fiori, le foglie, i frutti e la corteccia. I fiori svolgono un'azione antispasmodica, cardiotonica, ipotensiva e sedativa del sistema nervoso simpatico. Le foglie e i frutti contrastano la diarrea, lo scorbuto e sono astringenti, mentre la corteccia si impiega per curare la febbre. Inoltre possiede proprietà calmanti che contribuiscono a contrastare l'angoscia, l'insonnia e le vertigini. Il legno del biancospino è particolarmente duro e pesante, viene utilizzato come legna da ardere. » Per la salute: « In gemmoterapia si utilizza il biancospino per la tachicardia e per riequilibrare il sistema cardiocircolatorio. In forma di gemmoderivato mantiene il suo nome botanico Crataegus oxyacantha, per distinguerlo dagli altri estratti a base di questa pianta; ed è considerato il grande protettore del cuore quando è preda di aritmie, tachicardia, palpitazioni e fastidiose sensazioni di battito alterato. La fitoterapia classica utilizza da sempre le foglie e i fiori di biancospino, in quanto contengono una miscela di diversi flavonoidi, potenti antiossidanti e “spazzini” dei radicali liberi, utili nella prevenzione di malattie cardiovascolari e per combattere il colesterolo. Questi principi attivi conferiscono una spiccata attività cardioprotettiva, perché inducono la dilatazione delle arterie coronariche, che portano il sangue al cuore, migliorando così l'afflusso del sangue con conseguente riduzione della pressione arteriosa. Inoltre i proantocianidoli agiscono da un lato sul potenziamento della forza contrattile del cuore; e dall'altro sulle alterazioni della funzionalità cardiaca. Questi componenti riducono la tachicardia, le extrasistole e aritmie e prevengono le complicanze nei pazienti anziani, a rischio di angina pectoris o infarto, affetti da influenza o polmonite. Infine la vitexina, agisce come spasmolitico e ansiolitico naturale. Quest'azione sedativa e rilassante è utile soprattutto nei pazienti molto nervosi, nei quali riduce l'emotività, l'ansia, agitazione, angoscia, e in caso d'insonnia. » Interazioni: « Aumenta la biodisponibilità della Digitale e dei farmaci da essa derivati. Possibile sommazione di effetti con ipotensivi e digitatici.» Tiglio: «Il decotto di corteccia dei giovani rami raccolto in primavera ha proprietà astringenti, per uso esterno utilizzato come clistere per la cura di diarree e infezioni intestinali; L'infuso, la tisana e lo sciroppo dei fiori con le brattee, raccolti in giugno-luglio e fatti seccare all'ombra, vantano proprietà anticatarrali, bechiche, sudorifere, emollienti, antispasmodiche, vasodilatatrici e calmanti nei confronti di stati d'ansia; Per uso esterno l'infuso di fiori viene usato per bagni calmanti e ristoratori, mentre il decotto serve per gargarismi curativi di stomatiti, faringiti, glossiti, angine; L'estratto acquoso di alburno (la parte esterna del legno) dei rami, avrebbe un'azione contro gli spasmi intestinali, biliari ed epatici, vanterebbe inoltre un'attività antipertensiva e dilatatrice delle coronarie Il decotto dei giovani rami ha un'azione diuretica; Il carbone vegetale ottenuto dal legno viene utilizzato come assorbente antiputrido intestinale. » Per la salute: « Il fiore del Tiglio, che deve il suo profumo unico ed una parte delle sue virtù alla presenza di un'essenza speciale, è antispastico, antisclerotico, un po' sudorifero e diuretico. Per i disturbi nervosi leggeri, emicranie, vertigini, insonnie, cardialgie, spasmi gastrici e vomiti nervosi, nevrosi diverse inerenti al sovraffaticamento della vita cittadina è un rimedio di prima scelta. Sotto forma di infuso è eccellente rimedio per l'arteriosclerosi, si oppone alla poliglobulia e ad un'eccessiva coagulazione del sangue. L'alburno di tiglio si è rivelato molto utile nei casi di coliche nefritiche con eliminazione dei sedimenti e dei calcoli. Numerosi successi si sono ottenuti anche in casi di reumatismi, gotta, artrite, sciatica, uremia, albuminuria così come nella litiasi biliare. Pazienti diabetici hanno visto decrescere considerevolmente il loro tasso di zucchero in seguito al trattamento con l'alburno che si impiega in decozione. La decozione che procura una spessa mucillagine può essere usata anche per uso esterno sulle bruciature, le piaghe infiammate, le emorroidi e diverse irritazioni.» PROPRIETÀ OTTIMO RIMEDIO PER GAMBE PESANTI RIMEDIO PER GELONI RIMEDIO PER VARICI AIUTO NEI DISTURBI DI CIRCOLAZIONE INDICAZIONI Ottimo rimedio per le gambe pesanti, varici e geloni. Molto buona anche per disturbi circolatori. AVVERTENZE Secondo la Pharmacopea internazionale e popolare le erbe utilizzate per la sopra indicata tisana non presentano contro indicazioni. Ogni abuso riguardo il dosaggio della tisana può essere in sé una contro indicazione.Tenere lontano dai bambini.Non assumere in caso di gravidanza o allergia conclamata alle erbe del composto.Conservare in luogo asciutto e fresco, possibilmente chiudendo ermeticamente il sacchetto della confezione originale. In alternativa in vaso di vetro preferibilmente in luogo buio. Riferimenti Bibliografici